Campionato mondiale di Formula 1 1981
| Campionato mondiale di Formula 1 1981 | |
|---|---|
| Edizione n. 32 del Campionato Mondiale di Formula 1 | |
| Dati generali | |
| Inizio | 15 marzo |
| Termine | 17 ottobre |
| Prove | 15 |
| Titoli in palio | |
| Piloti | Nelson Piquet su Brabham BT49 |
| Costruttori | Williams F1 su Williams FW07 |
| Altre edizioni | |
| Precedente -Successiva | |
La stagione 1981 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la 32º ad assegnare il Campionato Piloti e la 24º ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 15 marzo e terminata il 17 ottobre, dopo 15 gare, una in più della stagione precedente. Il titolo dei piloti è andato per la prima volta a Nelson Piquet e il titolo costruttori per la seconda volta alla Williams.
Indice |
[modifica] Prima della stagione
Sono molti i cambiamenti di cui la Formula 1 è testimone tra il 1980 e 1981, sia a livello di piloti che a livello di assetto delle scuderie che a livello tecnico. Su tutto vi è un inizio di stagione che vive nell'incertezza dovuta alla sempre più aspra "guerra" che contrappone i team assemblatori inglesi, capeggiati da Bernie Ecclestone (e la sua FOCA), alla FISA, guidata da Jean-Marie Balestre, che sostiene gli interessi delle scuderie legate a case costruttrici.
La Williams conferma il campione del mondo Alan Jones (che non cede alle sirene dell'Alfa Romeo) assieme all'argentino Carlos Reutemann. La Lotus, un po' appannata negli ultimi anni, si affida a una coppia di giovani piloti: Elio de Angelis, già titolare nel 1980, e Nigel Mansell. Mario Andretti, abbandonato il team di Colin Chapman, trova un volante all'Alfa Romeo, dove farà coppia con Bruno Giacomelli. Un'altra gloriosa scuderia che naviga in cattive acque è la Tyrrell che si affida a Eddie Cheever e decide di far correre nel corso dell'annata piloti paganti. La Renault sceglie Alain Prost come compagno di René Arnoux.
La Ferrari, dopo un 1980 disastroso, affianca a Gilles Villeneuve un pilota francese d'origine italiana, proveniente dalla Ligier: Didier Pironi. Il Cavallino decide di abbandonare il tradizionale motore V12 e introduce il turbo. Sviluppo del turbo (costruttore BMW) anche per la Brabham, che inizia la stagione col tradizionale Cosworth. I piloti sono confermati rispetto al 1980.
Le novità però più interessanti riguardano la McLaren e la Ligier. Il team di Teddy Mayer si fonde con il Project Four di Ron Dennis, nasce così la McLaren International. Dennis aveva nel 1980 annunciato di voler entrare in Formula 1 con un progetto rivoluzionario (la vettura in monoscocca di carbonio) ma poi si era deciso a legarsi al glorioso team inglese in difficoltà tecnica e finanziaria. I piloti sono Watson e Andrea de Cesaris.
Anche la Ligier ha una sorte simile. Viene di fatto assorbita dalla Talbot che nel corso della stagione precedente aveva annunciato la volontà di sbarcare nel circus con una vettura spinta da un motore BMW. Saltata la fornitura dei propulsori tedeschi, la casa francese legata al gruppo Peugeot trova l'accordo con Guy Ligier per trasformare la sua scuderia in una società in cui il patron storico detiene il 50% delle azioni, mentre il resto viene posseduto da Talbot e Matra, che fornisce i motori. Perso Pironi, ad affiancare Jacques Laffite viene chiamato Jean-Pierre Jabouille, ancora convalescente. L'inizio della stagione verrà corso perciò da Jean-Pierre Jarier.
A livello di scuderie ci sono da segnalare due ritorni e un nuovo arrivo. L'esordio in Formula 1 è della Toleman, scuderia britannica con buoni successi in Formula 2 (ha dominato il campionato 1980). La monoposto non è comunque subito pronta ed esordirà solo a Imola.
I ritorni sono quelli della March e della Theodore Racing. La prima si rivede dopo 4 anni (ultima gara Gran Premio del Giappone 1977). In realtà le vetture sono gestite da John McDonald, patron della RAM, che convince la March a costruire delle vetture per lui. Tra l'altro da quest'anno sono vietate le vetture "clienti".
Teddy Yip torna a schierare una sua monoposto dopo 3 anni (l'unica volta era stato il Gran Premio del Sud Africa 1978), e dopo aver gestito la Shadow nella seconda parte della stagione 1980.
I gran premi validi per il mondiale sono 15. Si apre col Gran Premio di Long Beach, visto che viene considerato non valido il gran premio del Sud Africa. Torna Monza ma non sparisce Imola che ospita la prima edizione del Gran Premio di San Marino. Per la prima volta dal 1957 due gare mondiali si tengono in Italia. Salta la gara del 4 ottobre prevista a Watkins Glen. Le gare in programma negli Stati Uniti restano però due visto che c'è l'esordio del Gran Premio di Las Vegas, che è anche l'ultima gara stagionale.
In Brasile Jacarepaguà sostituisce Interlagos (che tornerà solo nel 1990), mentre come al solito, negli anni dispari, Silverstone prende il posto di Brands Hatch. Anche il circuito di Digione sostituisce quello di Le Castellet.
[modifica] Piloti e costruttori
I seguenti piloti e costruttori presero parte al campionato del mondo di Formula 1 nella stagione 1981.
[modifica] Gare Mondiali
[modifica] Gara non valida per il Mondiale
| Rnd | Gran Premio | Data | Circuito | Pole Position | GPV | Vincitore | Costruttore | Resoconto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 7 febbraio | Kyalami | Resoconto |
[modifica] Riassunto
Dopo aver sfiorato il titolo nell'anno precedente il brasiliano Nelson Piquet (su Brabham) si aggiudica il suo primo campionato del mondo piloti. A impegnarlo in una strenua lotta c'è l'altro sudamericano Carlos Reutemann che sconta i problemi di "convivenza" con il suo compagno di scuderia alla Williams Alan Jones (tra l'altro campione uscente). Terzo incomodo Jacques Laffite (Ligier) che si conferma per la terza volta consecutiva il miglior pilota europeo.
L'aspetto puramente sportivo della stagione viene in parte offuscato dalle molte polemiche che montano nel corso della stagione. La vicenda più annosa è la lunga "guerra" che contrappone il clan della FOCA con quello della FISA. Si arriva addirittura alla presentazione di due calendari distinti: ciò sfocia nell'annullamento, come nella stagione 1980, di un gran premio (quello del Sud Africa), tra l'altro prima gara stagionale.
La FISA, con l'intento di rendere più sicure le monoposto, vieta l'uso delle "minigonne" e impone un'altezza minima dal suolo di 6 cm, gomme escluse. Ciò si scontra con gli interessi degli "assemblatori", ossia quelle scuderie che montano il tradizionale motore Cosworth (legate alla FOCA) che, per rendere più competitive le vetture non potendo disporre di potenti motori turbo o V12, debbono sfruttano al massimo il cosiddetto "effetto suolo".
Intanto la Goodyear annuncia di voler abbandonare la Formula 1 a causa della grave incertezza che grava sul campionato. La Renault rompe il fronte FISA annunciando la sua intenzione di correre nella successiva gara prevista dal calendario FOCA, quella di Long Beach.
Di fatto però non si giunge a nessun accordo fra le parti tanto che in Sud Africa correranno solo le vetture del clan legato alla FOCA di Bernie Ecclestone. Solo il 5 marzo la situazione si sblocca con l'accordo tra FISA e FOCA noto come “Patto della Concordia”, in quanto sottoscritto a Parigi, nella sede della FISA, posta in Place de la Concorde. Il Patto che, seppur periodicamente aggiornato, regola tuttora di fatto la Formula 1, prevede una divisione dei compiti tra le due organizzazioni: la FOCA si occuperà della gestione economica e commerciale del campionato mentre la FISA avrà potestà sugli aspetti tecnico-sportivi.
La stagione perciò debutta ufficialmente solo il 15 marzo col Gran Premio di Long Beach che vede la vittoria del campione del mondo Alan Jones. Nella gara seguente (Brasile) c'è l'affermazione dell'altra Williams, quella di Carlos Reutemann. La scuderia di Frank Williams sembra puntare proprio sull'argentino per la stagione ma i rapporti col pilota si guastano proprio nel corso di questo gran premio in cui Reutemann si rifiuta si eseguire l'ordine di scuderia che vorrebbe far passare Jones. Questa situazione da "separato in casa" sarà decisiva, in senso negativo, per far perdere il mondiale a Reutemann.
Un'altra polemica, questa volta di sapore "tecnico" riguarda la rivoluzionaria Lotus 88, vettura a doppio telaio, che Colin Chapman tenta a più riprese di far considerare valida dai commissari ma senza successo. La situazione è paradossale in quanto vengono invece considerate regolamentari le vetture che adottano dei correttori d'assetto che permettono di abbassare l'altezza dal suolo della monoposto, durante la corsa, per poi tornare regolari ai controlli.
Nelle successive due gare della stagione (Argentina e San Marino) Nelson Piquet fa doppietta, acquistando immediatamente il ruolo di primo antagonista delle Williams. Nella gara argentina la Brabham di Piquet domina agevolmente grazie al fatto di aver adottato il contestato correttore d'assetto che poi viene giudicato regolare. Anche la gara imolese è condita da grosse polemiche in merito alla regolarità delle vetture.
Al giovedì i commissari tecnici diramano un comunicato in cui evidenziano delle criticità che riguardano praticamente tutti gli iscritti al gran premio. Di fatto Williams, Tyrrell, Brabham, McLaren, ATS, Ensign, Fittipaldi, Alfa Romeo, Arrows, Osella e Theodore sarebbero illegali in quanto presentano bandelle laterali inferiori mobili rispetto alla parte sospesa della vettura al fine di garantire l'effetto suolo. A queste si aggiungerebbe la Ferrari che, come molte altre, dispone di sigillature tra le ruote superiori e la carrozzeria aventi influenza aerodinamica.
Per le vetture con correttore d'assetto i tecnici richiedono che le stesse vengano ulteriormente verificate prima dell'ingresso al fine di valutare l'altezza effettiva dal suolo.
I team legati alla FOCA minacciano l'abbandono del gran premio qualora non fosse stabilita nuovamente la regolarità di minigonne flessibili e correttori di altezza. I commissari tecnici, in mancanza di un regolamento chiaro, decidono di cedere sul tema dei correttori d'altezza. Questo non basta alla FOCA che dichiara che i suoi team non possono correre senza le minigonne flessibili. Essa chiede perciò che la gara sia dichiarata non valida per il mondiale ma diventi un gran premio di Formula Libera. Solo dopo altre riunioni si giunge a un accordo per preservare il Gran Premio.
Una volta risolti i problemi in merito alla regolarità delle vetture è il tema della sicurezza a entrare di forza in scena. In Belgio un giovane meccanico dell'Osella viene investito nella stretta corsia dei box, durante le prove, da Carlos Reutemann. I piloti per solidarietà non vorrebbero correre, poi trovato l'accordo, un altro meccanico (questa volta dell'Arrows) viene travolto da Siegfried Stohr al momento della partenza. La gara, interrotta solo grazie alla volontà degli stessi piloti, vede l'affermazione di Reutemann.
Nelle due gare seguente finalmente si vede la Scuderia Ferrari che conquista due vittorie con Gilles Villeneuve. La prima, a Montecarlo, è la prima di un turbo sul circuito monegasco, la seconda a Jarama è un capolavoro di guida e tenacia del canadese. Dopo sette gran premi Reutemann comanda la classifica con ben 13 punti di margine su Alan Jones e 15 su Nelson Piquet.
Le gare estive sono caratterizzate da un ampio dominio Renault nelle prove con ben 6 pole consecutive. In Francia e Inghilterra vincono due piloti di casa su vetture anch'esse delle rispettive nazioni. In Francia vince il suo primo GP Alain Prost, mentre in Inghilterra prevale John Watson che porta alla vittoria la McLaren MP4/1, prima vettura in monoscocca di carbonio.
Nelson Piquet vince in Germania riaprendo il campionato e portandosi a 8 punti da Reutemann che vive una situazione sempre più difficile in Williams. Anche Jacques Laffite, con la vittoria in Austria si rilancia in classifica mondiale, riducendo a 9 i punti di distacco da il leader Reutemann. Le ultime due gare europee (Olanda e Italia) vedono l'affermazione di Alain Prost che si dimostra maturo per il titolo (anche se per quest'anno sembra troppo tardi) così come la Renault che oramai ha affinato l'uso del motore turbo. Dopo la gara in Olanda, tra l'altro, Piquet è anche riuscito ad agganciare a quota 45, in testa alla classifica, Reutemann.
Jacques Laffite vince una gara bagnata in Canada; quando manca una sola gara la classifica vede ancora in testa Reutemann con 49 punti, poi Nelson Piquet 48 e Laffite con 43: tre piloti che possono ancora vincere il campionato piloti (mentre quello costruttori è già guadagnato dalla Williams).
Si decide tutto nella gara di Las Vegas corsa, in pratica, nel parcheggio di un lussuoso hotel della località del Nevada. La gara è emozionante con molti colpi di scena: di fatto però Reutemann (che pure aveva conquistato la pole) sembra non riuscire a lottare al livello dei suoi due concorrenti tanto da navigare fuori dalla zona punti. Quando però sembra tutto perduto per l'argentino, sono il caldo e la stanchezza a rallentare Piquet, che però da grande lottatore, riesce a resistere agli attacchi negli ultimi giri di Watson e Laffite e conquistare quel quinto posto che significa titolo piloti, anche se con un solo punto di margine.
La Formula 1 si conferma uno sport sempre più globale. Nelle stagioni che vanno dal 1977 al 1981 sono 5 i piloti diversi a vincere il mondiale, provenienti da 5 continenti diversi: l'europeo Niki Lauda nel 1977, il nordamericano Mario Andretti nel 1978, l'africano Jody Scheckter nel 1979, il rappresentante dell'Oceania Alan Jones nel 1980 e, per l'appunto, il sudamericano Nelson Piquet nel 1981.
[modifica] Classifica Piloti
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[modifica] Classifica Costruttori
| Pos. | Costruttore | Motore | USW |
BRA |
ARG |
SMR |
BEL |
MON |
ESP |
FRA |
GBR |
GER |
AUT |
NED |
ITA |
CAN |
LVS |
Punti | Vittorie | Pole | GPV |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Ford-Cosworth | 15 | 15 | 9 | 4 | 9 | 6 | 3 | - | 6 | - | 5 | 4 | 10 | - | 9 | 95 | 4 | 2 | 7 | |
| 2 | Ford-Cosworth | 4 | - | 9 | 12 | - | - | - | 4 | 2 | 12 | 4 | 9 | 1 | 2 | 2 | 61 | 3 | 4 | 1 | |
| 3 | Renault | - | - | 6 | - | - | - | - | 12 | - | 6 | 6 | 9 | 9 | - | - | 54 | 3 | 6 | 2 | |
| 4 | Matra | - | 1 | - | - | 6 | 4 | 6 | - | 4 | 4 | 9 | - | - | 9 | 1 | 44 | 2 | 1 | 1 | |
| 5 | Ferrari | - | - | - | 2 | 3 | 12 | 9 | 2 | - | - | - | - | 2 | 4 | - | 34 | 2 | 1 | 2 | |
| 6 | Ford-Cosworth | - | - | - | 1 | - | - | 4 | 6 | 9 | 1 | 1 | - | - | 6 | - | 28 | 1 | 0 | 1 | |
| 7 | Ford-Cosworth | - | 2 | 1 | - | 6 | - | 3 | 1 | - | - | - | 2 | 3 | 1 | 3 | 22 | 0 | 0 | 0 | |
| 8 | Ford-Cosworth | - | 4 | - | 6 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 10 | 0 | 1 | 0 | |
| 9 | Alfa Romeo | 3 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 3 | 4 | 10 | 0 | 0 | 0 | |
| 10 | Ford-Cosworth | 2 | - | - | - | 1 | 2 | - | - | 3 | 2 | - | - | - | - | - | 10 | 0 | 0 | 0 | |
| 11 | Ford-Cosworth | - | 3 | - | - | - | 1 | - | - | - | - | - | 1 | - | - | - | 5 | 0 | 0 | 1 | |
| 12 | Ford-Cosworth | 1 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| 13 | Ford-Cosworth | - | - | - | - | - | - | - | - | 1 | - | - | - | - | - | - | 1 | 0 | 0 | 0 | |
| Pos. | Costruttore | Motore | USW |
BRA |
ARG |
SMR |
BEL |
MON |
ESP |
FRA |
GBR |
GER |
AUT |
NED |
ITA |
CAN |
LVS |
Punti | Vittorie | Pole | GPV |
[modifica] Sistema di punteggio
Tutte le vetture marcano punti. Non sono previsti scarti.
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