Fontaneto d'Agogna

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Fontaneto d'Agogna
comune
Fontaneto d'Agogna – Stemma
La chiesa parrocchiale e lo scurolo di Sant'Alessandro
La chiesa parrocchiale e lo scurolo di Sant'Alessandro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Amministrazione
Sindaco Maria Antonia Platini (Lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°39′00″N 8°29′00″E / 45.65°N 8.483333°E45.65; 8.483333 (Fontaneto d'Agogna)Coordinate: 45°39′00″N 8°29′00″E / 45.65°N 8.483333°E45.65; 8.483333 (Fontaneto d'Agogna)
Altitudine 260 m s.l.m.
Superficie 21 km²
Abitanti 2 741[1] (31-12-2010)
Densità 130,52 ab./km²
Frazioni Balchi, Baraggia, Cacciana, Camuccioni, Cascinetto, Case Nuove, Gerbidi, Molino Marco, San Martino, Santa Croce, Sant'Ambrogio, Sant'Antonio, Tapulino, Tuvina, Vella Ciavone
Comuni confinanti Borgomanero, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio, Cressa, Cureggio, Ghemme, Romagnano Sesia, Suno
Altre informazioni
Cod. postale 28010
Prefisso 0322
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003066
Cod. catastale D675
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti fontanetesi
Patrono san Alessandro
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fontaneto d'Agogna
Sito istituzionale

Fontaneto d'Agogna (Fontanèj in piemontese, Funtanei in lombardo) è un comune italiano di 2.741 abitanti della provincia di Novara e facente parte dell'area delle Colline novaresi. Parte del suo territorio è compresa nella Riserva naturale orientata delle Baragge.[2]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune si trova a circa 26 km a nord-ovest del capoluogo, nel cosiddetto medio novarese. Il territorio è pianeggiante, con zone collinari al confine con Romagnano Sesia e Cavallirio.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fontaneto d'Agogna è attraversata dai torrenti Agogna e Sizzone. Sul territorio comunale sono presenti numerosi fontanili che stillano acqua alimentata da falde acquifere poco profonde. Si segnalano in particolare: la cosiddetta Fontana di San Martino le cui acque erano tradizionalmente oggetto di culto; il fontanile delle Botti sul confine meridionale del Comune; il Cavo Ferri presso l'area industriale; il Cavo Oriale in centro paese; il Cavo Borromeo presso il ponte sul torrente Agogna; il Cavo Cacciana presso l'omonima frazione; il Fontanone in collina.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Fontaneto (derivante da latino fontana, di fonte, qui collettivizzata tramite il suffisso -etum) si riferisce alla presenza di numerose sorgenti d'acqua sul territorio comunale. L'importanza dell'acqua nella storia del paese si nota anche dalla presenza, nello stemma comunale, dei due torrenti e di cinque fonti zampillanti.
Il primo documento che attesti la fondazione di un castrum nel territorio che oggi corrisponde a Fontaneto d'Agogna risale al 908 ad opera di Berengario I.
A fronte della diffusione della pataria, il movimento che si opponeva alla dilagante corruzione negli ambienti del clero, nel novembre del 1057 a Fontaneto fu indetto un sinodo per la sua condanna, ad opera dell'arcivescovo Guido da Velate. [4]
Il castrum fortificato di Fontaneto, così come quelli di altri paesi del novarese, fu demolito nel 1362 per volere di Galeazzo II Visconti che in quegli anni era in guerra con il Marchese del Monferrato Giovanni II; la decisione fu presa per evitare che il castrum cadesse in mano nemica. Risale al Quattrocento un intervento di recupero del castrum tramite la costruzione al suo interno di una torre per volontà del consigliere del duca Gian Galeazzo Visconti, Manfredo Barbavara. Nonostante la torre di guardia, Fontaneto fu saccheggiata da Facino Cane, nemico dei Barbavara, e riuscì a risollevarsi solo nel 1456, dopo la costruzione di un nuovo grande castello sui resti di antichi edifici abbaziali.
Nel XVI secolo la popolazione fu decimata a causa delle epidemie di tifo e peste, in seguito alle quali si costituirono delle confraternite caritative. Nel corso della dominazione spagnola nel novarese, il castello di Fontaneto fu fulcro di numerosi scontri tra le truppe spagnole e francesi che si risolsero con la distruzione del castello (che venne poi ricostruito sotto le vesti di palazzo signorile) e di numerose chiese e abitazioni. Risale al XVIII secolo il passaggio di Fontaneto d'Agogna e dell'intero novarese ai Savoia. Nell'Ottocento il castello e le altre strutture viscontee passarono di proprietà ad altre famiglie, tra cui i Colleone, i Del Maino e i Rovida.[5]
Nel corso della prima guerra mondiale numerose furono le perdite in termini di vite umane nei vari fronti, come testimonia il monumento ai caduti di Piazza della Vittoria. Così come Suno, Borgomanero e altri comuni, Fontaneto fu protagonista della Resistenza nel medio novarese durante la seconda guerra mondiale. Il 20 settembre 1944 le forze fasciste saccheggiarono e incendiarono buona parte della frazione Cacciana, a sud dell'abitato di Fontaneto: 54 tra cascinali e abitazioni furono distrutti e gran parte del bestiame ucciso. La decisione di incendiare la frazione fu molto probabilmente conseguenza dell'appoggio di un'industria molitoria con sede nelle immediate vicinanze della Cacciana e di gran parte degli abitanti della frazione nei confronti dei partigiani.[6] La frazione fu ricostruita in tempi brevi; in ricordo dell'incendio è oggi presente un monumento realizzato da un artista fontanetese presso l'entrata nord dell'abitato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Maria Assunta - Sorge a sud del nucleo abitato principale, nei pressi del cimitero; fu infatti eretta su una preesistente chiesa cimiteriale del X-XI secolo. Nella seconda metà del XV secolo fu ricostruita per volere di Filippo Maria Visconti, a navata unica, rivolta ad oriente. A metà del XVI secolo fu eretto il campanile a lato del presbiterio e nel 1617 fu aggiunto il coro. Tra il 1628 e il 1630, in periodo barocco, l'edificio fu ampliato in lunghezza ed in altezza mentre nel 1827 vennero costruite le due navate laterali. A metà dell'Ottocento l'architetto Alessandro Antonelli realizzò la rotonda di Sant'Alessandro, ossia uno scurolo per custodire le spoglie del santo portate da Roma. Si tratta di un edificio a pianta circolare, collegato alla chiesa, che riprende lo stile classico romano. All'interno sono custodite importanti opere pittoriche risalenti al Cinquecento e al Seicento.[7]
  • Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano - L'oratorio, che occupa un quarto della navata mediana dell'antica chiesa benedettina dedicata a San Sebastiano, è un piccolo edificio situato nella parte ovest di Piazza Castello nel centro del paese. Presenta una facciata barocca e un portale su cui campeggiano gli stemmi dei Visconti e dei Rovida che finanziarono la sua ristrutturazione.
  • Chiesa di San Martino - Posta nell'omonima frazione, a pochi metri dalle risorgive conosciute come Fontana di San Martino, la chiesa fu citata nelle Consignationes della curia novarese nel 1347. Oggi presenta tre navate (frutto di interventi ottocenteschi) e una facciata con affreschi del XVIII secolo sopra l'entrata principale. Un unico affresco risalente all'epoca dell'oratorio originario, raffigurante la Madonna del Presepe e attribuito a Sperindio Cagnola si è conservato fino a noi: fu proprio grazie alla grande devozione che gli abitanti della frazione nutrivano nei confronti dell'affresco che il Vescovo di Novara nel 1820 decise di costruire le nuove navate e di trasferire l'opera sull'altare di destra.[8]
  • Riserva naturale orientata delle Baragge - Il territorio di questa riserva comprende principalmente, all'interno dell'area comunale, la frazione di Cascinetto e Croce,ed è caratterizzato dalla presenza di esemplari di betulla e da un terreno tipicamente argilloso, fine, con pessimo drenaggio e per nulla fertile, sul quale si sviluppano esemplari di brugo e molinia, che contribuiscono, assieme alle peculiarità già dette, a rendere l'intero paesaggio una sorta di savana piemontese, nella quale sono presenti specie di farfalle a rischio di estinzione, come la Coenonympha oedippus,che con la loro bellezza incrementano il prestigio che questo bioma già possiede.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 208, ovvero il 7,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Senegal Senegal, 87
  2. Marocco Marocco, 46
  3. Ucraina Ucraina, 28

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Puntoradio.

Fontaneto d'Agogna è sede di Up! Radio (ex Puntoradio), un'emittente radiofonica che copre principalmente le province di Novara e Vercelli.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è posto lungo la SP229 del Lago d'Orta che collega in direzione nord-sud il capoluogo Novara con Gravellona Toce.
Presso la frazione di San Martino si trova l'uscita denominata "Borgomanero" dell'Autostrada A26 dei Trafori.
Servizi di autobus collegano il paese sia con Borgomanero che con Novara.
Al confine con il comune di Cressa è presente la stazione ferroviaria di Cressa-Fontaneto della linea Domodossola-Novara.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1999 2004 Romano Pizio centrosinistra Sindaco
2004 2009 Adriano Fontaneto centrosinistra Sindaco
2009 in carica Adriano Fontaneto centrosinistra Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Parchi e riserve, Provincia di Novara. URL consultato il 10.01.2013.
  3. ^ Fontanili fontanetesi, Comune di Fontaneto d'Agogna. URL consultato il 03.01.2013.
  4. ^ Profili giuridici e storia dei santuari cristiani in Italia, Giorgio Otranto e Gaetano Dammacco, Edipuglia, Bari 2004, pp. 156-157
  5. ^ Comuni della Provincia di Novara, AA.VV., Consiglio Regionale del Piemonte, novembre 2011, pp. 84-85
  6. ^ 20 settembre 1944: brucia la Cacciana di Fontaneto d'Agogna, Resistenza Novarese. URL consultato il 03.01.2013.
  7. ^ Alla scoperta del Neoclassico attraverso le opere di Alessandro Antonelli, Agenzia di Accoglienza e Promozione Turistica della Provincia di Novara., pp. 38-39
  8. ^ Il culto delle acque di San Martino, Comune di Fontaneto d'Agogna. URL consultato il 03.01.2013.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 30 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ivana Teruggi, Il San Rocco di Fontaneto d'Agogna: archeologia, arte, documenti e tradizioni nelle vicende di un oratorio, La fabbriceria di San Rocco, Novara 1997
  • AA.VV, Borghi fra pianura e collina: Bogogno, Cressa, Cureggio, Fontaneto d'Agogna, Suno, Provincia di Novara - Assessorato alla Cultura, Novara 2004
  • Provincia di Novara, Turismo, Fontaneto d'Agogna. URL consultato il 10 febbraio 2011.
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