Flavio Sporacio

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Flavio Sporacio (greco: Σποράκιος o Σφωράκιος; latino: Flavius Sporacius; floruit 448-452; ... – ...) fu un politico dell'Impero romano d'Oriente durante il regno di Teodosio II (morto nel 450) e di Marciano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 448 era comes,[1] poi, tra il 450 e il 451, fu comes domesticorum peditum; in questa veste prese parte a diverse sessioni del concilio di Calcedonia tra l'8 e il 25 ottobre 451.

Nel 452 fu nominato console dalla corte orientale, ma pare che non sia stato riconosciuto dalla corte occidentale.

Come attestato da Teodoreto di Cirro,[1] era un cristiano devoto, tanto che lo scrittore gli dedicò la propria opera Haereticarum fabularum compedium. Probabilmente va identificato con lo Sporacio edificò la chiesa di San Teodoro a Costantinopoli: esisteva una piccola chiesa dedicata a san Teodoro nei pressi del palazzo di Sporacio, che si salvò da un incendio della città; Sporacio attribuì questo evento all'intervento del santo e ricostruì più grande e fastosa la vecchia chiesa, la cui dedica, scritta da Sporacio stesso, è conservata nell'Antologia Palatina. Sempre l'Antologia attesta che Sporacio fu seppellito nella chiesa che aveva fatto erigere dal nipote Anatolio, che aveva cresciuto come un figlio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Teodoreto di Cirro, Epistole, 97.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • «Fl. Sporacius», PLRE 2, pp. 1026-1027.
  • John Philip Thomas, Private Religious Foundations in the Byzantine Empire, Dumbarton Oaks, 1987, ISBN 0-88402-164-5, p. 20.
Predecessore
Imperatore Cesare Flavio Marciano Augusto,
Valerio Faltonio Adelfio
Console romano
452
con Flavio Basso Ercolano
Successore
Flavio Opilio,
Flavio Giovanni Vincomalo