François-Paul Brueys D'Aigalliers

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François-Paul-Gèrard Joseph de Lorient et Saint-Louis Brueys D'Aigalliers

François-Paul-Gèrard Joseph de Lorient et Saint-Louis Brueys D'Aigalliers, conte di Brueys (Uzès, 12 febbraio 1753Baia di Abū Qīr, 1º agosto 1798), è stato un vice-ammiraglio della Marina militare francese.

Indice

Biografia [modifica]

I primi passi della carriera [modifica]

François Paul Gèrard Joseph Brueys D'Aigalliers nacque in Rue Boucairie a Uzès, in una casa che oggi porta una targa con il suo nome, il 12 febbraio 1853. Egli veniva da una famiglia aristocratica, figlio di un capitano d'artiglieria[1] e durante il regime del Terrore molti suoi parenti ed amici furono uccisi. d’Aigalliers entrò in marina a Tolone all'età di tredici anni[1], imbarcato come volontario sul vascello le Protecteur, e nel 1766 partecipò ad alcune campagne di istruzione nel Levante. Nominato guardiamarina nel 1768, venne mandato a Tolone per completare una formazione marittima che durera otto anni. Nel 1770 partecipa alla spedizione contro Tunisi imbarcato sulla fregata l’Atalante, partendo poi per il Levante nel 1771, imbarcato sulla fregata Chimère. Nel 1772 sposa la nobile Jeanne Marie de Costant et Saint Xavier de Bourblanc, ghigliottinata durante la rivoluzione francese. Partecipa alla campagna di Santo Domingo imbarcato sul vascello l’Actionnaire, poi ritorna in Mediterraneo nel 1774 imbarcato sulla Flore, e quindi sulla Singe nel 1775. Termina la sua formazione con un passaggio sulla squadra d'evoluzione, imbarcato sul vascello le Provence, nel 1776. Promosso sottotenente di vascello nel 1777, viene imbarcato in successione sul César, sulla Flèche e sulla fregata Gracieuse[1], tutti operanti nel Levante, tra il 1778 e il 1779.

La guerra d'indipendenza americana [modifica]

Promosso tenente di vascello nel 1780, servì dapprima sul vascello da 110 cannoni Le Terrible[1] e poi sul vascello da 74 cannoni Le Zélé appartenente alla squadra dell'ammiraglio de Guichen. Tra l'aprile ed il maggio 1780 partecipa a tre combattimenti contro la squadra inglese dell'Ammiraglio Rodney. Nell'aprile 1781 combatte davanti a Fort Royal, nella Martinica, contro la squadra inglese dell'ammiraglio Hood. Partecipa poi a quasi tutti i combattimenti sostenuti dalla squadra dell'ammiraglio De Grasse: battaglia della baia di Chesapeake (settembre 1781), scontro di Saint Kitts (25-26 gennaio 1782)[1] e presa dell'isola di Saint-Christophe (febbraio 1782). Viene quindi trasferito sulla fregata la Vestale, e rientra in Francia scortando un convoglio. Viene fatto Cavaliere di San Luigi alla fine della guerra. Per i successivi quattro anni comanda l'avviso le Chien de Chasse, navigando tra le Antille e le coste dell'America del nord. Le 29 maggio 1785 sposa a Fort-Royal, nella Martinica, Marie Anne Aubin de Bellevue, che gli darà tre figlie. Nel 1787 comanda un altro avviso, il le Coureur, con cui incrocia a lungo sulle coste dell'America latina. Rientra in Francia al comando della flute (nave da carico) le Barbeau e si prende un anno di congedo (1788-1789). Tra il settembre 1790 e il luglio 1792 comanda la corvetta la Poulette[1] nel Méditerraneo, prendendo buona conoscenza del Levante e dell'Adriatico.

La rivoluzione francese e le campagne in Italia [modifica]

Pur di origini nobiliari allo scoppio della Rivoluzione viene promosso capitano di vascello il 1º gennaio 1792. Si reca quindi a Tolone dove assume il comando del vascello da 74 cannoni Le Lys, che diviene le Tricolore alla caduta della Monarchia. Partecipa alla Campagna d'Italia nella squadra dell'ammiraglio Laurent Truguet: bombardamento di Oneglia, (1791), operazione dimostrativa contro Napoli (1792) guidata dall'ammiraglio de Latouche-Tréville, e poi all’attacco contro Cagliari (1793). Coinvolto marginalmente nella rivolta controrivoluzionaria di Tolone, viene incarcerato dalle autorità cittadine, destituito dal suo grado in quanto nobile nel settembre 1793[1] da un decreto della Convenzione. Riabilitato nel giugno 1795[1], viene nominato comandante di divisione, inquadrato nella squadra del contrammiraglio Pierre Martin. Egli innalza la sua insegna a bordo del vascello da 80 cannoni Guillaume Tell. Promosso contrammiraglio nel settembre 1796, viene designato dal Direttorio per trasferire a Tolone le navi ed il materiale dell'arsenale della Repubblica di Venezia, catturati da Napoleone Bonaparte. L'ammiraglio Brueys salpa da Tolone il 27 giugno a bordo del Guillaume Tell, con una squadra formata dai vascelli Tonnant, Aquilon, Mercure, Généreux ed Heureux, e dalle fregate Junon e Justice. La squadra raggiunge quindi Corfù[2] il 13 luglio, prendendo possesso di 6 vascelli da 64 cannoni, 2 fregate e 2 corvette[2]. La squadra francese raggiunge quindi Venezia nel mese di agosto, per effettuare rifornimento di acqua e viveri. Qui Brueys incontra Bonaparte, sul quale fa una eccellente impressione. Al ritorno in patria Brueys ammira il giovane generale corso, e si entusiasma per i suoi progetti di conquista ell'Oriente. Bonaparte fa avere ai marinai della squadra una parte del soldo arretrato, e li fa vestire a nuovo, ed inoltre fa dono a Brueys di una spada. Nel settembre 1797, Brueys rimpiazza il viceammiraglio Martin alla testa della squadra del Mediterraneo. Si reca quindi a Corfù, in risposta ad un messaggio di Napoleone di mantenere la squadra in Adriatico. Il 14 dicembre 1797 riceve l'ordine di raggiungere Brest per partecipare e coprire uno sbarco in Irlanda. La squadra ritorna quindi verso Tolone, ove rientra finalmente nel febbraio 1798.

La spedizione in Egitto [modifica]

Nominato viceammiraglio nell'aprile 1798, viene designato al comando delle navi che debbono fornire la scorta ai 368 trasporti della spedizione per la conquista dell'Egitto. Innalza la sua insegna sul vascello da 120 cannoni l'Orient, e la squadra navale comprende 13 vascelli di linea, sei fregate, sei brigantini, ed alcune navi minori[3]. Aveva ai suoi ordini i contrammiragli de Villeneuve (divisionario), Du Chayla (divisionario), Decrès (comandante delle fregate) e Ganteaume (come Capo di Stato Maggiore). Il convoglio dei trasporti era agli ordini del capitano di vascello Pierre Etienne Dumanoir Le Pelley. La partenza della squadra da Tolone avvenne il 19 maggio 1798, e sulla nave ammiraglia si imbarcò lo stesso Bonaparte. La squadra francese arrivò a Malta l'8 giugno, conquistando rapidamente l'isola e ponendo fine al centenario dominio dei Cavalieri di San Giovanni[4] La flotta francese ripartì quindi per Alessandria d'Egitto, dove arrivò il 1º luglio, due giorni dopo la partenza delle navi inglesi dell'ammiraglio Nelson che stava disperatamente cercando di intercettare la squadra francese. Lo sbarco delle truppe fu effettuato rapidamente, a discapito del mare mosso e di una costa di difficile accesso. Per assicurare la retroguardia del corpo di spedizione Brueys aveva convenuto con Bonaparte di rimanere sulle coste egiziane fino alla conquista del Cairo[5], avvenuta il 23 luglio. Non avendo ricevuto alcuna notizia in tal proposito, in quanto il corriere che recava la notizia[6] era stato ucciso lungo la strada, egli decise di restare all'ancoraggio nella baia di Aboukir, in quanto il porto di Alessandria era inutilizzabile per i suoi pesanti vascelli di linea. In caso di battaglia avrebbe combattuto all'ancora, e non in navigazione come gli consigliavano i suoi esperti ufficiali Armand Simon-Marie Blanquet du Chayla, imbarcato sul vascello Franklin, e Aristide Aubert du Petit-Thouars. L'ammiraglio francese sapeva infatti di non disporre di sufficienti marinai per effettuare le manovre e servire ai cannoni. Lucido sullo stato della sua flotta[7] Brueys aveva fatto la sua scelta: restava a combattere, quando i suoi comandanti più esperti gli consigliavano di recarsi a Corfù per preservare le sue navi. In ciò, probabilmente, influì la sua amicizia verso Bonaparte. Purtroppo fu negligente agli avvisi dei suoi subordinati che lo consigliarono di disporre un servizio di avvistamento al largo, venendo colto di sorpresa, e con parte degli equipaggi a terra. L'unica precauzione che prese fu di installare alcune batterie costiere sull'isolotto di Abukir.

La morte nella battaglia di Abukir [modifica]

Alle due del pomeriggio del 1º agosto 1798 la squadra di Nelson arrivò in vista della baia di Aboukir, venendo immediatamente avvistata dai gabbieri del vascello francese Heureux. L'ammiraglio inglese decise di passare con parte della squadra tra l'isolotto di Abukir e i vascelli della squadra francese, ancorati in linea di fila[8]. Le restanti navi sarebbero sfilate dall'altro lato dei vascelli francesi, prendendoli tra due fuochi. Dopo la distruzione di cinque dei vascelli dell'avanguardia francese, si sviluppò un violentissimo combattimento attorno alla sua nave ammiraglia, l'imponente vascello a treponti da 120 cannoni l'Orient. La nave francese venne attaccata contemporaneamente da cinque navi inglesi. Dapprima leggermente ferito ad una mano, l'ammiraglio Brueys venne colpito da una palla di cannone che gli amputò tutte e due le gambe, quasi tagliandolo in due. Egli ordinò al chirurgo di mettergli dei lacci emostatici attorno ai moncherini, esclamando "un amiral français se doit de mourir sur sa dunette". Brueys si fece mettere seduto su una poltrona, sul quarto di banco del vascello, e continuò coraggiosamente a dirigere la battaglia fino a che non morì dissanguato. Alle ore 22.00 l'Orient, in preda ad un incontrollabile incendio, esplose in un'immensa palla di fuoco. La terrificante esplosione della nave fu udita fino al Cairo. Il vascello si inabissò portando con sé l'ammiraglio Brueys, il suo capitano Luc-Julien Joseph Casabianca, suo figlio dodicenne Giocante, e quasi mille uomini del suo equipaggio[9]. La battaglia terminò con la totale disfatta francese. Su 13 vascelli che componevano la squadra francese, dieci erano stati catturati, uno andato distrutto e due fuggiti nella notte. Da parte francese si registrarono 1.400 morti, 1.500 feriti e 3.225 prigionieri[10], contro i 218 morti e 677 feriti inglesi[11]. Inizialmente Bonaparte attribuì la responsabilità della sconfitta all'ammiraglio: "Si dans ce funeste événement (Brueys) a commis des fautes, il les a expiées par sa mort glorieuse"[12]. . Ma l'amicizia che provava per lui lo spinse a rivedere il suo giudizio, e il 18 agosto 1798 scrisse alla vedova: "Madame, votre mari a été tué par un coup de canon, en combattant vaillamment à son bord; il est mort sans souffrir et de la mort la plus douce, le plus enviée par les militaires. Je sens terriblement votre douleur. (...) Vous leur (vos enfants) parlerez de leur père, de votre douleur, de la perte qu'eux et la République ont faite. Mais, après vous être rattachée au monde par l'amour filial et maternel, appréciez pour quelque chose l'amitié et l'intérêt que je prendrai toujours à la femme de mon ami. (...)." In quanto marinaio dell'Impero, il suo nome figura sull'Arco di trionfo, a Parigi. La sua vedova, Marie Anne Aubin de Bellevue de Brueys, morì a Saint Chaptes all'età di 92 anni, il 26 marzo 1859, lasciando come ereditario il barone de Fontarèche pronipote dell'ammiraglio suo marito. Venne sepolta nel cimitero monumentale del Peré-Lachaise.

Note [modifica]

  1. ^ a b c d e f g h Fremont-Barnes 2011, p. 16
  2. ^ a b Donolo 2012, p. 99
  3. ^ Donolo 2012, p. 103
  4. ^ Donolo 2012, p. 104 , qui vennero catturate le ultime navi appartenenti all'Ordine dei Cavalieri di Malta. Si trattava di un vascello da 64 cannoni, due fregate e due galeazze, oltre a qualche nave minore
  5. ^ Donolo 2012, p. 106 , il 3 luglio Bonaparte aveva ordinato a Brueys di ancorarsi con le navi da guerra nella rada di Abukir, 20 miglia a nord-est di Alessandria
  6. ^ si trattava dell'aiutante di campo di Bonaparte, capitano Julien
  7. ^ Donolo 2012, p. 115 , i vascelli Conquerant, Guerrier, e Le Peuple Souverain erano navi molto vecchie, destinate da tempo alla radiazione
  8. ^ Donolo 2012, p. 107 , le navi francesi erano ancorate ad una distanza di 150 m l'una dall'altra
  9. ^ Donolo 2012, p. 113 , i superstiti salvati dalle navi inglesi furono all'incirca settanta, su un equipaggio di 1.010 uomini
  10. ^ Donolo 2012, p. 114
  11. ^ Fremont-Barnes 2011, p. 71
  12. ^ Donolo 2012, p. 116

Bibliografia [modifica]

  • Luigi Donolo, Il Mediterraneo nell'Età delle rivoluzioni 1789-1849 (in italiano), Pisa, Pisa University Press, 2012. ISBN 978-88-6741-004-0
  • Francesco Frasca, Il potere marittimo in età moderna, da Lepanto a Trafalgar (in italiano), Londra, Lulu Enterprises Ltd, 2008. ISBN 978-1-84799-550-6
  • Gregory Fremont-Barnes, Nile 1798. Nelson's first great victory (in inglese), Botley, Oxford, Osprey Publishing Midland House, 2011. ISBN 978-1-84603-580-7
  • "François-Paul Brueys d'Aigalliers" in Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer de 1789 à 1850, 1852
  • Martelli, Augusto. "La lunga rotta per Trafalgar". Bologna, il Mulino, 2009
  • Rouvier, Charles. Histoire des Marins Francaise sous la Republique (1789-1803), Bertrand Editeur, Paris, 1868
  • Georges Six, Dictionnaire biographique des généraux et amiraux de la Révolution et de l'Empire
  • Granier, Hubert. Histoire des marins français 1789-1815, Marines éditions, Namtes 1998.
  • Van Hille, Jean Marc (a cura di), Dictionnaire des marins francs-maçons, gens de mer et professions connexes, Le Phare de Misaine, Nantes, 2008

Riviste [modifica]

  • Giuliano Da frè (ottobre 2005). Il vallo di legno. RID-Rivista Italiana Difesa Storia: pp. 82-97  (in italiano).

Voci correlate [modifica]


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