Filiberto abate

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San Filiberto di Jumièges
San Filiberto raffigurato in capitello a Cunault
San Filiberto raffigurato in capitello a Cunault

Abate

Nascita 616
Morte 20 agosto 684
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Abbazia di Tournus
Ricorrenza 20 agosto
Attributi bastone pastorale
Patrono di Tournus

San Filiberto abate, o Filiberto di Jumièges o Filiberto di Tournous (Elusa, 616Noirmoutier-en-l'Île, 20 agosto 684), fu il fondatore delle abbazie di Jumièges, Pavilly[1] e Noirmoutier di Regola colombaniana ed è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Fu tra i principali esponenti dell'opposizione aristocratica ai tentativi egemonici di Ebroino e dei sovrani merovingi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una nobile famiglia Guascone (il padre, Filibaldo, divenne vescovo di Aire dopo essere rimasto vedovo), Filiberto venne inviato ancora giovane presso la corte di Dagoberto I e venne educato presso la scuola palatina, insieme ai santi Audoeno e Vandregisilo.

Nel 636 si fece monaco presso l'abbazia colombaniana di Rebais, appena fondata da sant'Audoeno, e nel 650 ne divenne abate. Per approfondire la conoscenza della tradizione monastica, si dedicò lungamente allo studio delle Regole celtico-irlandesi più antiche e intraprese un viaggio che lo portò a visitare le principali abbazie sorte negli ultimi anni (Luxeuil, Bobbio), da parte di san Colombano.

Al termine del suo viaggio, Filiberto si recò da Audoeno, che nel frattempo era diventato vescovo di Rouen e stava favorendo la diffusione della vita monastica nella sua diocesi: nel 654 su un terreno donato da Clodoveo II e dalla regina Batilde fondò l'abbazia colombaniana maschile di Jumièges intitolata a San Pietro e nel 662 una femminile a Pavilly.

Nel 675, per essersi opposto al ritorno al potere del maggiordomo di palazzo Ebroino, fu costretto all'esilio: dopo un breve periodo di reclusione, raggiunse Poitiers dove il vescovo Ansoaldo gli consentì di fondare un nuovo monastero sull'isola di Noirmoutier, al largo delle coste della Vandea, popolata da un gruppo di monaci di Jumièges e divenuta presto importante anche per la produzione di sale.

Nel 684, morto Ebroino, Filiberto poté finalmente tornare nell'abbazia di Jumièges, ma presto preferì tornare a Noirmoutier, dove si spense l'anno successivo e venne sepolto: le sue reliquie vennero poi traslate a Déas, poi a Cunault, a Messay, a Saint-Pourcain-sur-Sioule e infine a Tournus, dove arrivarono nel 875.

Memoria liturgica il 20 agosto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quello di Pavilly era un monastero femminile.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dio è corazza dei forti. Testi del cristianesimo celtico (VI-X sec.). Rimini, Il Cerchio, 1998.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Abate di Jumièges Successore Prepozyt.png
San Filiberto fu il primo 654-682 Sant'Acardo
683 - 687

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