Firmino (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Firmino
Titolo originale Firmin. Adventures of A Metropolitan Lowlife
Autore Sam Savage
1ª ed. originale 2006
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Protagonisti Firmino
Altri personaggi Norman Shine, Jerry Magoon

Firmino è il romanzo d'esordio dello scrittore statunitense Sam Savage, nato a Camden (Carolina del Sud), nel 1940, pubblicato in Italia presso la casa editrice Einaudi nel 2008. Il titolo originale dell'opera è Firmin. Adventures of A Metropolitan Lowlife e viene pubblicato per la prima volta nel 2006 dalla Coffee House Press.

[modifica] Trama

"Tutta la vita ho battagliato con la scrittura, e non c' è niente che abbia affrontato con più coraggio- sì, questa è l' espressione esatta, coraggio."

La storia è ambientata a Boston, nei primi anni del 1960 ed è raccontanta dallo stesso protagonista attraverso una analessi. Firmino, un ratto di esile costituzione nato nel seminterrato della libreria Pembroke Books da una pantegana ubriaca, si trova costretto, per sfuggire alla fame e alle prepotenze degli altri fratelli, a mangiare libri e, in seguito, inizia a leggerli. In breve tempo Firmino inizia a esplorare la libreria e la sua conoscenza della letteratura si accompagna sempre più assiduamente dagli svaghi dati dalla proiezione di film d'epoca. Sorgono così, dalle immagini monocromatiche e sorridenti o lascive delle spogliarelliste, i sogni proiettati verso un mondo diverso dalla libreria, il sentimento sconosciuto e profondo che lo legherà per sempre all'umanità.Avvertendo la presenza del proprietario della libreria, Norman Shine, come un ulteriore stimolo allo studio degli uomini, Firmino non esita a descriverne con puntuale accuratezza gli sguardi, il modo di agire, le abitudini. L'attenzione di Firmino per quell'uomo nasce dal suo bisogno d'amore e d'essere riconosciuto: l'eccezionale sensibilità e la comunione con le emozioni proprie del genere umano gli hanno infatti precluso tutti gli aspetti della vita condivisa con i suoi ottusi e superficiali simili. Firmino ha bisogno di mostrare al mondo e a sè stesso che "esiste" come un essere del tutto particolare ed unico: la sua curiosità nei confronti di Norman Shine scaturisce dal suo percepirsi "uomo", non topo e la curiosità diviene proiezione del suo atavico desiderio di accoglienza: immagina di scorgere sul capo di Norman, tra i ciuffi scomposti dei suoi capelli grigi, la conformazione "adatta" alla cura verso il prossimo. La sua ingenuità fa tenerezza, il suo frustrato bisogno di comunicare suscita compassione nel lettore ma non nel proprietario della libreria che, scorgendo soltanto un topo, attua la modalità di comportamento più ovvia:cerca di avvelenarlo. Rendendosi conto del "tradimento" dell'oggetto del suo amore e sopravvissuto per pura casualità ai bocconi avvelenati, il piccolo derelitto decide di tentare una sortita al parco per incontrare degli esseri umani e qui, dopo essere stato bastonato da alcuni passanti, viene raccolto da Jerry Magoon, uno scrittore stravagante di poco successo, che accudisce e "civilizza" il ratto. Il rapporto con lo scrittore rivela ancora una volta il profondo sentimento di solitudine che ha caratterizzato l'intera vita di Firmino: nell'immaginario di Jeery infatti, il suo ospite è semplicemente un animaletto sperduto e dalle abitudini bizzarre (basti citare il suo stupore quando lo scorge intento a "fingere" di leggere un libro), non un amico o un compagno. Dopo la morte di Jerry il quartiere dove Firmino ha vissuto viene lentamente distrutto per permettere l'attuazione del nuovo piano edilizio e Firmino si trova sempre più solo a fantasticare nella sua malinconia. Solo, disilluso si ritrova impigliato in una vecchiaia più suggerita dal contesto agonizzante che da un vero trascorso cronologico: avverte prepotente la stanchezza del vivere, il desiderio struggente di abbandono nelle braccia di quegli idoli di celluloide che tanto avevano popolato la sua giovinezza.

Breve Analisi

Firmino ("uomo pelo") è la sintesi dell'avido artista e lettore o, più semplicemente, di tutti coloro che sognano un mondo diverso ma non hanno la possibilità (un topo è insignificante)di attuarlo, è il simbolo della solitudine e dell'assenza di comunicabilità, è la personificazione di coloro che, in un modo o nell'altro, si ritrovano ad essere ai margini della società e che, per sfuggire all'anonimato schiacciante del logorio frenetico della società moderna, si rifugiano nella lettura accanita e nell'universo frivolo e rassicurante del cinema antico, privo di violenza e saturo di belle intenzioni spesso soltanto illusorie. Tuttavia Firmino è anche colui che, pur essendo nato nell'indifferenza e nel degrado di una famiglia arrogante e meschina, riesce a trarre le "gocce di latte" (di vita)anche nello squallore, a farsi strada senza l'uso della forza ma soltando attendendo.

[modifica] Edizioni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti