Fortunato Caccamo

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Fortunato Caccamo "Tito"

Fortunato Caccamo "Tito" (Gallina, 25 gennaio 1923Roma, 3 giugno 1944) è stato un partigiano italiano. Carabiniere, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

La vita[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Gallina, quartiere di Reggio Calabria, da Antonio e Maria Cuzzocrea[1], abitò a San Gregorio, frazione della stessa Reggio Calabria, diplomatosi alle scuole magistrali dal 1941 venne chiamato al servizio di leva da cui fu congedato nel marzo del 1942. Ad ottobre dello stesso anno si arruolò volontario nell'Arma dei Carabinieri, venne assegnato alla Legione di Roma prestando servizio presso la Stazione Termini.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 partecipò alla difesa di Roma e dal 10 ottobre 1943, giorno dell'evacuazione dei carabinieri dalla capitale, fuggì unendosi al Generale di brigata dei Carabinieri Filippo Caruso nella formazione composta nella maggior parte da carabinieri, che svolse diverse azioni nella zona tra i Monti Albani e Palestrina.

La sua formazione era direttamente collegata al Fronte Militare Clandestino guidato da Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo. Egli, con il nome di battaglia "Tito", ebbe il compito di tenere i collegamenti tra i suoi uomini e la formazione comandata da Lazzarino Dessy e Costanzo Ebat.

Il 7 aprile 1944 venne catturato a Roma in Piazza Bologna, dalle SS tedesche, a seguito di una delazione. Arrestato e tradotto nel carcere di Via Tasso, venne più volte torturato e trasferito nel carcere di Regina Coeli. Processato il 9 maggio 1944 dal Tribunale di guerra tedesco, condannato a morte, venne fucilato sugli spalti di Forte Bravetta da un plotone della Polizia dell'Africa Italiana all'alba del ritirata tedesca da Roma.

Insieme a lui furono fucilati il tenente pilota Mario De Martis, il tenente colonnello di artiglieria Costanzo Ebat, le guardie di pubblica sicurezza Giovanni Lupis ed Emilio Scaglia, il sergente Guido Orlanducci. Gli fu conferita la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al valor militare alla memoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare alla memoria
«Carabiniere animato da elette virtù militari, sottrattosi coraggiosamente alla cattura delle forze tedesche, entrava subito a far parte della organizzazione clandestina dei Carabinieri Reali della Capitale. Catturato su delazione, sebbene sottoposto per lunghi mesi a feroci torture, manteneva assoluto silenzio evitando così di far scoprire capi e gregari dell’organizzazione. Nessuna lusinga o allettamento dei suoi aguzzini lo faceva deflettere dal giuramento prestato. Compreso solo del bene della Patria, donava la sua giovane esistenza affrontando serena ente la morte per fucilazione. Luminoso esempio di attaccamento al dovere e all’onore militare.»
— Roma, 7 ottobre 1943 - 3 giugno 1944[2]

Riconoscimenti e dediche[modifica | modifica sorgente]

  • A Fortunato Caccamo è intitolata la caserma sede del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dal sito Storia del XXI secolo
  2. ^ dal sito della Presidenza della Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]