François Dollier de Casson

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François Guillaume[senza fonte] Dollier de Casson

François Guillaume[senza fonte] Dollier de Casson (Clermont-Ferrand, 10 agosto 1636Auch, 27 settembre 1701) è stato un missionario francese.

Figlio di un ricco borghese dell'Alvernia che mirava ad ottenere il titolo nobiliare, fu allevato in una scuola di preti e venne egli stesso ordinato prete il 6 dicembre 1662, entrando della congregazione dei Padri Sulpiciani. Assegnato al territorio della diocesi di Quebec, in Nuova Francia, arrivò a Québec nell'agosto 1666 e ivi conobbe Alexandre Leopold de Prouville, marchese de Tracy, un giurista cappellano militare dell'Ordine Cavalleresco di Rodi, del quale de Tracy era un insegne membro e sarebbe anche diventato prefetto della sede francese dell'ordine; avendo partecipato insieme a de Tracy ad un'azione di guerra contro i Mohicani, divenne suo amico, e volendo entrare come membro non combattente dell'Ordine Cavalleresco di Rodi, fece intercedere in proprio favore presso il Gran Maestro da de Tracy e nel 1677 riuscì ad ottenere la nomina a cavaliere dell'ordine.

Dollier de Casson è però principalmente celebre, oltre che per la vastissima opera missionaria tra le tribù degli Uroni, per una sua opera saggistica, l'"Histoire de Montréal", una dettagliatissima storia della fondazione e delle esplorazioni condotte in Nuova Francia dai francesi. Dollier de Casson fu anche per lungo tempo Vicario della Diocesi di Quebec e fu in ottimi rapporti con i primi due vescovi di questa città, nonché grandissimi uomini di religione e cultura: François-Xavier de Montemorency-Laval e Jean-Baptiste de la Croix de Chevrières de Saint-Valliar, che era anche un discreto musicista, e nel 1701, alla morte di Dollier de Casson ad Auch, in Linguadoca, lasciò la diocesi per recarsi al funerale del missionario e fu lui a comporre la messa detta sulla bara di de Casson.

Dollier de Casson, infatti nel 1700 aveva lasciato il Canada e dopo più di vent'anni era tornato in Francia, ritirandosi ad Auch presso la sede dell'Ordine Cavalleresco di Rodi, dove si spense la notte del 27 settembre 1702.

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