Formazione di Livinallongo

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Affioramento di cresta della Formazione di Livinallongo
Affioramento di cresta della Formazione di Livinallongo

La Formazione di Livinallongo è costituita da un complesso stratificato, di potenza variabile (da 0 a 300 m, in eteropia laterale con i calcari e le dolomie di piattaforma carbonatica coeve), di calcari nodulari, ritmiti siliceo-calcaree, calcari detritici, tufiti (facies della “Pietra Verde”) del Ladinico Inferiore (Triassico Medio), di colore dal grigio scuro al verde. La formazione affiora in area veneto – trentina, principalmente a cavallo tra le province di Trento e Belluno (Agordino, Pale di San Lucano, gruppo del Civetta, Val Fiorentina, Val di Fiemme, Val di Fassa, gruppo dei Monzoni, gruppo delle Pale di San Martino).

Per approfondire, vedi la voce Triassico italiano.


[modifica] Descrizione e ambiente sedimentario

La Formazione di Livinallongo presenta una significativa variabilità laterale e verticale di facies litologica, con diverse litofacies tra le quali le principali sono:

  • calcari micritici fittamente laminati, spesso ricchi di materia organica (Plattenkalke), prevalenti nella parte inferiore della formazione;
  • calcari nodulari (Knollenkalke), prevalenti nella parte mediana, caratterizzati dalla presenza di noduli di selce che danno agli strati un tipico aspetto “bernoccoluto”;
  • calcari laminari, litologicamente assimilabili ai sottostanti calcari nodulari ad eccezione dei noduli di selce, alternati a strati torbiditici (Banderkalke), prevalenti nella parte superiore; assai caratteristica, nelle facies torbiditiche, la presenza di livelli di origine vulcanoclastica (tufiti della “Pietra Verde”), di potenza assai variabile.

La Formazione di Livinallongo si è depositata in aree tropicali, all’interno di bacini in progressiva subsidenza, circondati da piattaforme carbonatiche. Queste aree bacinali erano interessate da apporti di materiale carbonatico provenienti dalle piattaforme e di materiale terrigeno proveniente da attività vulcanica in parte esterna all’area dolomitica (testimoniate dai livelli tufacei di “Pietra Verde”), che si sedimentavano con modalità deposizionali di tipo torbiditico. I fossili sono complessivamente piuttosto rari, anche se localmente possono esservi livelli riccamente fossiliferi. Sono segnalati in letteratura lamellibranchi pelagici (Daonella), cefalopodi (Protrachyceras, Trachyceras ed Arpadites), echinodermi (Cidaris ed Encrinus) e varie specie di radiolari.

[modifica] Collegamenti esterni

Catalogo delle formazioni geologiche italiane

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