Fotocamera bridge

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L'Olympus IS 1000

La fotocamera bridge, chiamata anche prosumer o superzoom, è una fotocamera con la praticità della compatta e le impostazioni, funzionalità avanzate, qualità della reflex, da cui la denominazione bridge (in inglese ponte), perché questa categoria di macchina vuole idealmente collegare il mondo delle reflex con quello delle compatte. La prima fotocamera bridge commercializzata è stata la Olympus IS 1000 nel 1990.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di fotocamere ha come caratteristica primaria lo zoom che da grandangolare o normale può arrivare facilmente alle dimensioni di un medio teleobiettivo o di un super teleobiettivo, fino a circa 500 mm di distanza focale ed in alcuni casi da 24 fino a 1000 mm (Nikon P510) e la Canon SX50 addirittura fino a 1200 mm. Un'altra caratteristica che le differenzia dalle compatte è la disponibilità di utilizzo delle principali modalità di esposizione (manuale, priorità di diaframma, priorità di otturatore, automatica), il controllo della profondità di campo, potendosi variare anche l'apertura del diaframma la gamma di valori iso particolarmente estesa, simile ad una reflex standard.

Le bridge hanno anche lenti solitamente di qualità superiore, il che si riflette anche sulla qualità d'immagine, rispetto a quelle delle compatte; presentano anche la possibilità di montare degli aggiuntivi ottici come lenti addizionali; inoltre solitamente hanno incorporato uno stabilizzatore d'immagine, che limita la produzione di immagini mosse. Si differenziano dalle reflex per l'impossibilità di cambiare l'obiettivo: infatti la maggior parte delle superzoom hanno la lente con un attacco fisso. Un'altra differenza è il mirino elettronico di tipo EVF, che come prestazioni è simile ad uno schermo LCD, ma non è influenzato da sole diretto.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Una fotocamera bridge è essenzialmente una fotocamera digitale con un funzionamento intermedio tra le reflex e le compatte (per cui può far da ponte nel passaggio da l'uno altro sistema, da qui il nome Bridge). La luce entra nell'obiettivo, attraversando le varie lenti interne, arriva prima ai filtri cromatici RGB, poi al sensore, questo per fare acquisire il colore alle singole cellule fotosensibili. Le cellule non ricevono tutti i colori, ma sono "specializzate" nel ricevere un solo colore; in più c'è una proporzione fra celle che assumono colori diversi: infatti solitamente per ogni fotocellula che acquisisce il rosso c'è una per il blu, ma ce ne sono due per il verde. Questo perché l'occhio umano percepisce meglio il verde rispetto agli altri due colori.

A questo punto si ottiene una specie di mosaico composto dai suddetti tre colori, che secondo le impostazioni della fotocamera può essere memorizzato nella scheda di memoria, producendo un'immagine in formato Raw, oppure essere elaborato da parte del sensore, trasformato in informazioni digitali che vengono elaborate da un software preinstallato (ogni fotocamera digitale ne deve avere uno), il quale partendo da un singolo colore e mescolandolo con quelli adiacenti ottiene tutte le sfumature di colore.

Le successive operazioni vengono apportate per migliorare la foto di partenza, applicando una correzione di gamma e modificando: la regolazione selettiva dei colori, l'esposizione, il contrasto.

Infine si procede alla memorizzazione nel formato stabilito dai settaggi stabiliti dal fotografo; solitamente uno dei seguenti formati d'immagine: BMP, TIFF, JPEG.

Vantaggi e svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

Le fotocamere bridge presentano normalmente un design compatto, un'impugnatura comoda ed una notevole libertà di controllo sulle impostazioni di scatto. Altri punti di forza possono essere considerati le lenti di qualità, i materiali scelti, lo stabilizzatore incorporato il quale evita le foto mosse o fuori fuoco, infine la qualità d'immagine superiore. Quindi mediamente sono di qualità superiori rispetto alle fotocamere compatte e non ultimo, la eccezionale versatilità del super-zoom che consente di passare da un grandangolo ad un super-tele semplicemente azionando una leva e senza intercambiare numerosi obiettivi. Dotate di nuovi sistemi elettronici riescono a fare foto nei modi più impensabili; sanno riconoscere volti umani e quelli di animali scattando in automatico non appena i visi sono girati verso l'obiettivo. Fanno foto in 3D, filmati stereo in HD, foto panoramiche da 180° e 360° direttamente con la fotocamera.

Però ci sono anche svantaggi. Gli accessori sono abbastanza costosi, e specifici per ogni modello. Le funzionalità avanzate non sono di immediato utilizzo per un principiante. L'obiettivo fisso, non intercambiabile, è un limite per chi fa uso di obiettivi speciali, come l'ultra-grandangolo (16-18-20 mm ecc.), ultra-tele o il "Fish-eye", impedendo determinate fotografie. Il sensore d'immagine è un po' più grande di quello sulle compatte, ma sempre troppo piccolo per poter essere confrontabile con i sensori delle reflex. Infine, a causa dell'utilizzo di zoom molto spinti, la luminosità degli obiettivi è un po' limitata, se confrontata con gli obiettivi delle SLR o delle compatte di fascia alta, ma comunque accettabile.

Il prezzo. Le bridge, rispetto alle compatte, non hanno un prezzo significativamente superiore, anche con equipaggiamento aggiuntivo, e sempre inferiore a quello delle reflex.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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