Fosfuro di zinco

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Fosfuro di zinco
Struttura atomica del fosfuro di zinco
Nome IUPAC
Fosfuro di zinco
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare Zn3P2
Massa molecolare (u) 258,12 g/mol
Aspetto Cristalli grigi tetragonali
Numero CAS [1314-84-7]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 4,55 g/cm3[1]
Solubilità in acqua insolubile[1]
Temperatura di fusione 420 °C[1]
Temperatura di ebollizione 1100 °C[1]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Molto tossico Facilmente infiammabile Pericoloso in ambiente
Frasi R 15/29, 28, 32, 50/53[1]
Frasi S 1/2, 3/9/14, 30, 36/37, 45, 60, 61[1]

Il fosfuro di zinco (Zn3P2) è un composto chimico inorganico.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

I fosfuri di metallo sono usati come rodenticidi (ratticidi). Una miscela di cibo e fosfuro di zinco viene lasciata come esca in un luogo ove i roditori possano cibarsene. L'acido dei loro succhi gastrici reagisce con il fosfuro generando un gas tossico, la fosfina. Questo metodo di controllo dei muridi è utilizzabile nel caso di roditori immuni alla maggior parte dei veleni comuni. Gli altri rodenticidi simili al fosfuro di zinco sono il fosfuro d'alluminio e il fosfuro di calcio.

Il fosfuro di zinco è normalmente aggiunto alle esche per roditori in una percentuale variabile dallo 0.75% al 2%. Le esche hanno un forte odore acre, simile a quello dell'aglio, caratteristico delle fosfine, dimerizzate o sostituite, liberate per idrolisi. Questo odore attira i roditori ma ha un effetto repulsivo su altri animali. Gli uccelli, specialmente i tacchini, non hanno l'odorato sensibile a questo odore. Le esche contengono abbastanza fosfuro di zinco in un cibo sufficientemente attrattivo per poter uccidere i roditori in una volta sola, poiché una dose non letale potrebbe causare una futura avversione al fosfuro di zinco nei roditori sopravvissuti.

Il fosfuro di zinco di tipo rodenticida è normalmente una polvere nera contenente il 75% di Zn3P2 e 25% di tartrato di potassio e di antimonio, un emetico che provoca il vomito del prodotto se viene accidentalmente ingerito da esseri umani o animali domestici. Rimane però efficace contro ratti, sorci, porcellini d'india, cavie e conigli, privi del riflesso del vomito.[2]

Le sostanze che non devono entrare in contatto con il fosfuro di zinco sono gli acidi, l'acqua, il diossido di carbonio e gli ossidanti forti.[1]

Reazioni[modifica | modifica sorgente]

Il fosfuro di zinco può essere preparato per reazione diretta dello zinco con il fosforo:

3 Zn + 2 P → Zn3P2

Il fosfuro di zinco reagisce con l'acqua per formare la fosfina (PH3) e l'idrossido di zinco (Zn(OH)2):

Zn3P2 + 6 H2O → 2 PH3 + 3 Zn(OH)2

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g (EN) ICSC:0602 - Fosfuro di zinco, International Chemical Safety Cards. URL consultato il 10-05-2010 (archiviato dall'url originale il 09-12-2005).
  2. ^ (EN) Why rats can't vomit. URL consultato il 10-05-2010 (archiviato dall'url originale l'08-04-2008).
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