Francesco Polazzo

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Francesco Polazzo (Venezia, 1683Venezia, 1753) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ha una prima formazione artistica a Bologna, dove viene a contatto con l'arte locale. Nonostante ciò, al suo ritorno a Venezia dimostra di orientarsi decisamente verso la maniera innovativa di Sebastiano Ricci e Giovanni Battista Piazzetta, al tempo i pittori più in voga della città[1].

L'attività del Polazzo si svolge soprattutto a Venezia, ma anche in altre città sotto il dominio della Serenissima quali Bergamo e Brescia. A Brescia, in particolare, la sua presenza è collocabile tra il 1736 e il 1738. Da una sua lettera manoscritta del 22 febbraio 1736 si deduce la commissione di una tela da parte delle "monache di Brescia", probabilmente quelle del monastero di Santo Spirito dove Giovanni Battista Carboni, nella sua guida della città del 1760, registra appunto una tela del Polazzo oggi perduta. Nel 1738 esegue la Morte di san Giuseppe per la collegiata dei Santi Nazaro e Celso sempre a Brescia[1].

Una presenza più assidua del Polazzo è in realtà registrabile a Bergamo, dove ha lasciato numerose opere in ambiti sia civili, sia religiosi[1].

Stile[modifica | modifica sorgente]

La vicinanza del suo stile a quello del Piazzetta ha spesso portato ad attribuire molte opere a quest'ultimo, piuttosto che al Polazzo, soprattutto in caso di letture critiche superficiali[1].

La lezione del suo grande maestro influenzerà composizioni e dettagli della quasi totalità delle sue opere, fino alla tarda maturità. Non minore eco avrà sempre la formazione bolognese con le complesse composizione cromatiche, la quale, accostata alla solarità veneziana, darà come risultato dipinti di grandi effetti coloristici, dagli accostamenti ricercati[1].

A un livello qualitativamente inferiore si pongono invece i suoi schemi compositivi, per i quali il Polazzo mai si dimostrerà originale ma, anzi, piuttosto ripetitivo[1].

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Morte di san Giuseppe, 1731-1737, Bergamo, Duomo.
  • Morte di san Giuseppe, 1738, Brescia, collegiata dei Santi Nazaro e Celso.
  • Presentazione di Maria al tempio, Sposalizio della Vergine, Visitazione e Natività di Gesù, 1750 circa, Stezzano, santuario della Madonna dei Campi[2].
  • Madonna appare alla Maddalena e a sant'Antonio, Bergamo, chiesa di San Giuseppe[3].
  • Adorazione Dei Magi, 1735-38, collezione privata[4].
  • Le scienze e le arti alludono all'immortalità, 1735-1737, collezione privata[4].
  • Madonna col Bambino in gloria e angeli, collezione privata[4].
  • Morte di Francesco Saverio, collezione privata[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Begni Redona, p. 155
  2. ^ Francesco Polazzo (1682-1752) - www.madonnadeicampi.org. URL consultato il 10 ottobre 2011.
  3. ^ Francesco Polazzo - www.treccani.it. URL consultato il 10 ottobre 2011.
  4. ^ a b c d Francesco Polazzo - www.arcadja.com. URL consultato il 10 ottobre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pier Virgilio Begni Redona, Pitture e sculture in San Nazaro e Celso in AA.VV., La collegiata insigne dei Santi Nazaro e Celso in Brescia, Editrice la Scuola, Brescia 1992
  • Laura de Rossi, Francesco Polazzo, Edizioni della Laguna, Mariano del Friuli 2004

Controllo di autorità VIAF: 79503411

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