Flavio Severo

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Severo
Moneta raffigurante Severo da cesare.
Moneta raffigurante Severo da cesare.
Augusto dell'Impero romano
In carica 1º maggio 305-307
Incoronazione 1º maggio 305
Predecessore Costanzo Cloro e Galerio
Successore Licinio e Galerio
Nome completo Flavius Valerius Severus
Morte 16 settembre 307
Figli Severiano

Flavio Valerio Severo, più raramente noto come Severo II (latino: Flavius Valerius Severus; ... – 16 settembre 307), fu un imperatore romano dal 305 al 307 nel contesto dell'organizzazione tetrarchica dell'impero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Valerio Severo[1] nacque nelle province illiriche[2] da una famiglia di umili origini.[3]

Era comandante dell'esercito, con un contingente ai suoi ordini.[4] Era amico di Galerio;[3][4] per sua intercessione fu coinvolto nella seconda tetrarchia: il 1º maggio 305 Diocleziano e Massimiano lasciarono il potere, i nuovi augusti furono Costanzo Cloro e Galerio, che ebbero come cesari rispettivamente Severo e Massimino Daia.[2][3][4][5] Severo governò sull'Italia, il Nordafrica e la Spagna.

Costanzo Cloro morì il 25 luglio 306 a Eboracum (York, Regno Unito); le truppe di Costanzo ne acclamarono il figlio Costantino imperatore. Galerio intervenne, offrendo a Costantino di riconoscerlo non come augusto ma come cesare, e Costantino accettò; Severo divenne allora augusto (estate 306).[6] Ma il suo potere non era al sicuro, in quanto il 28 ottobre di quello stesso anno Massenzio, figlio di Massimiano, si fece proclamare imperatore dalle truppe a Roma. Anche questa volta Galerio si rifiutò di riconoscere l'usurpatore, e nel 307 inviò Severo (che quell'anno era console assieme a Massimino) da Milano a Roma con un esercito, allo scopo di deporre Massenzio. Poiché, però, gran parte dei soldati di Severo avevano servito sotto Massimiano, dopo aver accettato denaro da Massenzio disertarono in massa Severo. Il cesare fuggì a Ravenna, dove fu assediato da Massimiano. La città era molto ben fortificata, cosicché Massimiano offrì delle condizioni per la resa che Severo accettò: fu preso da Massimiano e portato sotto scorta in una villa pubblica a Tres Tabernae (nei pressi dell'odierna Cisterna di Latina)[7] nella parte meridionale di Roma, dove fu tenuto come ostaggio.[8] Quando Galerio entrò a sua volta in Italia con un esercito, Massenzio ordinò la morte di Severo, che fu ucciso o costretto ad uccidersi (16 settembre 307).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nome è attestato in CIL III, 15202, CIL XI, 2928 e sulle monete.
  2. ^ a b Aurelio Vittore, Cesari, xl.1.
  3. ^ a b c Anonimo Valesiano, iv.9.
  4. ^ a b c Lattanzio, xviii.12.
  5. ^ Lattanzio, xix.4; Anonimo Valesiano, iii.5; Eutropio, x.2.1; Aurelio Vittore, Epitome, xl.i; Zosimo, ii.8.1.
  6. ^ Barnes, Constantine and Eusebius, pp. 27–28; Barnes, New Empire, p. 5; Lenski, pp. 61–62; Odahl, pp. 78–79.
  7. ^ Baronio, "Annales Ecclesiastici vol. 1", pp. 769-770.
  8. ^ Barnes, Constantine and Eusebius, pp. 30–31; Elliott, pp. 41–42; Lenski, pp. 62–63; Odahl, pp. 86–87; Potter, pp. 348–49.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti primarie
  • Barnes, Timothy. Constantine and Eusebius. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1981. ISBN 978-0-674-16531-1
  • Barnes, Timothy. The New Empire of Diocletian and Constantine. Cambridge, MA: Harvard University Press, 1982. ISBN 0-7837-2221-4
  • Elliott, T. G. The Christianity of Constantine the Great. Scranton, PA: University of Scranton Press, 1996. ISBN 0-940866-59-5
  • Lenski, Noel. "The Reign of Constantine", in The Cambridge Companion to the Age of Constantine, Noel Lenski ed., 59–90. New York: Cambridge University Press, 2006. Hardcover ISBN 0-521-81838-9 Paperback ISBN 0-521-52157-2
  • Odahl, Charles Matson. Constantine and the Christian Empire. New York: Routledge, 2004. Hardcover ISBN 0-415-17485-6 Paperback ISBN 0-415-38655-1
  • Potter, David S. The Roman Empire at Bay: AD 180–395. New York: Routledge, 2005. Hardcover ISBN 0-415-10057-7 Paperback ISBN 0-415-10058-5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Costanzo Cloro,
Galerio
305 - 307 (con Galerio) Licinio,
Galerio