Alfred Hitchcock

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Alfred Joseph Hitchcock
Statuetta dell'Oscar Oscar alla memoria Irving G. Thalberg 1968

Sir Alfred Joseph Hitchcock (Londra, 13 agosto 1899Bel Air, 29 aprile 1980) è stato un regista e produttore cinematografico britannico naturalizzato statunitense [1].

È considerato una delle personalità più importanti della storia del cinema statunitense.

Ha girato complessivamente cinquantatré film, abbracciando un periodo di attività che va dall'epoca del cinema muto agli anni settanta.

Lo spartiacque nella carriera di Hitchcock è rappresentato dal suo trasferimento da Londra a Hollywood, avvenuto nel 1940. In base a questa data, gli studiosi suddividono la sua produzione in due grandi periodi:

  • il periodo inglese, che va dal 1925 al 1940, durante il quale ha diretto ventitré film, di cui nove muti;
  • il periodo americano, che va dal 1940 al 1976, durante il quale ha diretto trenta film, fra i quali si annoverano i più conosciuti.

L'ultimo film è Complotto di famiglia diretto nel 1976.[2]

Il regista è conosciuto anche, grazie ai suoi capolavori thriller, come "maestro del brivido".

Nel 2012 è uscito nelle sale cinematografiche Hitchcock, film biografico incentrato sul rapporto tra il regista e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psyco.[3]

Cameo di Hitchcock nel film Il prigioniero di Amsterdam
Cameo di Hitchcock nel film Prigionieri dell'oceano
Trailer Il ladro: Hitchcock presenta il film nei titoli di testa.
Cameo di Hitchcock in Notorious.
Trailer di Psyco: Hitchcock indica la casa gotica di Norman Bates.
Trailer Gli uccelli: Hitchcock trincia un pollo.
Stella di Alfred Hitchcock sulla Hollywood Walk of Fame, Los Angeles (California).
Londra: Monumento a Hitchcock nella zona Gainsborough Studios.

Indice

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Alfred Hitchcock nasce il 13 agosto 1899 a Leytonstone, un quartiere dell'East End di Londra, a otto chilometri dal centro. I genitori William (1862–1914) e Emma Jane Whelan (1863–1942), erano titolari e proprietari di un negozio di frutta e verdura. Il padre commerciava come grossista di derrate alimentari; successivamente acquistò anche una pescheria. Dirimpetto al negozio si trovava l'abitazione della famiglia. Alfred è il più giovane di tre fratelli. Il padre, cattolico osservante, provvede ad impartirgli una educazione cattolica. Spesso Alfred accompagnava il padre sul carretto con i cavalli nel giro di consegna delle merci ai clienti e ai negozi della zona. Da regista Hitchcock ha spesso inserito nei suoi film questi ricordi e gli ambienti della Londra della sua infanzia; in particolare in Il pensionante e in Frenzy. Il padre era molto severo. Hitchcock ha raccontato molte volte l'episodio più traumatico della sua infanzia. Il motivo dell'innocente arrestato e imprigionato ingiustamente ricorre molto frequentemente nei suoi film e appare il tentativo di esorcizzare quel trauma infantile.[4] Il 12 dicembre del 1914 muore il padre all'età di 52 anni.

« A 15 anni mi hanno fatto scendere dal treno e mi sono ritrovato in mezzo alla strada; ero solo e praticamente senza un centesimo. »
(Alfred Hitchcock in Cedric Belfrage, Alfred the Great, World's Youngest Filmmaker, "Picture-goer", marzo 1926, p. 60.)

Interessi[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia gli trasmette un grande amore per il teatro. Si recavano tutti insieme alla domenica nei teatri della zona e Alfred ben presto conosce attraverso commedie e drammi, tante storie con cui nutrire la sua fantasia; apprezza le interpretazioni di attori e attrici famose, guarda ammirato le spettacolari scenografie.[5]

Durante il tempo libero spesso se ne sta solitario e disdegna i giochi, preferisce osservare. Ha una passione spiccata per la geografia: colleziona carte topografiche, studia gli orari ferroviari. A otto anni ha già percorso tutte le linee tramviarie londinesi e raggiunto in battello a vapore la foce del Tamigi. Consulta con regolarità il bollettino dei naviganti e su una mappa segna le rotte della flotta mercantile inglese.[6]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 1910 è iscritto presso il Saint Ignatius College, retto dai Gesuiti. Ne sperimenta la rigida disciplina. Nel luglio del 1913, a 14 anni, lascia l'Istituto. Per tutto il 1914 frequenta dei corsi serali presso la Scuola di Ingegneria e Navigazione presso l'Università di Londra ma non rimane documentazione in nessun dipartimento universitario della città, perché non era abitudine conservare la documentazione dei frequentanti non iscritti a un corso di laurea. [7]

Primo impiego[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 1915 trova un posto alla Henley Telegraph & Cable Company, una fabbrica di cablature elettriche, fili telegrafici e materiale bellico. Per 15 scellini alla settimana deve calcolare la misura e il voltaggio dei cavi elettrici che la ditta installa. Nel 1917 è sottoposto alla visita medica per il servizio militare, ma viene riformato. Si arruola comunque in un corpo volontario del genio. [8]

Legge molto: Gilbert Keith Chesterton, John Buchan, Edgar Allan Poe, Gustave Flaubert; scrive racconti per la rivista aziendale. Alla Henley, grazie alla sua abilità nel disegno, viene trasferito all'ufficio pubblicità. [9]

Continua a frequentare il teatro e si appassiona per il cinema. A Londra all'epoca c'erano 400 cinematografi e l'ingresso al cinema costava meno della poltrona a teatro.[10]

Il cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1920 entra nel mondo del cinema: viene assunto nella sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios, una società cinematografica anglo-americana (la futura Paramount Pictures). Il suo lavoro consiste nel disegnare i titoli e le didascalie dei film muti prodotti dallo Studio, un lavoro che esegue spesso di notte perché non ha lasciato il vecchio impiego alla Henley.

Dal 1923 al 1925 Alfred lavora per la Gainsborough Pictures, occupandosi di diverse mansioni secondarie, come il più classico dei tuttofare: sceneggiatore,[11] scenografo, assistente alla regia, addirittura montatore in cinque film. Affianca come aiuto il regista Graham Cutts nella lavorazione del film Woman to Woman prodotto da Michael Balcon. L'ultima esperienza maturata come aiuto scenografo-sceneggiatore per il film The Blackguard di Graham Cutts, coproduzione fra la Gainsbourough e l'UFA di Berlino, lo porta nella capitale tedesca dove lavora a fianco di Murnau che stava girando L'ultima risata e di Fritz Lang che aveva appena finito di girare I nibelunghi. Si fa risalire a questo soggiorno berlinese la componente espressionistica di tanto cinema Hitchcockiano.

L'incontro con Alma Reville[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock e sua moglie Alma

Tra le montatrici-editrici approdate alla Balcon Saville Freedam conosce Alma Reville, sua coetanea, già con una brillante carriera che la porta a lavorare con il grande David Wark Griffith nella lavorazione di Hearts of the World, Cuori del mondo.

Hitchcock in qualità di aiuto regista di Woman to Woman le propone di montare le inquadrature. Da quella collaborazione nasce un lungo fidanzamento e un matrimonio, celebrato nel 1926 e durato fino alla morte. Il loro rapporto rappresenta un sodalizio sentimentale e professionale: la moglie collaborerà come sceneggiatrice a molti dei suoi film e il regista terrà sempre molto al suo giudizio e ai suoi suggerimenti. Alma e Alfred avranno un'unica figlia, Patricia, Pat, (1928), che collaborerà come attrice in alcuni lavori del padre.

Periodo inglese[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film da regista[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 Michael Balcon gli affida la regia di un film anglotedesco: Il labirinto delle passioni (The Pleasure Garden).

È il suo primo film. Fa percorrere ad Alfred e Alma migliaia di chilometri perché fu girato tra Monaco, lago di Como, Riviera Ligure, Parigi e Cherbourg. Con le difficoltà economiche, gli imprevisti, gli intoppi e i capricci delle dive americane, rappresentò una specie di battesimo di fuoco per il giovane regista esordiente.

I film muti[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock girerà dal 1925 al 1929 nove film muti.

Gira nel 1926 il suo secondo film, L'aquila della montagna (The Mountain Eagle), andato perduto.

Il primo vero film di successo è Il pensionante (The Lodger), "il suo primo film di suspense" (Rohmer-Chabrol).

Grazie al successo ottenuto, Hitchcock è contattato da John Maxwell, direttore della casa di produzione British International Picture (BIP), che gli offre un contratto molto vantaggioso, di 13.000 sterline l'anno. Hitchcock firma, ma gira ancora due film dovuti alla Gainsborough Picture, Il declino, Virtù facile. [12] Dirige poi con la nuova casa di produzione Vinci per me!, La moglie del fattore, Tabarin di lusso, L'isola del peccato.

I primi film sonori[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929, Hitchcock dirige Ricatto, il suo primo film sonoro e il primo film sonoro in Europa.

« Blackmail è un film fondamentale nella storia personale di Hitchcock, e in quella del cinema: alle grandi novità tecniche e linguistiche, alle suggestioni spettacolari si unirono i riconoscimenti della critica e l'enorme successo del pubblico. Con Blackmail Hitchcock diventava una stella di prima grandezza. »
(Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, p. 27.)

Fino al 1933 alterna film a suspense a storie di vario genere, spesso riduzioni di romanzi o trascrizioni cinematografiche di commedie celebri: Giunone e il pavone, Omicidio!, Fiamma d'amore, Ricco e strano, Numero diciassette, Vienna di Strauss.

Le spy story[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1934 Hitchcock firma un contratto per cinque film con la casa di produzione Gaumont British Picture Corporation, di cui era responsabile Michael Balcon, con il quale aveva già collaborato nei primi film.

L'isola del peccato e Ricco e strano nei quali aveva messo con sincerità e audacia molto di sé, non furono compresi dalla critica britannica dell'epoca. Furono fiaschi commerciali e ciò gli impedì di proseguire su una strada che pure sapeva fruttuosa, smorzò lo slancio e indusse il regista a rinunciare.

Hitchcock vuol trovare una ricetta, non c'è dubbio, che lasci però una parte consistente al talento artistico, al suo stile, e L'uomo che sapeva troppo, girato nel 1934, fu un perfetto successo strategico: la critica e il pubblico, trovando adesso un Hitchcock simile a quello che immaginavano, applaudirono il film senza riserve.

L'anno successivo, riprendendo lo stesso principio "... lo innalzò a un punto di massima perfezione" (Rohmer-Chabrol) con Il club dei 39.

Seguiranno Amore e mistero, Sabotaggio, Giovane e innocente e La signora scompare, quello che Raymond Durgnat ha definito The classic thriller sextet (un ciclo di sei classici trhiller).[13]

La fama internazionale che gli deriva da queste opere attira l'attenzione dei produttori americani che iniziano a fargli proposte di contratti; contemporaneamente la Gaumont-British si scioglie, disperdendo il gruppo di collaboratori esperti e fidati con cui Hitchcock era abituato a lavorare: Michael Balcon va alla Metro, Charles Bennett alla Universal, Ivor Montagu lascia il cinema. Il contratto di Hitchcock è subito rilevato dalla Gainsborough. Iniziano i contatti con David O. Selznick.

Con la figlia Pat e la moglie Alma nell'agosto del 1937 fa un viaggio negli Stati Uniti d'America.

L'ultimo film girato in Inghilterra, prima della partenza per l'America è La taverna della Giamaica con il quale onora gli impegni presi con Erich Pommer e Charles Laughton.

Si conclude il cosiddetto periodo inglese durante il quale Hitchcock ha girato ventitré film.

Nell'estate del 1939, a quarant'anni di età, con la famiglia si trasferisce a Los Angeles.[14]

Periodo americano[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni quaranta[modifica | modifica wikitesto]

« In America porta a perfezione il suo stile: passa, come dice lui stesso, dalla "sensazione del cinema" alla "formazione delle idee". »
(Fernaldo Di Gianmatteo)

A Hollywood lavora per David O. Selznick, il produttore di Via col vento; il contratto, che prevedeva l'impegno per cinque film, era stato firmato il 14 luglio 1938.[15]

Inizialmente Hitchcock doveva dirigere un film sulla tragedia del Titanic, ma preferisce un altro soggetto tratto dal bestseller di Daphne du Maurier, Rebecca - La prima moglie, che vince l'Oscar per la produzione di Selznick e per la fotografia di George Barnes ma non per la regia (Hitchcock non ottenne mai un Oscar come regista di un suo film). Seguono Il sospetto che ha ancora come protagonista femminile Joan Fontaine e che segna l'incontro di Hitchcock con Cary Grant, con cui girerà ben quattro film; poi Il signore e la signora Smith, una commedia con Carole Lombard. [16] Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale si alternano una serie di film di impegno antinazista e patriottico: Il prigioniero di Amsterdam, Sabotatori, Prigionieri dell'oceano, e i documentari Bon Voyage e Aventure malgache, ad opere che continuano a esplorare i temi cari al regista come L'ombra del dubbio, Io ti salverò e Notorious - L'amante perduta, con i quali si instaura la felice collaborazione con Ingrid Bergman.

Nel 1945, partendo da materiale filmico registrato da militari inglesi e dell'Armata Rossa entro il Campo di concentramento di Bergen-Belsen realizza un documentario sull'Olocausto intitolato "Memory of the camps", che tuttavia non venne diffuso in quanto le forze alleate ritennero che l'orrore suscitato dai suoi contenuti avrebbe ostacolato la riconciliazione postbellica. Il film rimase abbandonato per decenni nell'archivio dell'Imperial War Museum di Londra, parzialmente riscoperto e proiettato nel 1984 al Festival di Berlino; nel 2014 è in corso un restauro completo delle bobine e montaggio in accordo con lo script del regista per una sua proiezione nel 2015 nel settantesimo anniversario di fine guerra[17][18]

I film successivi hanno esiti critici alterni e, per la gran parte, insuccesso commerciale: Il caso Paradine, un dramma giudiziario, Nodo alla gola, fortemente sperimentale e con il quale inizia la collaborazione con James Stewart che sarà protagonista, come Cary Grant, di quattro film di Hitchcock; Il peccato di Lady Considine, melodramma incompreso e Paura in palcoscenico, un giallo girato in Inghilterra. [19]

Inizio degli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni cinquanta sono un decennio d'oro per Hollywood e anche per Hitchcock. Nel 1950 il regista passa alla Warner Bros., con cui gira L'altro uomo che si rivela un grande successo; incassa ancora una delusione con un film a cui teneva molto Io confesso ma si prende la rivincita con il successivo Il delitto perfetto che è anche il primo film con Grace Kelly. Nell'attrice trova un'interprete ideale del suo tipo di donna preferito e, sempre con lei, in forma smagliante, per la Paramount Pictures gira il celeberrimo La finestra sul cortile; infine realizza il divertente Caccia al ladro e una storia di humour nero La congiura degli innocenti. [20]

La televisione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 inizia a produrre e a girare alcuni episodi della famosa serie Alfred Hitchcock presenta. Dal 1955 al 1962 gira una ventina di telefilm.

« L'inserimento nel mondo televisivo fu un elemento determinante nella carriera di Hitchcock per due motivi diversi, ma strettamente connessi fra loro. Il primo è un motivo economico [...] la ricchezza che gli arrivò con la produzione televisiva gli consentì di diventare azionista della MCA riuscendo così a controllare la casa di produzione Universal. Il secondo è un motivo artistico: la sua nuova forza economica gli permise di realizzare tutti quei progetti, anche i più ambiziosi e stravaganti che prima di allora non era riuscito a definire. »
(Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, p. 35.)

Gli anni cinquanta-sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Non è dunque un caso che dal 1956 diriga una serie ininterrotta di capolavori: L'uomo che sapeva troppo (remake del film del 1934, diretto sempre dallo stesso Hitchcock), Il ladro, La donna che visse due volte, Intrigo internazionale, Psyco, Gli uccelli, Marnie. [21]

L'ultimo periodo[modifica | modifica wikitesto]

Ultimo set: Complotto di famiglia, 1976
Fotografato da Jack Mitchell

Dopo la metà degli anni sessanta segue un periodo difficile, l'ultimo nella carriera dell'artista.

Il sipario strappato (1966) e Topaz (1969) furono molto costosi e non ebbero il successo sperato. Il regista ripiegò sulla produzione di un film a basso costo Frenzy (1971). Le riprese a Londra gli consentirono di tornare a girare nella sua città natale, accolto con tutti gli onori. La soddisfazione per il successo del film fu oscurata dalla malattia della moglie Alma, colpita da un ictus. Anche il suo stato di salute subì un peggioramento a causa di problemi cardiaci e fu sottoposto ad un intervento chirurgico per l'applicazione di un "pacemaker". Il miglioramento delle condizioni di Alma riportò un po' di ottimismo.

Il 29 aprile 1974 la New-York Film Society organizzò il gala annuale in onore del regista, all'"Avery Fischer Hall" del Lincoln Center. Proiettarano brani dei suoi film e attori e attrici presenti, Grace Kelly, Joan Fontaine, Teresa Wright, Janet Leigh, pronunciarono brevi discorsi. Hitchcock, chiamato dagli applausi a concludere la serata, commentò con una battuta a doppio senso: "Come vedete sullo schermo le forbici sono il mezzo migliore!".[22]

Inizia la progettazione del suo ultimo film, il cinquantatreesimo, Complotto di famiglia, che sarà presentato nella primavera del 1976. [23]

Ha ancora progetti: sta pensando alla sceneggiatura di The Short Night (La notte breve) da un romanzo di Ronald Kirkbride, sulla storia di una spia. Ma per le riprese è necessario trasferirsi in Finlandia e le condizioni di salute non glielo consentono, anzi è necessario installare un altro pacemaker.

Partecipa alla festa organizzata in suo onore al Beverly Hilton, il 7 marzo 1979, dall'American Film Institute dal titolo "Life Achievement Award" (omaggio al lavoro di una vita) e pronuncia uno spiritoso discorso di fronte ai protagonisti di Hollywood al completo.[24]

A Capodanno del 1980 riceve dalla Regina Elisabetta II d'Inghilterra il titolo di baronetto.

Nel mese di aprile è ricoverato al Cedars Sinai Hospital. La mattina del 29 aprile 1980 muore, per problemi cardiaci e renali,[25] a Bel Air, Los Angeles all'età di 80 anni.[26][27]

La Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il 1957 è l'anno della svolta nella critica dell'opera di Hitchcock: viene infatti pubblicato il libro:

  • Eric Rohmer e Claude Chabrol, Hitchcock, Editions Universitaires, 1957, che sarà tradotto in italiano da Michele Canosa e pubblicato da Marsilio a Venezia nel 1986. Nel 1966, viene pubblicato un altro libro fondamentale per studiare l'opera di Hitchcock:
  • François Truffaut, Le cinéma selon Hitchcock, pubblicato nel 1966, a Parigi, dall'editore Laffont; in Italia, tradotto da Giuseppe Ferrari e Francesco Pititto, è pubblicato per la prima volta nel 1977 da Pratiche Editrice; una successiva nuova edizione ampliata esce nel 1985.

Si tratta dell'intervista concessa da Hitchcock a François Truffaut, nell'agosto 1962, durante la quale, in cinquanta ore di colloqui, Hitchcock risponde a cinquecento domande, ripercorrendo la sua intera carriera. Sono occorsi a Truffaut ben quattro anni per sbobinare il materiale registrato, ordinarlo e trascriverlo.

Le fonti principali di notizie per la biografia sono rappresentate dalla documentazione contenuta in due biografie:

  • John Russel Taylor, The life & times of Alfred Hitchcock, uscito a New York nel 1978, tradotto in italiano da Mario Bonini e pubblicato col titolo Hitch da Garzanti a Milano nel 1980;
  • Donald Spoto, The dark side of genius: the life of Alfred Hitchcock, uscito a New York nel 1983, tradotto in italiano da Carolina Sargian e pubblicato col titolo Il lato oscuro del genio. La vita di Alfred Hitchcock da Lindau a Torino nel 1999.

Per quel che riguarda gli studi di autori italiani sull'opera complessiva di Hitchcock, sono consultabili le seguenti monografie, elencate in ordine cronologico:

  • Gian Piero Brunetta, Il cinema di Hitchcock, Marsilio, Venezia 1994. (La prima edizione è del 1971, Hitchcock o L'universo della relatività, Edizioni Liviana).
  • Fabio Carlini, Alfred Hitchcock, La Nuova Italia, Firenze 1974.
  • NatalinoBruzzone-Valerio Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992.
  • Giorgio Gosetti, Alfred Hitchcock, Il Castoro, Perugia 1996.
  • Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, Mursia, Milano, 1998.

Il cinema come spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

L'occhio e la macchina da presa[modifica | modifica wikitesto]

Bill Krohn, commentando il primo film diretto dal regista, Il labirinto delle passioni, dichiara:

« Il gesto inaugurale dell'opera di Hitchcock è l'aggiunta di un occhio a un evento teatrale che lo trasforma in uno spettacolo osservato da un punto di vista particolare, assegnando allo spettatore del film il posto migliore. »
(Bill Krohn, Alfred Hitchcock, p. 8.)

Il cinema come occhio-schermo, sguardo che spia: "Le operazioni dello sguardo compongono la filosofia e la prassi del cinema di Hitchcock. Sono l'enunciazione/sviluppo dell'azione da rappresentare e da vedere." (Bruzzone-Caprara, p. 7) I suoi film abbondano di riferimenti al "vedere" e ai dispositivi che ne intensificano il potere, come lenti, cannocchiali, macchine fotografiche: dalle prime sequenze dei suoi primi film, Il labirinto delle passioni, Virtù facile, Tabarin di lusso, Giovane e innocente fino a La finestra sul cortile e Gli uccelli, in cui il tema dello sguardo è indagato in modo diretto.

Il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro nei film di Hitchcock è una presenza costante: concretamente come struttura architettonica, luogo reale, in cui si consumano i momenti di massima tensione per la soluzione dell'intrigo, basti pensare a Omicidio!, Il club dei 39, L'uomo che sapeva troppo, Paura in palcoscenico, Il sipario strappato, e simbolicamente, perché il teatro è lo spettacolo per eccellenza. Tutte le forme di teatro interessano ad Hitchcock: commedia, melodramma, music-hall, circo.

Le componenti dello spettacolo: finzione, scenario, intrigo[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock è un maestro della messa in scena: nulla nei suoi film è estemporaneo o gratuito All'epoca della loro uscita, molti film di Hitchcock furono criticati proprio per l'inverosimiglianza delle situazioni; ma un giudizio di questo tipo si basa su un errore di prospettiva. A Hitchcock infatti non interessa tanto riprodurre "realisticamente" eventi e personaggi, quanto suscitare emozioni tramite un racconto.[28]

L'umorismo[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock mescola volentieri commedia e suspense e le sue sceneggiature sono ricche di battute brillanti. La sua vena ironica si esercita su tutti i personaggi che sono descritti con l'occhio di un osservatore divertito e impietoso. Quello che gli piace e che condivide con John Buchan è qualcosa di profondamente britannico, che in Inghilterra chiamano understatement, "un modo di presentare avvenimenti molto drammatici con un tono leggero.[28]

Il mondo di Hitchcock[modifica | modifica wikitesto]

Caratteri della condizione umana[modifica | modifica wikitesto]

Un individuo ingiustamente accusato, braccato dalle forze dell'ordine disperatamente tenta di dimostrare la propria innocenza (Il pensionante, Io ti salverò, Il ladro, Io confesso, Intrigo internazionale, Frenzy): questa situazione rappresenta in modo esemplare la concezione che Hitchcock ha della condizione umana. L'esistenza dell'uomo per Hitchcock si caratterizza per:

  • fragilità dell'ordine, dell'armonia di un'esistenza: un precario equilibrio mantiene separata la nostra dimensione quotidiana, la presunta armonia della nostra esistenza, dalla sua messa in discussione.
  • ruolo determinante della casualità: il caso, un avvenimento imprevisto, sconvolge "l'ordine" della esistenza di un personaggio comune, simile a tanti altri, simile allo spettatore, e lo precipita in un incubo. Da lì deve uscire, per la sua salvezza o la sua perdizione, facendo ricorso solo sulle sue forze.
  • perversità dell'imprevisto. Il caso è implacabile e feroce.[29]
  • difficoltà di distinguere vero e falso, apparenza e realtà: i personaggi sono avvolti in un alone di segreto e di mistero, di dubbio e di sospetto. "Per il regista la realtà sembra essere una delle tante maschere dell'apparenza [...] La preoccupazione che accompagna l'autore in tutto il suo itinerario registico è quella della ricerca dell'Essere dei suoi personaggi, della loro autenticità al di là del loro agire convenzionale."[30]
  • conflitto fra bene e male, innocenza e colpa, normalità e follia.
« Non esiste normalità nel mondo hitchcockiano: il diaframma che separa normalità e follia o anormalità è sottilissimo e non è possibile separare manicheisticamente i buoni dai cattivi, gli innocenti dai colpevoli, in quanto gli uni sono le maschere e il doppio degli altri. »
(Gian Piero Brunetta, Dizionario universale dei registi, pp.166-167.)
« Scambio, capovolgimento e duplicazione: meccanismi che operano costantemente nella dinamica dell'intrigo hitchcockiano e vengono scelti e utilizzati proprio per il potere di sconvolgere qualsiasi realtà armonicamente composta. »
(Fabio Carlini, Hitchcock, p.46.)

I modi della rappresentazione[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock utilizza molti modi per comunicare l'ansia e l'angoscia insita nell'esistenza dell'uomo.

L'inquadratura[modifica | modifica wikitesto]

Espressività di oggetti e luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock punta molto sul rendere espressivi oggetti e luoghi

Simboli e metafore[modifica | modifica wikitesto]

Invenzione di "effetti visivi speciali"[modifica | modifica wikitesto]

Le invenzioni visive di Hitchcock sono numerose e sparse un po' in tutti i film. Alcuni esempi li descrive lui stesso nell'intervista concessa a Truffaut:

  • il cosiddetto Effetto Vertigo, chiamato così dall'omonimo film: è la combinazione di una carrellata in avanti e uno zoom all'indietro, che dà appunto la sensazione di vertigine.
  • la lampadina nascosta nel bicchiere di latte, che la protagonista teme sia avvelenato[32] ne Il sospetto.
  • l'uso di bicchieri giganti in La signora scompare, di un modello di telefono ingrandito in Il delitto perfetto allo scopo di esaltare l'espressività dell'oggetto.
  • la lente degli occhiali della vittima su cui si riflette il delitto in L'altro uomo.
  • i capelli sparsi su un vetro illuminato dal basso per il primo piano del viso della vittima che urla prima di essere colpita, nella prima inquadratura de Il pensionante, suo terzo film. L'impatto emotivo sullo spettatore è molto intenso[33];
  • la camminata nervosa e ossessiva che fa oscillare il lampadario della stanza sottostante, le suole delle scarpe del pensionante riprese dal basso, attraverso un pavimento trasparente, rappresentazione del suo segreto tormento.[34]

La suspense e la soggettiva[modifica | modifica wikitesto]

La suspense è lo strumento più potente per trattenere l'attenzione dello spettatore.[28] La suspense si distingue dalla sorpresa (più caratteristica del genere horror) e Hitchcock la preferisce: è ottenuta grazie ad uno scollamento tra ciò di cui è a conoscenza lo spettatore e ciò di cui è a conoscenza il personaggio sulla scena; lo spettatore si trova così in uno stato di ansiosa attesa, spesso rinforzata da temi musicali, ombre o luci particolari.[28] Mentre nel cinema horror l'effetto sorpresa consiste nel far apparire improvvisamente un qualcosa (o un qualcuno) che lo spettatore non si attende, nei film di impronta hitchcockiana l'effetto ansiogeno è commisurato al grado di consapevolezza e di conoscenza del pericolo che grava sul personaggio. Ad esempio ne La finestra sul cortile soltanto chi guarda il film vede il vicino di casa sospetto uscire di notte con una valigia, mentre il protagonista, Jeffrey, sta dormendo. Allo stesso modo, in Psyco, lo spettatore, mentre il detective sale le scale della casa di Norman, vede la porta aprirsi e prevede in anticipo l'agguato mortale.

Un'ulteriore tecnica per ottenere la suspense è quella di costringere lo spettatore a identificarsi con il personaggio. Cinematograficamente ciò si realizza utilizzando la soggettiva.

Il tempo nella suspense[modifica | modifica wikitesto]

Quel che distingue lo stile di Hitchcock da quello di altri grandi cineasti come Fritz Lang o Howard Hawks è l'impiego molto personale che egli fa della lentezza e della rapidità, della preparazione e della folgorazione, dell'attesa e dell'ellissi: il regista gioca col tempo, qualche volta contraendolo, ma più spesso dilatandolo. [35]

La psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock è stato considerato un interprete e un divulgatore, anche se distaccato e talvolta ironico, della psicoanalisi[36]

Sono considerati film psicoanalitici Psyco e Marnie, ma elementi di interesse psicanalitico si ritrovano anche in Io ti salverò e Nodo alla gola.

« In Hitchcock, la psicoanalisi, senza perdere la dimensione di oggettività che caratterizza la scienza [...] è un atto di coraggio: è il mettere l'uomo di fronte a se stesso, costringendolo a vedere ciò che non vorrebbe vedere o ricordare, è l'andare fino in fondo, confrontandosi con ciò che non si sarebbe mai voluto incontrare ma che è necessario frequentare, per modificare la situazione in senso positivo. »
(Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, p. 142.)

Sequenze oniriche[modifica | modifica wikitesto]

L'amore[modifica | modifica wikitesto]

« La parola amore è così piena di sospetto. »
(Alfred Hitchcock in Il cinema secondo Hitchcock.)

La coppia[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock sa raccontare in modo inimitabile le tante sfaccettature del rapporto amoroso: la seduzione e l'innamoramento, la fedeltà e il sacrificio, il sospetto e la gelosia, la paura di non essere amati e il tradimento, la noia e la solitudine; nei suoi film viene indagata ogni fase del rapporto di coppia. Qualche esempio:

Le figure femminili[modifica | modifica wikitesto]

« La donna nei film di Hitchcock riveste un ruolo fondamentale che viene diversificandosi nel corso della sua produzione ... può essere sia la rovina che la salvezza per l'uomo, può incarnare sia il bene che il male. »
(Gian Piero Brunetta, Il cinema di Hitchcock, p.75.)

I personaggi femminili di Hitchcock presentano una variegata tipologia:

La tecnica cinematografica[modifica | modifica wikitesto]

Lo storyboard[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock era uno dei pochi registi che arrivava al momento di girare con degli storyboard dettagliatamente disegnati da lui stesso.

« Per me un film è finito al novantanove per cento quando è scritto. A volte preferirei non doverlo girare. Ci si immagina il film, poi tutto comincia ad andare a rotoli. Gli attori ai quali si è pensato non sono liberi, non si può avere sempre un buon cast. Sogno una macchina IBM nella quale inserire la sceneggiatura da una parte e veder uscire il film dall'altra. Finito e a colori. »
(Alfred Hitchcock, L'Express, intervista rilasciata a Pierre Billard)

Il montaggio[modifica | modifica wikitesto]

Due estremi, il massimo effetto ottenuto con il montaggio e la negazione, la rinuncia quasi totale del montaggio:

  • il montaggio della scena della doccia in Psyco, che si compone di ben 70 inquadrature in soli 45 secondi di durata.
  • il piano sequenza in Nodo alla gola che è un film interamente girato in piano sequenza, apparentemente senza tagli di montaggio. In realtà i tagli ci sono (dovuti necessariamente alla durata di un rullo di pellicola che all'epoca era all'incirca di dieci minuti), ma sono abilmente mascherati da movimenti della macchina da presa o degli attori che vi passano davanti.

I movimenti di macchina[modifica | modifica wikitesto]

Il MacGuffin[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi MacGuffin.

Il MacGuffin è un artificio introdotto nello svolgimento della trama del film, di scarsa rilevanza per il significato della storia in sé, ma necessario per sviluppare certi snodi fondamentali della trama. Si tratta di un concetto del tutto peculiare nel cinema di Alfred Hitchcock e viene descritto dal regista in una piccola storiella, nel celebre libro-intervista con François Truffaut:

Due viaggiatori si trovano in un treno in Inghilterra. L'uno dice all'altro: «Mi scusi signore, che cos'è quel bizzarro pacchetto che ha messo sul portabagagli? — Beh, è un MacGuffin. — E che cos'è un MacGuffin? — È un marchingegno che serve a catturare i leoni sulle montagne scozzesi. — Ma sulle montagne scozzesi non ci sono leoni! — Allora non esiste neppure il MacGuffin!».

Il MacGuffin («scappatoia, trucco, espediente», come lo definisce il regista) è un elemento della storia che serve come inizializzazione o come giustificazione ma che, di fatto, si manifesta senza grande importanza nel corso dello sviluppo della trama del film.

Alcuni esempi di MacGuffin:

  • In Psyco (1960) il MacGuffin è rappresentato dal denaro sottratto da Marion al suo datore di lavoro all'inizio del film; l'episodio costituisce un pretesto narrativo per condurre Marion al motel di Norman Bates; quest'ultimo la ucciderà non sapendo nemmeno dell'esistenza del denaro.
  • In Notorious (1946), il MacGuffin è l'uranio contenuto nelle bottiglie di vino. È il motivo per cui la storia si sviluppa ma non è importante che nelle bottiglie ci sia necessariamente dell'uranio. Infatti, durante la realizzazione del film si era discusso di sostituire l'uranio con dei diamanti.
  • In Intrigo internazionale (1959), il MacGuffin è la non meglio precisata informazione segreta di cui sarebbe dovuto essere a conoscenza Kaplan, l'uomo per cui è scambiato Roger Thornhill (Cary Grant). Grant, per gran parte del film cerca di trovare il fantomatico Kaplan senza capire che in realtà non esiste.
  • In La finestra sul cortile (1954), il MacGuffin è la gamba rotta del protagonista, ma non è importante come e perché si è rotta: serve solo per farlo stare davanti alla finestra.

Le apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei cameo di Alfred Hitchcock.

Caratteristica comune a quasi tutti i film di Hitchcock, a eccezione di alcuni fra quelli girati in Inghilterra nel periodo giovanile, è la sua presenza in almeno una scena. Il regista riferì che all'inizio della sua carriera si prestava per presenze casuali, laddove ci fosse stato bisogno di una comparsa; successivamente, le sue apparizioni cameo divennero una consuetudine scaramantica e, infine, una specie di gioco per gli spettatori, che, a ogni uscita di un nuovo film, dovevano cercare d'individuare in quale inquadratura si fosse nascosto. Memorabili gli espedienti usati per le apparizioni nei film "claustrofobici", in cui il set era interamente costituito da un'unica scena ed era difficile inserire una "comparsata": ad esempio, in Prigionieri dell'oceano, tutto girato su una barca di naufraghi, compare in una fotografia sulla pagina di un giornale; analogamente, ne Il delitto perfetto, che si svolge quasi per intero all'interno di un appartamento, lo si può riconoscere in una fotografia di compagni di scuola mostrata dal protagonista. Anche Nodo alla gola è un altro film girato tutto in un appartamento e qui appare due volte: nella prima inquadratura attraversa una strada con una donna e poi in maniera virtuale mediante un'insegna al neon che riproduce il suo profilo, posta sul tetto dell'edificio di fronte. In Intrigo internazionale appare come passeggero che non riesce a salire su un autobus alla fine della sigla iniziale. Ne La finestra sul cortile invece appare in una scena insieme al musicista che suona al pianoforte, proprio di fronte all'appartamento di James Stewart. In Caccia al ladro invece appare come passeggero a bordo dell'autobus, seduto accanto a Cary Grant. In Marnie esce da una stanza d'albergo all'inizio del film. In La donna che visse due volte lo si vede attraversare la strada prima della scena in cui James Stewart incontra il suo amico nell'ufficio di un cantiere navale. In L'uomo che sapeva troppo è in mezzo al pubblico ad assistere a uno spettacolo di saltimbanchi arabi a Marrakech.

Influenza su altri cineasti[modifica | modifica wikitesto]

Che Hitchcock sia un "classico" lo dimostra anche la quantità di riferimenti alla sua produzione contenuti nelle opere cinematografiche successive:

  • Hitchcock ha avuto una grande influenza innanzitutto sui registi della Nouvelle Vague, Éric Rohmer, Claude Chabrol, François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, ai quali è dovuto il grande lavoro di rivalutazione della sua opera in ambito critico: i loro film pullulano di citazioni dell'opera del maestro.[39]
  • Molti dei più importanti e conosciuti registi contemporanei hanno nei loro film citato Hitchcock in omaggio alla sua maestria tecnica: Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Steven Spielberg, Woody Allen, Ridley Scott, Tim Burton, per citarne solo alcuni.
  • Per i cineasti che operano nell'ambito del genere giallo o noir, ad esempio Dario Argento e Brian De Palma i film di Hitchcock sono presi a modello.
  • Parodie, sequel, remake. Fra i primi, Mel Brooks ha raccolto, in chiave parodistica, nel suo film Alta tensione tutta una serie di motivi, temi, immagini hitchcockiane. Sono seguite poi tante altre parodie e rifacimenti dei film più famosi.
  • Persino i cartoni rendono omaggio al grande regista: Paperino e il mago del brivido di Disney contiene varie citazioni dei suoi film. Psyco: Paperino viene condotto in un esterno che riproduce la famosa casa e il vicino motel, è presente anche una citazione della celeberrima scena della doccia; La donna che visse due volte: Paperino, in seguito a un incidente, ha la fobia delle altezze elevate (come James Stewart), appare ogni tanto una "misteriosa papera bionda" che ricorda Kim Novak e la scena sul faro ricorda molto quella del campanile presente nel film e, come lo stesso Stewart, anche lo sfortunato papero rimane appeso ad un edificio;La finestra sul cortile: Paperino assiste ad un fantomatico crimine vedendolo attraverso le finestre del palazzo di fronte alla sua camera; Gli uccelli: durante un pic nic in una baia, Paperino viene attaccato da uno stormo di corvi; Caccia al ladro: il titolo del film che Hitchcock sta girando nella storia è "Caccia al lardo". Inoltre la storia presenta una caricatura di Hitchcock (chiamato per l'occasione Alfred Iciok), che presenta il classico abbigliamento con cui il grande regista si recava a "lavoro", i suoi giochi di parole e...la stazza.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

[40]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Episodi di Alfred Hitchcock presenta[modifica | modifica wikitesto]

Episodi di Suspicion[modifica | modifica wikitesto]

Episodi di Startime[modifica | modifica wikitesto]

Episodi de L'ora di Hitchcock[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto Regista (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Designer titoli (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Cannes[modifica | modifica wikitesto]


Il film L'uomo che sapeva troppo (1934), fu inserito nel 1935 tra migliori film stranieri dell'anno dal National Board of Review of Motion Pictures.

Hitchcock fu insignito del titolo di gran ufficiale dell'ordine dell'impero britannico (KBE), con cui entrò nella cavalleria potendo usare il prefisso di Sir, nel 1980, pochi mesi prima di morire.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1980

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Romano in Alfred Hitchcock presenta (1955, prima parte degli episodi), L'ora di Hitckcock
  • Paolo Lombardi in Alfred Hitchcock presenta (1955, seconda parte degli episodi), Alfred Hitchcock presenta (1985)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Saggio di Edoardo Bruno in Enciclopedia Treccani. URL consultato il 16 agosto 2014.
  2. ^ mymovies.it - complotto di famiglia. URL consultato il 16 agosto 2014.
  3. ^ Hitchcock in MYmovies, Mo-Net Srl.
  4. ^ (Taylor, pp. 19–34.)
  5. ^ Spoto, p. 41
  6. ^ Taylor, p. 27, Spoto, p. 38
  7. ^ (Spoto, p. 59.)
  8. ^ (Taylor, p. 29.)
  9. ^ (Spoto, pp. 61–71.)
  10. ^ Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, pp. 59-68.
  11. ^ http://www.mymovies.it/film/1923/thewhiteshadow/news/scoperti30minutididihitchcock/. URL consultato il 16 agosto 2014.
  12. ^ (Spoto, pp. 132–141)
  13. ^ Raymond Durgnat, The Strange Case of Alfred Hitchcock, Faber and Faber, London 1974, pag. 20.
  14. ^ (Spoto, pp. 221–256, Taylor, pp. 141–186)
  15. ^ Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, p. 248.
  16. ^ (Taylor, pp. 189–213, Spoto, pp. 259–305)
  17. ^ "Memory of the Camps" il film inedito sull'orrore dei campi nazisti di Alfred Hitchcock verrà trasmesso in tv.
  18. ^ Un documentario sull'Olocausto, del maestro del thriller, Alfred Hitchcock, del 1945, vedrà finalmente la luce dopo 70 anni.(da "Indipendent"). URL consultato il 16 agosto 2014.
  19. ^ (Taylor, 214-265, Spoto, pp. 307–404)
  20. ^ (Taylor pp. 266–284, Spoto pp. 407–455)
  21. ^ (Taylor, pp. 293–346, Spoto 459-547)
  22. ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, pp. 290-291.
  23. ^ (Taylor pp. 349–395, Spoto, pp. 607–692)
  24. ^ The Short Night « Hitchcock and Me
  25. ^ Donald Spoto, Il lato oscuro del genio, p. 702.
  26. ^ il signore scompare, di Tirza Bonifazi Tognazzi. URL consultato il 16 agosto 2014.
  27. ^ A meno di dieci giorni dal decesso, nell'aprile 1980, Hitchcock organizzò la sua cerimonia funebre fatta dal vivo, steso in una bara scoperchiata e guardata da quattro necrofori in marsina. Questa sua ultima rappresentazione venne inscenata per un'agenzia di stampa che la presentò come un'originalità, mentre era il presentimento della morte. (informazione senza fonte)
  28. ^ a b c d Il cinema secondo Hitchcock, pp. 81-84
  29. ^ Fabio Carlini, Hitchcock p. 47
  30. ^ Gian Piero Brunetta, Dizionario universale dei registi, pp.166-167.
  31. ^ Slavoj Zizek, L'universo di Hitchcock, Mimesis Edizioni, Milano, 2008, pgg. 24-25
  32. ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, p. 118.
  33. ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, p. 39
  34. ^ Alfred Hitchcock in Il cinema secondo Hitchcock, p. 40.
  35. ^ (Truffaut, p. 57).
  36. ^ (PDF)Beatrice Balsamo, Il primo film di psicoanalisi: Spellbound, Io ti salverò (1944). Il doppio e il sogno, 2007-2008.
  37. ^ François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, p. 135.
  38. ^ a b Andrea Giaime Alonge, Madri invadenti e algide amanti: Intrigo internazionale,”Garage”, n.11, 1997
  39. ^ Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, pp. 220-221.
  40. ^ Estratti del libro di Natalino Bruzzone e Valerio Caprara I film di Alfred Hitchcock

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Biografie[modifica | modifica wikitesto]

  • John Russel Taylor, The life & times of Alfred Hitchcock, New York 1978.
  • John Russel Taylor, Hitch, tradotto da Mario Bonini, Garzanti, Milano, 1980.
  • Donald Spoto, Il lato oscuro del genio - The dark side of genius: the life of Alfred Hitchcock, New York 1983. tradotto da Carolina Sargian, Torino, Lindau, 2006 ISBN 88-7180-602-6 (precedente trad. it. Torino 1999)

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Bogdanovich, Conversazione con Alfred Hitchcock in Chi ha fatto quel film?, Fandango, 2010.
  • Sidney Gottlieb, Hitchcock secondo Hitchcock. Idee e confessioni del maestro del brivido, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2003.
  • Alfred Hitchcock, Io confesso. Conversazioni sul cinema allo stato puro, Minimum Fax, 2008.
  • Bill Krohn. Alfred Hitchcock al lavoro, Milano, Rizzoli, 2000.
  • François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, tradotto da Giuseppe Ferrari e Francesco Pititto, Milano, Il Saggiatore, 2009 ISBN 978-88-565-0109-4 (precedente trad. it. Parma 1987 - data opera originale 1966)

Saggi Italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Piero Brunetta, Alfred Hitchcock o l'universo della relatività, Padova, Liviana 1971 ora Il cinema di Alfred Hitchcock, Marsilio, Venezia 1994.
  • Fabio Carlini, Hitchcock, La Nuova Italia, Firenze 1974.
  • Riccardo Rosetti, Tutti i film di Hitchcock, Savelli Editore, Milano 1980.
  • Bruzzone-Caprara, I film di Hitchcock, Gremese, Roma, 1992 ISBN 88-7605-719-6
  • Giorgio Simonelli, Invito al cinema di Hitchcock, Milano, Mursia, 1996 ISBN 88-425-2031-4
  • Giorgio Gosetti. Alfred Hitchcock, Il Castoro Cinema n. 178, Editrice Il Castoro, 2002.ISBN 88-8033-026-8
  • Italo Moscati. Hitchcock, il laboratorio dei brividi, 2009. ISBN 88-230-1388-9

Atti di convegni[modifica | modifica wikitesto]

  • Edoardo Bruno, Per Alfred Hitchcock, Edizioni del Grifo, Montepulciano 1981.
  • Roberto Salvadori, Alfred Hitchcock, la critica, il pubblico, le fonti letterarie, Casa Usher Editrice, Firenze 1981.

Opere di carattere generale[modifica | modifica wikitesto]

  • Georges Sadoul, Storia del cinema mondiale dalle origini ai nostri giorni, traduzione di Mariella Mammalella, Feltrinelli, Milano 1964.
  • Fernaldo Di Gianmatteo, Dizionario Universale del Cinema, vol. I registi, Editori Riuniti, Roma 1984.
  • AA.VV., Dizionario dei registi del cinema mondiale, a cura di Gian Piero Brunetta, vol. II - G/O, Einaudi 2005. ISBN 88-06-16515-1
  • Sandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Marsilio, Venezia,2007. ISBN 978-88-317-9297-4

Saggi stranieri tradotti[modifica | modifica wikitesto]

  • Rohmer-Chabrol, Hitchcock, Paris, Editions Universitaires, 1957, tradotto da Michele Canosa, Venezia, Marsilio, 2010. ISBN 978-88-317-6402-5.
  • Paul Duncan, Tutti i film di Hitchcock, tradotto da Carolina Sargian, Torino, Lindau, 2007. ISBN 978-88-7180-710-2.
  • Slavoj Zizek, L'universo di Hitchcock, Milano, Mimesis Edizioni, 2008.
  • Bill Krohn, Hitchcock, Cahiers di cinéma, tradotto da Antonella Santambrogio, Milano, 2010. ISBN 978-2-86642-579-1.

Opere in altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

  • Robin Wood, Hitchcock'film, London, Zwemmer, 1966.
  • R. Durgnat, The strange case of Alfred Hitchcock, London 1974.
  • D. Spoto, The art of Alfred Hitchcock: fifty years of his motion pictures, New York 1976.
  • Robert J. Yahal, Hitchcock as philosopher, Mc Farland and Company, 2005.
  • Noël Simsolo, Alfred Hitchcock, Paris Seghers, 1969.
  • Jean Douchet, Alfred Hitchcock, L'Herne Cinéma, n.1, 1967.

Cataloghi di mostre sul regista[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV Hitchcock. Brividi di Carta. Editore: Stampalith, Trento, 2002. Catalogo a cura di Roberto Festi della mostra "Hitchcock "Brividi di Carta" tenutasi a Madonna di Campiglio.
  • Dominique Païni-Guy Cogeval, Hitchcock et l'art: coincidences fatales, Mazzotta, Milano 2000. Catalogo della mostra tenutasi a Montréal, Musée des beaux-arts, dal 16 novembre 2000 al 16 aprile 2001, e a Parigi, Centre Pompidou, dal 6 giugno a l 24 settembre 2001.

Saggi sui singoli film[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Boschi, Alfred Hitchcock. Intrigo internazionale, Lindau, Torino 2005. ISBN 88-7180-494-5
  • Alberto Boschi, Nodo alla gola, Lindau, Torino 2009. ISBN 978-88-7180-796-6
  • Veronica Pravadelli, Notorious, Lindau, Torino 2007. ISBN 978-88-7180-677-8
  • Cosetta Saba, La finestra sul cortile, Lindau, Torino 2001. ISBN 88-7180-263-2
  • Del Ministro Maurizio, Alfred Hitchcock. La donna che visse due volte, Lindau, Torino 2009 ISBN 978-88-7180-789-8
  • Paolo Marocco, Vertigo di Alfred Hitchcock. Lo sguardo dell'ozio nell'America del lavoro, Genova, Le Mani, 2003.
  • Mauro Giori, Alfred Hitchcock. Psyco, Lindau, Torino 2009. ISBN 978-88-7180-802-4
  • Stephen Rebello, Come Hitchcock ha realizzato Psycho, Milano, Il Castoro, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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