Filippa Mareri

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Beata Filippa Mareri
Nascita 1190/1200
Morte 1236
Venerata da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1247
Santuario principale Borgo San Pietro
Ricorrenza 16 febbraio

Santa Filippa Mareri (Petrella Salto, 1190 / 1200Assisi, 16 febbraio 1236) , fondatrice del monastero delle Clarisse di Borgo San Pietro.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque, verso la fine del secolo XII, nel castello di famiglia a Mareri vicino a Borgo San Pietro, località situata lungo la via che dagli Abruzzi portava a Roma, attualmente sita nel comune di Petrella Salto (Rieti), dalla nobile famiglia dei Mareri: il fratello Tommaso Mareri, infatti, ebbe importanti cariche politiche, come quella di podestà a Forlì, o di vicario imperiale in Romagna e in Puglia; principalmente alla sua azione, poi, si deve la fondazione della città dell'Aquila.

Fondamentale fu per Filippa l'incontro, tra il 1222 e il 1224, con san Francesco d'Assisi, che la incoraggiò alla vita monastica. La sua famiglia ostacolò questa scelta per cui Filippa fuggì da casa insieme ad alcune compagne e si rifugiò nei pressi di Mareri, sopra l'attuale abitato di Piagge, in quella che oggi viene chiamata "Grotta di Santa Filippa", e vi rimase circa tre anni, fino a 1228 quando i due fratelli le donarono il castello con l'annessa chiesa plebana di San Pietro de Molito, già fondazione benedettina dipendente dall'abbazia longobarda di S. Pietro in Valle a Ferentillo, nella Val Nerina in Umbria nei pressi di Spoleto. Filippa si trasferì in quel luogo con le sue compagne. La comunità visse secondo la regola indicata da san Francesco per santa Chiara e le monache di San Damianoin Assisi.

La cura spirituale del Monastero venne affidata al Beato Ruggero da Todi dallo stesso San Francesco.

Culto[modifica | modifica sorgente]

La statua e il Santuario di Santa Filippa Mareri a (Petrella Salto)

Filippa Mareri morì il 16 febbraio 1236. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi, mentre cominciarono a registrarsi miracoli attribuiti alla sua intercessione. Il titolo di Santa[1] compare la prima volta in una bolla di Innocenzo IV nel 1247, appena 11 anni dopo la sua morte. Nel 1706 in una ricognizione delle sue spoglie venne ritrovato il suo cuore incorrotto, che è conservato oggi in un reliquiario di argento, mentre le sue spoglie sono conservate nel monastero di Borgo San Pietro nella Valle del Salto. Oggi, a quasi otto secoli dalla sua morte, la devozione per la Santa[2] è andata crescendo non solo nella sua terra, ma anche in numerosi altri paesi e in altri continenti per iniziativa degli emigranti, grazie ai quali è conosciuta da altre popolazioni. Nei paesi della Valle del Salto sono abbastanza diffusi i nomi propri Filippa, Maria Filippa e Filippo. Oggi, generalmente, si tratta di nomi ripresi, per un'antica tradizione, dai nonni o dalle nonne, ma testimoniano comunque la diffusione del culto della santa in tutta l'area.

La memoria liturgica di Filippa Mareri cade il 16 febbraio. È compatrona di Sulmona. Il papa Inocenzo IV nella bolla del 1247 la chiama Santa e tale titolo è confermato dal papa Benedetto XVI nel 2007

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nonostante l'appellativo usuale di "santa", ufficialmente è considerata solo "beata"
  2. ^ vedi Sgarbossa e il sito SantieBeati.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Sgarbossa, I Santi e i Beati della Chiesa d'Occidente e d'Oriente, II edizione, Edizioni Paoline, Milano, 2000, ISBN 88-315-1585-3. p. 102

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]