Fine dicitore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Finedicitore)

Il fine dicitore (spesso anche finedicitore) era colui che nel teatro del primo Novecento italiano leggeva testi di canzoni o di altra provenienza come versi o prosa[1] intonando la voce a seconda della musicalità della parola e non a quella della melodia.

L'utilizzo di tale termine era dovuto a una presa in giro dei prosatori e poeti dei secoli passati: difatti, coloro che recitavano versi nel teatro popolare di inizio Novecento erano spesso oggetto di sberleffi e prese in giro da parte del pubblico. Non per niente, la lingua italiana riporta il termine anche nella sua accezione ironica, con il quale si delinea la figura di un dicitore che esagera o esaspera la declamazione[2].

Il fine dicitore si esibiva nel corso di spettacoli di corte o, più avanti nei secoli, in rappresentazioni di varietà o di circoli privati, spesso accompagnato da uno o più strumentisti che eseguivano una melodia prestabilita. Come professione rimase relegata ai generi teatrali minori, visto che la declamazione eseguita aveva spesso un risultato comico o comunque legato molto più alla rappresentazione del testo in scena piuttosto che ad una effettiva interpretazione musicale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dicitore nel Dizionario Sabatini Coletti
  2. ^ Dicitore nel Dizionario Hoepli

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

teatro Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro