Forze Armate Fiumane

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Forze Armate Fiumane
Reggenza Italiana del Carnaro.jpg
Descrizione generale
Attiva in servizio
dal 12 settembre 1919
al 31 dicembre 1920
Nazione bandiera Regno d'Italia
(dal 12 settembre 1919
all'8 settembre 1920)
bandiera Reggenza Italiana del Carnaro
(dall'8 settembre 1920
al 31 dicembre 1920)
Alleanza bandiera Regno d'Italia
(dal 12 settembre 1919
all'8 settembre 1920)
bandiera Reggenza Italiana del Carnaro
(dall'8 settembre 1920
al 31 dicembre 1920)
Parte di
Reparti dipendenti
Forze di Terra
Forze di Mare
Forze Ausiliarie
Comandanti
Comandante Gabriele D'Annunzio

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Forze Armate Fiumane rappresentavano le forze armate e di polizia, nonché quelle ausiliarie, della Reggenza Italiana del Carnaro.

Le Truppe dell'Impresa di Fiume[modifica | modifica sorgente]

Dal "Diario" del Senatore, Tenente colonnello dei Bersaglieri, Francesco Lorenzo Pullè, Conte di San Florian, inviato del Governo italiano a Fiume, la consistenza delle Truppe Fiumane al 18 novembre 1919 era la seguente:

Unità Ufficiali Legionari Totale
Raggruppamento Bersaglieri Dezzani 160 2.314 2.474
Raggruppamento Arditi Repetto 151 1.914 2.065
Brigata Randaccio 0 1.060 1.060
Comando Artiglieria 85 774 859
Battaglione Volontari Fiumani 45 584 629
Brigata Sesia 0 600 600
Battaglione Volontari Giuliani 54 448 502
Brigata Firenze 0 500 500
Comandi e Servizi Logistici 45 343 388
Guardia di Finanza 15 329 344
Comando Genio 11 233 244
Bersaglieri Ciclisti 24 190 214
Volontari 0 200 200
Granatieri 0 180 180
Compagnia Speciale Arditi 2 132 134
Regi Carabinieri 1 132 133
1ª e 2ª Squadriglia Autoblindo 11 82 93
Genio Minatori 4 74 78
Squadrone Cavalleria 7 69 76
TOTALE 615 10.158 10.773

Dettami legislativi[modifica | modifica sorgente]

Le Forze Armate Fiumane erano suddivise in:

  • Forze di Terra;
  • Forze di Mare ("Flotta del Quarnaro");
  • Forze Ausiliarie.

I dettami legislativi sulle Forze Armate Fiumane erano definiti nella Carta del Carnaro:

« Del comandante

XXXXIII
Quando la Reggenza venga in pericolo estremo e veda la sua salute nella devota volontà di uno solo, che sappia raccogliere, eccitare e condurre tutte le forze del popolo alla lotta e alla vittoria, il Consiglio nazionale solennemente adunato nell'Arengo può nominare a viva voce per voto il Comandante e a lui rimettere la potestà suprema senza appellazione. Il Consiglio determina il più o men tempo breve dell'imperio non dimenticando che nella Repubblica romana la dittatura durava sei mesi.

XXXXIV
Il Comandante, per la durata dell'imperio, assomma tutti i poteri politici e militari, legislativi ed esecutivi. I partecipi del Potere esecutivo assumono presso di lui officio di segretarii e commissarii.

XXXXV
Spirato il termine dell'imperio, il Consiglio nazionale si raduna e delibera:

  • di riconfermare il Comandante nella carica;
  • oppure di sostituire in suo luogo un altro cittadino;
  • oppure di deporlo;
  • o anche di bandirlo.

XXXXVI
Ogni cittadino investito dei diritti politici, sia o non sia partecipe dei poteri nella Reggenza, può essere eletto al supremo officio.

Della difesa nazionale
XXXXVII
Nella Reggenza italiana del Carnaro tutti i cittadini, d'ambedue i sessi, dall'età di diciassette anni all'età di cinquantacinque, sono obbligati al servizio militare per la difesa della terra. Fatta la cerna, gli uomini validi servono nelle forze di terra e di mare, gli uomini meno atti e le donne salde servono nelle ambulanze, negli ospedali, nelle amministrazioni, nelle fabbriche d'armi, e in ogni altra opera ausiliaria, secondo la attitudine e secondo la perizia di ognuno.

XXXXVIII
A tutti i cittadini che durante il servizio militare abbiano contratto una infermità insanabile, e alle loro famiglie in bisogno, è dovuto il largo soccorso dello Stato. Lo Stato adotta i figli dei cittadini gloriosamente caduti in difesa della terra, soccorre i consanguinei se sieno in distretta, raccomanda i nomi dei morti alla memoria delle generazioni.

XXXXIX
In tempo di pace e di sicurezza, la Reggenza non mantiene l'esercito armato; ma tutta la nazione resta armata, nei modi prescritti dall'apposita legge, e allena con sagace sobrietà le sue forze di terra e di mare. Lo stretto servizio è limitato ai periodi d'istruzione e ai casi di guerra guerreggiata o di pericolo prossimo. In periodo d'istruzione e in caso di guerra, il cittadino non perde alcun dei suoi diritti civili e politici; e non può esercitarli quando sieno conciliabili con la necessità della disciplina attiva. »

(Alceste De Ambris e Gabriele D'Annunzio, Carta del Carnaro, Fiume, 8 settembre 1920)

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Le Forze Armate Fiumane erano così costituite:

Le Forze di Terra[modifica | modifica sorgente]

COMANDO:

alpini:

arditi:

artiglieria:

AUTIERI:

bersaglieri:

CARABINIERI:

cavalleria:

fanteria:

GENIO:

GRANATIERI:

mitraglieri:

VOLONTARI:

AERONAUTICA:

ALTRI:

Le Forze di Mare ("Flotta del Quarnaro")[modifica | modifica sorgente]

  • Comando Marina Legionaria (Comandante Capitano di fregata Luigi Rizzo 19 settembre 1919 - 26 dicembre 1919)
    • Flotta Fiumana
      • Regia Nave da Battaglia "Dante Alighieri" - Classe "Dreadnought" (12 settembre 1919 - 31 dicembre 1920)
      • Regio Caccia Torpediniere "Giuseppe Cesare Abba" (R.C.T. AB) - Classe "Rosolino Pilo" (12 settembre 1919 - )
      • Regio Caccia Torpediniere "Agostino Bertani" (R.C.T. Bertani) - Classe "Giuseppe La Masa" (7 ottobre 1919 - 15 gennaio 1921)
      • Regio Caccia Torpediniere "Pilade Bronzetti" (R.C.T. BR) - Classe "Rosolino Pilo" (7 dicembre 1920 - 15 gennaio 1921)
      • Regio Caccia Torpediniere "Cortellazzo" (R.C.T. CZ) - Classe "Fasana"
      • Regio Caccia Torpediniere "Espero" (R.C.T. ES) - Classe "Nembo" (8 dicembre 1920 - 15 gennaio 1921)
      • Regio Caccia Torpediniere "Francesco Nullo" (R.C.T. NL) - Classe "Rosolino Pilo" (8 dicembre 1919 - 15 gennaio 1921)
      • Regia Torpediniera Costiera "61 O.L." - Classe "P.N. Modificata II Serie"
      • Regia Torpediniera Costiera "66 P.N." - Classe "P.N." (ottobre 1919 - 31 dicembre 1920)
      • Regia Torpediniera Costiera "68 P.N." - Classe "P.N." (dicembre 1919 - 31 dicembre 1920)
      • Regio Esploratore "Marsala" (R.E. Marsala) - Classe "Nino Bixio" (25 dicembre 1920 - 26 dicembre 1920)
      • Regio Esploratore "Carlo Mirabello" (R.E. MR) - Classe "Carlo Mirabello" (12 settembre 1919 - )
      • Regio Sommergibile Costiero "F. 16" - Classe "F" (11 ottobre 1919)
      • Flottiglia MAS (8 Unità)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 4 S.V.A.N. 12ton "22" (M.A.S. 22)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 63 Elco 40ton 1ª Serie "88" (M.A.S. 88)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "109" (M.A.S. 109)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "112" (M.A.S. 112)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco 40ton 3ª Serie "259" (M.A.S. 259)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco 40ton 3ª Serie "261" (M.A.S. 261)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco 40ton 3ª Serie "269" (M.A.S. 269)
        • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco Italiana 40ton 1ª Serie "310" (M.A.S. 310)
    • Battaglione Marina "Luigi Rizzo"
    • Reparto Marina – Battaglione Volontari "Venezia Giulia"

Alla caduta della Reggenza Italiana del Carnaro le predette unità, considerate "ribelli" dalla Regia Marina Italiana, trasportate nel porto di Pola il 16 gennaio 1921, furono rinominate.

  • Regio Caccia Torpediniere "Agostino Bertani" (R.C.T. Bertani) in Regia Torpediniera "Enrico Cosenz" (R.T. CS)
  • Regio Caccia Torpediniere "Pilade Bronzetti" (R.C.T. BR) in Regio Caccia Torpediniere "Giuseppe Dezza" (R.C.T. DZ)
  • Regio Caccia Torpediniere "Espero" (R.C.T. ES) in Regio Caccia Torpediniere "Turbine" (R.C.T. TB)
  • Regio Caccia Torpediniere "Francesco Nullo" (R.C.T. NL) in Regio Caccia Torpediniere "Fratelli Cairoli" (R.C.T. CL)
  • Regia Torpediniera Costiera "66 P.N." in Regia Torpediniera Costiera "70 P.N."
  • Regia Torpediniera Costiera "68 P.N." in Regia Torpediniera Costiera "71 P.N."
  • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 63 Elco 40ton 1ª Serie "88" (M.A.S. 88) in Regio Motoscafo Anti Sommergibile 63 Elco 40ton 1ª Serie "89" (M.A.S. 89)
  • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "109" (M.A.S. 109) in Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "104" (M.A.S. 104)
  • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "112" (M.A.S. 112) in Regio Motoscafo Anti Sommergibile 103 Elco 40ton 2ª Serie "264" (M.A.S. 264)
  • Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco Italiana 40ton 1ª Serie "310" (M.A.S. 310) in Regio Motoscafo Anti Sommergibile 253 Elco Italiana 40ton 1ª Serie "296" (M.A.S. 296)

Le seguenti navi furono preda di guerra:

  • Piroscafo "Baro Fejervary" (7 maggio 1920)
  • Piroscafo "Cogne" (1º settembre 1920)
  • Piroscafo "Persia" (10 ottobre 1919)
  • Piroscafo "Presidente"
  • Piroscafo "Taranto" (28 gennaio 1920)
  • Piroscafo "Trapani"
  • Piroscafo "Venezia"
  • Nave Ausiliaria "Città di Roma" (2 febbraio 1920)
  • Regio Caccia Torpediniere "Vincenzo G. Orsini" (R.C.T. OR) - Classe "Giuseppe Sirtori" (2 febbraio 1920)
  • Regio Caccia Torpediniere "Carlo Alberto Racchia" - Classe "Carlo Mirabello" (6 febbraio 1920)

Le Forze Ausiliarie[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]