Formula 1 stagione 1950

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Formula 1 stagione 1950

Inizio 13 maggio
Termine 3 settembre
Gare 7*
Pilota vincitore Giuseppe Farina
30 punti
Costruttore vincitore -
- punti
* compresa Indianapolis
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Statistiche

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La stagione 1950 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è stata, nella storia della categoria, la prima ad assegnare il Campionato Piloti. È iniziata il 13 maggio e terminata il 3 settembre, dopo 7 gare, sei disputate in Europa e, in aggiunta, la 500 Miglia di Indianapolis, corsa da piloti americani sotto il Regolamento della AAA e della USAC. Il titolo piloti venne vinto da Nino Farina. Si disputarono inoltre sedici gare europee non valide per il mondiale – dal 10 aprile al 29 ottobre, e inoltre undici gare sudamericane di Formula Libre – dall'8 gennaio al 24 dicembre – in Argentina, Brasile e Cile.

Si è registrato un dominio totale della scuderia Alfa Romeo, che piazzò in classifica ai primi tre posti con la vettura Alfa Romeo 158 i suoi piloti di punta: oltre al vincitore Farina si distinguono Juan Manuel Fangio che vinse molte corse, e il valido Luigi Fagioli al quale soltanto un regolamento forse un po’ troppo complicato impedisce di lottare nell’ultima gara per il titolo. Vengono infastiditi soltanto occasionalmente da Alberto Ascari sulla Ferrari, che si classifica quinto, e dal francese Louis Rosier sulla Talbot-Lago, giunto al quarto posto.

Indice

[modifica] Prima della stagione

Nel 1950 la Federazione Internazionale dell'Automobile, attraverso la Commissione Sportiva Internazionale, decise di organizzare il primo campionato del mondo per vetture di Formula 1, tentando di mettere ordine nel complesso e variegato mondo dei Gran Premi, dopo l'accantonamento della Formula Grand Prix avvenuto nel 1946. Sui 24 Gran Premi in calendario, la FIA ne scelse sei europei validi per il titolo mondiale. Soltanto all’ultimo momento si decise di inserire la 500 Miglia di Indianapolis, l’appuntamento principale motoristico degli Stati Uniti d'America, nel tentativo di gettare un ponte tra due mondi comunque troppo differenti per specifiche tecniche e mentalità. Il tentativo fu un colossale disastro: i piloti americani non vengono a correre le gare del vecchio continente e quelli europei, dal canto loro disertano l'ovale di Indianapolis (soltanto Alberto Ascari farà una timida apparizione sul circuito americano nel 1952); ciò nonostante la prova delle 500 Miglia sarà inserita nel calendario della Formula 1 fino al 1960 quando verrà definitivamente accantonata. In esso le vetture della Formula, così come nelle gare sudamericane di Formula Libre, erano invitate a parteciparvi.

Il 13 maggio si svolse il 3° Gran Premio di Gran Bretagna sul Circuito di Silverstone, il primo Gran Premio valido per il nuovo campionato del mondo di Formula 1, impreziosito dalla presenza in tribuna del Re Giorgio VI° e della Regina madre Elisabetta, e con un pubblico di oltre 100.000 spettatori. La gara vale anche come XI Gran Premio d'Europa, ed è la prima volta che viene organizzata dall'England Royal Automobile Club, detto anche RAC. A cinque anni dalla fine della guerra, i segni lasciati sono ancora visibili ovunque e di sicuro fanno la differenza, sia nei circuiti, i quali, tranne i casi dell’Autodromo di Monza e del Principato di Monaco, sono ricavati da vecchi aeroporti militari (quello inglese sopra citato, a circa 40 miglia a nord di Londra) oppure da strade destinate al traffico regolare (quello francese in aperta campagna di Reims-Gueux, quello belga di Spa-Francorchamps che rispetto all’attuale era lungo più del doppio, quello svizzero del Bremgarten nei pressi di Berna e via dicendo) sia soprattutto nelle vetture.

La scuderia Alfa Romeo che dominò quel primo campionato, corse ancora con la 158 (denominata "Alfetta"), che era la stessa monoposto concepita nel 1938 per vincere la concorrenza delle fortissime scuderie tedesche dell’epoca, la Mercedes e la Auto Union. Con un motore a 8 cilindri di 1500cc ed un compressore volumetrico, capace di sviluppare una potenza di 350 CV a 8600 giri/minuto, la 158 garantiva prestazioni eccezionali. La sua evoluzione, la Alfa Romeo 159 del 1951, raggiungeva 425 cavalli a 9500 giri/minuto, con una potenza specifica di 280 cavalli per litro. In quella stagione schierava tre piloti di prim’ordine, il quarantaquattrenne torinese Giuseppe Farina, detto "Nino", l’asso argentino Juan Manuel Fangio appena ingaggiato su segnalazione di Achille Varzi, che intuì il suo talento straordinario due anni prima in una gara di Formula Libre disputata in Argentina, e il sempre valido Luigi Fagioli, che conobbe comunque la sua stagione migliore negli anni ’30.

La Ferrari invece debuttò soltanto il 21 maggio nel Gran Premio di Monaco, il secondo valido per il campionato, con la 125 assemblata nel 1948, dotata inizialmente di un motore a compressore a 8 cilindri e in seguito, di 1497 cc a 12 cilindri di 60°; schierava Alberto Ascari (figlio di Antonio, rivale di Tazio Nuvolari), il francese Raymond Sommer e il britannico Peter Whitehead. La pattuglia italiana è completata dalla Maserati, che fornisce tre scocche e un motore L4S a molte squadre composte da piloti iscritti come privati, tra i quali si distinguono i due della scuderia "Enrico Plate" dotati di titoli nobiliari, il barone svizzero Toulo de Graffenried e il principe thailandese Birabongse Bhanuban, abbreviato per comodità in Prince Bira.

Massiccia anche la presenza di squadre e piloti francesi: la Talbot-Lago possedeva una scocca leggera ma una potenza di appena 280 cavalli e schierava nomi come Yves Giraud-Cabantous, Eugène Martin, Philippe Etançelin e il belga Johnny Claes: la Simca-Gordini che aveva un propulsore di appena 1450cc e schierava tra gli altri Maurice Trintignant, fratello di un altro corridore, Louis deceduto nel 1933, e zio del futuro popolare attore Jean-Louis Trintignant; egli stesso subirà un grave incidente sul circuito di Bremgarten nel Gran Premio di Svizzera del 1948.

La Gran Bretagna invece si schierò con due "Factory team"; la Alta Car and Engineering Company, meglio conosciuta come Alta, che forniva scocca e motore al britannico Geoffrey Crossley e all’irlandese Joe Kelly, iscritti come privati, e la English Racing Automobiles, abbreviata familiarmente come ERA, che schierava quattro piloti "privatisti" connazionali. Tra le gomme la parte del leone la sostenevano l’italiana Pirelli e la francese Dunlop, con qualche incursione della belga Englebert.

[modifica] Regolamento

In quel primo anno valido per il titolo mondiale, le monoposto di Formula 1 seguivano ancora le regole in vigore dal 1946, che prevedevano un limite di cilindrata di 1500 cc, se dotate di compressore volumetrico, e di 4.500 cc se prive di compressore (le cosiddette "aspirate"); inoltre, non esistevano limiti di peso e neanche di carburante. Per ogni Gran Premio vigeva la libertà di iscrizione, sia come appartenenti a una squadra sia come privato (in questo caso una "Factory Team" provvedeva a fornire scocca e motore al pilota, e tale situazione si protrarrà fino al 1958, anno in cui sarà introdotto il Campionato Mondiale Costruttori). I numeri di macchina erano variabili per ciascun Gran Premio e non seguivano mai la numerazione ordinaria – ad esempio nel Gran Premio di Monaco si assegnavano i numeri pari per evitare l'assegnazione del numero 13, e così via – così come la disposizione nella griglia di partenza, che dipendeva in gran parte dalla larghezza disponibile sulla sede stradale.

[modifica] Sistema di punteggio

Il primo sistema di punteggio assegnava 8 punti al primo classificato, 6 punti al secondo, 4 punti al terzo, 3 punti al quarto, 2 punti al quinto e 1 punto all’autore del giro più veloce durante la gara. Era consentito (e lo fu fino al 1957) anche lo scambio di vetture della stessa marca con i piloti di riserva, con conseguente divisione del punteggio in caso di arrivo al traguardo tra i piloti. Nella classifica finale contano soltanto i migliori quattro risultati su sei Gran Premi disputati.

[modifica] Riassunto della stagione

Nell’Alfa Romeo si decise di puntare tutte le carte su Juan Manuel Fangio, il quale nei primi mesi si era già aggiudicato due gare in Europa, e ribadirà nel finale di stagione il suo grande momento di forma vincendo tre gare consecutive di Formula Libre. Oltre al coraggio e all’incoscienza, indispensabili per gareggiare nei piloti di quella generazione, Fangio possedeva una visione tattica superiore rispetto alla concorrenza.

Dal canto suo, Farina non demorde e si aggiudica il Gran Premio inaugurale di Gran Bretagna a Silverstone con l’argentino tradito da una perdita d’olio. A Montecarlo Fangio gli risponde una settimana dopo dominando una corsa tormentata da un grave incidente nella sessione di qualifica toccato ad Alfredo Pian, argentino anche lui proveniente dalle gare sudamericane, che si frattura una caviglia, e da una spettacolare carambola al primo giro che elimina di colpo dieci concorrenti, provocata da un’improvvisa ondata alla curva del "Tabaccaio". Il torinese vince sull’insidioso tracciato svizzero del Bremgarten e l’argentino gli risponde per le rime a Spa-Francorchamps. È un testa a testa entusiasmante e in Francia, sul circuito stradale di Reims-Gueux, Fangio completa la sua rimonta iridata, piazza il terzo sigillo e lascia a secco il rivale. Anche Luigi Fagioli si comporta benissimo, piazzandosi secondo in ben quattro gare disputate e racimolando 24 punti, ma con la regola degli scarti viene privato in pratica di lottare per il titolo nell’ultima corsa valida, il Gran Premio d'Italia. Conquisterà 4 punti con il terzo posto ma non saranno comunque validi. Passerà nella storia dell'automobilismo di Formula 1 come l'"eterno secondo".

A Monza è un affare privato tra Fangio e Farina, distanziati in classifica soltanto di quattro punti (26 per Fangio e 22 per Farina, che oltretutto è terzo). L’argentino già al sabato conquista la Pole position, con Farina che si piazza terzo dietro alla Ferrari di Ascari. Fangio conduce in testa i primi giri e piazza un punto mondiale segnando il giro più veloce, ma al 24° giro deve ritirarsi ai box per noie al cambio. Senza perdersi d'animo, sale sull'Alfa Romeo di riserva condotta Piero Taruffi che gli cede sportivamente il posto, ma compie appena dieci giri e dice addio ai sogni di gloria, lasciando vittoria e titolo mondiale nelle mani di Giuseppe Farina, il primo italiano a laurearsi campione del mondo con tre punti di vantaggio sull’argentino, 30 contro 27. Fagioli sarebbe secondo con 28 punti, ma viene classificato al terzo posto con 24.

[modifica] Gran Premio della Gran Bretagna

Classifica Finale

1.Nino Farina

2.Luigi Fagioli

3.Juan Manuel Fangio

4.Reg Parnell

5.Prince Bira

6.Yves Giraud-Cabantous

7.Eugene Martin

8.Toulo de Graffenried

9.Louis Rosier

10.Peter Walker

11.Louis Chiron

Ritirati

Fangio, Bira , Murray , de Graffenried, Chiron, Martin, Walker, Rolt, Johnson

Non classificati

Kelly, Crossley

Non qualificato

Bonetto

[modifica] Gran premio di Monaco

1.Juan Manuel Fangio

2.Alberto Ascari

3.Louis Chiron

4.Raymond Sommer

5.Prince Bira

6.Bob Gerard

7.Johnny Claes

Ritirati

Villoresi, Etancelin, Gonzalez, Farina, Fagioli, Rosier, Manzon, de Graffenried, Trintignant, Harrison, Rol, Schell

Non Partiti

Whitehead, Pian

[modifica] Piloti e Costruttori

[modifica] Piloti

Nella tabella seguente sono indicati tutti i piloti partecipanti nella stagione 1950, indicati per nazionalità e ordine alfabetico.

Stati Uniti[1] Bandiera degli Stati Uniti Walt Ader Bandiera degli Stati Uniti Fred Agabashian Bandiera degli Stati Uniti Emil Andres Bandiera degli Stati Uniti Manuel Ayulo
Bandiera degli Stati Uniti Henry Banks Bandiera degli Stati Uniti Tony Bettenhausen Bandiera degli Stati Uniti Walt Brown Bandiera degli Stati Uniti Mike Burch Bandiera degli Stati Uniti Marvin Burke
Bandiera degli Stati Uniti Bill Cantrell Bandiera degli Stati Uniti Duane Carter Bandiera degli Stati Uniti Joie Chitwood Bandiera degli Stati Uniti Hal Cole Bandiera degli Stati Uniti George Connor
Bandiera degli Stati Uniti Jimmy Davies Bandiera degli Stati Uniti Billy DeVore Bandiera degli Stati Uniti Duke Dinsmore Bandiera degli Stati Uniti Ted Duncan Bandiera degli Stati Uniti Kenny Eaton
Bandiera degli Stati Uniti Mitt Fankhouser Bandiera degli Stati Uniti Walt Faulkner Bandiera degli Stati Uniti Johnny Fedricks Bandiera degli Stati Uniti Pat Flaherty Bandiera degli Stati Uniti Myron Fohr
Bandiera degli Stati Uniti George Fonder Bandiera degli Stati Uniti Carl Forberg Bandiera degli Stati Uniti Dick Frazier Bandiera degli Stati Uniti Cecil Green Bandiera degli Stati Uniti Bob Gregg
Bandiera degli Stati Uniti Cliff Griffith Bandiera degli Stati Uniti Sam Hanks Bandiera degli Stati Uniti Gene Hartley Bandiera degli Stati Uniti Mack Hellings Bandiera degli Stati Uniti Bill Holland
Bandiera degli Stati Uniti Jackie Holmes Bandiera degli Stati Uniti Norm Houser Bandiera degli Stati Uniti Jerry Hoyt Bandiera degli Stati Uniti Jimmy Jackson Bandiera degli Stati Uniti Joe James
Bandiera degli Stati Uniti Danny Kladis Bandiera degli Stati Uniti Chuck Leighton Bandiera degli Stati Uniti Bayliss Levrett Bandiera degli Stati Uniti Mark Light Bandiera degli Stati Uniti Andy Linden
Bandiera degli Stati Uniti George Lynch Bandiera degli Stati Uniti Cy Marshall Bandiera degli Stati Uniti Johnny Mauro Bandiera degli Stati Uniti Johnny McDowell Bandiera degli Stati Uniti Jack McGrath
Bandiera degli Stati Uniti Al Miller Bandiera degli Stati Uniti Chet Miller Bandiera degli Stati Uniti Duke Nalon Bandiera degli Stati Uniti Johnnie Parsons Bandiera degli Stati Uniti Ralph Pratt
Bandiera degli Stati Uniti Dick Rathmann Bandiera degli Stati Uniti Jim Rathmann Bandiera degli Stati Uniti Jim Rigsby Bandiera degli Stati Uniti Bud Rose Bandiera degli Stati Uniti Mauri Rose
Bandiera degli Stati Uniti Paul Russo Bandiera degli Stati Uniti Troy Ruttman Bandiera degli Stati Uniti Harry Schell Bandiera degli Stati Uniti Bill Schindler Bandiera degli Stati Uniti Bob Sweikert
Bandiera degli Stati Uniti Joel Thorne Bandiera degli Stati Uniti Charles van Acker Bandiera degli Stati Uniti Bill Vukovich Bandiera degli Stati Uniti Lee Wallard Bandiera degli Stati Uniti Spider Webb
Belgio Bandiera del Belgio Johnny Claes Irlanda Bandiera dell'Irlanda Joe Kelly
Italia Bandiera dell'Italia Alberto Ascari Bandiera dell'Italia Clemente Biondetti Bandiera dell'Italia Felice Bonetto Bandiera dell'Italia Giovanni Bracco
Bandiera dell'Italia Franco Comotti Bandiera dell'Italia Luigi De Filippis Bandiera dell'Italia Luigi Fagioli Bandiera dell'Italia Giuseppe Farina Bandiera dell'Italia Nello Pagani
Bandiera dell'Italia Franco Rol Bandiera dell'Italia Consalvo Sanesi Bandiera dell'Italia Dorino Serafini Bandiera dell'Italia Piero Taruffi Bandiera dell'Italia Luigi Villoresi
Svizzera Bandiera della Svizzera Toni Branca Bandiera della Svizzera Toulo de Graffenried Bandiera della Svizzera Rudi Fischer
Francia Bandiera della Francia Eugène Chaboud Bandiera della Francia Philippe Etançelin Bandiera della Francia Yves Giraud-Cabantous Bandiera della Francia Pierre Levegh
Bandiera della Francia Henri Louveau Bandiera della Francia Guy Mairesse Bandiera della Francia Robert Manzon Bandiera della Francia Eugène Martin Bandiera della Francia Charles Pozzi
Bandiera della Francia Louis Rosier Bandiera della Francia Raymond Sommer Bandiera della Francia Maurice Trintignant Thailandia Bandiera della Thailandia Prince Bira
Regno Unito Bandiera del Regno Unito Geoff Crossley Bandiera del Regno Unito Joe Fry Bandiera del Regno Unito Bob Gerard Bandiera del Regno Unito David Hampshire
Bandiera del Regno Unito Cuth Harrison Bandiera del Regno Unito Leslie Johnson Bandiera del Regno Unito David Murray Bandiera del Regno Unito Reg Parnell Bandiera del Regno Unito Peter Walker
Bandiera del Regno Unito Peter Whitehead Germania Bandiera della Germania Paul Pietsch Monaco Bandiera di Monaco Louis Chiron
Argentina Bandiera dell'Argentina Juan Manuel Fangio Bandiera dell'Argentina José Froilan González Bandiera dell'Argentina Alfredo Pian

[modifica] Costruttori

Nella tabella seguente vengono indicate le scuderie, manufatturiere e non, partecipanti al campionato, compresi i piloti iscritti come privati indicati qui con il loro nome, con i numeri di iscrizione avuti nei sette Gran Premi validi per il mondiale, che erano variabili per ogni singola gara.

Scuderia[2] Telaio e motore Numeri Iscrizione Piloti
Bandiera degli Stati Uniti A. J. Watson Watson-Offenhauser 45 Dick Rathmann
Bandiera degli Stati Uniti Bowes Racing Inc Lesovsky-Offenhauser 55 Troy Ruttman
Bandiera degli Stati Uniti Carl Marchese Marchese-Offenhauser 2 Myron Fohr
Bandiera degli Stati Uniti Charles Pritchard Kurtis Kraft-Offenhauser 4
15
Walt Brown
Mack Hellings
Bandiera degli Stati Uniti Cummins Engine Co Kurtis Kraft-Cummins 61 Jimmy Jackson
Bandiera degli Stati Uniti Ervin Wolfe Kurtis Kraft-Offenhauser 17
17
Joie Chitwood
Tony Bettenhausen
Bandiera degli Stati Uniti Grancor Auto Specialists Kurtis Kraft-Offenhauser 59 Pat Flaherty
Bandiera degli Stati Uniti Horschell Racing Co. Cooper-JAP 8 Harry Schell
Bandiera degli Stati Uniti Howard Keck Co. Deidt-Offenhauser 31 Mauri Rose
Bandiera degli Stati Uniti Indianapolis Race Cars Maserati-Offenhauser 12
12
Henry Banks
Fred Agabashian
Bandiera degli Stati Uniti J. C. Agajanian Kurtis Kraft-Offenhauser 98 Walt Faulkner
Bandiera degli Stati Uniti Jack B. Hinkle Kurtis Kraft-Offenhauser 49 Jack McGrath
Bandiera degli Stati Uniti Joe Langley Langley-Offenhauser 75 Gene Hartley
Bandiera degli Stati Uniti John Lorenz Wetteroth-Offenhauser 76 Jim Rathmann
Bandiera degli Stati Uniti Kurtis Kraft Inc Kurtis Kraft-Offenhauser 1
28
Johnnie Parsons
Fred Agabashian
Bandiera degli Stati Uniti Ludson D. Morris Kurtis Kraft-Offenhauser 81 Jerry Hoyt
Bandiera degli Stati Uniti Lou Moore Deidt-Offenhauser
Lesovsky-Offenhauser
Moore-Offenhauser
Deidt-Offenhauser
3
5
8
14
Bill Holland
George Connor
Lee Wallard
Tony Bettenhausen
Bandiera degli Stati Uniti Louis Rassey Snowberger-Offenhauser 67 Bill Schindler
Bandiera degli Stati Uniti M. A. Walker Kurtis Kraft-Offenhauser 54 Cecil Green
Bandiera degli Stati Uniti M. Pete Wales Kurtis Kraft-Offenhauser 62 Johnny McDowell
Bandiera degli Stati Uniti Milt Marion Kurtis Kraft-Offenhauser 23 Sam Hanks
Bandiera degli Stati Uniti Murrell Belanger Stevens-Offenhauser 18 Duane Carter
Bandiera degli Stati Uniti Norm Olson Olson-Offenhauser 77 Jackie Holmes
Bandiera degli Stati Uniti Pat Clancy Ewing-Offenhauser 22 Jimmy Davies
Bandiera degli Stati Uniti Paul Russo & Ray Nichels Nichels-Offenhauser 7 Paul Russo
Bandiera degli Stati Uniti R. A. Cott Maserati-Offenhauser 21 Spider Webb
Bandiera degli Stati Uniti Richard L. Palmer Adams-Offenhauser 24
24
Bayliss Levrett
Bill Cantrell
Bandiera degli Stati Uniti Sampson Manufacturing Co. Rae-Offenhauser 27 Walt Ader
Bandiera degli Stati Uniti Verlin Brown Kurtis Kraft-Offenhauser 69 Duke Dinsmore
Bandiera dell'Italia Scuderia Alfa Romeo Alfa Romeo 1 – 6 – 10 – 14 – 18 – 34 – 60
2 – 8 – 10 – 16 – 32
3 – 4 – 12 – 36
4
46
60
Juan Manuel Fangio
Nino Farina
Luigi Fagioli
Reg Parnell
Consalvo Sanesi
Piero Taruffi
Bandiera dell'Italia Ferrari Ferrari 2 – 22 – 38
4 – 16 – 18 – 40 – 48
20 – 42
48
Luigi Villoresi
Alberto Ascari
Raymond Sommer
Dorino Serafini
Bandiera dell'Italia Clemente Biondetti Ferrari-Jaguar Clemente Biondetti
Bandiera dell'Italia Officine Alfieri Maserati Maserati 6 – 19 – 26 – 30 – 48
4 – 28 – 44
Louis Chiron
Franco Rol
Bandiera dell'Italia Scuderia Achille Varzi Maserati 2 – 36
4
2
40
José Froilan González
Alfredo Pian
Nello Pagani
Toni Branca
Bandiera dell'Italia Scuderia Ambrosiana Maserati 5 – 50
6 – 34
32
David Murray
David Hampshire
Reg Parnell
Bandiera dell'Italia Scuderia Milano Maserati-Milano 22 – 34 – 40 – 52
62
Felice Bonetto
Franco Comotti
Bandiera della Francia Automobiles Talbot-Darracq SA Talbot-Lago-Talbot 6 – 14 – 18
10 – 14 – 15 – 20
16
8 – 17
22
12
Yves Giraud-Cabantous
Louis Rosier
Philippe Etançelin
Eugène Martin
Pierre Levegh
Raymond Sommer
Bandiera della Francia Charles Pozzi Talbot-Lago-Talbot 26
26
Charles Pozzi
Louis Rosier
Bandiera della Francia Ecurie Bleue Talbot-Lago-Talbot 44
101
Harry Schell
Louis Rosier
Bandiera della Francia Ecurie Lutetia Talbot-Lago-Talbot 20 Eugène Chaboud
Bandiera della Francia Ecurie Rosier Talbot-Lago-Talbot 15 – 58
64
Louis Rosier
Henri Louveau
Bandiera della Francia Guy Mairesse Talbot-Lago-Talbot 40 Guy Mairesse
Bandiera della Francia Philippe Etançelin Talbot-Lago-Talbot 14, 16, 24, 42
16
Philippe Etançelin
Eugène Chaboud
Bandiera della Francia Pierre Levegh Talbot-Lago-Talbot 56 Pierre Levegh
Bandiera del Regno Unito Raymond Sommer Talbot-Lago-Talbot 6 – 12 Raymond Sommer
Bandiera della Francia Equipe Gordini Simca-Gordini 10 – 44
12 – 42
Robert Manzon
Maurice Trintignant
Bandiera del Belgio Ecurie Belge Talbot-Lago-Talbot 2 – 4 – 618 – 24 – 42 Johnny Claes
Bandiera della Svizzera Antonio Branca Maserati 30 Toni Branca
Bandiera della Svizzera Enrico Platé Maserati 20 – 32 – 38 – 52
2150 – 30
Toulo de Graffenried
Prince Bira
Bandiera della Germania Paul Pietsch Maserati 28 Paul Pietsch
Bandiera del Regno Unito Peter Whitehead Ferrari 8 – 14 – 28 Peter Whitehead
Bandiera del Regno Unito Joe Fry Maserati 10
10
Joe Fry