Forastefano

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Forastefano è una 'ndrina di Cassano all'Ionio che opera nella Piana di Sibari e in generale nella provincia di Cosenza, appartenente alla Locale di Sibari.

La faida[modifica | modifica sorgente]

In origine era un'unica ndrina insieme agli Abruzzese[1]. È stata coinvolta alla fine degli anni novanta e all'inizio del nuovo secolo nella faida contro gli Zingari di Lauropoli. Durante la faida nel 2002 si salvò da un agguato il capo Vincenzo Forastefano. Nel 2003 la faida terminò con l'operazione Lauro dei carabinieri che decimò la ndrina di etnia rom di Francesco Abruzzese detto Dentuzzo. Usciti vittoriosi i Forastefano, da quel momento hanno il controllo sulle attività criminali dell'alto Ionio cosentino[2][3].

Attività illecite[modifica | modifica sorgente]

Come si evince anche dall'operazione Omnia del 2007: sono dediti all'estorsione, all'usura, scambio di voto, traffico di droga, truffe, traffico di clandestini, infiltrazione negli appalti pubblici e in svariati settori dell'economia locale: l'agricoltura, la pesca, le imprese e perfino l'INPS e mutui a tasso usuraio.

La droga se la procurano o dalla criminalità campana o da un'organizzazione albanese della Piana di Sibari[4].

Esponenti di spicco[modifica | modifica sorgente]

  • Leonardo Forastefano (presunto capobastone agli arresti domiciliari)
  • Vincenzo Forastefano (1973) (capobastone arrestato il 6 settembre 2008)

Fatti recenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il 10 luglio 2007 nell'operazione Omnia, vengono arrestate 60 persone, collegate o facenti parte della 'ndrina per associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsioni, usura, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, oltre a favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e altri reati. Tra gli immobili sequestrati un hotel di lusso e un centro commerciale. Condizionavano anche appalti pubblici, il settore primario e terziario, tra cui truffe a danni dell'INPS e a società finanziarie, inoltre gestivano il traffico e l'impiego di clandestini nella Piana della Sibaritide, nel Cosentino[5][6][7].
  • Il 13 dicembre 2007 Franco La Rupa, secondo il collaboratore di giustizia Francesco Elia, sarebbe stato favorito dai Forastefano per l'elezione al consiglio regionale in cambio di finanziamenti pubblici a membri della 'ndrina[8].
  • Il 21 gennaio 2008 viene arrestato in frazione Tre Ponti di Cassano allo ionio, Francesco Faillace, esponente di spicco della cosca, dai carabinieri di Corigliano Calabro[9].
  • L'11 aprile 2008 con l'operazione Omnia 2 vengono arrestate 6 persone dei Forastefano che estorcevano a un imprenditore di Forlì ma di origini calabresi. L'operazione e le indagini sono partite dopo la sua denuncia. Tra i sei arrestati c'era anche Francesco Forastefano, cugino del capobastone latitante[10].
  • L'8 gennaio 2009 la Polizia di Stato sequestra a Vincenzo Novelli, un presunto affiliato ai Forastefano beni per un valore di 600.000 euro. Egli fu arrestato nel novembre 2007 con l'operazione Omnia. Il sequestro è stato eseguito dal Commissariato di P.S. di Castrovillari insieme alla Questura di Cosenza[4][11].
  • Il 22 aprile 2009 la polizia di stato sequestra al capobastone Leonardo Forastefano, ora agli arresti domiciliari beni dal valore di 1 milione di euro[12].
  • Il 18 giugno 2009 vengono sequestrati a 3 presunti affiliati (Francesco Costa, Gianfranco Senise e Sebastiano Nicola Rende) dei Forastefano beni dal valore di 60 milioni di euro tra alcune società, un'auto, terreni e un Motel[13].
  • Il 22 agosto 2009 Viene ucciso mentre lavorava in campagna, Federico Faillace a Spezzano Albanese, presunto affiliato ai Forastefano, nonché capo dei Faillace-Portoraro[14].
  • Il 2 luglio 2010 la questura di Cosenza sequestra beni per 600.000 euro a un membro dei Forastefano, arrestato nell'operazione Omnia[15].
  • Il 17 luglio 2012 vengono arrestati alcuni medici per i reati di corruzione in atti giudiziari, falsa perizia, false attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, abuso d’ufficio, procurata inosservanza di pena e istigazione alla corruzione, aggravati dalle finalità mafiose. I medici rilasciavano certificati sanitari che accertavano patologie incompatibili con il carcere, al fine di evitare la pena agli affiliati[16].

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corigliano. Operazione Santa Tecla in Mediterraneo online.
  2. ^ NDRANGHETA OPERAZIONE CC; POTERE CLAN DOPO FAIDA CON RIVALI in Media Calabria.
  3. ^ La guerra con i rom che ne segnò l'ascesa, di Marco Cribari Calabria Ora del 7 settembre 2008
  4. ^ a b c Forastefano, fine della corsa, Calabria Ora del 7 settembre 2008
  5. ^ 'Ndrangheta, 60 arresti in Calabria e Campania "Gestivano tutti i rapporti economici e sociali" in Repubblica.it.
  6. ^ 'Ndrangheta, 60 arresti in Calabria e Campania "Gestivano tutti i rapporti economici e sociali" in Repubblica.it.
  7. ^ Operazione OMNIA - Scacco al clan della Sibaritide in Calabria Notizie.
  8. ^ 'Ndrangheta, in manette Franco La Rupa. URL consultato il Corriere.it.
  9. ^ Va a trovare il figlio neonato e viene arrestato in Nuova Cosenza.
  10. ^ Operazione Omnia2 in Nuova Cosenza.
  11. ^ Beni sequestrati a cosca Forastefano in Nuova Cosenza.
  12. ^ Sequestro di beni al clan Forastefano in Nuova Cosenza.
  13. ^ 60 milioni di beni sequestrati ai Forastefano in Nuova Cosenza.
  14. ^ Agguato a Spezzano Albanese, ucciso un uomo in Nuova Cosenza.
  15. ^ beni per seicentomila euro sequestrati al clan Forastefano in Nuova Cosenza.
  16. ^ ‘Ndrangheta, doppio blitz: dai lavori sull’A3 ai certificati medici falsi per i boss – Il Fatto Quotidiano