Fnac

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Fnac
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Stato Francia Francia
Tipo Società anonima
Borse valori Parigi
Fondazione 1954 a Parigi
Fondata da André Essel e Max Théret
Sede principale Ivry-sur-Seine, Francia Francia
Filiali 170[1]
Persone chiave
Prodotti cd, dvd, materiale tecnologico, libri, vendita biglietti
Fatturato € 4.061 milioni[1] (2012)
Risultato operativo € 73,3 milioni[1] (2012)
Dipendenti 16.700[1] (2012)
Sito web www.fnac.com

La Fnac (acronimo della Fédération Nationale d'Achat des Cadres, in italiano Federazione Nazionale dell'Acquisto per i Quadri) fu costituita a Parigi nel 1954 da André Essel (1918-2005) e Max Théret (1913-2009), due militanti marxisti della corrente trozkista (il secondo infatti fu la guardia del corpo di Trotzky). Divenuta una Società per azioni con sede a Parigi, dal luglio 1996 ha come azionista unico il gruppo PPR e opera nel campo della grande distribuzione, con una catena di filiali internazionali che vende libri, dischi e cd, programmi software, componenti hardware e computer, telefonia cellulare, attrezzature fotografiche, audio, video e TV, prodotti audiovisivi e videogiochi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Partita come associazione di negozi specializzati con sconti del 10-20%, vi si affiliarono inizialmente 50 punti vendita e nel 1956 aprì il primo negozio proprietario al numero 6 di Boulevard Sébastopol a Parigi. Al principio la vendita riguardava attrezzature fotografiche e audio (altoparlanti, radio e altro) e negli anni sessanta il commercio si allargò alla vendita di album, con aumento dei profitti. Nel 1972 aprì il secondo negozio a Lione, all'84 rue della République e venne adottato il test Fnac per valutare la qualità dei prodotti venduti.
Nel 1979 si celebrò il primo Forum Fnac al Forum des Halles.
Nel 1980 la Fnac fu quotata alla Borsa di Parigi, con un fatturato di circa 2 miliardi di franchi, e venne inaugurata la zona microinformatica.
Nel 1993 il Crédit Lyonnais divenne azionista di maggioranza e l'anno dopo la sua quota fu ceduta al gruppo PPR, possessore tra l'altro di Yves Saint Laurent e Bottega Veneta e, dal 1996, unico azionista.[3]

Espansione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 aprì il primo negozio all'estero in Belgio, in rue Neuve/Nieuwstraat a Bruxelles. Grazie alla spinta della Fnac, il governo francese abbassò la TVA (corrispondente all'IVA italiana) sui dischi dal 33,3% al 18,6%.

La Fnac attualmente ha filiali in Francia, Belgio, Spagna, Portogallo, Brasile, Svizzera e Marocco, con un totale di 170 punti vendita nel mondo, di cui 103 in Francia, 9 in Belgio, 25 in Spagna, 17 in Portogallo, 11 in Brasile, 4 in Svizzera e 1 in Marocco. Fino al 2012 ha avuto filiali anche in Italia, Grecia e Taiwan.

Stato Filiali attuali
Belgio Belgio 9
Brasile Brasile 11
Francia Francia 103
Marocco Marocco 1
Portogallo Portogallo 17
Spagna Spagna 25
Svizzera Svizzera 4
Fnac des Ternes a Parigi.

Il fatturato nel 2003 era così ripartito:

  • 68% in Francia, cioè ogni negozio in Francia produceva circa l'1% del fatturato totale.
  • 20% a livello internazionale, cioè ogni negozio nel mondo produceva circa lo 0,5% del fatturato totale.
  • 12% generato dalle attività legate: Fnac Service, Fnac Junior e Surcouf.

Dal 2011 presidente e direttore generale è Alexandre Bompard. La sede internazionale è a Ivry-sur-Seine.

I dipendenti della Fnac nel 1980 erano 2.000, saliti a 16.700 nel 2012, con un fatturato nello stesso anno di oltre 4 miliardi di Euro.

Fnac in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia Fnac arrivò grazie a una joint-venture con il Gruppo Coin la quale, acquistando la rete di vendita della Standa, convertì i magazzini in Oviesse e Coin; i magazzini in esubero, nei centri delle principali città, furono venduti alla Fnac.
Il 26 ottobre 2000 venne aperto il primo negozio italiano a Milano in via Torino. Il 4 maggio 2001 venne aperta la seconda filiale a Genova in via XX Settembre. Seguirono il 22 maggio la sede di Torino, in via Roma, il 26 settembre 2002 la filiale di Verona, in via Cappello, e il 21 novembre 2003 la filiale di Napoli al Vomero, in via Luca Giordano.
La filiale di Roma (all'interno del centro commerciale "Porta di Roma") fu aperta il 25 luglio 2007 e il 13 settembre 2007 ne fu aperta un'altra a Torino, all'interno del centro commerciale "Le Gru" di Grugliasco (ex La Rinascente).
A 10 anni dallo sbarco in Italia, il 16 aprile 2010 Fnac inaugurò il negozio di Campi Bisenzio, nei pressi di Firenze, all'interno del centro commerciale "I Gigli". Nell'alluvione di Genova del 4 novembre 2011 la filiale genovese subì ingenti danni, compreso l'allagamento del piano sotterraneo, che costrinsero alla chiusura del negozio per 21 giorni, fino al 26 novembre 2011, quando la filiale riaprì solo al piano terra di 800 m².[4][5][6].
Nel settembre 2012 il gruppo PPR, a causa dell'insostenibilità della gestione italiana e del calo delle vendite del gruppo, annunciò la chiusura delle sedi italiane di Fnac per il 31 dicembre 2012, in mancanza di un acquirente interessato a rilevarle.[7] Il 5 ottobre i 600 lavoratori italiani di Fnac attuarono uno sciopero nazionale, costituendo vari presidi nelle diverse sedi.[8][9][10]

La Fnac di Genova in via XX Settembre.

Il 28 novembre 2012, PPR annunciò la cessione dell'intera catena italiana di negozi al fondo di investimento Orlando Italy Management.[11] Il 10 gennaio 2013 l'assemblea dei soci di FI Holding, la controllante di Fnac Italia, mise in liquidazione la società.[12] L'11 gennaio, formalizzata la cessione di FI Holding da PPR a Orlando Italy, venne quindi nominato liquidatore Matteo Rossini.[13] Il 23 gennaio venne decisa la chiusura delle sedi di Roma, Firenze e Grugliasco, e la riduzione di personale nelle filiali di Genova, Torino, Milano, Napoli e Verona,[14][15] con la conseguenza che 385 dipendenti furono messi fuori organico e sospesi in cassa integrazione.[16] Il 22 aprile il liquidatore di Fnac Italia, Matteo Rossini, firmò quindi un accordo per la cessione dei cinque negozi ancora aperti a DPS Group, società cui fa capo il marchio Trony.[17] Nell'estate del 2013 DPS ha costituito FRC Group, che, mantenendo il marchio Fnac, ha preso in gestione con affitto di ramo di azienda i soli quattro negozi collocati nei centri storici di Milano, Torino, Verona e Napoli, che hanno riaperto il 15 luglio, senza avere più alcun legame societario con la Fnac francese.[18] Nella primavera del 2014 DPS Group completa l'acquisizione dei punti vendita Fnac di Torino, Milano, Napoli e Verona; tra il mese di maggio e l'estate l'insegna Fnac scompare definitivamente dal territorio italiano, venendo sostituita dall'insegna Trony.[19] Dopo 15 anni di storia il marchio francese abbandona l'Italia.

Sedi Fnac italiane[modifica | modifica wikitesto]

Filiale Apertura Chiusura Indirizzo
Fnac Milano 26 ottobre 2000 14 maggio 2014[19] Via della Palla, 2 - 20123 Milano
Fnac Genova 4 maggio 2001 30 giugno 2013 Via XX Settembre, 46/R - 16121 Genova
Fnac Torino Centro 22 maggio 2001 14 giugno 2014[19][20] Via Roma, 56 - 10123 Torino
Fnac Verona 26 settembre 2002 22 maggio 2014[19] Via Cappello, 34 - 37121 Verona
Fnac Napoli 21 maggio 2003 22 maggio 2014[19] Via Luca Giordano, 59 - 80129 Napoli
Fnac Roma 25 luglio 2007 14 febbraio 2013[21] Galleria Commerciale Porta di Roma - Via Alberto Lionello, 201 - 00138 Roma
Fnac Torino Le Gru 13 settembre 2007 11 febbraio 2013[21] Via Crea, 10 - 10095 Grugliasco (TO)
Fnac I Gigli 16 aprile 2010[22] 11 febbraio 2013[23] CC I Gigli - Via San Quirico, 165 - 50013 Campi Bisenzio (FI)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d FNAC en bref, Fnac. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  2. ^ Conseil d’administration, Fnac. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  3. ^ Histoire, Fnac. URL consultato il 12 gennaio 2014.
  4. ^ Più forti dell’alluvione: sabato 26 novembre riapre la Fnac di Via XX Settembre
  5. ^ Riapre la Fnac dimezzata
  6. ^ Fnac di via XX settembre riapre dopo l'alluvione
  7. ^ Fnac: riduzione del personale, a rischio anche il punto vendita di Genova
  8. ^ Fnac: domani presidio contro chiusura
  9. ^ Fnac vicina alla chiusura in Italia
  10. ^ Fnac vicina alla chiusura in Italia
  11. ^ PPR cede Fnac Italia a fondo Orlando: l'addio al paese all'inizio del 2013, Repubblica, 28-11-12.
  12. ^ Fnac Italia in liquidazione, verso concordato preventivo, TM News, 10-01-13.
  13. ^ Fnac Italia: nominato liquidatore, 22 gennaio incontro con sindacati
  14. ^ Fnac Italia in liquidazione: chiudono tre store, gli altri 5 verranno ridotti
  15. ^ Fnac, chiudono temporaneamente i negozi di Torino, Firenze e Roma
  16. ^ Fnac, chiusi tre negozi - Dipendenti in cassa integrazione
  17. ^ Fnac, si fa avanti Trony
  18. ^ Chi è Fnac
  19. ^ a b c d e Fnac: i negozi di Milano, Verona, Napoli da maggio diventano Trony, Affaritaliani.it. URL consultato il 17 maggio 2014.
  20. ^ Fnac chiude in via Roma, al suo posto Bershka o Pull and Bear
  21. ^ a b Chiude Fnac Roma: dal marchio etico trozkista al 'glamour' di Gucci
  22. ^ Il 16 aprile apre ai Gigli
  23. ^ Campi Bisenzio: ha chiuso il negozio Fnac dei Gigli. In 50 vanno in cassa integrazione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincent Chabault, La Fnac, entre commerce et culture. Parcours d'entreprise, parcours d'employés, PUF, 2010, 232 pages.
  • Didier Toussaint, L'inconscient de la Fnac, Bourin Éditeur, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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