Folco III d'Angiò

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Folco III

Folco III, detto Nerra (il Nero, a causa del suo aspetto malinconico), in francese Foulques III, dit Nerra, le Noir (970 circa – Marçon, 21 giugno 1040), fu il quarto Conte di Angiò dal 987 alla sua morte.

Folco Nerra fu una delle figure di maggior spicco dei secoli X e XI del Medioevo francese, consolidando ed espandendo i domini della contea d'Angiò e incrementando la sua influenza alla corte di Francia, continuando la costruzione di fortezze (come Montbazon) ed edifici religiosi(come l'abbazia di Beaulieu-lès-Loches, nel 1007) in Angiò e in Turenna. Folco fu di carattere impulsivo e contraddittorio; pur comportandosi, in alcune occasioni, da persona veramente pia, nei suoi abusi nulla poteva fermarlo, tanto meno i comandamenti di Dio.
Lo storico francese Achille Luchaire definì Folco Nerra: «un des batailleurs les plus agités du Moyen Âge

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio del conte d'Angiò, Goffredo I Grisonelle e di Adelaide di Vermandois († 974), figlia di Roberto I di Vermandois conte di Meaux e di Troyes e di Adelaide Werra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Alla morte di suo padre, Goffredo, all'assedio di Marçon, il 21 luglio 987, dove assediava un vassallo del conte di Blois, Oddone I, Folco Nerra gli successe alla guida della contea d'Angiò.

Folco continuando la politica del padre di appoggio ai Robertingi[1], riprese la guerra contro Oddone I, che invece continuava a sostenere la causa dei Carolingi e che venne costretto a consegnare alcuni ostaggi al re di Francia, Ugo Capeto.

Le rovine dell'antica forterezza di Langeais costruita da Folco Nerra

Folco continuò la politica del padre anche nella costruzione di diversi castelli e fortezze, per migliorare la difesa della contea, cedendoli ad alcune famiglie feudali, che, trasmettendoli ai propri eredi, nell'arco di poco più di cinquant'anni, divennero praticamente indipendenti, innescando le ribellioni che esplosero nella contea per la successione a suo figlio, Goffredo II Martello.

La vita di Folco Nerra fu un'alternanza di atti di violenza seguiti da pentimenti (costruzione di chiese e abbazie oppure penitenze, anche pesanti); il 27 giugno 992, Folco sconfisse, a Conquereuil, il duca di Bretagna e conte di Rennes, Conan I (sostenuto da Oddone I di Blois e dal duca di Normandia, Riccardo I Senza Paura), che fu ucciso, e subito dopo Folco fece donazioni alla chiesa di San Maurizio di Angers, «per la salvezza della sua anima peccatrice che aveva fatto morire una moltitudine di cristiani a Conquereuil»; mentre dopo la presa di Tours, nel 996, arrivato al chiostro di San Martino chiese perdono, a piedi nudi, alla tomba del Santo che aveva offeso.
Sempre per chiedere perdono dei suoi peccati si recò tre volte in Terra Santa.

Folco si recò per la prima volta in Palestina, nel 1003.
La seconda volta fu nel 1008, quando dovette affrontare le ostilità di alcuni signori musulmani che volevano impedirgli di raggiungere Gerusalemme; ma Folco seppe scansare tutte le trappole escogitate dagli infedeli, con grande acutezza.
Infine, nel 1039, a circa settant'anni, non esitò ad affrontare le fatiche ed i pericoli di un ultimo pellegrinaggio alla tomba del Salvatore, e venne descritto, per le vie di Gerusalemme, mezzo nudo, con una corda al collo, fustigato da due servi, urlante:«Signore abbi pietà del traditore!»

Nel 1008, poco prima del suo secondo pellegrinaggio, Folco si macchiò dell'assassinio (ne fu il mandante) del conte palatino, Ugo di Beauvais, sotto gli occhi del re di Francia, Roberto II, col quale Ugo stava cacciando; dopo l'assassinio, Folco diede immediatamente rifugio nelle sue terre agli assassini del conte e per questo il re lo accusò di alto tradimento, mentre un sinodo di vescovi, a Chelles, si pronunciava per la scomunica di Folco, che seguendo il suggerimento del vescovo di Chartres, Fulberto, fece atto di sottomissione e consegnò i colpevoli.

Castello di Folco Nerra a Loches

Nel 1016, iniziò, da parte di Folco Nerra la politica di usurpazione[2] della Turenna. Già in quell'anno, Folco Nerra inflisse al conte di Blois, Oddone II una sconfitta a Pontlevoy. Poi Folco continuò, per tutta la vita, la sua penetrazione in Turenna e la guerra contro il potente conte di Blois.
Folco combatté anche i Bretoni a cui tolse Le Pallet e i duchi d'Aquitania a cui tolse la Mauges e, nel 1026, conquistò e saccheggiò Saumur.

Dopo il 1036, nacque la rivalità con il suo unico figlio maschio, Goffredo Martello e tale rivalità crebbe tanto che si arrivò alla guerra e Goffredo fu sconfitto dal padre[3], nel 1039.
Quello stesso anno Folco III Nerra partì per la terza e ultima volta per la Terra Santa e l'anno successivo, mentre rientrava in Angiò morì, il 21 giugno 1040 a Metz, e il suo corpo fu trasferito a Beaulieu-lès-Loches, dove fu tumulato nell'abbazia da lui fatta costruire.
Il figlio Goffredo Martello gli subentrò nel governo della contea d'Angiò, come Goffredo II Martello.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Folco Nerra sposò, in prime nozze Elisabetta di Vendôme, figlia di Burchrdo il «Venerabile», conte di Vendôme et d'Elisabetta di Melun, che morì verso l'anno 1000, secondo alcune fonti durante l'incendio di Angers. Da questo matrimonio nacque una figlia:

  • Adele, contesse di Vendôme, che sposò Bodone di Nevers.

Folco poi sposò, nel 1001, un'Ildegarda di cui non si conosce gli ascendenti, ma sicuramente di nobili origini e originaria della Lotaringia[4]. La coppia ebbe due figli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dopo che il robertingio, Ugo Capeto si era installato sul trono di Francia, nel 987, gli storici presero a denominarli Capetingi.
  2. ^ Il figlio di Folco Nerra, il conte d'Angiò, Goffredo II Martello, splo nel 1044, riuscì ad appropriarsi completamente della contea di Tours, dopo essersi alleato col re di Francia, Enrico I, e solo dopo la morte del conte di Blois, Oddone II, nel 1044.
  3. ^ Dopo la sconfitta, Goffredo Martello fu costretto dal padre, a percorrere parecchie miglia con una sella sulla schiena e quando lo vide strisciare verso di lui, lo respinse con un piede lanciando un urlo di vittoria.
  4. ^ Sulle origini di Ildegarda furono formulate varie ipotesi:
Predecessore Conte d'Angiò Successore
Goffredo I Grisonelle 9871040 Goffredo II Martello

Letteratura su Fulco III Nerra[modifica | modifica sorgente]

Fulco IV scrisse una storia dei conti d'Angiò che è andata perduta quasi interamente. Il frammento salvato fu inserito nello Spicilegium di Luc d'Achery che fu tradotto in francese dall'abate, Michel de Marolles nel suo libro Les Histoires des anciens comtes d'Anjou et de la construction d'Amboise, avec des remarques sur chaque ouvrage (1681).

Mentre il "Gesta Consulum Andegavorum" è un testo scritto in latino tra il 1100 e il 1140 da un monaco angioino, su richiesta di Fulco IV il Rissoso, che riguarda la prima dinastia dei conti d'Angiò a partire dai visconti di Angers del IX secolo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Louis Halphen, "Francia: gli ultimi carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987)", cap. XX, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 636-661.
  • Louis Halphen, "La Francia dell'XI secolo", cap. XXIV, vol. II (L'espansione islamica e la nascita dell'Europa feudale) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 770-806.
  • Austin Lane Poole, "L'imperatore Corrado II", cap. VII, vol. IV (La riforma della chiesa e la lotta fra papi e imperatori) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 170-192.
  • William John Corbett, "L'evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell'Inghilterra", cap. I, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 5-55.