Fourie du Preez

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Fourie du Preez
Fourie du Preez 2007.jpg
Dati biografici
Nome Petrus Fourie du Preez
Paese Sudafrica Sudafrica
Altezza 183 cm
Peso 90 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Mediano di mischia
Squadra 600px Giallo e Nero orizzontale con striscia bianca.png Suntory Sungoliath
Carriera
Anni Squadre G M Tr CP D
Giocatore di club
2003-11 Bulls Bulls 112 22 0 0 0
2011- 600px Giallo e Nero orizzontale con striscia bianca.png Suntory 35 30 0 0 0
Giocatore internazionale
2004- Sudafrica Sudafrica 70 15 0 0 0
Le statistiche di club sono relative ai soli campionati di Lega
Palmarès internazionale
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2007
Statistiche aggiornate all'11 ago 2014

Petrus Fourie du Preez (Pretoria, 24 marzo 1982) è un rugbista a 15 sudafricano, mediano di mischia dei giapponesi Suntory Sungoliath e campione del mondo nel 2007 con gli Springbok.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Proveniente da famiglia benestante e da sempre nel mondo del rugby (suo padre, Fourie sr., fu terza linea del Northern Transvaal e attualmente è industriale diamantifero[1], mentre suo zio Frik fu Springbok dal 1961 al 1971), fin dall'esordio Fourie jr. è stato ritenuto uno dei migliori interpreti del ruolo di mediano di mischia: secondo il britannico Independent le doti che lo distinguono da altri colleghi di ruolo altrettanto tecnicamente dotati è la capacità di giocare senza palla: capacità di lettura del gioco, intelligente copertura del campo e grandi doti di contrasto fisico[2].

Studente all'Università di Pretoria[3], rappresentò il Sudafrica a livello giovanile, vincendo la Coppa del Mondo di categoria[4]; dal 2001 nella selezione provinciale dei Blue Bulls in Currie Cup, entrò nella relativa franchise professionistica degli Bulls nel Super 12 2003.

Nel 2004 esordì in Nazionale sudafricana a Bloemfontein contro l'Irlanda; nel 2006 si aggiudicò il titolo di miglior giocatore dell'anno del suo Paese e fu candidato all'analogo riconoscimento dell'International Rugby Board[5].

L'anno successivo conquistò con i Bulls il Super 14 2007, prima squadra sudafricana ad aggiudicarsi tale torneo, e soprattutto prese parte alla Coppa del Mondo di rugby 2007 in Francia, scendendo in campo in sei incontri compresa la vittoriosa finale contro l'Inghilterra; nominato capitano dei Bulls nel 2008 (carica nella quale si alternò in seguito con Victor Matfield), nel 2009 vinse il suo secondo titolo del Super Rugby mentre a livello internazionale vinse prima la serie contro i British Lions e successivamente il Tri Nations 2009, cosa questa che gli procurò una seconda nomination a giocatore dell'anno dell'IRB[6].

Assente a causa di un intervento chirurgico a una spalla per tutta la seconda metà del 2010 dopo aver vinto il suo terzo Super Rugby[7], e quindi impossibilitato a giocare nel Tri Nations di quell'anno, du Preez è tornato per il Super 15 2011 riprendendo i gradi di capitano[8].

Dopo il termine della Coppa del Mondo di rugby 2011 du Preez è entrato a far parte della compagine professionistica giapponese dei Suntory Sungoliath[9].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Andrea Buongiovanni, Du Preez, il piccolo gigante in Gazzetta dello Sport, 18 ottobre 2007. URL consultato il 15-5-2011.
  2. ^ (EN) Peter Bills, Fourie du Preez divides opinion in The Independent, 14 agosto 2008. URL consultato il 15-5-2011.
  3. ^ (EN) University of Pretoria Hall of Fame. URL consultato il 15-5-2011.
  4. ^ (EN) Burger & Fourie miss Wales Tests in BBC, 23 maggio 2008. URL consultato il 15-5-2011.
  5. ^ (EN) McCaw scoops IRB's player honour in BBC, 26 novembre 2006.
  6. ^ (EN) O'Driscoll leads IRB nominations in BBC, 16 novembre 2009. URL consultato il 15-5-2011.
  7. ^ (EN) Craig Ray, Du Preez under the knife today in Times Live, 7 luglio 2010. URL consultato il 15-5-2011.
  8. ^ (EN) Bulls overwhelm Rebels in mismatch at Loftus Versfeld in The Guardian, 14 maggio 2011. URL consultato il 15-5-2011.
  9. ^ (EN) Jamie Pandaram, Big Game Hunter Danie Stalks Struggling Elsom in The Sydney Morning Herald, 23 luglio 2011. URL consultato il 17-10-2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]