Francesco Coghetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Francesco Coghetti (autoritratto)

Francesco Coghetti (Bergamo, 12 luglio 1802Roma, 20 aprile 1875) è stato un pittore italiano.

Martirio di Santa Felicita e dei suoi sette figli, Chiesa parrocchiale di Ranica, Bergamo

La vita[modifica | modifica sorgente]

Nacque all'inizio del XIX secolo a Bergamo, precisamente nella parrocchia di San Pancrazio, situata nella Città Alta, da Giuseppe e Caterina Balbi, appartenenti ad una famiglia benestante. Questa condizione agiata lo portò ad intraprendere gli studi presso scuole prestigiose, prima a Clusone, poi all'Accademia Carrara, posta nel capoluogo orobico, dove seguì corsi di pittura volti a migliorarne le innate capacità.

Qui venne seguito dal maestro Giuseppe Diotti ed ebbe come compagno di studi Giovanni Carnovali, detto il Piccio, con il quale instaurò un rapporto di amicizia e di reciproca stima. Nel corso del secondo anno di studi, nel 1818, vinse il concorso di disegno indetto dall'accademia stessa, a pari merito con l'amico Carnovali.

Nel 1820, al termine del suo ciclo di studi, si trasferì a Milano dove riuscì a distinguersi vincendo, l'anno successivo, un premio per disegno e figura indetto dall'Accademia di Belle Arti di Brera. Questi riconoscimenti lo indussero a cercare continui miglioramenti, tanto che al termine dell'anno decise di recarsi a Roma dove grazie alle generose sovvenzioni del padre ed accompagnato dal prestigio maturato dai premi precedentemente ricevuti, ebbe modo di frequentare lo studio del maestro Vincenzo Camuccini.

Il suo soggiorno romano venne aiutato anche dall'amicizia con il conterraneo Angelo Mai, cardinale presso la sede pontificia, che fu un influente protettore del giovane pittore, il quale lo ricambiò eseguendone un ritratto inviato a Schilpario, paese d'origine del prelato.

Nel 1825 Francesco Coghetti convolò a nozze con Giacinta Martinozzi, dal cui legame successivamente nacquero Cesare e Giuditta.

Nel frattempo cominciavano ad arrivare numerose le commesse, anche dalla sua terra natìa, che aumentarono notevolmente la sua fama. Una di queste opere, "Santa Aldeida in atto di ricevere la corona dell'immortalità" vinse anche una medaglia all'esposizione Nazionale di Firenze. L'apice della sua produzione coincise con gli anni quaranta e cinquanta del XIX secolo, in cui visse periodi di intensissimo fervore artistico accompagnato da un numero sempre crescente di commissioni che giungevano da ogni parte d'Italia e d'Europa, tanto da garantirgli l'appellativo di "più distinto pittore vivente italiano".

Nel 1844 gli venne proposta la direzione dell'Accademia di pittura di Città del Messico, offerta declinata dal Coghetti.

Nel 1858 gli venne proposto l'incarico di gestione della cattedra di pittura, nonché la presidenza dell'Accademia di San Luca, offerta a cui il pittore non poteva certo rinunciare.

Tuttavia, a partire dalla seconda metà del sesto decennio, la sua fama cominciò ad essere messa in discussione da alcuni lavori ritenuti non all'altezza delle sue capacità, tanto da ritrovarsi al centro di alcune polemiche sovente alimentate da invidia e da posizioni politiche differenti alla maggiore corrente di pensiero. Erano infatti i tempi in cui lo Stato Pontificio stava per essere annesso al Regno d'Italia, ed il Coghetti ricopriva un ruolo di spicco nell'Accademia di San Luca, ritenuta la massima espressione del potere temporale del Papa.

Numerose furono quindi le disdette di commissioni, accompagnate dalla sospensione dal ruolo di docente e presidente dell'Accademia di San Luca nel 1873, nel frattempo diventata Accademia Regia.

Relegato ai margini della vita artistica della capitale italiana, morì nel 1875 a causa di un attacco apoplettico.

Le opere[modifica | modifica sorgente]

Apoteosi di Sant'Agostino, Duomo di Porto Maurizio, Imperia

Il Coghetti si distinse fin dalle prime opere per il suo stile caratterizzato da un'elevata eloquenza classica, nonché da un virtuosismo nelle ambientazioni barocche, ma anche da una gestione armonica dei colori e da una rappresentazione naturale delle espressioni dei volti dipinti. Numerose furono i ritratti eseguiti per l'aristocrazia del tempo, ma soprattutto i dipinti raffiguranti scene del vecchio e nuovo testamento. Le sue principali opere, ordinate cronologicamente, furono:

  • "Presentazione di Gesù al tempio" (1825), Chiesa parrocchiale di Almenno San Bartolomeo (Bergamo)
  • "S. Aldeida in atto di ricevere la corona dell’immortalità" (1828), Sagrestia del Duomo di Bergamo
  • "Assunta" (1831) Chiesa parrocchiale di Calcinate (Bergamo)
  • "Ritratto del cardinale Cesare Nembrini" (1831)
  • "Profeti, Angeli e Santi Patroni di Bergamo" (1832), Sagrestia del Duomo di Bergamo
  • "Ritratto di Gaetano Donizetti" (1832)
  • "Affreschi della prima cupola" (1833), Duomo di Bergamo
  • "Ritratto di Monsignor Carlo Gritti Morlacchi", Sagrestia del Duomo di Bergamo.
  • "Affreschi di Alessandro Magno e figure allegoriche" (1837), Villa Torlonia (via Nomentana, Roma)
  • "Affreschi di Prometeo" (1838), Teatro di Tordinona
  • "Affreschi di Ercole" (1839), Villa Torlonia (Piazza Venezia, Roma)
  • "Storie di Gracco e dei Promessi Sposi" (1841), Palazzo Torlonia (Roma)
  • "Decorazione a bassorilievo" (1842), Casino di Castel Gandolfo (Roma)
  • "Ritratto di Giovanni Presti" (1843)
  • "Nozze di Amore e Psiche" (1844)
  • "Ascensione di Cristo" (1847), Duomo di Porto Maurizio (Imperia, realizzata nell'allora nuova chiesa di Porto Maurizio, dove l'artista fu chiamato anche per intervento del suo ex allievo Leonardo Massabò)
  • "Assunta" (1847), Duomo di Savona
  • "Storie della Vergine" (1847), Duomo di Savona
  • "Cristo scaccia i mercanti dal tempio", Duomo di Savona
  • "Apoteosi di S. Ambrogio" (1849), Chiesa parrocchiale di Legino (Savona)
  • "Madonna con Bambino" (1849), Chiesa parrocchiale di Legino (Savona)
  • "Scene del diluvio" (1850), Museo de San Carlos (Mexico City)
  • "Assunta", Villa Scotti, Oreno Brianza (Monza)
  • "S. Stefano condotto davanti al sinedrio" (1853), Basilica di S. Paolo fuori le Mura di Roma
  • "L’uccisione di Galeazzo M. Sforza in S. Stefano a Milano" (1853)
  • "Autoritratto" (1854)
  • "Martirio di S. Lorenzo" (1855) Basilica di San Paolo fuori le mura (Roma)
  • "Madonna con Bambino" (1856) Parrocchia di Orvinio (Rieti)
  • "San Giuseppe" (1856), Parrocchia di Oreno Brianza (Monza)
  • "San Carlo Borromeo" (1856)
  • "Martirio di S. Felicita e dei suoi sette figli" (1857), Chiesa parrocchiale di Ranica (Bergamo)
  • "Cesare al passaggio del Rubicone" (1857), Sipario del Teatro Comunale di Rimini (progetto di Luigi Poletti)
  • "Apoteosi di S. Agostino" (1858), Duomo di Porto Maurizio (Imperia)
  • "Affreschi di San Biagio, Sant'Anna, Santi Pietro e Paolo" (1859), Chiesa dei SS. Carlo e Biagio ai Catinari (Roma)
  • "San Paolo rapito al terzo cielo" (1860)
  • "Battesimo dei SS. Procolo e Martiriano celebrato dai SS: Pietro e Paolo nel carcere Mamertino" (1860), Basilica di S. Paolo fuori le Mura (Roma)
  • "La disfatta di Annibale" (1861), Teatro nuovo di Spoleto (Perugia), ora in collezione privata
  • "Transito della Vergine" (1862), Cattedrale di Piacenza
  • "Immacolata" (1862), Chiesa dei SS. Apostoli (Roma)
  • "Evangelisti" (1862), Chiesa dei SS. Apostoli (Roma)
  • "S. Giuseppe col Bambino" (1862), Chiesa parrocchiale di Gazzaniga (Bergamo)
  • "Quadretti a tema sacro" (1862), Portogallo
  • "Allegoria della Battaglia di Tscheme" (1863)
  • "Madonna del Carmelo" (1866), Duomo di Porto Maurizio (Imperia)
  • "Autoritratto" (1868)
  • "Martirio dei SS. Fermo e Rustico" (1868), Chiesa parrocchiale di Adrara San Martino (Bg);
  • "Affreschi con storie di S. Paolo della Croce" (1870), Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo al Monte Celio (Roma)
  • "Assunta" (1870), Cattedrale di Santiago del Cile (Cile)
  • "Ritratto di Gallarini" (1870)
  • "S. Maria delle Grazie, il Padre Eterno, S. Egidio e altri Santi", (1872) Chiesa di Linguaglossa (Catania)
  • "Bruto mostra al popolo il cadavere di Lucrezia", Museo civico di Treviso
  • "Papa Eugenio III benedice Amedeo III di Savoia", Castello Ducale di Agliè (Torino)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "La pittura lombarda del sec. XIX", di V. Bignami, (1900);
  • "L'Ottocento a Bergamo da Diotti a Scuri", di S. Milesi (1995)
  • "Pittori romantici lombardi", di C. Carrà, (1932);
  • "Il secondo '800 italiano" di R. Barilli, (1988).
  • Silvia Bottaro, "Il rinnovamentoottocentesco nelle arti savonesi legato a Francesco Coghetti", in "I bozzetti per gli affreschi della Cattedrale di Savona", "Monturbano" numero speciale 2006.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]