Filippo Preziosi

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Filippo Preziosi (Perugia, 14 aprile 1968) è un manager e ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto a Perugia, ha poi conseguito la laurea in ingegneria meccanica presso l'Università di Bologna. Successivamente ha svolto il servizio militare come ufficiale di complemento del Corpo del Genio Navale della Marina Militare Italiana presso l'Accademia Navale di Livorno. Entrato in Ducati nel 1994, ha curato la progettazione e lo sviluppo della Ducati Desmosedici che, dopo 33 anni dall'ultimo successo di una casa italiana, ha portato la squadra bolognese a vincere il titolo mondiale MotoGP nel 2007.

A partire dal 1994 ha coordinato un gruppo di persone, inizialmente piccolo, poi sempre più numeroso, che ha progettato, a partire dalla Ducati 916 stradale, la versione da corsa destinata al Campionato mondiale Superbike. In seguito ha sviluppato moto e motore da corsa generando le versioni 996 e 998.

Nel periodo 1996-1999, oltre alla progettazione delle moto da corsa, si è dedicato alla progettazione delle moto di serie come responsabile dell'ufficio tecnico. In particolare ha coordinato il gruppo che ha sviluppato il nuovo motore per moto di serie e da corsa Ducati 998 Testastretta.

A partire dal 1999 ha assunto l'incarico di direttore tecnico di Ducati Corse ed in tale posizione ha curato la progettazione e lo sviluppo della moto e del motore 999 per il Campionato mondiale Superbike e della Desmosedici per il campionato MotoGP.

Nel 2000, a causa di un incidente in moto durante un viaggio in Africa, ha perso l'uso delle gambe e da allora ha anche difficoltà di movimento negli arti superiori.

Dal 2003 è direttore generale di Ducati Corse.

Il 20 novembre 2012 viene sostituito alla guida di direttore generale Ducati Corse da Bernhard Gobmeier e viene nominato direttore Ricerca & Sviluppo Ducati Motor Holding.

Il 28 febbraio 2013 annuncia le proprie dimissioni dall'azienda di Borgo Panigale, per motivi di salute.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]