Filippico Bardane

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Solido di Filippico.
Filippico che ordina la decapitazione di Tiberio, figlio di Giustiniano II Rinotmeto.

Filippico detto Bardane (greco: Φιλιππικός Βαρδάνης; ... – 713) fu un imperatore bizantino che governò dal 711 fino al 3 giugno 713.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del patrizio Niceforo, in precedenza era stato ufficiale di Giustiniano II; nel 702/703 l'Imperatore Tiberio III lo esiliò in Cefalenia in quanto aveva sognato di diventare imperatore e quindi lo vedeva come una minaccia.[1] Quando, nel 711, Giustiniano II inviò una spedizione punitiva contro Cherson, luogo dove era stato esiliato, la popolazione di Cherson si rivoltò e anche l'esiliato Filippico e lo spathiaros Elia; la popolazione ribelle proclamò Filippico imperatore.[2]Giustiniano II inviò quindi una flotta per sedare la rivolta ma la spedizione fallì e i soldati, timorosi dell'ira dell'Imperatore passarono dalla parte dei ribelli e riconobbero Filippico come loro Imperatore; questi, con l'appoggio dell'esercito e dei Cazari, marciò in direzione di Costantinopoli e uccise Giustiniano II. La popolazione di Costantinopoli ed il Senato lo proclamarono così nuovo imperatore.

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Filippico, in quanto sostenitore del monotelismo, si oppose alle decisioni prese nel VI concilio ecumenico in cui era stata condannata l'eresia monotelitica; a testimonianza della sua opposizione distrusse un dipinto nel suo palazzo raffigurante il VI concilio e scrisse al Papa una lettera intrisa di accenti monoteliti[3]. Allora Papa Costantino, infuriato, stabilì che il nome dell'imperatore non venisse più nominato nelle datazioni e nelle funzioni religiose e, in risposta alla distruzione del dipinto, collocò nella Chiesa di San Pietro opere d'arte che raffiguravano i primi sei concili[4].

Il re dei Bulgari Tervel tentò di vendicare il suo amico Giustiniano II, e per questo, dopo aver saccheggiato la campagna circostante, i Bulgari arrivarono fino alle porte di Costantinopoli nel 712[4]. Nel frattempo i Musulmani invasero l'Asia Minore. Per respingere i Bulgari, Filippico chiamò in suo soccorso le truppe del tema di Opsikion, ma queste si rivoltarono e lo rovesciarono. Il conte del tema Opsiciano imprigionò Filippico e lo fece accecare (3 giugno 713). Il conte fu sopraffatto dal protoasekretis Artemio, che lo accecò a sua volta con l'accusa di tradimento e si fece proclamare imperatore con il nome di Anastasio II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teofane, A.M. 6194.
  2. ^ Teofane, A.M. 6203.
  3. ^ Ostrogorsky, p. 141.
  4. ^ a b Ostrogorsky, p. 142.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie

  • Teofane Confessore, Cronaca.

Fonti secondarie

  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968, ISBN 88-06-17362-6.* Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-48185-4.
  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 88-06-16255-1.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2a ed, Bari, Laterza, 2004, ISBN 88-420-4691-4.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio, Roma, Jouvence, 2004, ISBN 88-7801-353-6.
  • Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.
  • Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier, Michel Kapla, Bisanzio (IV-XV secolo), Milano, San Paolo, 2005, ISBN 88-215-5366-3.
  • Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina, Bologna, il Mulino, 2006.
  • Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008, ISBN 978-88-15-12174-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Giustiniano II 711-713 Anastasio II