Filtro a densità neutra graduato

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Un filtro a densità neutra graduato a lastra e con transizione forte.
Effetti di un filtro GND a lastra e con transizione debole.
Evidenziazione in rosso delle zone sovraesposte con e senza filtro GND.
Evidenziazione della differenza tra uso del filtro GND ed effetto ricreato digitalmente. Le zone sovraesposte restano tali.

Un filtro a densità neutra graduato o filtro digradante o filtro GND (dall'inglese Graduated Neutral Density), in fotografia, e più in generale, in ottica è un filtro che riduce uniformemente l'intensità della luce in tutte le sue lunghezze d'onda e lo fa in maniera costante in senso orizzontale e digradante in senso verticale.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

In fotografia, un filtro digradante è utilizzato per attenuare l'alta dinamica di luce che si verifica tra il cielo e la terra durante il giorno. Questo accorgimento è dovuto al fatto che i sensori fotografici hanno una sensibilità inferiore a quella dell'occhio umano e pertanto non riescono a registrare correttamente l'immagine reale senza sovraesporre il cielo o sottoesporre la terra.

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

Esistono due tipologie di filtri a densità neutra graduati:

  • Filtri a vite: sono rotondi e sono incastonati all'interno di una ghiera filettata per poterli avvitare sopra all'obiettivo.
    • Vantaggi: sono più piccoli da trasportare e sono più resistenti in quanto sono incastonati nell'anima metallica e offrono più resistenza alla torsione e alla flessione.
    • Svantaggi: sono legati alla dimensione della ghiera metallica filettata e vengono infatti venduti per diametro. Un filtro di un certo diametro deve essere montato su un obiettivo con lente frontale con lo stesso diametro a meno di non utilizzare particolari anelli adattatori, non possono essere mossi per variare l'effetto di transizione tra la zona oscurata e quella non oscurata.
  • Filtri a lastra: sono rettangolari o quadrati e sono da tenere davanti all'obiettivo manualmente o con dei sistemi appositamente studiati e chiamati appunti porta-filtri.
    • Vantaggi: possono essere adattati ad ogni obiettivo in quanto hanno una dimensione maggiore del diametro degli obiettivi più grandi, non devono essere avvitati e possono quindi essere utilizzati in maniera più veloce, possono essere mossi in senso verticale per variare l'intensità dell'effetto.
    • Svantaggi: sono mediamente più costosi dei filtri a vite in quanto le loro dimensioni sono sensibilmente maggiori con conseguenti costi di produzione più alti.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

I filtri a densità neutra graduati vengono classificati in base al valore massimo di intensità che raggiungono e in base alla velocità con cui la parte filtrata sfuma verso la trasparenza completa. Generalmente vengono classificati come:

  • Hard: la parte scura del filtro è presente in maniera evidente sulla parte alta del filtro, la degradazione è quasi assente e si passa velocemente dalla sezione scura a quella trasparente.
  • Medium: la parte scura del filtro è presente in maniera evidente sulla parte alta del filtro, la degradazione verso la parte trasparente fa sì che sia presente un leggero gradiente filtrante anche nella parte centrale.
  • Soft: la parte scura del filtro è presente sulla parte alta del filtro ma digrada morbidamente verso la parte inferiore trasparente.

Effetti[modifica | modifica sorgente]

Generalmente i filtri a densità neutra graduati vengono utilizzati per scurire i cieli troppo luminosi e non farli quindi sovraesporre dai sensori delle macchine fotografiche che non possiedono la stessa dinamica dell'occhio umano. È possibile simulare il comportamento di questi filtri in maniera digitale ma l'effetto ottenuto non è identico. Quando il sensore sovraespone l'immagine va infatti a saturare il numero di informazioni sull'intensità luminosa di quella zona di immagine e pertanto nessun programma digitale può andare a recuperare la vera tonalità della sezione sovraesposta per poterla poi modificare al pari delle altre di cui si conosce l'effettivo valore di intensità.

Problematiche[modifica | modifica sorgente]

Se il filtro GND utilizzato non è di qualità può accadere che nella fotografia finale, nella zona alta dove è stato operato il filtraggio, possano essere introdotte delle dominanti di colore estranee alla scena reale. Generalmente queste dominanti sono di colore verde acqua o magenta e sono di difficile correzione in quanto tentando di eliminarle si desaturano le componenti della scena con colori composti da dominante.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]