Associazione Calcio Rinascita Messina
| Associazione Calcio Rinascita Messina Calcio |
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| Giallorossi, Biancoscudati, Peloritani | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Inno | Messina punto e basta Corrado Lojacono |
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| Dati societari | ||||
| Città | Messina | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Serie D | |||
| Fondazione | 1900 | |||
| Rifondazione | 1994 | |||
| Rifondazione | 2009 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | San Filippo (37.895[1] posti) |
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| Sito web | www.acrmessinasrl.it | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 1 Campionato di Serie B 1 Campionato di Serie C1 1 Campionato di Serie C2 |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
L'Associazione Calcio Rinascita Messina, abbreviato in A.C.R. Messina o più semplicemente Messina, è una società calcistica italiana con sede nella città di Messina. Milita in Serie D, il quinto livello del campionato italiano; disputa le partite interne presso lo Stadio San Filippo.
La società venne fondata nel 1994 come Unione Sportiva Peloro, a seguito della radiazione dai campionati professionistici della storica società cittadina Associazione Calcio Riunite Messina. Nel 1997 l'U.S. Peloro ha cambiato denominazione in Football Club Messina Peloro. Nel 2009 la società è stata dichiarata fallita e quindi rilevata a un'asta fallimentare, assumendo la nuova denominazione di Associazione Calcio Rinascita Messina.
Il miglior piazzamento in Serie A è il settimo posto raggiunto nella stagione 2004-2005. Il miglior piazzamento nelle coppe è rappresentato dagli ottavi di finale di Coppa Italia. Nella sua storia ha disputato 3 campionati di Serie A e 4 di Serie B; se si considera nel complesso l'intera storia delle squadre di calcio di Messina, sono stati disputati 5 campionati di Serie A e 32 di Serie B.
Storia del calcio a Messina
Messina Football Club
| Per approfondire, vedi la voce Messina Football Club (1900). |
Con molta probabilità a Messina veniva già praticato il "calcio ginnico" alla fine del XIX secolo dalla Società Ginnastica Garibaldi[2]. Si è tuttavia soliti indicare, come data di nascita del calcio a Messina, il 1º dicembre 1900: giorno in cui venne fondato il Messina Football Club[2]. Quasi tutti i soci fondatori erano inglesi; facevano eccezione quattro notabili messinesi.
Al vertice dell'organigramma societario figurava il presidente l'inglese Walter F. Becker. Armatore navale, era il titolare della "Peirce, Becker & Ilardi", un'agenzia di navigazione con sede a Messina[3]; nel 1899 aveva inoltre fondato la compagnia di navigazione "Peirce & Becker"[3].
Vicepresidente era il console statunitense Charles M. Caughy[3]; il segretario era Walter Oates (inglese, socio della fabbrica di derivati agrumari "W. Sanderson & Sons"); i consiglieri erano: Horace Gooding, W. May, Alfredo (o Adolfo) Marangolo, Giulio Arena Ainis, J. Giorgianni, G. Lovatelli[3]. Soci onorari erano: William Robert Sanderson, Guglielmo Sarauw, George Oates, Herbert Hoates, Edward James Eaton, Eduard Jacob, Carlo Sarauw.
Consigliere era anche F. L. Padgett, primo allenatore e capitano della squadra[2]. È probabile che tra le persone chiave della società figurassero anche i reverendi anglicani Charles B. Hulleatt e Caulfield.
La figura più rilevante era quella di Marangolo. Il giovane messinese era appena tornato da un lungo soggiorno a Londra; in Gran Bretagna aveva scoperto il neonato gioco del calcio, ed aveva portato con sé alcuni manuali con le regole del gioco, un pallone di cuoio, alcune scarpe, una divisa da arbitro ed una da gioco[2]. Marangolo legò con la colonia inglese di Messina: molti dei cittadini d'oltremanica avevano già praticato il gioco del calcio, e ciò portò alla fondazione della nuova squadra.
Il primo incontro del Messina Football Club è datato 18 aprile 1901, organizzato da Alfredo Marangolo e disputato contro l'"Anglo Panormitan Athletic and Football Club" (l'attuale Palermo) fondato dall'amico Ignazio Majo Pagano, con il quale era emigrato a Londra[2]. L'incontro finì 3-2 per i palermitani; la formazione scesa in campo era la seguente: Gooding, Pappin, Padgett, Way, Caulfield, Oates, Arena, Vaccaro, Greco, Falorsi, Crisafulli[2].
I colori sociali del Messina F.C. erano differenti dagli attuali: le maglie erano infatti di colore bianco e blu[4]. Così riportò infatti il Giornale di Sicilia nella cronaca dell'incontro contro il Palermo:
| « I rappresentanti del Club Messina [...] vestivano un elegantissimo costume in maglia bleu con calzoni bianchi, gambali di legno e berretto bleu e bianco. » | |
Nel luglio 1901 fu nominato presidente il neo console inglese di Messina, Arthur Barret Lascelles, il quale pertanto succedette a Walter Becker[2].
In questo periodo fu svolta attività in ambito locale. Ad esempio nel 1902 furono organizzati due incontri contro gli equipaggi di alcune navi attraccate nel porto di Messina: il primo fu vinto dal Messina per 2-1 contro l'equipagio dello Yacht Hohenzollern di Guglielmo II di Germania; il secondo fu perso dai siciliani per 5-1 contro i marinai inglesi del Royal Steamer Aurani[5].
Nel 1905 nacque la Whitaker Challenge Cup, disputata contro il Palermo; le fonti sono discordanti: alcune attribuiscono la vittoria al Messina per 1-0, altre per 3-2[6]. I messinesi bissarono il successo anche nel 1906, vincendo contro i palermitani per 2-1[7]. La Whitaker Challenge Cup non fu disputata nel 1907, ma tornò ad essere giocata - per l'ultima volta nella storia - il 15 febbraio 1908: vinse il Palermo 3-0, nell'incontro disputato presso lo spiazzale di San Raineri[8].
Il terremoto del 1908 causò la morte di numerosi giocatori della squadra; l'attività riprese solamente nel giugno 1909, grazie ai fondi dell'inglese Arthur Barret Lascelles ed all'aiuto dei marinai presenti in città, alcuni di essi giocatori di Venezia, Gorizia e Triestina[9]. Nel 1910 la squadra prese parte alla seconda edizione della Coppa Lipton, perdendo però sia contro il Naples sia contro il Palermo[10]; la stagione proseguì a livello locale.
Lentamente la disponibilità economica di Barrett andò diminunendo sempre di più; la società si sciolse ed i giocatori confluirono nella Società Ginnastica Garibaldi (società che aveva inglobato in precedenza anche la Società Sportiva Umberto I), capitanata da Nazzareno Allegra[10].
Ginnastica Garibaldi
La Società Ginnastica Garibaldi era una società polisportiva nata ben prima del 1910; tuttavia la sezione calcistica nacque proprio in quell'anno, inglobando la S.S. Umberto I e il Messina Football Club. La divisa della Ginnastica Garibaldi era di colore rosso[11].
Nel 1911 vennero disputate partite esclusivamente in ambito locale; l'anno successivo la Garibaldi disputò la Coppa Lipton a Palermo, dove perse contro i locali per 3-1[11]. Nel 1913 la squadra vinse la Coppa Agordad a Catania, e la Coppa Restuccia a Messina.
Inevitabilmente, con l'inizio della Prima guerra mondiale la Garibaldi si sciolse[12].
Unione Sportiva Messinese
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Messinese. |
La storia del Messina riprese ufficialmente il 10 novembre 1919 alle 16:30, data ufficiale della fondazione dell'Unione Sportiva Messinese[13]. Nello stesso anno la squadra arrivò seconda nella Coppa Maggiacomo, e nel 1920 perse la finale della Coppa Federale Siciliana contro il Palermo; nel 1921 l'U.S. Messinese si aggiudicò la Coppa Sant'Agata[13]. Nella stagione 1921-1922 la squadra si piazzò al 3º posto in Prima Divisione Lega Sud.
L'U.S. Messinese vestì per la prima volta una maglia "biancoscudata". Infatti la Difesa Marittima donò al presidente Allegra dodici giacche da marinaio di colore bianco, sulle quali fu poi applicato un colletto di colore nero e lo stemma della città[14]. Tra i giocatori più rappresentativi della squadra vi erano Nazzareno Allegra, Alfredo Lucchesi e Giovanni Stracuzzi.
Dopo tre anni dalla fondazione dell'U.S. Messinese, si avvertì l'esigenza di contrastare lo strapotere calcistico in Sicilia del Palermo; si decise pertanto di riunire più squadre in un'unica società. Nacque così il Messina Football Club, dalla fusione tra U.S. Messinese-Umberto I (nata dalla fusione delle due squadre) e Messina Sporting Club[13].
Il nuovo Messina F.C.
| Per approfondire, vedi la voce Messina Football Club (1922). |
Il 28 novembre 1922, presso il Bar Irrera di Messina, nacque ufficialmente il Messina Football Club[15]. La nuova società assumeva pertanto la medesima denominazione della storica squadra fondata il 1º dicembre 1900, rimasta in vita fino al 1910. Primo presidente fu Augusto Salvato, già portiere della Ginnastica Garibaldi.
Anche il nuovo Messina F.C. vestiva in maglia bianconera[16].
La squadra affrontò il campionato di Prima Divisione 1922-1923, chiudendo al primo posto in classifica. Tuttavia il campionato fu annullato per irregolarità negli accordi fra le società nella definizione del calendario ufficiale; la Lega Sud ne dispose la ripetizione, obbligando le squadre a giocare un girone di sola andata e partite in campo neutro. Nella ripetizione, il Messina chiuse al secondo posto dietro la Libertas di Palermo. Stesso piazzamento anche nella Prima Divisione 1923-1924, stavolta alle spalle del Palermo.
Il Messina Football Club si sciolse definitivamente nel dicembre 1924, dopo sole due stagioni[15].
La nuova U.S. Messinese
Dopo lo scioglimento del Messina F.C., gran parte del parco giocatori della squadra confluì nell'Unione Sportiva Messinese. Una società denominata allo stesso modo era esistita tra il novembre 1919 ed il novembre 1922. La nuova U.S. Messinese era rinata già nel 1923[13].
La squadra disputò la Prima Divisione 1924-1925, chiudendo al 1º posto nel campionato regionale, ed al 4º posto nel girone B delle semifinali di Lega. Al termine della stagione successiva l'U.S. Messinese retrocesse in Seconda Divisione, dove rimase fino al 1927-1928. Nel 1928 la società mutò nome in "Associazione Calcio Messina".
Associazione Calcio Messina
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Messina (1928-1940). |
L'Associazione Calcio Messina nacque ufficialmente nell'autunno 1928, in seguito alla lunga crisi dirigenziale in seno all'U.S. Messinese[17]. Presidente era Augusto Salvato, già ai vertici del Messina F.C.; ricopriva il doppio incarico di allenatore-giocatore il messinese Giovanni Panosetti[18]. La divisa di gara era di colore bianco, bordata con i colori della città: rosso e giallo oro[18].
L'A.C. Messina rimase in vita fino al 1941; riuscì a conquistare la Serie B al termine della Prima Divisione 1931-1932. La squadra mantenne la categoria per sei stagioni consecutive, dal 1932-1933 fino alla retrocessione del 1937-1938. Disputò poi due campionati in Serie C, ma dopo solamente due giornate della Serie C 1940-1941 si ritirò; la società sparì dal panorama calcistico, riapparendo brevemente nel 1946[17].
Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte. |
Dopo la scomparsa dell'A.C. Messina, il calcio messinese fu rappresentato dall'Unione Sportiva Tenente Mario Passamonte[19]. La società, fondata ufficialmente il 7 aprile 1941, venne intitolata a Mario Passamonte, eroe di guerra morto in Africa ed ex giocatore dell'U.S. Peloro (storica formazione messinese nata già nel 1906)[19].
La squadra non venne ammessa alla Serie C 1941-1942, ma prese parte alla Serie C 1942-1943, chiudendo al 5º posto nel girone N. Tra il 1943 ed il 1945 fu svolta solo attività a livello locale, a causa delle vicende belliche[19].
Nel 1945 la Passamonte si fuse con la S.S. Lega Arsenale (nata nel 1944) e con l'U.S. Peloro, dando vita all'Associazione Sportiva Messina[19].
Associazione Sportiva Messina
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Sportiva Messina (1945-1946). |
L'Associazione Sportiva Messina nacque pertanto nel 1945 dalla fusione di tre squadre (Peloro, Arsenale, Passamonte); presieduta da Vincenzo Nicotra, venne ammessa in Serie C 1945-1946[20], chiudendo al 6º posto nel girone F della Lega Centro-Sud, non riuscendo a centrare l'accesso al girone finale[20].
Nel 1946 l'A.S. Messina si fuse con il Gazzi, dando vita alla nuova Associazione Calcio Messina.
La nuova A.C. Messina
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Messina (1946-1947). |
L'Associazione Calcio Messina, già esistita dal 1928 al 1940, rinacque nel 1946 dalla fusione tra A.S. Messina e A.C. Gazzi; quest'ultima era una società nata nel 1928[21].
L'A.C. Messina disputò la Serie C 1946-1947, terminando la stagione al 5º posto nel girone finale della Lega Sud. Fu l'ultima occasione in cui si parlò di Associazione Calcio Messina: la società si fuse infatti con l'U.S. Giostra nel 1947, dando vita all'Associazione Calcio Riunite Messina[17].
Associazione Calcio Riunite Messina
| Per approfondire, vedi la voce Associazione Calcio Riunite Messina. |
Fusione AC Messina e Giostra
| Per approfondire, vedi la voce Unione Sportiva Giostra. |
Alla Serie C 1946-1947 aveva preso parte, oltre all'A.C. Messina, anche l'Unione Sportiva Giostra. Quest'ultima era una società nata nei primi anni dieci con la denominazione "Società Sportiva Aurora Giostra"; nel corso degli anni venti e trenta disputò più volte la Terza Divisione[22]. Nel 1945-1946 vinse il campionato di Prima Divisione, venendo promossa in Serie C; il Giostra riuscì ad arrivare alle finali della Lega Interregionale Sud di C, chiudendo al quarto posto.
Nel 1947 l'opinione pubblica messinese spinse per la creazione di un'unica realtà calcistica cittadina ad alto livello; spinti da progetti ambiziosi, i dirigenti del Giostra e dell'A.C. Messina avviarono le trattative per mettere in atto la fusione[23]. Dopo una lunga serie di discussioni sulle modalità di fusione e sulla denominazione da adottare, si giunse alla definitiva determinazione: Associazione Calcio Riunite Messina[23][24][25].
Nella prima stagione disputata (1947-1948) l'A.C.R. Messina chiuse al settimo posto con 37 punti nel girone T della serie C, venendo però ripescata grazie al "Caso Napoli". L'anno successivo, sotto la presidenza del Marchese Carlo Stagno d'Alcontres, si classificò quarta con 40 punti nel girone D della nuova Serie C. Nel 1949-1950 arrivò la promozione in Serie B, dopo uno spareggio con il Cosenza.
L'A.C.R. Messina mantenne la Serie B consecutivamente dalla stagione 1950-1951 alla stagione 1962-1963, al termine della quale centrò la prima storica promozione in Serie A.
Serie A
Il Messina esordì in Serie A con una sconfitta per 3-1 contro la Sampdoria. La prima rete in Serie A venne segnata da Paolo Morelli. L'esordio casalingo avvenne il 25 settembre 1963, e fu subito vittorioso: il Messina sconfisse 2-0 il Lanerossi Vicenza grazie a una doppietta di Marcelo Pagani. Tuttavia al termine del girone d'andata la squadra figurava all'ultimo posto in classifica, con otto punti. Nel mercato di novembre, per far fronte al brutto inizio di campionato, il Messina prese in prestito dal Milan il peruviano Victor Benitez. In rosa figuravano giocatori di spessore come Egidio Morbello, Gianvito Geotti, Paolo Morelli, Roberto Derlin[26]. Grazie ad un eccellente girone di ritorno in cui conquistò 20 punti (frutto di 7 vittorie[27], 6 pareggi e 4 sconfitte), il Messina centrò la salvezza all'ultima giornata grazie al pareggio per 0-0 contro il Modena.
La seconda stagione in serie A culminò con la retrocessione, frutto del penultimo posto in classifica. Da allora il Messina ebbe una parabola discendente, che vide la squadra retrocedere in Serie C dopo soli tre anni di cadetteria e, dopo la Serie C 1972-1973, in Serie D.
Dagli anni bui all'era Massimino
La prima esperienza in Serie D del Messina terminò con la risalita in Serie C, grazie anche ai 22 gol del bomber Lando Bertagna[28]. Tuttavia saranno solo tre i campionati di Serie C disputati dal Messina, prima di ripiombare ancora in Serie D[29].
Nella Serie D 1977-1978 i messinesi chiusero al 6º posto nel girone I, venendo ammessi alla nuova Serie C2. La squadra rimarrà in C2 per 5 stagioni, rischiando anche la retrocessione nella stagione 1980-1981. La promozione arrivò al termine della la stagione 1982-1983, quando i giallorossi guidati da Alfredo Ballarò conclusero il campionato con un punto di vantaggio sull'Akragas[30]. Nella stagione 1983-1984 i giallorossi, con Michelangelo Alfano presidente, ottennero la salvezza, mettendo le basi per le future vittorie sotto la proprietà della famiglia Massimino.
Salvatore Massimino divenne infatti presidente dell'A.C.R. Messina nel 1984-1985. La squadra era allenata da Franco Scoglio e in rosa figuravano calciatori come Schillaci, Caccia, Napoli e Catalano[31]. La promozione arrivò al termine della stagione 1985-1986, dopo 18 anni dall'ultima apparizione in serie B[29].
Alla vigilia della stagione 1986-87, l'ambiente giallorosso fu scosso in ritiro dalla notizia della squalifica per cinque anni, di uno dei suoi uomini più rappresentativi: Franco Caccia, coinvolto nello scandalo del calcio italiano del 1986. La stagione fu comunque positiva per il Messina: la squadra, che per tutto il campionato era stata sempre in zona promozione, conquistò tuttavia due pareggi nelle ultime cinque giornate, arrivando settima a tre punti dalla zona promozione. La stagione seguente vide il Messina piazzarsi a metà classifica (12º posto) e a fine anno Franco Scoglio lasciò la panchina, venendo sostituito da Zdeněk Zeman.
Zeman guidò la squadra all'ottava posizione finale[32]; nella stagione successiva, sotto la guida prima di Francesco Scorsa e poi di Adriano Buffoni, il Messina si classificò al 12º posto[33].
Nel 1990-1991 il Messina si posizionò al nono posto finale. In seguito ad alcuni problemi dirigenziali, 1º marzo 1991 Maria Leone, moglie del presidente Salvatore Massimino, estromise ufficialmente il proprio marito dalla carica[34]. La Leone divenne pertanto la prima donna a ricorprire la carica di presidente della società messinese[35].
Nella stagione 1991-1992 retrocesse a causa di un negativo finale di stagione (3 pareggi e 4 sconfitte nelle ultime 7 partite)[36], e nel 1992-1993 concluse la Serie C1 al 12º posto.
Al vertice societario figuravano ancora la signora Maria Leone ed il figlio Giovanni Massimino[35]. Nel 1993 l'ingente mole di debiti accumulati, e le inadempienze societarie nei confronti di COVISOC e Lega[37], portarono alla definitiva estromissione dell'A.C.R. Messina dai campionati professionistici: la squadra fu retrocessa in Eccellenza, e nel 1998 fallì definitivamente[37].
A.S. Messina e U.S. Peloro
In seguito all'esclusione dai campionati professionistici dell'A.C.R. Messina, la scena calcistica messinese fu occupata da una nuova società: l'Associazione Sportiva Messina[20]. L'A.S. Messina, nata nel 1993 e presieduta da Pietro La Malfa, fu ammessa per meriti sportivi al Campionato Nazionale Dilettanti 1993-1994; chiuse il campionato al 3º posto nel girone I.
Contemporaneamente nel 1994 nasceva la nuova Unione Sportiva Peloro, dalla fusione tra il Villafranca con il Tremestieri[38]. Una società con la stessa denomiazione era esistita già a partire dal 1906, e nel 1945 aveva dato vita, insieme a S.S. Arsenale e U.S. Passamonte, all'A.S. Messina[38].
Il calcio messinese si trovò pertanto ad essere rappresentato da due squadre: A.S. Messina e U.S. Peloro. Entrambe si troveranno a disputare lo stesso campionato nel 1996: le squadre presero infatti parte al Campionato Nazionale Dilettanti 1996-1997. L'A.S. Messina aveva in precedenza disputato due stagioni nella categoria, mentre l'U.S. Peloro aveva centrato la promozione dopo due stagioni disputate in Eccellenza Sicilia[38].
Al termine della stagione 1996-1997 l'A.S. Messina retrocesse in Eccellenza, e l'U.S. Peloro chiuse al 6º posto. Dopo poco tempo l'A.S. Messina sparirà definitivamente[20], e l'U.S. Peloro diventerà la prima squadra cittadina[38].
Football Club Messina Peloro
Il 17 luglio 1997 l'U.S. Peloro mutò ufficialmente denominazione, e nacque il Football Club Messina Peloro, sotto la presidenza di Emanuele Aliotta[39].
Dai dilettanti alla promozione in Serie A
Al termine del Campionato Nazionale Dilettanti 1997-1998 il Messina ottenne la promozione in Serie C2. La stagione seguente, perse la finale dei play-off allo Stadio Via del Mare di Lecce contro il Benevento. Il Messina fu promosso in Serie C1 nel 2000, come prima classificata della Serie C2 1999-2000.
La stagione 2000-2001 si concluse ai play-off, che misero di fronte Messina e Catania. Il derby di andata, allo Stadio Cibali, terminò 1-1; quello di ritorno si concluse con il successo dei giallorossi allo Stadio Giovanni Celeste per 1-0 con gol su rigore di Salvatore Sullo[40]. Dopo 9 stagioni il Messina tornò in Serie B[29].
Nell'estate 2002 la proprietà passa all'imprenditore Pietro Franza; dopo due stagioni in serie cadetta, al termine della stagione 2003-2004 il Messina conquista la Serie A, a distanza di 39 anni dall'ultima apparizione del club peloritano in massima serie[29].
In Serie A
| Per approfondire, vedi la voce Football Club Messina Peloro 2004-2005. |
Nuovamente in massima serie, il Messina si presentò ai nastri di partenza della nuova stagione con una squadra composta da molti degli artefici della promozione, tra cui Parisi, Di Napoli, Storari, Aronica. I nuovi acquisti sono il giapponese Yanagisawa, il brasiliano Rafael, Donati in prestito dal Milan, Zanchi, in prestito dalla Juventus, Nicola Amoruso, il serbo Iliev e il greco campione d'Europa Eleftheropoulos. Il campionato si chiuse al 7º posto, con la squadra che sfiorò la qualificazione in Coppa Uefa; avrebbe la possibilità di disputare la Coppa Intertoto, ma il club non ottiene la licenza per parteciparvi[41].
La stagione 2005-2006 non fu altrettanto positiva. La stagione iniziò con la richiesta di esclusione del Messina dalla Serie A da parte della F.I.G.C., a causa di irregolarità fiscali[42]. Il Consiglio federale ratificò l'esclusione, su indicazione della COAVISOC[42]. La società si appellò alla Camera di Conciliazione del CONI, la quale il 26 luglio 2005 confermò l'esclusione del Messina dalla Serie A. Due giorni dopo viene intanto stilato il tabellone della Coppa Italia, che viene stabilito essere immodificabile anche con la riammessione in Serie A delle squadre escluse[42]. La società decide di ricorrere al TAR del Lazio, che il 2 agosto 2005 diede ragione ai siciliani, riammettendoli in massima serie; una settimana dopo il Consiglio di Stato confermò la decisione del TAR[42].
Il campionato non andò positivamente e il Messina retrocesse in Serie B in virtù del terzultimo posto finale. Tuttavia gli sviluppi dello scandalo di Calciopoli sconvolsero la classifica: Juventus retrocessa d'ufficio in Serie B, e riammissione in Serie A del Messina.
Retrocessione e fallimento
L'appuntamento con la Serie B fu però rimandato di una sola stagione: i giallorossi chiusero all'ultimo posto la Serie A 2006-2007. La Serie B 2007-2008 si concluse con il 14º posto (pari punti con il Grosseto), ma l'estate 2008 vide la situazione societaria divenire insostenibile per i debiti accumulati.
La famiglia Franza annunciò l'intenzione di lasciare la proprietà del Messina[43] e, coadiuvata dalle istituzioni messinesi, cercò nuovi acquirenti in grado di garantire l'iscrizione al campionato cadetto[44]. Nessuno si accollò l'enorme mole di debiti accumulata, e il 14 luglio 2008 venne ufficialmente ritirata la domanda di iscrizione alla Serie B 2008-2009[45]. La società non sparì, ma fu iscritta nel girone I della Serie D 2008-2009[46].
Il 27 novembre 2008 il Tribunale di Messina dichiarò fallito il Football Club Messina Peloro a causa delle gravi anomalie riscontrate dai magistrati nel bilancio del sodalizio messinese; alla squadra fu comunque garantita la regolare attività fino al termine della stagione[47][48].
Associazione Calcio Rinascita Messina
Il 23 marzo 2009 la fallita "F.C. Messina Peloro" venne rilevata all'asta fallimentare dalla A.C.R. Messina S.r.l., di proprietà del romano Alfredo Di Lullo[49][50]. Nasce pertanto l'Associazione Calcio Rinascita Messina; il passaggio ufficiale avviene il 2 aprile 2009[48] e le figure chiave della nuova società diventano Arturo Di Mascio e Marcella Chierichella, oltre allo stesso Di Lullo.
Nel frattempo la squadra riesce a mantenere la categoria, grazie al 12º posto nel girone I. Il piazzamento viene confermato anche nella stagione 2009-2010.
Nonostante l'alto numero di fallimenti e le conseguenti rinunce ad iscriversi in Seconda Divisione 2010-2011 da parte di numerosi club, il Messina presieduto da Arturo Di Mascio rinuncia a presentare la domanda di iscrizione alla serie superiore. La proprietà decide inoltre di lasciare, e nell'agosto 2010 cede la società a Piero Santarelli[51]. I problemi societari aumentano, con la squadra che nell'ottobre 2010 viene addirittura sfrattata dall'albergo in cui alloggiava dal 30 agosto, a causa del mancato pagamento di decine di migliaia di euro[52].
Piero Santarelli non onorerà mai gli impegni societari assunti con la precedente proprietà, e pertanto nel novembre 2010 l'amministratore unico dell'A.C.R. Messina Marcella Chierichella, cede le quote societarie agli imprenditori Bruno Martorano e Vincenzo Principato[53]. Il passaggio delle quote si complica quando si scopre che, a causa di un complesso iter giuridico, il presidente formale dell'A.C.R. Messina risulta essere ancora Santarelli[54]. I tentativi di mediazione andati in scena nel dicembre 2010 risultano vani: Santarelli rifiuta anche di presentarsi ad un incontro con il nuovo acquirente Martorano e la precedente proprietà; Martorano stesso dichiarerà poi la propria volontà di rinunciare all'acquisto[55]. La situazione si risolve finalmente il 4 gennaio 2011, giorno in cui si svolge un ennesimo incontro nella capitale tra le parti interessate e viene concretizzata, a fronte di un ulteriore esborso economico, la cessione della società al gruppo Martorano[56].
Nel frattempo la squadra stenta ad iniziare il campionato: le prime due giornate vengono giocate dai ragazzi delle giovanili, successivamente viene organizzata una squadra che riesce ad ottenere discreti risultati. Tuttavia, come forma di protesta per i problemi societari, i giocatori decidono di non scendere in campo per tre partite; il Messina viene così penalizzato di 3 punti (in totale saranno 4: 1 per inadempienze economiche). Dopo l'acquisto formale della società da parte di Martorano (gennaio 2011) la rosa viene rinforzata; il Messina conclude il campionato al 7º posto nel girone I.
Il 14 agosto 2011 il gruppo Martorano trasferisce le quote della società a Raffaele "Lello" Manfredi. La guida dell'area tecnica della prima squadra viene affidata a Francesco La Rosa, e come allenatore viene nominato Andrea Pensabene.
Cronistoria
| Cronistoria del calcio a Messina | |
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Evoluzione
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Messina F.C. |
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| 1906 |
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S.S. Umberto I |
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U.S. Peloro | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| 1910 |
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Ginnastica Garibaldi |
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| 1911 |
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S.S. Aurora Giostra |
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Audace F.C. |
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| 1915 |
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scioglimento |
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U.S. Messinese |
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U.S. Peloro (2) | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Messina S.C. |
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Messina F.C. |
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U.S. Messinese |
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| 1928 |
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U.S. Aquila Giostra |
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A.C. Messina |
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U.S. Gazzi |
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| 1940 |
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U.S. Ten. Mario Passamonte | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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U.S. Arsenale |
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U.S. Peloro (3) | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 1945 |
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U.S. Giostra |
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A.C. Gazzi |
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A.S. Messina | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| 1946 |
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A.C. Messina |
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A.C. Riunite Messina |
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| 1993 |
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A.S. Messina |
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| 1994 |
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U.S. Peloro (4) |
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| 1997 |
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F.C. Messina Peloro |
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| 1998 |
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scioglimento |
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scioglimento |
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| 2009 |
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A.C. Rinascita Messina |
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Colori e simbolo
Colori
I colori del Messina sono tradizionalmente il giallo ed il rosso; essi si rifanno allo stemma della città, rappresentato da una croce d'oro su campo rosso.
Nel corso degli anni le varie squadre messinesi hanno vestito divise di colori differenti. Il Messina Football Club vestiva infatti divise bianco-blu[4]; la Ginnastica Garibaldi utilizzava maglie di colore rosso[11]; l'U.S. Messinese adottò invece maglie bianche a collo nero, con applicato lo stemma della città[14], così come più avanti farà l'A.C. Messina[17]; anche il Messina F.C. fondato nel novembre 1922 indossava maglie bianco-nere[16]. La Tenente Mario Passamonte non si differenziò, adottando anch'essa divise bianche con colletto a scacchi bianco-neri[19].
L'A.C.R. Messina confermò la divisa: maglia bianca, e stemma di Messina (con i classici colori giallo e rosso) sul petto[57]. Nel corso degli anni verranno utilizzate divise analoghe, o che comunque manterranno sempre evidenti i colori sociali giallo e rosso (come ad esempio la divisa a strisce verticali giallo-rosse adottata nel corso degli anni ottanta[58], o le divise interamente rosse listate di giallo indossate negli anni duemila[59].
Simboli ufficiali
Stemma
Lo stemma societario attuale è rappresentato da uno scudo con croce gialla su campo rosso; al centro della croce figura lo stemma di Messina.
Inno
L'inno utilizzato nella stagione 2010-2011 è Messina Punto e Basta, storico brano scritto da Corrado Lojacono utilizzato come inno già nel corso degli anni sessanta[60].
Stadio
| Per approfondire, vedi le voci Stadio Giovanni Celeste e Stadio San Filippo. |
Il Messina gioca le partite casalinghe allo Stadio San Filippo, che ha una capienza di 37.895 spettatori[61]. Il "San Filippo", inaugurato nell'estate 2004, sostituì lo Stadio Giovanni Celeste, impianto storico della città, utilizzato dal Messina già negli anni trenta.
Fino alla metà degli anni dieci la squadra disputava le partite interne nello spiazzo di San Raineri. Il primo incontro disputato sul terreno di San Raineri fu giocato il 2 maggio 1901 tra Messina F.C. e Royal Yacht Catania, e terminò 1-1[4].
Tra il 1920 ed il 1922 giocò invece al campo di "Piano Moselle"[14][62]. L'impianto venne costruito grazie agli sforzi del presidente Giovanni Vento e del suo vice Augusto Salvato (già portiere della Ginnastica Garibaldi)[14]. La gara d'esordio fu giocata nel gennaio 1920, e vide di fronte l'U.S. Messinese e l'Ausonia Reggio Calabria; l'incontro terminò 6-0 per i siciliani[14].
A partire dalla stagione 1922-1923 venne utilizzato l'impianto di gioco "Enzo Geraci" presso la Cittadella, dove la squadra rimase fino al 1932[63]. Nel settembre 1932 venne inaugurato lo Stadio Gazzi di via Oreto[64], che nel 1948 verrà intitolato a Giovanni Celeste. L'inaugurazione del "Gazzi" avvenne nel 1932, con un incontro amichevole tra Messina e Catania, conclusosi 1-1[64]. Il "Gazzi" venne poi ufficialmente intitolato a Giovanni Celeste il 19 luglio 1948[65].
Società
L'attuale società presieduta da Lello Manfredi è formalmente una società a responsabilità limitata, denominata ufficialmente "A.C.R. Messina s.r.l." con sede in Via Comunale San Filippo, presso lo Stadio San Filippo, a Messina[66]. Il numero di matricola dell'"A.C.R. Messina" è 930315[66].
Sponsor
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Il Messina e le Nazionali di calcio
Il primo calciatore italiano del Messina ad essere stato convocato in Nazionale è Alessandro Parisi. Il difensore scese in campo in occasione dell'amichevole tra Italia e Finlandia, disputata proprio allo Stadio San Filippo di Messina il 17 novembre 2004 (risultato finale: 1-1)[67].
Parisi non è il solo italiano ad aver vestito la maglia azzurra della Nazionale nel periodo di militanza nel Messina. Insieme a lui figura anche il centrocampista Carmine Coppola, che scese in campo in occasione dello stage negli Stati Uniti nell'estate 2005. Coppola debuttò l'8 giugno contro la Serbia e Montenegro, e tre giorni dopo partì titolare contro l'Ecuador[68].
Di più sono stati i calciatori stranieri che, dal dopoguerra in poi, sono stati convocati nelle rispettive Nazionali durante la propria militanza messinese. Essi sono: Edgar Álvarez (Honduras)[69], Julio Gutiérrez (Cile)[70], Rahman Rezaei (Iran, medaglia di bronzo alla Coppa d'Asia 2004)[71], Hany Said (Egitto)[72], Atsushi Yanagisawa (Giappone)[73], Marco André Zoro (Costa d'Avorio, medaglia d'argento alla Coppa d'Africa 2006)[74].
Allenatori e presidenti
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Allenatori dell'A.C.R. Messina. |
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Messina F.C.
Ginnastica Garibaldi
U.S. Messinese
Messina F.C.
U.S. Messinese
A. C. Messina
U.S. Tenente Mario Passamonte A.S. Messina
A.C.R. Messina
F.C. Messina Peloro
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Messina F.C. Ginnastica Garibaldi U.S. Messinese Messina F.C. U.S. Messinese A. C. Messina
U.S. Tenente Mario Passamonte A.S. Messina A.C. Messina A.C.R. Messina
F.C. Messina Peloro
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Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori dell'A.C.R. Messina. |
Maglie ritirate
- 41 - Salvatore Sullo[78]
Palmarès
Trofei minori
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Statistiche e record
Dettaglio degli 82 campionati nazionali
Partecipazione ai campionati
La tabella fa riferimento a tutte le partecipazioni del Messina e delle società ad essa collegate nel corso della storia, a partire dalla Prima Divisione 1921-1922, disputata dall'Unione Sportiva Messinese. In particolare, per il periodo compreso tra il 1994 ed il 1997 in cui figuravano due società (A.S. Messina e U.S. Peloro) si è considerata la squadra che disputava il campionato di livello superiore (1994-1995 e 1995-1996: A.S. Messina; nel 1996-1997 entrambe le squadre militavano in CND).
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
| 1° | Prima Divisione | 5 | 1921-1922 | 1925-1926 |
| A | 5 | 1963-1964 | 2006-2007 | |
| 2° | Campionato Meridionale | 1 | 1928-1929 | |
| B | 32 | 1932-1933 | 2007-2008 | |
| 3° | Seconda Divisione | 2 | 1926-1927 | 1927-1928 |
| Prima Divisione | 3 | 1929-1930 | 1931-1932 | |
| C | 17 | 1938-1939 | 1976-1977 | |
| C1 | 5 | 1983-1984 | 2000-2001 | |
| 4° | D | 2 | 1973-1974 | 1977-1978 |
| C2 | 7 | 1978-1979 | 1999-2000 | |
| 5° | CND | 5 | 1993-1994 | 1997-1998 |
| D | 4 | 2008-2009 | 2011-2012 | |
Statistiche di squadra
Serie A
Il Messina ha disputato 182 partite ufficiali in Serie A, la prima delle quali venne disputata il 15 settembre 1963 contro la Sampdoria (vittoria dei genovesi per 3-1). L'ultimo incontro disputato in massima serie è datato 27 maggio 2007, e venne disputato contro la Roma (incontro perso dai messinesi per 4-3).
Di seguito il dettaglio statistico dei campionati di Serie A disputati dal Messina[79].
| Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Gol fatti | Gol subiti | Punti |
| 182 | 39 | 54 | 89 | 165 | 170 | 155 |
Derby
| Per approfondire, vedi le voci Derby dello Stretto e Derby calcistici in Sicilia. |
Coppa Italia
Il Messina ha disputato per la prima volta la Coppa Italia nella stagione 1935-1936. L'allora A.C. Messina disputò la competizione per cinque edizioni consecutive, sino al 1939-1940; fu l'A.C.R. Messina a disputare nuovamente la competizione, partecipando consecutivamente dal 1958-1959 al 1967-1968. La stessa A.C.R. Messina disputò la Coppa Italia Semiprofessionisti (poi denominata Coppa Italia di Serie C) in 12 occasioni, ed altre 8 volte la Coppa Italia a cavallo tra anni ottanta e novanta. L'A.S. Messina disputò per la prima volta anche la Coppa Italia Dilettanti nel 1993-1994 (in totale 4 partecipazioni, fino al 1996-1997), così come l'F.C. Messina Peloro nel 1997-1998. L'F.C. Messina disputò anche la Coppa Italia di Serie C dal 1998 al 2001, riuscendo a disputare la Coppa Italia professionisti a partire dal 2001-2002. Tornata tra i Dilettanti, la nuova A.C.R. Messina ha disputato due edizioni della Coppa Italia di Serie D sino al 2010-2011[80].
Di seguito il dettaglio statistico delle partecipazioni alla Coppa Italia del Messina, aggiornate all'edizione 2010-2011[80].
| Trofeo | Edizioni | Partite | Vittorie | Pareggi | Sconfitte | Gol fatti | Gol subiti |
| Coppa Italia | 29 | 81 | 32 | 16 | 33 | 98 | 113 |
| Semiprofessionisti / Serie C | 16 | 98 | 41 | 34 | 23 | 129 | 90 |
| Dilettanti / Serie D | 7 | 22 | 7 | 7 | 8 | 27 | 28 |
Statistiche individuali
Le statistiche tengono in considerazione i campionati dal 1922 per le presenze, dal 1929 per le reti messe a segno.
Giocatori
| Nome | Campionato | Coppa Italia | Totali |
| Salvatore Schillaci | 219 | 37 | 256 |
| Angelo Stucchi | 235 | 10 | 245 |
| Nicolò Napoli | 175 | 33 | 208 |
| Costantino Lo Bosco | 189 | 12 | 201 |
| Agostino Maglio | 177 | 24 | 201 |
| Nome | Campionato | Coppa Italia | Totali |
| Renato Ferretti | 90 (?) | 2 (?) | 92 (?) |
| Salvatore Schillaci | 61 | 16 | 77 |
| Arturo Di Napoli | 63 | 3 | 66 |
| Vittorio Torino | 48 | 10 | 58 |
| Romolo Re | 55 | 0 | 55 |
Allenatori
| Nome | Campionato | Coppa Italia | Totali |
| Franco Scoglio | 181 | 43 | 224 |
| Tonino Colomban | 197 | 4 | 201 |
| Umberto Mannocci | 154 | 6 | 160 |
| Bruno Arcari | 114 | 3 | 117 |
| Bortolo Mutti | 108 | 5 | 113 |
| Engelbert König | 99 | 2 | 101 |
| Pietro Ruisi | 84 | 12 | 96 |
| Oronzo Pugliese | 72 | 0 | 72 |
| Alfredo Ballarò | 56 | 15 | 71 |
| Carlo Rigotti | 71 | 0 | 71 |
Tifoseria
Storia
Il primo gruppo organizzato di tifosi messinesi nacque nel 1973 con la fondazione dei Fedelissimi[84]; altri gruppi ultras sono e/o sono stati: Gioventù Giallorossa 1980[84], Nocs 1983[84], Uragano CEP[85], Testi Fracidi[85], Fighters[85], Bordello[85], Ultras 90[86], Corazzata Giallorossa, Assidui, Giants, Rebels e Mods.
Al 2011 sono rimasti attivi[87]: Fedelissimi, Gioventù Giallorossa 80, Lions, Uragano Cep, Nocs 1983, Ultras 90.
Gemellaggi e rivalità
Gli ultras messinesi sono storicamente gemellati con quelli di[85]: Pescara, Modena e Frosinone. Inoltre al 2011 ci sono forti amicizie con gli ultras dell'Avellino[88], della Cavese[89], del Vicenza[90].
Le rivalità più sentite sono quelle con i tifosi di Catania, Reggina e Palermo[85]. Altre rivalità sentite in maniera minore sono con le tifoserie di L'Aquila, Foggia, Salernitana, Benevento e Catanzaro.
Note
- ^ Impianti superiori a 7500 osservatoriosport.interno.it
- ^ a b c d e f g Messina 1900-1901. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ a b c d Messina 1901. Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ a b c d S. Leonardi, op. cit., p. 13
- ^ Messina 1902. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ Messina 1905. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ Messina 1906. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ Messina 1908. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ Messina 1909. Messinastory. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ a b Messina 1910. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c Società Ginnastica Garibaldi. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Nel 1924 fu ricreata la società Ginnastica Garibaldi, della quale però non si hanno notizie ulteriori
- ^ a b c d Unione Sportiva Messinese. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c d e S. Leonardi, op. cit., p. 18
- ^ a b Messina Football Club. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b S. Leonardi, op. cit., p. 22
- ^ a b c d A.C. Messina. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b Messina 1928-1929. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c d e U.S. Mario Passamonte. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c d A.S. Messina. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ A.C. Gazzi. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ U.S. Giostra. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b Messina 1947-1948. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ S. Leonardi, op. cit., p. 31
- ^ Il singolare "Associazione" è confermato dalla comunicazione ufficiale di cambio denominazione del 1947, oltreché dall'atto notarile del 1966 con cui venne trasformata in società di capitali.
- ^ Messina 1963-1964. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Fra cui la più celebre fu al Celeste contro la Juventus, vittoria per uno a zero grazie ad un autogol del bianconero Renato Caocci.
- ^ Messina 1973-1974. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c d Cronistoria del Messina. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1982-1983. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1984-1985. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1988-1989. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1989-1990. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1990-1991. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c Tutti i presidenti del Messina. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1991-1992. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b Messina 1992-1993. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ a b c d U.S. Peloro. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1997-1998. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 2000-2001. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Elisabetta Esposito. «La Lazio riparte dall'Intertoto Ora Lotito pensa a Delio Rossi». La Gazzetta dello Sport, 1 giugno 2005. URL consultato in data 10 giugno 2011.
- ^ a b c d Messina stagione 2005-2006. granmirci.it. URL consultato il 10 giugno 2011.
- ^ Orazio Raffa. «Rischia il Messina in vendita». La Gazzetta dello Sport, 7 giugno 2008. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ Orazio Raffa. «Il Messina in crisi. Nessuno lo vuole». La Gazzetta dello Sport, 5 luglio 2008. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ Orazio Raffa. «Il Messina ha rinunciato». La Gazzetta dello Sport, 15 luglio 2008. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ Marco Iaria. «Ritorna il Messina di Franza. Oggi nasce il nuovo girone I». La Gazzetta dello Sport, 2 settembre 2008. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ Orazio Raffa. «Troppi debiti dei Franza Messina: c'è il fallimento». La Gazzetta dello Sport, 28 novembre 2008. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ a b Messina 2008-2009. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ «Il Messina all' asta». La Gazzetta dello Sport, 24 marzo 2009. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ CALCIO: ACR MESSINA ACQUISTA ALL'ASTA FC MESSINA DEI FRANZA. asca.it, 23-3-2009. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Calcio: l'Acr Messina ceduto a Piero Santarelli. messina.98cento.it, 31-8-2010. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Orazio Raffa. «Messina sfrattato pure dall'albergo». La Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 2009. URL consultato in data 8 giugno 2011.
- ^ L'Acr Messina adesso è di Bruno Martorano. infomessina.i, 10-11-2010. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Il giorno della verità. messinacommerce.com. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ ACR Messina Santarelli ipotizza un ripensamento, Martorano conferma il suo disimpegno. cittametropolitana.it. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ UFFICIALE: Il Messina è di Martorano. otiziariocalcio.com. URL consultato il 8 giugno 2011.
- ^ Messina 1948-1949. Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ Messina 1982-1983. Messinastory. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ Foto delle squadre dal 1996 ad oggi. messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.)
- ^ Messina: poca forza e tanto coraggio. biancoscudati.it. URL consultato il 3 giugno 2011.
- ^ Impianti superiori a 7500 (pdf). Ministero dell'Interno. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ Statistiche dal 1901 al 1929. messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ Statistiche dal 1929 al 1940. messinacalcio.org. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ a b S. Leonardi, op. cit., p. 27
- ^ S. Leonardi, op. cit., p. 33
- ^ a b Annuario Serie D 2010-2011, Lega Nazionale Dilettanti, 2010, a pag. 43.
- ^ Scheda di Alessandro Parisi. FIGC. URL consultato il 9 giugno 2011.
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- ^ FC MESSINA, I TIFOSI VOGLIONO GARANZIE. radiomessinasud.com. URL consultato il 9 giugno 2011.
- ^ Confronta immagini della tifoseria messinese in occasione dell'incontro Nissa-Messina del 9 marzo 2011.
- ^ Cfr. immagini della tifoseria avellinese, in cui sono evidenti gli stendardi della tifoseria messinese NOCS.
- ^ Cfr. immagine in cui lo stemma dei tifosi della Cavese figura tra quelli della tifoseria messinese, in occasione dell'incontro Messina-Casertana del 10 aprile 2011.
- ^ Cfr. immagini n.57 e n.58 relative ai festeggiamenti della tifoseria del Pescara nel maggio 2011, in cui figurano gli stendardi messinesi, pescaresi e vicentini.
Bibliografia
- Piero Zagami, 100 anni di calcio a Messina, Zig-Zag, 2002.
- Sergio Colosi, Grande Messina, La Campanella, 2000.
- Pippo Midili, Messina... Una stella in più..., AG Edizioni, 2004.
- Sergio Leonardi, La storia del Messina Calcio (pdf), Messina, Messina Calcio Network Editore, 2008.
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale. URL consultato il 8 giugno 2011.
- Storia e statistiche sul Messina. Messinastory. URL consultato il 8 giugno 2011.
- Storia e statistiche sul Messina. messinacalcio.org. URL consultato il 8 giugno 2011.