Roger Schutz

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Frère Roger)

Roger Louis Schutz, noto semplicemente come frère Roger (Provence, 12 maggio 1915Taizé, 16 agosto 2005), è stato un monaco svizzero, fondatore della comunità monastica ecumenica a carattere internazionale di Taizé.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un pastore protestante svizzero, dal 1937 al 1940 ha studiato teologia riformata a Strasburgo e Losanna.

Nel 1940, a venticinque anni, viaggiando in bicicletta si trasferì in Francia, paese di sua madre. Per diversi anni aveva sofferto di tubercolosi polmonare. La lunga malattia aveva maturato in lui il richiamo a creare una comunità i cui valori fondamentali fossero la semplicità e la benevolenza del cuore, nella fedeltà al Vangelo.

Quando cominciò la Seconda guerra mondiale si sentì chiamato a imitare sua nonna, la quale durante la prima guerra mondiale aveva aiutato in tutte le forme possibili le persone provate dal conflitto. Cercò quindi un posto dove stabilirsi e lo trovò nei pressi di Cluny, storica sede di un'importante esperienza monastica. Nel piccolo villaggio di Taizé, in Borgogna, rimase colpito dalle suppliche di un'anziana abitante di quel paesino che gli chiedeva di fermarsi su quella collina. Inoltre, Taizé era vicinissimo alla linea di demarcazione che divideva in due la Francia: era ben collocato per accogliere i rifugiati che fuggivano la guerra.

Grazie a un modico prestito, Roger poté comprare una casa abbandonata da anni con degli edifici adiacenti. Propose alla sorella Geneviève di venire ad aiutarlo nel servizio dell'accoglienza. Le disponibilità economiche erano poche. Non avendo acqua corrente, andavano ad attingere al pozzo del villaggio. Il cibo era modesto; mangiavano specialmente minestre a base di farina di granoturco comperata a poco prezzo al vicino mulino.

Cominciò quindi ad accogliere e ad aiutare i profughi della guerra, soprattutto ebrei.

Molto discreto, anche in considerazione della diversa fede di molti ospiti, Roger pregava da solo: andava a cantare lontano dalla casa, nel bosco. Affinché i rifugiati, ebrei o agnostici, non si trovassero a disagio, Geneviève spiegava a tutti che era meglio per chi lo desiderava pregare da solo nella propria stanza.

I genitori di Roger, sapendo che il figlio e la figlia erano in pericolo, chiesero a un amico di famiglia, ufficiale francese in pensione, di vegliare su di loro. Questi lo fece coscienziosamente e nell'autunno 1942 avvertì Roger che erano stati scoperti dalla Gestapo e che dovevano andarsene subito da Taizé. Roger vi poté ritornare solo nel 1944, ma non più solo: si erano nel frattempo uniti a lui alcuni fratelli che avevano iniziato insieme una vita comune che continuarono a Taizé.

Nel 1945 un giovane della regione di Taizé creò un'associazione che si faceva carico di ragazzi rimasti orfani per la guerra. Propose alla comunità di frère Roger di accoglierne un certo numero a Taizé. La comunità, costituita di soli uomini, capì che non poteva occuparsi di ragazzi. Fu allora che frère Roger chiese a sua sorella Geneviève di ritornare a Taizé per prendersene cura e per fare loro da madre. Di domenica, poi, i fratelli accoglievano anche dei prigionieri di guerra tedeschi internati in un campo vicino a Taizé. Poco alla volta qualche altro giovane venne ad unirsi ai primi fratelli e il giorno di Pasqua 1949 si impegnarono tutti al celibato, alla vita comune e alla semplicità di vita.

La tomba di frère Roger nel cimitero presso la chiesa romanica di Taizé.

Il 16 agosto 2005, durante la preghiera pubblica serale, frère Roger venne aggredito e ucciso da una squilibrata che gli si era avvicinata con un coltello. Circa 12 000 persone parteciparono alla cerimonia funebre il 23 agosto 2005. Le esequie in rito cattolico furono presiedute dal cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, nella chiesa della Riconciliazione a Taizé.

Il successore di frère Roger alla guida della comunità è frère Alois. Lo stesso frère Roger lo aveva indicato per questo servizio alcuni anni prima.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua vita frère Roger ricevette vari riconoscimenti a livello internazionale:

Catherine Lalumière, segretario generale del Consiglio d'Europa, alla consegna del premio Schuman pronunciò queste parole:

« Sì, voi siete un grande europeo, un europeo molto grande. Prima di tutto perché il vostro esempio e la vostra azione si irradiano in tutta Europa attraverso i giovani che passano a Taizé, ma voi siete europeo anche perché portate tra i nostri popoli quello di cui hanno più bisogno, un messaggio di pace, di amore e di riconciliazione. (...) Oggi, alla fine del XX secolo, l'Europa ha ancora bisogno di riconciliazione, dello spirito di riconciliazione (...). Frère Roger, l'Europa ha bisogno di voi, delle vostre idee, della vostra forza. In questa occasione l'Europa cerca di dirvi tutto questo. L'Europa istituzionale, quella delle organizzazioni internazionali, del Consiglio d'Europa, quella degli stati, quella degli uomini di stato, quella degli uomini politici, l'Europa degli affari, l'Europa degli eserciti, l'Europa dei potenti, ma anche l'Europa dei popoli, quella della gente modesta, quella dei poveri, che sono numerosi, tutte queste Europe hanno bisogno di uomini come voi che non hanno niente se non il loro cuore e la loro fede. La forza delle idee, questa esiste. Con voi, Frère Roger, noi l'abbiamo incontrata. Grazie. »

Il percorso ecumenico di Frère Roger[modifica | modifica sorgente]

La comunità di Taizé con una lettera datata 6 settembre 2006 rispose ufficialmente alle voci di una presunta conversione al cattolicesimo di frère Roger apparse in un articolo sul giornale Le Monde.[1] Il quotidiano francese, per avvalorare questa tesi, diede credito alle affermazioni di un gruppo cattolico tradizionalista storicamente critico verso l'ecumenismo, e citò il vescovo di Autun Raymond Gaston Joseph Séguy, che immediatamente rispose chiarendo il suo pensiero in merito:

« Non ho detto che frère Roger avrebbe abiurato il protestantesimo, bensì che ha dimostrato di aderire pienamente alla fede cattolica. »

La lettera chiarisce anzitutto l'infondatezza di tale notizia, e poi continua descrivendo il cammino ecumenico che frère Roger ha compiuto assieme alla Chiesa cattolica senza mai abiurare la propria origine protestante.

Tale cammino di riconciliazione interiore delle ferite storiche fra le chiese era stato più volte spiegato chiaramente da frère Roger anche in presenza di papa Giovanni Paolo II durante l'incontro europeo dei giovani a Roma nel 1980:

« Ho trovato la mia vera identità di cristiano riconciliando in me stesso la fede delle mie origini con il mistero della fede cattolica, senza rompere la comunione con nessuno. »

Per questa sua profonda ricerca di comunione frère Roger ottenne da alcuni vescovi di poter ricevere l'eucarestia.

La lettera si conclude con una frase semplice ma molto chiara:

« Coloro che vogliono ad ogni costo che le confessioni cristiane trovino ciascuna la propria identità contrapponendosi fra loro non possono certamente cogliere il cammino di frère Roger. Egli era un uomo di comunione e forse è proprio per questo che per certe persone è difficile da capire. »

Opere di frère Roger[modifica | modifica sorgente]

  • Dinamica del provvisorio, 1965.
  • Unanimità nel pluralismo (traduzione di Camillo De Piaz), Brescia, Morcelliana, 1967.
  • Violenza dei pacifici, 1968.
  • La tua festa non abbia fine, Brescia, Morcelliana, 1971.
  • Lotta e contemplazione, Brescia, Morcelliana, 1973.
  • Vivere l'insperato, 1976.
  • I tuoi deserti fioriranno, 1982.
  • Passione di un'attesa, 1986.
  • Il suo amore è un fuoco, 1989.
  • Quel fuoco non si spegne mai, Elledici, 1990.
  • Le Fonti di Taizé, Elledici, 1998.
  • In te la pace del cuore. Meditazioni per ogni giorno dell'anno, Elledici, 1999.
  • Dio non può che amare, Elledici, 2003.
  • Avverti una felicità?, Elledici 2005

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La comunità di Taizé chiarisce il percorso di frère Roger. URL consultato il 23 aprile 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 95222333 LCCN: n80067078