Filippo Severoli

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Filippo Severoli (Faenza, 1762Fusignano, 1822) è stato un militare italiano, generale della divisione italiana nell'esercito napoleonico e successivamente nei ranghi dell'esercito asburgico con il grado di tenente-maresciallo e governatore di Piacenza, conte di Hannover per volontà di Napoleone Bonaparte.

Fu una figura importante della storia faentina e italiana: infatti fu il primo italiano ad avere generali francesi ai suoi ordini e fu considerato da Napoleone in persona il suo miglior generale italiano tanto da conferirgli il titolo di conte di Hannover e da volere il suo nome, unico fra gli italiani, scolpito nell’Arco dell'Étoile a Parigi.

Si sa di certo della sua affiliazione alla massoneria, della quale fece parte dal 1804, e del suo giacobinismo, del quale egli fece sempre sfoggio e vanto. Si dibatte invece sulla sua origine, contesa fra Faenza e Fusignano.

A lui è dedicata a Faenza una delle vie più importanti del centro.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giacobino entusiasta, nasce a ridosso della rivoluzione francese, della quale s'innamorerà fin da giovane e porterà per sempre i suoi ideali.

Nella discesa di Napoleone in Italia del 1797, quando anche Faenza viene liberata, diviene uno dei membri del governo provvisorio della Romagna.

Nello stesso anno scopre l'esercito, e si arruola, conseguendo in brevissimo tempo il grado di colonnello (1798), e nel 1800 il grado di generale di brigata, e partecipa alla seconda campagna d'Italia.

Nel 1806, parteciperà all'occupazione del regno di Napoli e nel 1807 alla campagna in Germania come comandante della divisione italiana.

Si spostò poi con la sua divisione e prese parte alla battaglia del Raab nel 1809. Dopo la vittoria cinse d'assedio 18.000 austriaci dentro Presburgo impedendogli di ricongiungersi con il grosso dell'esercito a Wagram. È in seguito alla campagna del 1809 che Severoli venne insignito della Legion d'onore e nominato Conte dell'Impero da Napoleone stesso.

Trasferito in Spagna per combattere la guerriglia, vi rimarrà sino al 1813.

Nel 1814 dovette rientrare in Italia, e subito il viceré Eugenio di Beauharnais gli affidò l'incarico di difendere Piacenza per poi occupare Parma incarico che svolse con straordinaria efficienza.

Finita l'era Napoleonica, gli venne concesso, sebbene fosse un generale Napoleonico, di essere inquadrato nei ranghi dell'esercito Imperiale Asburgico, con il grado di tenente-maresciallo, e gli fu affidato il governo di Piacenza dal 1820 al 1822.

Nel 1822 si ritirò a causa di una grave malattia e morì nello stesso anno a Fusignano, dove la sua famiglia aveva una villa. Le sue spoglie riposano nell'Oratorio dell'Angelo Custode.