Fistularia commersonii

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Fistularia commersonii
Fistularia commersonii Karpathos 2.JPG

Fistularia commersonii Crete.JPG
Fistularia commersonii

Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Syngnathiformes
Famiglia Fistulariidae
Genere Fistularia
Linnaeus, 1758
Specie F. commersonii
Nomenclatura binomiale
Fistularia commersonii
Rüppell, 1838
Particolare della testa

Fistularia commersonii Rüppell, 1838, nota in italiano come pesce flauto è un pesce osseo marino della famiglia Fistulariidae.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

È diffusa nella fascia tropicale dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico compreso il mar Rosso da cui è penetrato nel mar Mediterraneo attraverso il canale di Suez (migrazione lessepsiana). Nel Mediterraneo è comune e così anche lungo le coste tirreniche italiane e attorno a Sicilia e Sardegna.

Vive in acque costiere nei pressi delle scogliere, più di rado su fondi mobili o su praterie di Posidonia oceanica.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Ha un aspetto caratteristico tipico dei membri della famiglia Fistulariidae, molto sottile, depresso e con mandibole molto allungate unite a forma di tubo e un lungo e sottile filamento che sporge dal centro della pinna caudale. Le pinne dorsale e anale sono poste molto indietro, opposte e simmetriche, piuttosto piccole. Le scaglie sono assenti.

Il colore è olivaceo o verdastro su dorso e fianchi. Può presentare marmorizzature scure sul dorso, soprattutto di notte. Spesso (più di frequente negli individui extramediterranei) il corpo è cosparso di punti o linee azzurro vivo.

Misura fino a 160 cm, la misura media è attorno al metro.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Spesso è gregario e si incontra in banchi ma può anche essere solitario.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Si ciba di piccoli pesci, crostacei e molluschi cefalopodi che caccia all'agguato.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Viene catturato occasionalmente e ha scarsissimo interesse per l'uomo. È comunque commestibile.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Louisy P., Trainito E. (a cura di) Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo. Milano, Il Castello, 2006. ISBN 88-8039-472-X

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