Fragole e sangue

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fragole e sangue
Fragole e sangue.png
Una scena del film
Titolo originale The Strawberry Statement
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA
Anno 1970
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro (mono)
Rapporto 1.85 : 1
Genere drammatico, politico
Regia Stuart Hagmann
Soggetto James Kunen
Sceneggiatura Israel Horovitz
Produttore Robert Chartoff, Irwin Winkler
Casa di produzione Metro Goldwyn Mayer
Fotografia Ralph Woolsey
Montaggio Marjorie Fowler
Musiche Ian Freebairn-Smith
Scenografia E. Preston Ames
Costumi Norman A. Burza
Trucco Jerry Cash
Interpreti e personaggi
Premi

Fragole e sangue è un film del 1970 diretto Stuart Hagmann, tratto dal libro Strawberry Statement di James Simon Kunen, vincitore del Premio della giuria del 23º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

San Francisco, Simon, un giovane studente universitario privo di interessi politici e facente parte della squadra di canottaggio viene convinto dal suo compagno di stanza Charlie a partecipare allo sciopero che si sta svolgendo all'interno dell'Università contro la decisione del Rettore di cedere alle Forze armate una parte dei terreni destinati alla comunità afroamericana ma l'intenzione dei due ragazzi in realtà non è politica quanto piuttosto l'interesse verso le ragazze che affolleranno l'Ateneo.

Nei giorni successivi Simon nota una ragazza, Linda, un'attivista del movimento, ed insieme vengono preposti all'approvvigionamento dei viveri; insieme "requisiscono" degli alimenti, con la simpatica complicità del negoziante, desideroso di frodare l'assicurazione con la motivazione di una rapina, ed il giovane si scopre molto attratto dalla ragazza che tuttavia dubita della sua dedizione alla causa. Egli inoltre si trova in conflitto con il suo amico e compagno di squadra George che malvede ciò che sta accadendo intorno a loro tanto da picchiarlo sotto la doccia; episodio di cui Simon approfitterà per dipingersi come un eroe agli occhi degli occupanti, millantando un'aggressione da parte della polizia (ed il "premio" sarà una fellatio nella sala delle fotocopie di fronte al manifesto del "Che").

Le vicende che si snodano nel sottofondo della nascente storia d'amore tra i due ragazzi sembrano essere prese come un gioco ma gli eventi che seguiranno porteranno in Simon una nuova consapovelezza civile, tanto da farsi egli stesso promotore di iniziative, fino alla sera in cui la polizia e la Guardia nazionale faranno irruzione all'interno della palestra dove i giovani, inginocchiati e disposti in cerchi concentrici, ritmicamente cantano Give Peace a Chance; la protesta è chiaramente pacifica ma lo sgombero è condotto in modo brutale e, tra il gas lacrimogeno che invade l'ambiente, gli occupanti sono picchiati e trascinati fuori; anche Linda ed Elliot, un ingenuo compagno di squadra di Simon che ha aderito alla protesta, subiscono la stessa sorte e Simon si lancia verso di loro ma viene bloccato ed un gruppo di agenti lo trattiene a terra: l'ultima immagine mostra solo le sue mani alzate ed aperte a significare la resa di fronte al potere.

Commento[modifica | modifica sorgente]

Sull'onda del successo commerciale di Easy Rider, anche la Metro Goldwyn Mayer, all'epoca sotto la guida dell'energico Herbert Solow modifica i propri indirizzi produttivi, in materia di temi affrontati - una maggiore attenzione ai movimenti di protesta - e di scelta degli autori, finanziando registi come Michelangelo Antonioni, (Zabriskie Point, 1970), e Robert Altman, (Anche gli uccelli uccidono, 1970).

Per questo Fragole e sangue la scelta cade su Stuart Hagmann, un esordiente, con precedenti nel documentario televisivo e il cui percorso nel cinema non sarebbe andato oltre una seconda regia (La ragazza di Greenwich Village, 1971), prima di tornare alla tv a dirigere fiction.

La freschezza dell'approccio, la curiosità e lo spirito di osservazione del documentarista, l'assenza di velleità autoriali, pur nell'uso insistito, quasi disturbante, di vorticosi movimenti circolari della camera, o dello zoom, e nel montaggio frenetico, contribuiscono a fare del film una delle testimonianze più autentiche e sincere del movimento pacifista negli USA, degli anni sessanta e settanta.

A ciò va aggiunto il soggetto, ossia il romanzo di James Kunen, ispirato a fatti reali, che si prestava a rappresentare le diverse anime di quel movimento. Nella rivolta degli studenti di New York, contro la vendita all'esercito di terreni destinati a servizi per la comunità afroamericana, da parte di un'università la cui ricerca era per metà finanziata dal Ministero della Difesa, si possono trovare l'istanza anti-autoritaria, la lotta del movimento per i diritti civili, il pacifismo, la libertà della scienza dai condizionamenti dei poteri forti.

Il film fu ambientato, tuttavia, a San Francisco e, nei titoli di testa, Stuart Hagmann, nel ringraziare questa comunità, fa riferimento ad altre città (probabilmente New York) "che rifiutarono di collaborare - ritenendo forse che le fragole sono irrilevanti". "Per me, le opinioni degli studenti sono come le fragole" è la dichiarazione attribuita al Preside nel romanzo di Kunen, dalla quale è tratto il titolo originale.

Elemento comune ai film sulla contestazione negli USA (anche quelli citati in precedenza) è il ruolo preponderante della musica, in particolare rock o folk, talora in modo intrusivo e con un effetto di frammentazione del racconto, tipo videoclip. Va comunque segnalata l'efficacia della colonna sonora che comprende musiche di Joni Mitchell e Crosby, Stills, Nash & Young.

E soprattutto resta nella memoria Give Peace a Chance, uno degli inni del movimento pacifista scritta da John Lennon, ritmato da centinaia di mani sul parquet del campo di basket, mentre nel fumo dei gas e nella selvaggia ferocia della Guardia nazionale si consuma l'epilogo. Un finale che ancora oggi, come concordemente riconoscono, pur nella sostanziale freddezza del loro giudizio sul film, gli autori dei due più diffusi dizionari italiani del cinema, lascia un segno profondo.

Sui titoli di testa è inserita la canzone di Joni Mitchell The Circle Game eseguita da Buffy Sainte-Marie.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1970, festival-cannes.fr. URL consultato il 15 giugno 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]