Francesco Aurelio Di Bella

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Francesco Aurelio Di Bella
Francesco Aurelio Di Bella.jpg
7 luglio 1914 - 6 aprile 1972
Nato a Roccalumera
Morto a Grosseto
Cause della morte cause naturali
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Forza armata Regia Aeronautica
Specialità pilota di bombardieri ed aerosiluranti
Anni di servizio 1936 - 1944
Grado capitano
Guerre Guerra di Spagna
Seconda guerra mondiale
Decorazioni vedi qui
Altro lavoro Politico

[senza fonte]

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on. Francesco Aurelio Di Bella
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roccalumera
Data nascita 7 luglio 1914 (100 anni)
Professione aviatore, ingegnere, industriale
Partito Partito Nazionale Monarchico (II)
Legislatura II
Gruppo Nazionale Monarchico
Pagina istituzionale

Francesco Aurelio Di Bella (Roccalumera, 7 luglio 1914Grosseto, 6 aprile 1972) è stato un aviatore e politico italiano. Capitano della Regia Aeronautica, fu un pilota pluridecorato della seconda guerra mondiale della specialità degli aerosiluranti al quale venne conferita anche la medaglia d'oro al valore militare.

Fu in seguito deputato per il Partito Nazionale Monarchico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Di Bella nacque a Roccalumera il 7 luglio 1914.[1] Dopo aver conseguito la maturità classica presso il Liceo Maurolico di Messina si arruolò nella Regia Aeronautica.[1]

Nel mese di agosto del 1936 conseguì il primo brevetto di pilotaggio su idrovolante Caproni Ca.100 Idro, venendo successivamente trasferito presso la Scuola Centrale di Pilotaggio di Portorose (Istria). Nel marzo 1937 conseguì il brevetto militare, con la qualifica di sottotenente. Nel novembre dello stesso anno partì per la Spagna, inquadrato nell'Aviazione Legionaria, dove prestò servizio fino al marzo 1939 quando rientrò in patria.[1] Per il servizio prestato in terra spagnola venne decorato con la Medalla Militar dal governo nazionalista, e ricevette la Croce di Guerra al Valor Militare dal governo italiano.[1] Nel settembre dello stesso anno entrò a far parte del 10º Stormo Bombardamento Terrestre.

Il 5 febbraio 1940 venne trasferito alla 253ª Squadriglia, 104º Gruppo, del 46º Stormo Bombardamento Terrestre[2][3] al comando del colonnello pilota Umberto Nannini. Nello stesso Stormo militavano anche Carlo Emanuele Buscaglia (252ª) e Urbano Mancini (254ª). All'entrata in guerra dell'Italia, il 10 giugno 1940, la sua squadriglia venne impiegata dapprima sul fronte francese, e a partire dall'ottobre dello stesso anno su quello greco. Per la sua attività bellica compiuta tra il giugno ed il novembre 1940 venne decorato con una Medaglia d'Argento al valor Militare.[1]

Il 23 febbraio 1941 partecipò ad un bombardamento su Florina, in Grecia, che aveva come obiettivo la locale stazione ferroviaria. Il suo aereo, un Savoia Marchetti S.M.79, fu colpito dal fuoco contraereo e dovette effettuare un atterraggio di fortuna in territorio jugoslavo, a nord di Spalato.[1] Riportò gravi ferite, che ne condizionarono il resto della vita. Dopo poco tempo riprese servizio, e nel maggio 1941 chiese di essere trasferito ai reparti aerosiluranti.[1]

Dopo aver partecipato ad un corso di addestramento prese servizio presso la 283ª Squadriglia Aerosiluranti, creata nel luglio 1941. Come pilota di S.M.79 Sparviero, Di Bella ebbe il suo debutto operativo il 23 luglio quando 12 S.M.79[4] attaccarono nel Mediterraneo occidentale il convoglio britannico Substance diretto da Gibilterra verso Malta.[5] L'aereo di Di Bella lanciò un siluro[6] che colpì l'incrociatore pesante Manchester danneggiandolo gravemente.[7] per questa impresa fu citato sul Bollettino di guerra n. 415 e decorato con una seconda Medaglia d'Argento al Valor Militare concessa sul campo.[8]

Il 27 settembre partecipò ai tentativi di attacco contro il convoglio Halberd, tutti sventati dall'intervento dei caccia Fairey Fulmar di scorta. Per le sue attività tra il settembre ed il dicembre 1941 ricevette una terza Medaglia d'Argento al Valor Militare.[8]

Il 22 marzo 1942 partecipò alla Seconda battaglia della Sirte, rivendicando un siluro a segno su un incrociatore inglese, azione compiuta assieme al velivolo del tenente Roberto Cipriani. Questo fatto gli valse l'assegnazione di una quarta Medaglia d'Argento al Valor Militare.[8]

Convoglio avvistato da S.M.79 in posizione d'attacco

Ormai pluridecorato, partecipò alla Battaglia di mezzo agosto, dove per le sue azioni compiute contro il convoglio Pedestal tra il 12 e 13 agosto 1942 gli venne assegnata la quinta Medaglia d'Argento al Valor Militare.[8]

Il 7 ottobre 1942 fu trasferito, in qualità di istruttore, presso il 3º Nucleo Addestramento Aerosiluranti[8] di Decimomannu, in Sardegna.[9] Dopo lo sbarco degli alleati nell'Africa del Nord (Operazione Torch) rientrò in combattimento. Il 9 novembre partecipò ad una azione sulla rada di Algeri, avente come obiettivo le navi alla fonda. L'11 novembre attaccò, insieme ad altri velivoli, un convoglio in navigazione verso le coste nordafricane.[8] Sganciato il proprio siluro solamente al terzo tentativo, rivendicò il danneggiamento di un grosso piroscafo. Le azioni si susseguirono incessanti fino al gennaio 1943 quando fu trasferito all'aeroporto greco di Kalamai, per addestrare i piloti del 104º Gruppo di Gadurrà, Rodi.[10] Terminato l'addestramento rientrò a Decimomannu ai primi giorni di marzo.

Il 19 giugno prese parte ad un attacco contro la rada di Gibilterra, effettuato partendo dall'aeroporto francese di Istres, in Provenza.[10] Il 9 luglio prese il via l'invasione della Sicilia, ed il 16 dello stesso mese dieci S.M.79 attaccarono un convoglio in navigazione tra Capo Passero e Augusta. Con il velivolo fortemente danneggiato dai caccia avversari, dovette ammarare tra Capo Faro e le isole Eolie venendo tratto in salvo, insieme al suo equipaggio, da una motosilurante tedesca.[10] Al capitano Di Bella venne attribuito l'affondamento di un piroscafo da 12.000 tonnellate carico di munizioni, e per questa azione venne decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.[10]

L'8 settembre 1943 decollò da Foligno con il proprio velivolo trasferendosi in territorio controllato dagli alleati.[10] Fu collocato in congedo nel luglio 1944.

Dopo la guerra[modifica | modifica sorgente]

Nel dopoguerra, già laureato in ingegneria, si diede alla politica nelle file del Partito Nazionale Monarchico. Fu eletto deputato nella seconda circoscrizione della Sicilia occidentale nella seconda legislatura della Repubblica, e divenne membro della V Commissione Difesa.

Fu primo firmatario di alcuni disegni di legge fra i quali uno per la Istituzione dell'Alto Commissariato per l'aviazione civile e traffico aereo[11] e uno sulla Obbligatorietà di assicurazione di responsabilità civile e danni verso terzi da parte degli intestatari di mezzi a motore[12].

Si spense a Grosseto il 3 aprile 1972.[10]

È stato il pilota dell'aereo che trasportò la Famiglia Savoia fuori dall'Italia. Il 10 dicembre 2003 viene intitolata una strada al Capitano Pilota Francesco Aurelio Di Bella presso l'Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino.[13]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ufficiale pilota aerosilurante, combattente di più guerre e su vari fronti, più volte decorato al valor militare, sempre primo ad affrontare le missioni di volo più pericolose sia di giorno che di notte. Affetto da malattia contratta in servizio, ancora convalescente chiedeva ed otteneva di rientrare al reparto per scagliare la sua micidiale arma contro il nemico che invadeva il sacro suolo della Patria. Nel breve giro di sette giorni effettuava 5 siluramenti danneggiando ed affondando unità nemiche per complessive 54 mila tonnellate. Mitragliato in partenza notturna dalla caccia nemica, col velivolo colpito in più parti, si dirigeva alla ricerca del nemico e raggiuntolo, sotto le vampate della violenta difesa contraerea che fortemente menomava l'efficienza del velivolo, attaccava, silurava ed affondava una grossa unità da carico. Con le fiamme a bordo subiva un nuovo attacco dalla caccia nemica che toglieva al velivolo l'ultima possibilità di volo. Con abile manovra, calma e perizia, effettuava un riuscito ammaraggio alla luce lunare, portando in salvo l'intero equipaggio. Degno continuatore dell'esempio dei più puri eroi dell'aria. — Cielo di Sicilia, 17 luglio 1943.[14]»
Medaglia d'argento al valor militare (5 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (5 volte)
Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare

Onorificenze estere[modifica | modifica sorgente]

Medalla militar - nastrino per uniforme ordinaria Medalla militar

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g Mattioli 2013, p. 26
  2. ^ Dati Anagrafici
  3. ^ Nascita del 46º Stormo
  4. ^ Velivoli appartenenti alla 280ª e 283ª Squadriglia Aerosiluranti.
  5. ^ Operazione Substance
  6. ^ Mattioli 2013, p. 27
  7. ^ L'unità inglese ebbe 35 morti e 39 feriti tra i membri dell'equipaggio, e rimase fuori servizio per nove mesi.
  8. ^ a b c d e f Mattioli 2013, p. 28
  9. ^ Insieme al collega Roberto Cipriani.
  10. ^ a b c d e f Mattioli 2013, p. 29
  11. ^ Atto C.664 del 2 marzo 1954
  12. ^ Atto C.694 del 9 marzo 1954
  13. ^ Intitolazione via Aeroporto di Fiumicino
  14. ^ Medaglia d'oro al valor militare Di Bella Francesco Aurelio, Quirinale. URL consultato il 25-12-2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) Francesco Aurelio Di Bella, Un aviatore racconta le sue battaglie 1940-1943, Palermo, A. Renna Editore, 1950, ISBN 1-85605-375-X.

Periodici[modifica | modifica sorgente]

  • (IT) F. Mattesini, I successi degli Aerosiluranti Italiani e Tedeschi in Mediterraneo nella 2ª Guerra Mondiale in Bollettino d’Archivio dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, marzo 2002.
  • (IT) Marco Mattioli, L'asso di Roccalumera in Aerei nella Storia, No.90, Parma, West-Ward Edizioni, giugno-luglio 2013, pp. 26-29, ISSN 1591-1071.