François-Antoine de Boissy d'Anglas

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François-Antoine Boissy d'Anglas

François-Antoine Boissy d'Anglas (Saint-Jean-Chambre, 8 dicembre 1756Parigi, 20 ottobre 1826) è stato un politico francese.

Durante la Rivoluzione[modifica | modifica sorgente]

Nato in una famiglia protestante a Saint-Jean-Chambre, compì gli studi giuridici per diventare, dopo alcune esperienze letterarie, avvocato al parlamento di Parigi.

Nel 1789 fu eletto deputato agli Stati Generali, con i voti dei rappresentanti del Terzo Stato del baliato di Annonay e fu uno dei membri a favore della proclamazione dell'Assemblea Nazionale del 17 giugno 1789, approvando con alcuni discorsi, sia la presa della Bastiglia che la deportazione della famiglia reale a Parigi (ottobre 1789).

Rieletto alla Convenzione Nazionale dal dipartimento di Ardèche (1792), prese posizione a favore dei protestanti e delle persone di colore, pur da posizioni moderate; votò, assieme ai Girondini a favore della destituzione di Luigi XVI e per la messa in stato d'accusa di Jean-Paul Marat.

Le sue posizioni politiche, oscillanti fra il gruppo dei Girondini e quello dei Montagnardi, gli consentirono, dopo essere sfuggito agli arresti perpetrati agli stessi girondini il 2 gennaio 1793, di entrare nel gruppo moderato del Marais.

Dopo la caduta di Maximilien de Robespierre (9 termidoro anno II, 27 luglio 1794), si pose a capo dei moderati e fu eletto membro del Comitato di Salute Pubblica; promosse il decreto del 3 ventoso che istituiva la separazione tra Stato e Chiesa e la libertà di culto.

Fu presidente della Convenzione durante le sommosse popolari che si scatenarono tra il 12 germile e il 1 pratile del 1795 e fu contributore della redazione della Costituzione dell'anno III.

Durante il Direttorio[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 1795 fu eletto al Consiglio dei Cinquecento da 72 dipartimenti, avvicinandosi al Club di Clichy e, dopo il colpo di stato del 18 fruttidoro (4 settembre 1797) fu dichiarato fuorilegge ed esiliato sull'isola di Oléron, riuscendo a sfuggire alla cattura ed a raggiungere l'Inghilterra.

Rientrato in Francia dopo il Colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799) e approfittando dell'amnistia, si avvicinò a Napoleone e fu nominato nel 1803 al Tribunato di cui divenne presidente; l'anno seguente ritrovò il suo seggio al Senato.

Nominato da Napoleone, conte d'Epiro nel 1808 fu responsabile per l'organizzazione della difesa dei dipartimenti occidentali, avvicinandosi a Luigi XVIII, sia dopo la prima abdicazione di Napoleone, sia dopo la Battaglia di Waterloo.

Nell'agosto 1815 fu nominato Pari di Francia; ebbe un ruolo di pacificatore durante il Terrore Bianco del 1815 e difese la libertà degli ugonotti schierandosi a loro favore contro i cattolici.

Fu vicepresidente della Società biblica e membro del concistoro della Chiesa riformata di Francia.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Notice sur la vie et les oeuvres de M. Boissy d'Anglasin the Mémoires de l'Académie des Inscriptions, ix.
  • (FR) François Victor Alphonse Aulard, Les Orateurs de la Revolution (and ed., 1906)
  • (FR) Ludovic Sciout, Le Directoire (4 volumi., 1895)

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