François Hennebique

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François Hennebique (Neuville-Saint-Vaast, 26 aprile 1842Parigi, 7 marzo 1921) è stato un imprenditore francese. Fu riconosciuto come l'inventore del cemento armato, che brevettò nel 1892, anche se 10 anni dopo la paternità dell'invenzione venne accreditata all'analogo brevetto di Joseph Monier del 1878.

La Maison Hennebique, villino in cemento armato che Hennebique si costruì a Bourg-la-reine
Roma, Ponte del Risorgimento: targa del costruttore

Apprendista muratore ad Arras, a 25 anni si mise in proprio e andò a lavorare a Bruxelles. All'Esposizione di Parigi del 1867 aveva visto i contenitori in cemento rinforzato realizzati da Joseph Monier. Nel 1879 gettò la sua prima soletta di cemento e nel 1892 brevettò a Bruxelles il suo materiale, iniziando la costruzione del suo primo edificio in cemento armato, l'immobile di rue Danton 1, a Parigi, che fu la sede della sua azienda dal 1900 al 1967.

Nel 1894 realizzò il primo ponte in cemento armato a Wiggen, in Svizzera, e nel 1899 un primo progetto per la Diga di Assuan.

Se non fu esattamente l'inventore del cemento armato, Hennebique fu comunque un grande uomo di marketing. Con lo slogan "Plus d'incendies desastreux" (Basta incendi disastrosi), tra il 1892 al 1908 egli creò una grande organizzazione commerciale internazionale con 42 agenti all'estero che vendevano il "Systeme Hennebique a l'épreuve du feu, breveté" in Europa, Africa, America ed Asia.

A dimostrazione delle qualità anche estetiche del suo materiale, il costruttore fece edificare in cemento la sua villa di Bourg-la-Reine.

In Italia il sistema fu probabilmente introdotto già nel 1892, a Napoli, dall'ingegnere Giovanni Narici, a capo della Agenzia Generale Italiana della Maison Hennebique, il quale introdusse alcuni miglioramenti al brevetto, in particolare nell'utilizzo dei pieghi nelle barre di armatura. Nel 1896 a Narici subentrarono gli ingegneri Pietro Isidoro Martorelli ed Edoardo Zublin, concessionari per l'Italia meridionale, ai quali si affiancò nel 1897 Attilio Muggia, per l'Italia centrale. Ma già 1894 era stata stipulata una convenzione fra Narici e lo "Studio Tecnico degli ingg. Ferrero e Porcheddu", di Torino, e venne applicato in alcune grandi opere come i Silos Granari del porto di Genova, il Ponte Risorgimento a Roma, la Fiat Lingotto a Torino, e svariate abitazioni nel pinerolese.

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