Finnismo

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Il finnismo o neopaganesimo finnico (in finlandese suomalainen uuspakanuus), è una religione che si fonda fortemente sull'antica religione pagana autoctona dei finlandesi, praticata prima della cristianizzazione del nord Europa.

La religione venne ripristinata ad inizio Novecento dal gruppo chiamato Ukko usk (o Ukon usko, lett. "fede in Ukko"), il cui nome deriva da Ukko o (letteralmente "anziano signore"), il nome del Dio supremo pagano finnico identificato con il principio cosmico emanatore dell'universo, nonché energia primordiale che si manifesta attraverso tutte le forme del divino, siano esse divinità o spiriti. Sebbene si siano verificate delle commistioni con l'odinismo, parecchi neopagani finnici prendono le distanze da questo, considerandolo una religione straniera, e proprio per questo il neopaganesimo finnico sta tendendo verso uno sviluppo autonomo.

Anche in Estonia esistono tracce di un neopaganesimo, ricollegabile anch'esso alle radici della mitologia ugro-finnica: alcuni studenti dell'Università di Tartu hanno fondato un gruppo neopagano che si richiama all'antica religione locale. Il gruppo celebra periodicamente rituali e pubblica il giornale Hiis (letteralmente "bosco sacro").

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paganesimo finnico era l'antica religione diffusa nelle attuali aree corrispondenti alla Finlandia e alla Carelia, prima della cristianizzazione. Questa religione mostrava una discreta dose di similarità alle forme spirituali diffuse nei territori confinanti, in particolare al paganesimo nordico, sebbene si distinguesse nettamente da quest'ultimo sotto innumerevoli aspetti, inserendosi piuttosto nel filone del paganesimo slavo. Si pensa che la religione finnica fu il prodotto del sincretismo tra le spiritualità preistoriche della zona e l'introduzione successiva dei sistemi religiosi indoeuropei.

Nel periodo della cristianizzazione il paganesimo finnico sopravvisse ancora a lungo, spesso in pacifica convivenza con i culti cristiani: la popolazione venerava sia il concetto trinitario del Cristianesimo, sia gli spiriti della natura che aveva da sempre onorato.

Con il passare del tempo, tuttavia, il paganesimo si trovò a soccombere sotto il peso della sempre più veemente imposizione della religione cristiana. I primi tentativi di riportare in vita l'antica religione finlandese si verificarono all'inizio del XX secolo, quando emerse un nuovo gruppo cultista, nominato Ukon usko o Ukko usk (letteralmente "fede di Ukko"). Si trattava di un tentativo di ricostruzione più basato su fini politici che religiosi: il finnismo nazionalista (così potrebbe essere denominata questa prima forma), infatti, enfatizzava fortemente la componente identitaria della nazione, oltre a non essere una riproduzione fedele dell'antica religione, per il fatto che tendeva a mescolare a quest'ultima anche elementi del vecchio paganesimo nordico, e del moderno odinismo. Per questi motivi la fede non mise radici e fu ben presto abbandonata dalla maggior parte dei simpatizzanti.

Di recente sono state fondate nuove organizzazioni e gruppi che tralasciano la componente nazionalistica e tendono a enfatizzare quella religiosa. Nonostante le evidenti differenze tra l'Ukon usko originale e la forma recente, molti fedeli utilizzano tranquillamente lo stesso nome per indicare la propria religione.

Nonostante l'antica spiritualità finlandese fosse stata spazzata via in breve tempo dall'imposizione del Cristianesimo, molte tradizioni non morirono e continuarono a essere seguite con entusiasmo dalla popolazione, essendosi tramutate con il tempo in usanze secolari.

Un esempio lo si trova nella festività di mezzestate, che è celebrata tutt'oggi anche dai non pagani senza traviarne il significato originale, sebbene, per agevolare la cristianizzazione, vi fosse stato sovrascritto il giorno dedicato a Giovanni Battista. Un problema concreto nella ricostruzione di un paganesimo finnico moderno sta nel fatto che la tradizione antica sia stata tramandata solo oralmente, oppure tramite scritti risalenti ai primi tempi cristiani, e quindi difficilmente inquadrabili come punti di vista neutrali.

Parecchi neopagani sono comunque soliti pregare e meditare nelle foreste, dove talvolta possono essere trovate vecchie immagini di divinità dipinte sulla roccia o incise nel legno. Molti celebrano i solstizi e gli equinoizi, offrendo voti alle divinità, pregando, danzando o eseguendo una qualsiasi sorta di rituale. Molti neopagani finnici considerano l'odinismo come strettamente legato alla propria fede; altri, al contrario, tendono a prenderne le distanze, considerandola una religione estera e poco simile alla vecchia spiritualità finlandese.

Teologia[modifica | modifica sorgente]

Dio e le divinità[modifica | modifica sorgente]

Il neopaganesimo finnico concepisce nella propria impostazione teologica una serie di divinità, siano queste spiriti della natura, dèi tutelari oppure elementali. Tutte le divinità sono però considerate le manifestazioni di un'unità divina, identificata solitamente con la figura del dio Ukko.

Dio è l'essenza divina che permea l'universo, che è immanente e agisce attivamente e perennemente manifestandosi nella natura; le varie divinità sono i differenti aspetti, le differenti sfaccettature, che la divinità assume per potersi rendere comprensibile all'uomo. Quest'ultimo può approcciarsi alle divinità, alla molteplicità divina, e, attraverso l'onorazione e il rapporto diretto con questa, può ascendere verso la comprensione del mistero cosmico riguardante l'unità universale.

Un altro termine con cui i finlandesi hanno sempre indicato il dio supremo è jumala, significante unicamente e semplicemente dio, divinità. I finnisti credono dunque in un dio cosmico immanente, che si manifesta attraverso la molteplicità. La teologia è dunque classificabile come monistica, panteistica ed enoteistica. La molteplicità attraverso cui si manifesta la divinità è composta da una grande numero di enti divini, spiriti della natura in particolare. Si tratta di concettualizzazioni delle forze della creazione emanate da dio e agenti attivamente nel mondo.

Una possibile metafora è la definizione di queste entità come le tante braccia di dio, oppure i tanti sentieri che permettono di raggiungere la cima della montagna.

Nel primo caso il paragone spiega la natura delle divinità, ovvero il fatto che questi spiriti siano le manifestazioni attraverso cui la divinità può agire nell'universo, dando ordine al caos primordiale originando il ciclo dell'esistenza, caratterizzato dalle leggi chimiche e fisiche su cui si basa la vita. Gli spiriti sono in fin dei conti parte della natura stessa, che si piega alle leggi cosmiche, le segue e si dà ordine in modo da mantenere il proprio equilibrio.

La seconda metafora paragona gli dèi a tanti sentieri; questi permettono tutti, indistintamente, di raggiungere la vetta della montagna, un'allegoria della divinità universale. L'uomo dunque si può approcciare a qualsivoglia di queste divinità, aspetti dell'uno, poiché tutte sono valide; tutte sono manifestazioni dell'unica realtà, della sostanza spirituale che lega ogni cosa che esiste. Ogni divinità superiore (perché distinta dal concetto di spirito, spiegato nel prossimo paragrafo) è considerata agente in una determinata sfera di influenza, un campo in cui la forza della creazione si tende a manifestare.

Questi dèi vengono solitamente identificati con l'appellativo di signori, un titolo onorifico che tende ancora una volta a distinguerli dagli spiriti più sottili. Tra la schiera di forze divine neopagane finniche sono annoverabili tutte le figure tradizionali autoctone della cultura finlandese, quali Ahti, il dio delle acque, Tapio, lo spirito degli alberi, Inmar, le Emuu, ovvero le dee madri protettrici degli animali, Akka, l'anziana signora (spesso identificata come principio generato da Ukko ma a quest'ultimo opposto, come nel caso di Perun e Veles), Ilmatar, dea dell'aria, Kave, il dio del ciclo lunare, Lempo, dio della fertilità (trasformato in demone nella teologia cristiana), Mielikki, dea delle foreste, e molti altri.

Animismo e spiriti[modifica | modifica sorgente]

Il finnsmo insegna anche che ogni luogo dell'universo è in realtà caratterizzato e protetto anche da spiriti cosiddetti tutelari (haltijat in finlandese), patroni di famiglie, edifici, aree agricole, montagne, mari, stelle, pianeti, costellazioni e galassie; insomma entità che proteggono e pullulano in tutto il cosmo.

I tutelari si dividono in gruppi chiamati väki, i quali corrispondono alla sfera di influenza naturale in cui sono considerati agire, in genere distinti in base ai cinque elementi. Questi spiriti vengono venerati nei boschi sacri, oppure nei pressi di pietre, alberi o corsi d'acqua: essi sono infatti le forze spirituali della natura fisica, piuttosto che essere entità metafisiche; la loro funzione è legata in particolare alla fertilità. Il culto di queste entità viene praticato mediante offerte di cibo o di carta presso elementi considerati mistici, come un albero o una pietra.

I finnisti credono anche nell'esistenza di spiriti tutelari personali, una sorta di angeli custodi di ogni persona; questi patroni personali vengono chiamati luonto, che letteralmente significa "natura". Questi spiriti possono essere quindi anche concepiti come vere e proprie essenze vitali che caratterizzano una persona, dunque vere e proprie anime, o meglio, stando alla concezione finnista dell'anima, una parte di quest'ultima. Tutti gli elementi dell'universo sono considerati pervasi dai propri väki; gli spiriti sono dappertutto e compongono ogni cosa. Stando a questa visione il neopaganesimo finnico appare in tutte le sue tinte animistiche e panteistiche.

I tutelari, uniti nei propri vaki, nei propri campi cosmici, mantengono in equilibrio le leggi su cui si fonda l'universo. Distruggere la natura equivale a privare i väki delle proprie sfere di influenza e quindi della possibilità di compensare l'equilibrio di cui tutto ciò che esiste necessita perennemente; da questa situazione scaturiscono i problemi, le preoccupazioni, i danni che rischiano di far piombare la Terra progressivamente nel caos, sviandola da quello che è il suo rapporto primordiale con le leggi universali stabilite dall'agire perpetuo della creazione divina.

Escatologia[modifica | modifica sorgente]

Gli antichi finnici credevano che dopo la morte l'anima del defunto si recasse in un paradiso, chiamato Tuonela, in cui si trovavano in una sorta di riposo eterno. La visione diffusa oggi, come in tutte le forme di neopaganesimo, è quella della reincarnazione. L'essenza divina dell'uomo, fatta della stessa natura della divinità, dopo la morte si ricongiunge a quest'ultima e da qui si incarna per iniziare una nuova vita, sotto forma di qualsiasi cosa, non necessariamente ancora un essere umano.

I neopagani finnici credono che l'anima non sia una singolarità, ma al contrario sia composta da due diverse parti spirituali pressoché autonome, quella spirituale e quella biologica.

La personalità di un individuo è considerata la parte dell'anima più vicina al concetto cristiano, ovvero un'entità a se stante che in un certo senso dimora nel corpo.

Il cosiddetto respiro (in finlandese henki, traducibile anche come "spirito" o "vita"), è identificabile invece con la forza vitale, ovvero l'insieme dei processi che permettono al corpo di mantenersi in vita. L'anima, dunque, non è come nel Cristianesimo una entità distaccata dal corpo, ma fa parte del corpo stesso, è una sua caratteristica, ovvero la scintilla divina che permea l'uomo, poiché egli stesso la materia di cui è costituito, manifestazione dell'energia divina che permea l'universo.

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