Football Club Messina Peloro

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FC Messina
Calcio
Badge of Honour FIFA
Badge of Honour UEFA
Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in carica
Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa Italia
Detentore della Coppa Italia di C
Detentore della Coppa Italia di D Detentore della Coppa Italia di D
Detentore della Supercoppa Detentore della Supercoppa Italiana
Attuale campione d’Europa Campione d’Europa in carica
Attuale campione del Sudamerica Campione del Sud America in carica
Campione d’Inghilterra in carica Campione d’Inghilterra in carica
Campione in carica MLS Campione in carica Major League Soccer
Detentore della U.S. Open Cup
Attuale campione del mondo Campione del mondo in carica
Detentore della Supercoppa europea Detentore della Supercoppa d’Europa
Detentore della Coppa UEFA Detentore della Coppa UEFA
Campione di Germania Campione di Germania in carica
Campione di Spagna Campione di Spagna in carica
Attuale detentore della Coppa Intertoto Detentore della Coppa Intertoto
FA Cup Detentore della FA Cup
Giallorossi, Biancoscudati, Peloritani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali: bianco, giallo-rosso
Inno: Cuore di una città
Ivano Girolamo
Dati societari
Città: Messina
Paese: bandiera Italia
Confederazione: UEFA
Federazione: FIGC
Campionato: in cerca di finanziamenti per l'iscrizione in Lega Pro [1]
Fondazione: 1900
Rifondazione: 1994
Presidente: Bandiera dell'Italia Pietro Franza
Allenatore: Bandiera dell'Italia Nello Di Costanzo
Stadio: San Filippo
(40.200 posti)
Sito web: www.mondomessina.it
Palmarès
Trofei nazionali: 0
Trofei internazionali: 0

Il Football Club Messina Peloro è stata la principale società calcistica di Messina dalla metà degli anni Novanta fino al 2008. Disputava le partite interne nello Stadio San Filippo.

Fondata originariamente nel 1900 e rifondata più volte (l'ultima delle quali nel 1994), ottenne la prima promozione in Serie A negli anni Sessanta. Retrocessa in Serie B dopo due anni, tornò in massima serie nel 2004. Il miglior piazzamento in massima divisione è il settimo posto raggiunto nella stagione 2004-2005. Nelle coppe il miglior piazzamento è la semifinale nella Coppa Italia Serie C e gli ottavi di finale della Coppa Italia. Nella sua storia ha disputato 5 campionati di Serie A.

Non è stata in grado di garantire l'iscrizione al campionato di Serie B per la stagione 2008-2009, venendone conseguentemente esclusa su delibera della FIGC. [2]. In conformità alla normativa regolante il Lodo Petrucci, la Lega Pro è in attesa entro fine luglio di una fidejussione che garantisca il proseguimento dell'attività professionistica permettendo l'iscrizione di una nuova squadra in Seconda Divisione; in caso contrario la città di Messina sarà costretta a ripartire attraverso una società dilettantistica. Una cordata facente capo ad un gruppo imprenditoriale milanese ha ritrattato il proprio interessamento[3].

Una nuova società, lo Sporting Messina, fondato da Giuseppe Rodi e sostenuto da una cordata di imprenditori milanesi, ha presentato domanda per ricorrere al lodo Petrucci ed iscriversi al campionato di Seconda Divisione. [4] Tuttavia la fidejussione da accompagnare alla presentazione della domanda non è stata effettuata per tempo; sono in corso le procedure per regolarizzare la posizione della società e il Consiglio Federale si pronuncerà definifivamente sull'ammissione al campionato professionistico il 31 luglio. [5]

Indice

[modifica] Organigramma societario

  1. Sede : via Acireale 98124 Messina
  2. Stadio : San Filippo svincolo autostradale San Filippo 98125 Messina
  3. Campo di allenamento : Stadio G.Celeste
  4. Presidente : ..........
  5. Vice-presidente : ............
  6. Amministratore Delegato : Alberto Donato
  7. Direttore generale : ............
  8. Direttore sportivo : ............
  9. Medico sociale : Maurizio Savojardo
  10. Coordinatore Area Sanitaria  : Daniele Bruschetta
  11. Fisioterapista : Marco Vespasiani
  12. Massaggiatori : Carmelo Cutroneo, Rosario Oliva, Biagio La Macchia
  13. Fotografo Ufficiale: Francesco "Ciccio" Saya

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

La prima squadra cittadina di football, fu fondata l'1 dicembre 1900[6] ad opera del messinese Alfredo Marangolo. Il primo allenatore e capitano della squadra fu F. L. Padgett che restò solo per un anno nel Messina. Il Messina a quei tempi giocava le sue partite interne al San Raineri.

La prima partita disputata dal Football Club Messina (che annoverava tra i suoi calciatori molti inglesi) risale all'aprile del 1901, fu il primo derby siciliano a Palermo e venne vinta dal Palermo per 3-2.[7]

Nel 1904 il Messina si prese la rivincita sul Palermo vincendo il derby per 3-2.[8]. Nel 1905 Messina e Palermo si affrontarono di nuovo nella finale della Whitaker Challenge Cup; il Messina vinse la partita per 3-2 e anche il suo primo trofeo. Nell'anno successivo il Messina bissò il successo dell'anno precedente battendo al San Raineri il Palermo per 2-1.

Dopo il terremoto del 1908 , il calcio a Messina riprese nel 1909, ad opera di Mister Barret che spese soldi di tasca propria per far rinascere l'attività calcistica a Messina.

Rappresentativa messinese del 1910
Rappresentativa messinese del 1910

[modifica] Gli anni 20 e 30

Alla fine della I guerra mondiale venne fondata l' U.S. Messinese che partecipò alla Coppa Federale (una competizione cui partecipavano solo squadre siciliane) l'anno successivo.

Il club participò al campionato di Prima Divisione (allora la Massima Divisione) 1921-22 organizzato dalla C.C.I. classificandosi al 3° posto nel girone siciliano; questo fu il primo campionato di massima serie a cui parteciparono squadre siciliane. Nell'anno successivo la FIGC e la CCI si riunificarono.

Questa riunificazione coincise con la fusione di tutte le squadre messinesi in un unica squadra. Infatti l' Umberto Messina si fuse con l' U.S. Messinese e il club cambio il suo nome in U.S. Messinese Umberto nell'Ottobre 1922. Il mese successivo la nuova squadra si fuse di nuovo, questa volta con il Messina Sporting Club; da questa unione nacque il Messina Football Club. Lo stadio in cui la squadra giocava le sue partite interne a quei tempi era lo Stadio "Enzo Geraci". Solo due anni dopo nel dicembre 1924 l'FC Messina si sciolse e i suoi calciatori entrarono a far parte dell' U.S. Messinese.

Nel 1925 il Messinese si qualificò per la prima volta alle semifinali interregionali Lega Sud grazie a una vittoria per 3-0 contro il Palermo, nel campionato siciliano del campionato di I Divisione 1924-25. Tuttavia nelle semifinali lega Sud arrivò ultima nel suo girone (dietro all' Alba Roma, Cavese e Liberty Bari) e non riuscì a vincere neanche una partita segnando solo due gol in sei partite.

Nella stagione successiva il Messina venne umiliata dal Palermo che lo sconfisse per 7-1, somma dei risultati nel campionato siciliano. Il Messina venne comunque ammessa alle semifinali ma con risultati simili a quelli dell'anno precedente. A seguito della riforma dei campionati del 1926 il Messina venne ammesso al campionato di Seconda Divisione.

Squadra messinese del 1938, il presidente era Lombardo.
Squadra messinese del 1938, il presidente era Lombardo.

Nella stagione 1929-30 Il Messina sfiorò la promozione in Serie B terminando il campionato al secondo posto dietro i rivali del Palermo; il Messina venne promosso in Serie B nel 1932.

Messina rimase in Serie B per sei stagioni sfiorando addirittura la promozione in Serie A nella stagione 1935-36. Retrocessa in Serie C nel 1938 l'AC Messina si ritirò dal campionato di Serie C nella stagione 1940-41.

L'attuale società venne fondata nel 1972. Il colore della prima maglia, biancoscudata, risale al 1929. Vennero donate dalla Difesa Marittima dodici maglie bianche da marinaio, alle quali vennero applicate colletto nero e scudetto della città. La seconda maglia è rossa con colletto giallo e rosso.

[modifica] L'A.C.R. Messina

Nel 1947 a seguito della fusione tra due squadre messinesi, il Messina e il Giostra, nasce l'A.C.R. (Associazioni Calcio Riunite) Messina. Nella prima stagione disputata, 1947-1948 l'A.C.R. Messina chiuse al settimo posto con 37 punti nel girone T della serie C.

L'anno successivo 1948-1949 si classificò quarta con 40 punti nel girone D della nuova serie C. La stagione 1949-1950 arriva la promozione in serie B dopo uno spareggio con il Cosenza, per gli innumerevoli tentativi di corruzione da parte dei giocatori e dirigenti messinesi ripetuto 2 volte prima a Salerno e poi a Como, a Salerno sull'1-1 prima del reclamo cosentino e poi dopo moltissimi ricorsi a Como con una vittoria schiacciante del messina per 6-1 con i cosentini stanchi, decimati e amareggiati poiché si aspettavano la promozione a tavolino , il campionato si chiude con 51 punti realizzati.

Squadra messinese dell'anno 1953/54 in serie B
Squadra messinese dell'anno 1953/54 in serie B

L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina è nel 1992/93 quando il A.C.R. Messina, salvatosi all'ultima giornata in serie C/1, non venne iscritto al campionato seguente dalla famiglia Massimino. Il gruppo Franza, attuale proprietario dell' F.C. Messina, sta cercando di ottenere dai figli di Massimino il glorioso titolo dell' A.C.R. Messina.

[modifica] La prima promozione in Serie A

Al termine del campionato di Serie B 1962-1963, il Messina è primo in classifica e viene promosso in serie A. Il Messina esordisce in Serie A con una sconfitta, 3-1, contro la Sampdoria, la prima rete in serie A è segnata da Paolo Morelli. L'esordio casalingo avviene il 25 settembre, ed è subito vittorioso, il Messina batte 2-0 il Lanerossi Vicenza con una doppietta di Marcello Pagani. Il Messina a fine andata, reduce da sole due vittorie e undici sconfitte, occupa l'ultimo posto in classifica con soli otto punti.

Nel mercato di gennaio, per far fronte al brutto inizio di campionato, il Messina prende in prestito dal Milan il giovane peruviano Benitez. Il ragazzo si rivela l'arma vincente del Messina facendo deliziare il pubblico del Celeste con le sue giocate. Il Messina chiude la stagione con una salvezza all'ultima giornata grazie al pareggio per 0-0 contro il Modena, che condannò alla serie B i canarini. Il Messina nel girone di ritorno totalizza 7 vittorie (fra cui la più celebre fu al Celeste contro la Juventus, vittoria per uno a zero grazie ad un autogol bianconero), 6 pareggi e soltanto 4 sconfitte.

Il secondo anno, quello del 1964/65, culmina con una retrocessione al penultimo posto. A Mannocci era subentrato Tonino Colomban, ma soprattutto il ritorno a Milano di Benitez, non rimpiazzato dalla dirigenza giallorossa, che in quell'anno aveva creato una squadra con molti giovani ed esordienti, costa la retrocessione. Da allora il Messina ebbe una parabola discendente: dopo soli tre anni la retrocessione in Serie C, il ritorno in Serie B avverrà, nel 1985/86, dopo quasi venti anni di Serie C, con alla presidenza Salvatore Massimino ed in panchina Franco Scoglio.

[modifica] L'era di Massimino

Massimino diventò presidente dell'A.C.R. Messina nel 1984/85, quando la squadra l'anno prima aveva ottenuto una salvezza in serie C. In panchina sedeva Franco Scoglio e nella squadra c'erano futuri campioni come Schillaci, Caccia, Napoli e Catalano. L'anno comincia male con una sconfitta per 5-0 a Francavilla, ma i giallorossi proseguono il campionato divinamente, stazionando sempre nelle prime posizioni, e perdendo la promozione solo tramite alcuni scontri diretti. L'anno successivo è dominato dal Messina che viene promosso, dopo 18 anni dall'ultima apparizione, in serie B.

foto squadra metà anni 80
foto squadra metà anni 80

Alla vigilia della stagione 1986/87 l'ambiente giallorosso fu scosso in ritiro dalla squalifica, di cinque anni, di uno dei suoi uomini più rappresentativi ed amati: Franco Caccia. Il 1986/87 fu comunque un anno strepitoso per il Messina: la squadra, che per tutto il campionato era stata sempre in zona promozione, conquistò solo due pareggi nelle ultime cinque giornate, arrivando settima a tre punti dalla zona promozione. L'anno dopo il campionato si concluse a metà classifica (12. posto), e a fine anno Scoglio lasciò il Messina, sostituito da Zdenek Zeman.

Zeman portò la squadra all'ottavo posto, mentre l'anno successivo il Messina si classificò al 14esimo posto. Nel 1990/91, il Messina si posiziona al nono posto e nella stagione 1991/92 retrocede a causa di un finale sciagurato (3 pareggi e 4 sconfitte nelle ultime 7 partite). Salvatore Massimino era stato estromesso dalla presidenza dai figli nel 1991. Finisce qui un ciclo che ha visto il Messina ritrovare la Serie B e sfiorare anche la promozione in serie A. L'ultimo anno dell'A.C.R. Messina è nel 1992/93 in serie C1, chiuso al 12esimo posto. L'anno successivo non venne iscritto al campionato dalla famiglia Massimino.

[modifica] Il Campionato Nazionale Dilettanti: A.C.R., A.S. Messina e Peloro

Gli anni successivi alla non iscrizione al campionato di serie C1 vedono tre società contendersi il titolo di prima squadra cittadina.[9]

L'A.C.R. non fallisce, ma si iscrive al campionato Promozione senza poter giocare allo stadio Celeste per la mancata concessione da parte delle istituzioni. Nella stagione 1993/94 perde lo spareggio-salvezza col Falcone ma viene ripescato, è ottavo nel 1994/95 e nel 1995/96, decimo nel 1996/97; nel 1997/98, in seguito a una revisione dei parametri, ottiene in un primo momento dalla Federazione l'assegnazione al campionato d'Eccellenza, ma in seguito rinuncia e chiede la riassegnazione alla Prima Categoria. Dopo poche giornate disputate, la squadra si ritira dal campionato e la società sparisce definitivamente dal panorama calcistico.

Il successore "ufficiale" della vecchia A.C.R. nella stagione 1993/94 è l'A.S. Messina, società fondata nell'estate del 1993, che rileva il titolo sportivo per giocare nel Campionato Nazionale Dilettanti dopo la non iscrizione alla C1 e gioca nello stesso stadio della vecchia squadra. Anche questa nuova squadra non riesce, tuttavia, a munirsi di un assetto societario stabile. Dopo un terzo posto e la disputa dei play-off scudetto nella prima stagione, l'A.S. Messina ottiene altri due terzi posti nel 1994/95 e nel 1995/96. Nel 1996/97 arriva ultimo in campionato, retrocede e perde la concessione dello stadio Celeste. Al termine del campionato d'Eccellenza del 1997/98 retrocede nuovamente per poi sparire definitivamente nel 1998/99 con l'ultimo campionato in Promozione.

Nel frattempo una nuova squadra si affaccia nel panorama calcistico messinese. Nell'estate del 1994 il Villafranca Tirrena si fonde con il Tremestieri per dar vita a una nuova compagine: la Peloro. Partendo dal campionato d'Eccellenza con la concessione dello stadio Celeste, la squadra riesce ad conquistare nel 1995/96 la promozione al Campionato Nazionale Dilettanti, ottenendo un incoraggiante sesto posto nel 1996/97. Nel luglio del 1997, la Peloro assume la denominazione di F.C. Messina Peloro e dà vita ad un progetto teso a riportare il calcio cittadino agli antichi fasti. La società diventa il successore "morale" dell'A.S. Messina, e da questo momento per Messina si intenderà il F.C. Messina Peloro.

[modifica] La rinascita: dai dilettanti alla Serie B

Nel 1997-1998 il Messina ottenne la promozione in Serie C2. L'anno successivo, guidato dall'allenatore Stefano Cuoghi, subentrato a Ruisi a metà campionato, ottenne il 2° posto in C2 e perse la finale dei play-off allo Stadio Via del Mare di Lecce contro il Benevento. Nella stagione 1999/2000 il club fu promosso in serie C1 come primo classificato in C2.

Nel 2000-2001 il Messina iniziò il campionato con in panchina Beruatto, prima che quest'ultimo fosse sostituito da Florimbi, il quale riuscì a condurre la squadra al vertice della classifica. Recuperati gli otto punti di distacco dal Palermo capolista, all'ultima giornata i peloritani, però, persero in trasferta contro l'Avellino nei minuti finali, sbagliando un calcio di rigore con Vittorio Torino. La sconfitta constrinse i messinesi a disputare i play-off. La finale dei play-off mise di fronte Messina e Catania. Il derby di andata, allo Stadio Cibali, terminò 1-1 con gol messinese di Francesco Marra, mentre quello di ritorno si chiuse con il successo dei giallorossi al Celeste per 1-0 con gol su rigore di Salvatore Sullo. Dopo 9 anni il Messina tornò in cadetteria.

Gli anni 2001/02 (nel quale il Messina arriva negli ottavi di Coppa Italia) e 2002/03 non hanno molte soddisfazioni per i tifosi messinesi, con la squadra che conquista la salvezza sempre a fine campionato (12. e 14. posto). Nell'estate del 2002 diventa presidente Pietro Franza che promette ai tifosi giallorossi una promozione in serie A entro tre anni, promessa rispettata in anticipo.

[modifica] 2003-04: la seconda promozione in Serie A

La stagione di Serie B 2003-2004 segna il ritorno nel massimo campionato italiano del Messina a distanza di 39 anni dall'ultima apparizione del club peloritano in Serie A.

Eppure in campionato i giallorossi partono male, racimolando soltanto quattro pareggi nelle prime sette partite. Dopo la sconfitta nel derby contro il Catania, Pietro Franza decide di esonerare l'allenatore Vincenzo Patania, sostituendolo con Bortolo Mutti. Il primo match di Mutti in panchina coincide con la prima vittoria della squadra: 1-0 ad Avellino. Da questo momento per il Messina è un susseguirsi di ottimi risultati (da ricordare, nel girone di andata, il pareggio contro l'Atalanta capolista a Bergamo per 2-2, in vantaggio fino al 94') e il girone di andata finisce con il Messina in piena zona promozione, al 4° posto. Durante il calcio-mercato di gennaio arrivano a Messina l'attaccante Roberto Sosa dall'Ascoli e il centrocampista Domenico Giampà dalla Ternana, elementi che durante il girone di ritorno si riveleranno assai preziosi. Dopo aver conquistato un solo punto nelle prime tre partite di ritorno, il Messina ingrana nuovamente la quinta e riesce ad essere promossa nella massima serie con una giornata d'anticipo. La vittoria decisiva arriva in coincidenza con l'ultima esibizione dei biancoscudati in gare ufficiali al Celeste (che chiuderà la sua ultima annata imbattuto). In quel giorno, il 5 giugno 2004, il Messina batte l'ormai retrocesso Como per 3-0 con una doppietta di Arturo Di Napoli e un gol di Alessandro Parisi. Nell'ultima giornata il Messina suggellò la promozione già ottenuta battendo il Torino per 3-1 in uno Stadio Delle Alpi vuoto.

Il Messina chiuse il campionato al 3° posto, preceduto da Palermo, Cagliari e a pari punti con il Livorno. Di Napoli fu capocannoniere della squadra (19 gol). Alcuni dei risultati più prestigiosi furono le vittorie in casa contro la Fiorentina per 3-0 e contro il Genoa per 4-0.

[modifica] 2004-05: il 7° posto in Serie A

Per approfondire, vedi la voce Football Club Messina Peloro 2004-2005.

Dopo aver conquistato la promozione nella massima serie, il Messina si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione con una squadra composta da molti degli artefici della promozione, tra cui Parisi, Di Napoli, Storari, Aronica. I nuovi acquisti sono il giapponese Yanagisawa, il brasiliano Rafael, Donati in prestito dal Milan, Zanchi, in prestito dalla Juventus, Nicola Amoruso, il serbo Iliev e il greco Eleftheropoulos. I tifosi sottoscrivono oltre 25.000 abbonamenti e l'entusiasmo contagia anche la provincia, dato che la Serie A torna a Messina dopo 40 anni.

Messina-Bologna del 2005
Messina-Bologna del 2005

Il Messina comincia il campionato alla grande. Dopo il pareggio in trasferta (0-0) contro il Parma, la squadra di Bortolo Mutti, davanti a 35.000 spettatori, batte per 4-3 la Roma al San Filippo con gol di Alessandro Parisi, Salvatore Sullo, Domenico Giampà e Riccardo Zampagna e poi alla terza giornata il Milan campione d'Italia per 2-1 a San Siro, con gol iniziale di Giuseppe Pancaro per i rossoneri e reti di Domenico Giampà e Riccardo Zampagna per i giallorossi siciliani. Alla fine della 5° giornata il Messina è secondo, due punti dietro alla Juventus capolista. Il turno seguente vede di fronte proprio Juventus e Messina al Delle Alpi e si conclude con la vittoria dei bianconeri per 2-1. A fine del girone di andata il Messina staziona a metà classifica, rendendosi protagonista di altri risultati importanti come la vittoria nel derby contro la Reggina (2-1) che sarà replicata al ritorno al Granillo con reti dei due acquisti di gennaio: Filippo Cristante e Gaetano D'Agostino.

Nel girone di ritorno, il Messina ha un andamento altalenante, positivo in casa e negativo in trasferta. Dopo la memorabile vittoria allo Stadio San Filippo contro l'Inter per 2-1 con gol di Arturo Di Napoli e Rafael, la squadra pensa seriamente alla qualificazione in Coppa UEFA, essendo settima e vicina al Palermo sesto in classifica. Per agganciare il sesto posto servirebbero due vittorie nelle ultime tre partite, ma il Messina perde nelle due trasferte contro Brescia e Atalanta per 2-1 e pareggia contro il Livorno per 1-1 al San Filippo, partita che, in ogni caso, si conclude con una grande festa finale). Giunta settima in classifica, guadagna l'accesso alla Coppa Intertoto, ma il club decide di rinunciarvi. Negli anni successivi il settimo posto in Serie A darà sempre accesso alla Coppa UEFA perché le finaliste di Coppa Italia sono solitamente già qualificate alle Coppe europee. Quell'anno fu finalista la Roma, che aveva concluso un pessimo campionato con soli tre punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Alla fine quello del Messina è un campionato memorabile, in cui la squadra totalizza più punti di compagini blasonate quali Roma, Lazio e Fiorentina, batte Milan, Inter e Roma e pareggia contro la Juventus. In totale sono 48 i punti conquistati.

[modifica] 2005-08: gli anni della nuova crisi

Dopo aver mancato di poco la qualificazione nelle coppe europee grazie a un'annata molto positiva, il Messina conobbe un periodo di appannamento. La stagione 2005-2006 cominciò con l'iscrizione in extremis alla Serie A, dopo aver rischiato per metà dell'estate il fallimento. Ottenuto il suo posto in massima serie dopo aver vinto i ricorsi in giustizia amministrativa, il Messina perse l'opportunità di giocare la Coppa italia, nella quale sarebbe partita dagli ottavi di finale. Il campionato iniziò male, con numerosi pareggi e sconfitte, tanto che a gennaio la squadra si trovava in piena zona retrocessione. Il calciomercato non portò i rinforzi che i tifosi attendevano dalla società, così dopo l'illusoria vittoria di Empoli il Messina iniziò una rapida discesa. Per arginare la caduta si cambiò la guida tecnica, chiamando Giampiero Ventura al posto di Bortolo Mutti, ma al mutamento si accompagnò soltanto una vittoria interna contro il già retrocesso Treviso, mentre fu una sconfitta netta (3-0) nel derby con la Reggina a decretare la matematica retrocessione dei peloritani.

In estate, però, il Messina, in seguito agli sviluppi dello scandalo del calcio italiano, ottenne la riammissione in Serie A per la stagione 2006-2007 avanzando al 17° posto in classifica, in virtù della retrocessione della Juventus per illecito. La stagione 2006-2007 partì bene per il Messina. Guidato da Bruno Giordano, il club centrò la qualificazione agli ottavi di Coppa italia battendo in estate la Lazio. In campionato l'inizio fu clamoroso: in 4 partite i giallorossi conquistarono 8 punti e si proiettarono ai vertici della graduatoria. Da questo momento, tuttavia, il Messina non riuscì a ripetersi e cominciò a perdere posizioni. Nonostante le ottime prestazioni di Christian Riganò, la squadra totalizzò una preoccupante serie di sconfitte e una serie di traversie alla guida tecnica, con l'alternarsi di Alberto Cavasin, nuovamente Giordano e infine Bruno Bolchi. Quando mancavano tre giornate alla fine del campionato il Messina retrocesse aritmeticamente, con i tifosi organizzati che avevano abbandonato la squadra dalla partita contro il Milan. I peloritani chiusero all'ultimo posto in classifica. Il presidente Franza, contestato, cercò nuovi soci, poi, non trovandone, organizzò un nuovo progetto per il nuovo campionato.

Il 2007-2008 si rivela un anno deludente. Il pubblico è scarso e l'interesse per la squadra è notevolmente calato. Il team peloritano nonostante il disinteresse intorno ad esso fa una buona prima parte di torneo arrivando alle soglie della zona play-off, poi gioca un girone di ritorno sotto tono e finisce il torneo a centro classifica. A fine campionato dapprima Favero e poi Gasparin lasciano il club.

L'estate del 2008 vede la situazione societaria divenire insostenibile per i debiti accumulati. Dopo aver rese note, attraverso un comunicato stampa, le loro intenzioni di dare il loro addio al calcio, la famiglia Franza, coadiuvata dalle istituzioni messinesi, si mette alla ricerca di nuovi acquirenti per la società in grado di garantirne l'iscrizione al campionato cadetto. Tuttavia tutti i tentativi si rivelano infruttuosi e il 14 luglio l'esclusione del club dalla serie B diventa ufficiale. [10]

[modifica] Squadra Primavera

La ricerca di nuovi campioni "in casa" attraverso le proprie giovanili, accrescendo e visualizzando i giovani,è stata utilizzata poco dalla dirigenza peloritana nella sua storia. Tuttavia, nonostante il poco interessa alle giovanili, negli ultimi anni, fra mille difficoltà, è riuscita ad ottenere ottimi risultati. Nella stagione 2003/04 la primavera messinese raggiunse i quarti di finale del Torneo di Viareggio(eliminata dal Venezia), durante la stagione 2004/05 raggiunse per la prima volta nella sua storia la qualificazione agli spareggi play-off per la vittoria finale del titolo,giungendo 4°nel girone D, e fu eliminata agli ottavi di finale dall'Empoli. Nei 2 anni successivi i giallorossi navigarono sempre nelle zone alte della classifica, mentre quest'anno il team è giunto 3° classificato nel "Torneo Wojtyla". Odiernamente la socetà sta puntando molto sui giovani, e c'è una maggiore attenzione all'attività giovanile. La primavera negli ultimi anni ha lanciato alcuni giocatori, alcuni odiernamente nella prima squadra del Messina(Bombara, Arigò, Bernardo e Gaveglia), altri "lanciati" dal team peloritano ma che oramai non indossano più la casacca biancoscudata(Calà e in passato Materazzi).

[modifica] Cronistoria

Per approfondire, vedi la voce Campionati A.C.R.Messina.
Cronistoria del Football Club Messina
  • 1921-22 - 3° nel campionato siciliano
  • 1922-23 - 2° nel campionato siciliano
  • 1923-24 - 2° nel campionato siciliano dopo spareggio col Palermo
  • 1924-25 - 4° nel girone B di Lega Sud
  • 1925-26 - 5° nel girone A di Lega Sud.
  • 1926-27 - 3° in Divisione Sud
  • 1927-28 - 4° in Divisione Sud
  • 1928-29 - 4° nel girone D di Divisione Sud
  • 1929-30 - 2ª in Divisione Sud
  • 1930-31 - 3ª nel girone A di Divisione Sud
  • 1931-32 - 1ª nel girone finale B di Terza Serie. Promossa in Serie B
  • 1932-33 - 10ª in Serie B
  • 1933-34 - 5ª nel girone A di Serie B
  • 1934-35 - 8ª nel girone A di Serie B
  • 1935-36 - 4ª in Serie B
  • 1936-37 - 10ª in Serie B
  • 1937-38 - 17ª in Serie B. Retrocessa in Serie C
  • 1938-39 - 3ª in Serie C girone H
  • 1939-40 - 7ª in Serie C girone H
  • 1940-41 - Ritirata dal girone H di Serie C
  • 1941/1942 - Campionato sospeso per la seconda guerra mondiale
  • 1942/1943 - Campionato sospeso per la seconda guerra mondiale
  • 1943/1944 - Campionato sospeso per la seconda guerra mondiale
  • 1944/1945 - Campionato sospeso per la seconda guerra mondiale
  • 1945/1946 - 6ª in serie C girone F
  • 1946/1947 - 2ª in serie C girone H
  • 1947/1948 - 7ª in Serie C girone T
  • 1948/1949 - 4ª in Serie C girone D
  • 1949/1950 - 1ª in Serie C girone D dopo spareggi col Cosenza. Promossa in Serie B
  • 1950/1951 - 15ª in Serie B
  • 1951/1952 - 3ª in Serie B
  • 1952/1953 - 4ª in Serie B
  • 1952/1954 - 10ª in Serie B
  • 1954/1955 - 7ª in Serie B
  • 1955/1956 - 12ª in Serie B
  • 1956/1957 - 14ª in Serie B
  • 1957/1958 - 16ª in Serie B
  • 1958/1959 - 10ª in Serie B
  • 1959/1960 - 8ª in Serie B
  • 1960/1961 - 6ª in Serie B
  • 1961/1962 - 7ª in Serie B
  • 1962/1963 - 1ª in Serie B. Promossa in Serie A
  • 1963/1964 - 14ª in Serie A
  • 1964/1965 - 17ª in Serie A. Retrocessa in Serie B
  • 1965/1966 - 7ª in Serie B
  • 1966/1967 - 11ª in Serie B
  • 1967/1968 - 19ª in Serie B. Retrocessa in Serie C
  • 1968/1969 - 8ª in Serie C girone C
  • 1969/1970 - 7ª in Serie C girone C
  • 1970/1971 - 7ª in Serie C girone C
  • 1971/1972 - 8ª in Serie C girone C
  • 1972/1973 - 18ªin Serie C girone C. Retrocessa in Serie D
  • 1973/1974 - 1ª in Serie D girone I. Promossa in Serie C
  • 1974/1975 - 6ª in Serie C girone C
  • 1975/1976 - 5ª in Serie C girone C
  • 1976/1977 - 19ª in Serie C girone C. Retrocessa in Serie D
  • 1977/1978 - 6ª in Serie D girone I. Iscritta d'ufficio alla nuova Serie C2
  • 1978/1979 - 5ª in Serie C2 girone D
  • 1979/1980 - 13ª in Serie C2 girone D
  • 1980/1981 - 15ª in Serie C2 girone D
  • 1981/1982 - 5ª in Serie C2 girone D
  • 1982/1983 - 1ª in Serie C2 girone D. Promossa in Serie C1
  • 1983/1984 - 10ª in Serie C1 girone B
  • 1984/1985 - 3ª in Serie C1 girone B
  • 1985/1986 - 1ª in Serie C1 girone B. Promossa in Serie B
  • 1986/1987 - 7ª in Serie B
  • 1987/1988 - 12ª in Serie B
  • 1988/1989 - 8ª in Serie B
  • 1989/1990 - 16ª in Serie B dopo spareggio col Monza
  • 1990/1991 - 9° in Serie B
  • 1991/1992 - 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C
  • 1992/1993 - 12° nel girone B di Serie C1
  • 1993 - Non ammesso al campionato di Serie C1 per delibera della FIGC conseguente alla non iscrizione
  • 1993/1994 - Viene fondata l'Associazione Sportiva Messina Calcio che viene ammessa in Interregionale: 3° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti
  • 1994/1995 - 3° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1995/1996 - A.S. 18° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti.
    Peloro 3° nello stesso girone
  • 1996/1997 - L'US Peloro assume la denominazione di Football Club Messina Peloro 6° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti
  • 1997/1998 - 1° nel girone I del Campionato Nazionale Dilettanti. Promosso in Serie C2
  • 1998/1999 - 2° nel girone C di Serie C2, perde i playoff col Benevento
  • 1999/2000 - 1° nel girone C di Serie C2. Promosso in Serie C1
  • 2000/2001 - 2° nel girone B di Serie C1, vince i playoff col Catania. Promosso in Serie B
  • 2001/2002 - 14° in Serie B
  • 2002/2003 - 15° in Serie B
  • 2003/2004 - 3° in Serie B. Promosso in Serie A
  • 2004/2005 - 7° in Serie A
  • 2005-06 - 17° in Serie A.[11]
  • 2006-07 - 20° in Serie A. Retrocesso in Serie B
  • 2007-08 - 13° in Serie B
  • 2008 - Non ammesso al campionato di Serie B per delibera della FIGC conseguente alla non iscrizione
  • 2008/2009 -




[modifica] Campo di gioco

Il campo di gioco è lo Stadio San Filippo di Messina che ha una capienza di 40.200 spettatori. Il San Filippo, inaugurato nell'estate 2004, sostituisce lo Stadio comunale "Giovanni Celeste", impianto storico della città di Messina, adesso utilizzato dalla squadra come campo d'allenamento.

Per approfondire, vedi la voce Stadio comunale "Giovanni Celeste".
Per approfondire, vedi la voce Stadio "San Filippo" di Messina.

[modifica] Campionati disputati

In 78 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale in Divisione Sud nel 1926, compresi i successivi sei campionati di Terza Serie, e 7 campionati di Serie C2.

  • 5
  • 32
  • 34
  • 7

[modifica] Rosa 2007/2008

N. Ruolo Giocatore
1 Bandiera dell'Italia P Gabriele Paoletti
3 Bandiera dell'Italia D Domenico Bombara
5 Bandiera dell'Uruguay C Juan Surraco
6 Bandiera dell'Italia D Mariano Stendardo
8 Bandiera dell'Italia C Manolo Pestrin
9 Bandiera dell'Italia A Marco Moro
10 Bandiera del Cile C Nicolás Córdova
11 Bandiera dell'Italia A Raffaele Biancolino
18 Bandiera dell'Italia A Salvatore Foti
12 Bandiera dell'Italia P Giancarlo Petrocco
13 Bandiera dell'Italia D Angelo Rea
14 Bandiera dell'Italia D Marco Zanchi
17 Bandiera dell'Italia D Antonio Giosa
N. Ruolo Giocatore
19 Bandiera dell'Italia D Alessandro Parisi
20 Bandiera dell'Italia P Emanuele Manitta
21 Bandiera dell'Italia C Flavio Lazzari
22 Bandiera dell'Italia A Daniele Degano
23 Bandiera dell'Italia C Roberto D'Aversa
24 Bandiera dell'Italia C Carmine Coppola
25 Bandiera dell'Italia C Antonio Schetter
27 Bandiera dell'Italia C Andrea Gaveglia
28 Bandiera dell'Italia P Andrea Giordani
29 Bandiera dell'Italia D Francesco Galeoto
30 Bandiera dell'Italia A Vittorio Bernardo
Bandiera dell'Italia All. Nello Di Costanzo
Staff Tecnico
Bandiera dell'Italia Carlo Tebi Allenatore in seconda
Bandiera dell'Italia Nicola Albarella Preparatore Atletico
Bandiera dell'Italia Raffaele Di Fusco Allenatore dei portieri
Bandiera dell'Italia Carmelo Mancuso Allenatore della primavera


[modifica] Calciatori più rappresentativi

Marco Storari, portiere della seconda promozione in serie A.
Marco Storari, portiere della seconda promozione in serie A.