Fortezza del Priamar

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Fortezza del Priamar
fortificazioni di Savona
Visuale della fortezza con La Rosa del Deserto di Arnaldo Pomodoro
Visuale della fortezza con La Rosa del Deserto di Arnaldo Pomodoro
Mappa di localizzazione: Italia
Ubicazione
Stato Flag of Genoa.svg Repubblica di Genova
Stato attuale Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Città Savona
Coordinate 44°18′16″N 8°29′04″E / 44.304444°N 8.484444°E44.304444; 8.484444Coordinate: 44°18′16″N 8°29′04″E / 44.304444°N 8.484444°E44.304444; 8.484444
Informazioni generali
Tipo fortezza
Funzione strategica Presidiare lo sbocco della strada da colle di Cadibona principale accesso alla riviera e quindi a Genova
Termine funzione strategica 1815
Inizio costruzione 1542
Termine costruzione 1750[1]
Costruttore Giovanni Maria Olgiati
successivamente
Domenico Serena
Materiale pietra
Proprietario attuale proprietà comunale
Visitabile con visite guidate
Occupanti Assedio del 1746
campagna d'Italia durante la prima repubblica
Eventi con l'annessione della Repubblica al Regno di Sardegna la fortezza divenne una prigione di stato
Note Mauro Minola, Beppe Ronco Castelli e fortezze di Liguria Ed.Servizi editoriali, Genova, 2006

  1. ^ la costruzione avvenne durante diverse fasi
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La fortezza del Priamar di Savona è una imponente struttura che si affaccia al centro cittadino in corrispondenza del porto, sulla collina che porta lo stesso nome, Priamar.

Fu costruita nel 1542 su un promontorio (dove già in epoca medioevale sorgeva il cuore dell'abitato savonese) su progetto dell'ingegnere Giovanni Maria Olgiati dall'allora Repubblica di Genova quando questa aveva il dominio della città dopo l'abbattimento del libero comune e necessitava di costituire punti di difesa da possibili attacchi dal mare. Nel XVII secolo fu dotata di bastioni progettati dall'ingegnere del Re di Spagna Domenico Sirena. Nel XVIII secolo furono costruiti i palazzi del commissario e degli ufficiali e quello della Sibilla. Nel 1746 una breccia fu aperta dai granatieri savoiardi nella cortina dell'Angelo. Nel 1820 divenne bagno penale.

Segni di vita durante l'antichità nella zona che circonda la cosiddetta rocca del Priamar sono desumibili da resti preromani, romani e bizantini emersi dagli scavi compiuti durante i secoli intorno alla forte e oggi conservati nel Museo archeologico cittadino.

La fortezza del Priamar è conosciuta anche perché, trasformata in reclusorio militare, fu prigione - in piena epoca risorgimentale - per Giuseppe Mazzini, la cui cella è tutt'oggi visitabile.

Priamar: da cattedrale a fortezza[modifica | modifica sorgente]

Mappa del cartografo Matteo Vinzoni del 1773 raffigurante Savona e la fortezza

Dopo l'istituzione del libero comune, il promontorio divenne il centro della città medievale. Vi sorgevano i palazzi comunali, il palazzo del vescovo e l'antica cattedrale (andata distrutta nel 1595 per far posto all'abitazione del commissario della Cittadella all'interno della nuova fortezza), eretta fra l'anno 825 e l'anno 887 sui resti di un precedente tempio pagano. Fu intitolata dapprima a santa Maria Maggiore e poi a santa Maria di Castello.

Secondo la descrizione dello storico Giordano il sagrato di tale tempio aveva un pavimento marmoreo a quadrati bianchi e neri e in cima ad otto gradini vi erano le tre entrate principali della chiesa.

Il pavimento interno era uguale a quello del sagrato, le cappelle laterali riccamente decorate con tarsie e statue marmoree (parte delle quali conservate nel chiostro della nuova cattedrale).

L'abside, decorata da logge percorribili, si trovava a picco sul mare e da essa si godeva un panorama unico rivolto verso l'intera riviera ligure. Vi erano inoltre un campanile ed un battistero.

La facciata era tipicamente romanica, probabilmente a capanna e decorata a fasce marmoree orizzontali bianche e nere.
Ma il vero tesoro della cattedrale era il coro ligneo intarsiato, ispirato a quelli della Certosa di Pavia e di Basilica di San Francesco ad Assisi. Esso è stato salvato dalla distruzione e ricostruito nell'abside della nuova cattedrale di Savona adattando la sua forma circolare ad una nuova abside quadrata. Anche il coro, di recente restauro, è di grande pregio.

Ma tutto ciò che era la struttura dell'antica cattedrale - che secondo alcuni storici non locali era a quel tempo una fra le più belle presenti nel mar Mediterraneo - è andato totalmente perduto. Ancora oggi le mura ancora esistenti e abbandonate a ridosso della cima della fortezza costituiscono un cruccio per i savonesi al pensiero che i loro concittadini del Medioevo si videro abbattere la loro cattedrale rimanendo per molti anni senza una chiesa che la sostituisse in via definitiva.

A parziale consolazione è il fatto che non tutto è andato perduto: molte sculture ed opere della vecchia cattedrale sono conservate nei musei savonesi e nel nuovo duomo.

Negli ultimi anni si è avuto un forte intervento di restauro della fortezza, precedentemente in stato di abbandono, con una riapertura degli scavi e degli eventi culturali ad essi legati.
Oggi la fortezza del Priamar appare come una grande mole che si erge sulla città con una sola grande rampa d'accesso e due piazze principali: il Piazzale del Maschio, racchiuso tra palazzi e sede di manifestazioni operistiche e teatrali, e il Piazzale della Sibilla dove sorgono gli scavi della cattedrale e da cui si gode uno splendido panorama sulla città e sul mare.

Oltre a questi vi sono anche un gran numero di edifici (il Palazzo della Sibilla, il Palazzo del Capitano, Il Palazzo del Commissario, e altri), di strade, di giardini pubblici, di bastioni e di cunicoli, molti dei quali ancora oggi sono segreti o impraticabili (uno di essi portava dalla cima della fortezza sino al porto).

Dal 2001 il Comune di Savona, previa richiesta, acconsente alla celebrazione di matrimoni civili presso due delle sale della fortezza.

Galleria Fotografica[modifica | modifica sorgente]

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