Figli di Noè

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Uno dei primi esempi di mappa orbis terrae stampata (da Guntherus Ziner, Augusta, 1472). È l'illustrazione della prima pagina del capitolo 14 delle Etimologie di Isidoro di Siviglia e rappresenta i continenti come domini dei figli di Noè: Sem-Asia, Cam-Africa, Jafet-Europa.

I Figli di Noè, o Tavola delle Nazioni, è una lunga lista di discendenti di Noè che appare in Genesi 10 della Bibbia ebraica, e rappresenta un'etnologia tradizionale. L'importanza di Noè, secondo la Genesi, deriva dal fatto che la popolazione della Terra venne completamente distrutta durante il Diluvio a causa della malvagità degli abitanti: Noè e la sua famiglia furono i soli otto sopravvissuti a continuare a ripopolare la specie umana, anche se, secondo un'opinione anche Og si aggrappò all'Arca di Noè e sopravvisse (Torah orale di Bereshit). La prospettiva della Bibbia è quindi che tutti gli esseri umani della Terra discendono dalla famiglia di Noè e, prima, da Adamo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caino, Abele, Set (Bibbia), Patriarchi ebrei e Reincarnazione.

Origine nell'esegesi biblica[modifica | modifica sorgente]

Il Mondo secondo la storia mosaica (mappa del 1854)

Un'interpretazione letterale di Genesi 10 indica che l'attuale popolazione del mondo sia discesa dai tre figli di Noè:[1] Sem, Cam e Jafet, e le loro mogli.[2]

Esistono controversie circa il numero dei popoli della Terra che questa storia possa includere, e naturalmente anche la sua accuratezza è messa in discussione. Molti ebrei e cristiani mantengono la convinzione che la Tavola si applichi a tutta la popolazione della Terra, mentre altri la interpretano solo come una guida ai locali gruppi etnici (cfr Diaspora, Goy e Peleg (Ebraismo))

Nell'Islam[modifica | modifica sorgente]

I figli di Noè non sono menzionati nel Corano, tranne per il fatto che uno dei figli non fu tra le persone che seguirono il padre e quindi tra i credenti, venendo di conseguenza travolto dal Diluvio[3]. Il Corano cita i figli di Noè al v. 37.75-77: "Invero Ci invocò Noè e fummo i migliori a rispondergli: salvammo lui e la sua famiglia dall'angoscia più grande (cioè, dall'annegamento), e facemmo della sua progenie, i superstiti (cioè Sem, Cam e Jafet)".[4]

Tavola delle Nazioni[modifica | modifica sorgente]

Sem, Cam e Jafet, in un'illustrazione di James Tissot (1904)

Secondo Genesi 10, Noè ebbe tre figli:

I nomi dei figli si pensa abbiano importanza per le radici linguistiche semitiche. Cam significa "caldo".[6] Sem significa semplicemente "nome" o "rinomanza", "prosperità".[7] Jafet significa "aperto".[8]

Genesi procede poi al dettaglio dei loro discendenti. L'identificazione di molti della prima generazione è favorita dalla inclusione della seconda, sebbene diverse identificazioni siano meno certe. (La copia della Tavola nel libro biblico di 1 Cronache 1 ha variazioni occasionali nella seconda generazione, molto probabilmente causate dalla somiglianza delle lettere ebraiche come Reš e Dalet). Le forme che terminano in -im sono plurali, indicando probabilmente i nomi dei popoli, e non intese come nomi di singole persone.

Discendenti di Jafet[modifica | modifica sorgente]

Nota: La Versione dei Settanta (Septuaginta in latino, indicata anche, secondo la numerazione latina, con LXX o, secondo la numerazione greca, con la lettera omicron seguita da un apice O‘) in greco della Genesi cita un ulteriore figlio di Jafet, "Elisa", tra Javan e Tubal, tuttavia, siccome questo nome non si trova in nessun altra fonte antica, né in I Cronache, è quasi universalmente accettato che sia un duplicato di Elisha, figlio di Javan. Tuttavia, la presenza di Elisa (così come quella di Cainan figlio di Arpachshad, v.s.) nella Bibbia greca attesta l'enumerazione tradizionale tra le prime fonti cristiane di 72 famiglie e lingue, dai 72 nomi in questo capitolo, a differenza del 70 nomi, famiglie e lingue solitamente trovati nelle fonti ebraiche.

Ararat in 3D
  • Tubal, figlio di Jafet. È collegato a Tabal, un regno neo-ittita di lingua luvia situato in Anatolia centro-meridionale e, tramite l'antica tribù dei Tibareni, sia agli Iberici del Caucaso che a quelli della Penisola iberica (Spagna e Portogallo moderni). A volte viene anche considerato il progenitore degli Illiri e degli Italici. Nel Libro dei Giubilei gli furono assegnate le tre lingue d'Europa.
  • Meshech, figlio di Jafet. Spesso associato ai Frigi, ma considerato l'eponimo della tribù dei Moschi dell'Anatolia. I Moschi sono a volte considerati uno degli antenati dei Georgiani, ma furono anche connessi con i Popoli del mare che navigavano sul Mare Mediterraneo.
  • Tiras, figlio di Jafet. Questo nome viene usualmente collegato con quello dei Traci, un'antica nazione che apparve per la prima volta in documenti scritti intorno al 700 a.C./a.e.v. È anche stato associato con alcuni dei Popoli del mare, come i Tursha e i Tyrsenoi, con il fiume Tiras (Dnestr), e talvolta con la regione anatolica della Troas, risalente al tardo XIII secolo a.C./a.e.v. Nel Trattato Yoma, del Talmud, si afferma che Tiras è la Persia.

Jafet è tradizionalmente visto come l'antenato degli europei, e anche di alcuni paesi più orientali: così Iapetiti[9] è stato usato come sinonimo di Caucasici. Lo stesso Caucasico deriva in parte dal presupposto che la tribù di Jafet abbia sviluppato le proprie caratteristiche razziali distintive nel Caucaso, dove si trova il Monte Ararat. Il termine Iapetita è stato applicato anche dai primi linguisti (i fratelli Grimm, William Jones, Rasmus Christian Rask e altri) per quella che più tardi divenne nota come il gruppo linguistico indoeuropeo, partendo dal presupposto che, se discendevano da Jafet, le principali lingue d'Europa dovevano avere un'origine comune, che – eccetto l'uralico, cartvelico, pontico, daghestano e basco – sembra sia proprio il caso. In un certo senso conflittuale, il termine è stato utilizzato anche dal linguista sovietico Nikolai Marr nella sua "teoria iapetita", intesa a dimostrare che le lingue del Caucaso facevano parte di un gruppo linguistico pre-indoeuropeo una volta molto diffuso.[10][11]

Discendenti di Cam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Camiti.
Pagina del dizionario quadrilingue del XVI secolo redatto dal grammatico ebreo Elia Levita che riporta in yiddish-ebraico-latino-tedesco una tabella delle nazioni che include la parola "כושי" Cushita o Cushi, tradotto in latino con "Aethiops" e in tedesco con "Mor".
  • Cush, figlio di Cam. L'Impero di Kush al sud dell'Egitto è noto per lo meno dal 1970 a.C./a.e.v., ma questo nome viene anche associato da alcuni con i Cassiti che popolavano l'area di Zagros in Mesopotamia, la città sumera di Kish.
    • Seba, figlio di Cush. Connesso sia con lo Yemen che con l'Etiopia, e spesso confuso con Sheba più sotto. (La suddivisione di tipo shibboleth tra i Sabei in Sheba e Seba viene riconosciuta altrove, per es. in Salmi 72, portando gli studiosi a sospettare che questa non sia una duplicazione errata dello stesso nome, ma una divisione storica genuina. Il significato di tale divisione non è ancora completamente compresa, sebbene possa semplicemente indicare la sponda di mare dove ciascuno risiedeva).
    • Avilah, figlio di Cush. Solitamente considerato parte della Penisola araba vicino al Mar Rosso.
    • Sabtah, figlio di Cush. A volte collegato con Hadramawt (con l'antica capitale di Saubatha) nello Yemen orientale.
    • Raamah, figlio di Cush. Collegato a Rhammanitae citata da Strabone, nel sudovest della Penisola araba, e alla città araba di Regmah in cima al Golfo Persico.
    • Sabtechah, figlio di Cush. Forse Sabaiticum Ostium, Sabei che vivevano vicino ad un porto specifico dell'Eritrea.
    • Nimrod, figlio di Cush, identificato anche come potente cacciatore davanti a Dio e fondatore dell'antica Babele, Akkad, Sumer e probabilmente alcune città dell'Assiria. Il testo ebraico di Genesi 10.11 ha creato degli interrogativi se Assur qui sia il figlio di Sem oppure una città costruita da Nimrod; entrambe le interpretazioni sono presenti in varie versioni moderne.
  • Mizraim, figlio di Cam. Mizraim è uno dei nomi dell'Alto e Basso Egitto e si traduce letteralmente con Ta-Wy in egiziano antico ("Le Due Terre"). Lo -aim di Mizraim rappresenta un numero doppio. Gli egiziani moderni che parlano arabo si riferiscono al loro Paese col nome Miṣr.
    • Ludim, discendente di Mizraim. A volte considerato un errore di scrittura invece di Lubim, riferimento ai popoli Lebou della Libia orientale.
    • Anamim, discendente di Mizraim. Esiste un riferimento in un'iscrizione assira del periodo di Sargon II che cita gli Anami, una tribù di Cirene (Libia).
    • Lehabim, discendente di Mizraim. Di incerta identificazione, forse la Libia.
    • Naftuhim, discendente di Mizraim. Collegato a Na-Ptah, la forma egiziana di Menfi.
    • Pathrusim, discendente di Mizraim. Forse connesso con la parola egiziana Pa-To-Ris che significa suddisti.
    • Casluhim ("da dove uscirono i Filistei" - Genesi 10.14, 1 Cronache 1.12)
    • Caphtorim, discendente di Mizraim, associato con Caphtor (ebraico כפתור), località menzionata nel Libro di Amos, 9.7: "Non ho sollevato Israele nelle terre di Egitto? e i filistei da Caphtor, e i Siriani da Kir?" - nell'Egitto nordorientale vicino a Filistia (Genesi 10.14 9 1.12)
  • Phut (o Put - ebr. פוט, pûṭ; greco Φουδ Phoud), figlio di Cam. Le fonti antiche unanimemente identificano Phut con gli antichi libici (Lebu e Pitu), i primi vicini dell'Egitto a ovest. (Sebbene teorie più recenti abbiano cercato di collegare Phut con la Fenicia, o il non meglio identificato Paese di Punt).
I Canaaniti raffigurati nel testo funerario dell'Antico Egitto, il Libro delle Porte, del XIII secolo a.C./a.e.v.

Gli africani quindi venivano anticamente intesi come figli di Cam, in particolare il suo discendente Cush, siccome i Cushiti sono citati in tutte le Sacre Scritture come gli abitanti dell'Africa orientale, e loro insieme agli Yoruba tracciano ancora loro discendenza fino a Cam. A partire dal IX secolo con il grammatico ebreo Giuda ibn Quraysh, è stata presupposta una relazione tra le lingue semitiche e cushitiche; la linguistica moderna raggruppano queste due famiglie – insieme ai gruppi linguistici egizi, berberi, ciadici e omotici – nella più grande famiglia linguistica afroasiatica. Inoltre, le lingue nella parte meridionale dell'Africa sono ora considerate appartenenti a varie famiglie distinte indipendenti del gruppo afro-asiatico. Alcune teorie camitiche ora obsolete sono viste come razziste, in particolare una teoria proposta nel XIX secolo dall'esploratore britannico John Hanning Speke, che i Tutsi erano presumibilmente camiti e quindi intrinsecamente superiori.[12] Nel XVII secolo, il gesuita Athanasius Kircher sostenne che anche i cinesi fossero discesi da Cam per tramite degli egizi.[13]

Discendenti di Sem[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Semiti.
Sem, figlio di Noè. Illustrazione da Promptuarii Iconum Insigniorum, publ. da Guillaume Rouillé (1518-1589)

Sem (anche Shem, ebraico: שֵם, Šēm; greco: Σημ, Sēm; arabo: سام, Sām; ge'ez: ሴም, Sēm - "rinomanza, prosperità, nome") viene tradizionalmente considerato il capostipite delle genti semitiche. Gli ebrei e gli arabi si reputano figli di Sem per tramite di Arpachshad (e quindi semiti).

Secondo alcuni studiosi europei del XVII secolo (per es. John Webb), i popoli della Cina e dell'India discendevano anch'essi da Sem.[13]

La famiglia di Arpachshad (genealogia di Abramo) e il lignaggio di Yoqtan[modifica | modifica sorgente]

La genealogia a questo punto elenca varie generazioni dei discendenti di Arpachshad, a causa della loro connessione con la nazione ebraica e il resto della Genesi:

  • Cainan viene citato quale figlio di Arpachshad e padre di Shelah da alcune fonti antiche. Il nome è omesso nel testo masoretico ebraico del Tanakh, ma la Septuaginta greca e la genealogia di Gesù in Luca ("Cainam, figlio di Arfàcsad") includono tale nome.
  • Sela (anche trascritto come Shelah o Salah – ebr. שלח, Shelach, Šelḥ ) figlio di Arpachshad (o Cainan).
    • Eber figlio di Sela.
      • Peleg (ebr. פֶּלֶג/| פָּלֶג Péleg, Páleg, Péleḡ, Pāleḡ; "divisione"), figlio di Eber. Nella Tavola si afferma che la Terra venne divisa nei giorni di Peleg. Una divisione tripartita tra Cam, Sem e Jafetche precede l'incidente della Torre di Babele, è elaborata da varie fonti antiche.[18]
      • Yoqtan (Joktan, Ioctan, Yoktan o Joqtan (ebr. יָקְטָן, trasl. Yoqṭān; in arabo: قحطان, trasl. Qaḥṭān), figlio di Eber.
Figli di Yoqtan[modifica | modifica sorgente]
  • Almodad, figlio di Yoqtan. Secondo lo Easton Bible Dictionary (1897), "Almodad" significa "immeasurable (immisurabile)", tuttavia viene anche tradotto con "non misurato", "misuratore",[19] "misura di Dio",[20] "il beneamato" o "Dio è amato",[21] "Dio è amore",[22] e "Dio è amico".[23][24]
  • Sheleph, figlio di Yoqtan. Sheleph significa "estrarre" o "colui che estrae".[25]
  • Ascarmavet, figlio di Yoqtan. Ascarmavet (trascritto anche Hazarmaveth o Hazarmaueth) significa "dimora di morte"[26]
  • Jerah, figlio di Yoqtan.
  • Hadoram, figlio di Yoqtan.[27]
  • Uzal, figlio di Yoqtan.
  • Diklah figlio di Yoqtan.
  • Obal, figlio di Yoqtan.
  • Abimael, figlio di Yoqtan.
  • Sheba, figlio di Yoqtan.
  • Ofir (o Ophir – ebr. אוֹפִיר), figlio di Yoqtan.
  • Havilah, figlio di Yoqtan.
  • Jobab, figlio di Yoqtan.

In storiografia[modifica | modifica sorgente]

In Flavio Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Identificazioni geografiche di Flavio Giuseppe, circa 100 d.C./e.v.

Lo storico ebreo-romano del I secolo Flavio Giuseppe, nel suo Antichità giudaiche Libro 1, Capitolo 6, fu tra i primi a tentare di assegnare etnie note ad alcuni dei nomi elencati su Genesi 10. Le sue attribuzioni divennero la base per gli autori successivi e furono come segue:[28]

  • Gomer (Gomar): "Quelli che oggi dai Greci sono chiamati Galati, un tempo erano detti Gomariti essendo stati fondati da Gomar" (1.123).
    • Aschanax (Ashkenaz): "Aschanaxiani, che ora i Greci chiamano Regini" (1.126).
    • Rifat (Rifate): "Rifatei, che sono gli attuali Paflagoni (1.126).
    • Thrugramma (Togarmah, Tugrame): "Tugramei, che i Greci pensarono bene di chiamare Frigi" (1.126).
  • Magog: "Magogiani e li chiamò col suo nome, sono costoro che i Greci chiamarono Sciti" (1.123).
  • Madai (Mado): "Madei, che dai Greci sono detti Medi" (1.124).
  • Javan: "Jonia e tutti i Greci" (1.124).
    • Elisa (Alisa): "Elisei che ora sono gli Eoli" (1.127).
    • Tharsus (Tarshish, Tharso): "Tharsi, regione che una volta si chiamava Cilicia" (1.127). Fa inoltre derivare il nome della loro città Tarso da Tharsus ("la sua città principale e capitale è detta Tarso - la Th fu mutata in T", ibid.).
    • Cethimus (Kittim, Chetim): "l'isola di Chetima, l'attuale Cipro". Fa derivare il nome greco della loro città, che scrive Cition, da Cetimo (1.128).
  • Thobel (Tubal, Teobel): "Teobeliani che oggi si chiamano Iberi" (1.124).
  • Mosoch (Meshech, Mesco): "Mescheniani ... oggi si chiamano Cappadoci". Fa inoltre derivare il nome della loro capitale Mazaca da Mosoch/Mesco (1.125).
  • Thiras (Tiras, Teire): "Teiriani, che i Greci in seguito mutarono in Traci" (1.125).
  • Chus (Cush, Cus, Cuseo): "Etiopi ... suoi sudditi, a tutt'oggi si chiamano Cusei, e così tutti quelli dell'Asia" (1.131).
    • Sabas (Seba, Saba): Sabei (1.134).
    • Evilas (Havilah, Evila): "Evilei, che ora sono detti Getuliani" (1.134).
    • Sabathes (Sabta, Sabat): "Sabateniani, che dai Greci sono detti Astabariani" (1.134).
    • Sabactas (Sabteca, Sabacta): Sabacteniani (1.134).
    • Ragmus (Raamah, Ram): Rameani (1.135).
      • Judadas (Dedan, Judada): "Judadei - popolo a occidente dell'Etiopia" (1.135).
      • Sabas (Sheba, Sabeo): Sabei (1.135).
  • Mesraim (Misraim, Mersai): Egitto che Flavio Giuseppe dice venga chiamato dalle sue parti col nome di “Merse” (o Mestre) e gli Egiziani “Mersaeni” (1.132).
    • "Gli otto figli di Merseo occuparono tutta la regione che va da Gaza all'Egitto; ma Filistino è il solo che mantenne il nome del fondatore, perché i Greci chiamarono Palestina la parte toccata a lui. Degli altri, cioè Lumeo, Anania, Labimo il solo che si installò nella Libia e chiamò dal suo nome quella regione, Nedemo, Petrosimo, Chesloimo e Ceftomo sappiamo soltanto i nomi e null'altro, poiché la guerra etiopica, della quale parleremo appresso, distrusse dalle fondamenta le loro città" (1.136-137).
  • Phut (Put): Libia. Afferma che "Put colonizzò la Libia e, dal suo nome, chiamò gli indigeni Putiani. Nella Mauritania c'è ancora un fiume che porta questo nome; onde - ed è agevole vederlo - la maggior parte degli storici greci menzionano il fiume e la regione adiacente col nome Fute. Ma questa regione ha cambiato il suo nome in quello che porta adesso, preso da uno dei figli di Merseo, detto Libi" (1.132-133).
  • Canaan (Cananeo): Giudea, chiamata dal proprio nome Cananea/Canaan" (1.134).
    • Sidonius (Sidon, Sidonio): città di Sidonio, "detta poi Sidone dai Greci" (1.138).
    • Amathus (Hamathite, Amath): "Amatho, che tuttora sopravvive, ed è detta Amathe dagli indigeni, sebbene i Macedoni l'abbiano soprannominata Epifania, da uno dei successori di Alessandro" (1.138).
    • Arudeus (Arvadite, Arudeo): "isola di Arado" (1.138).
    • Arucas (Arkite, Aruceo): "Arce, nel Libano" (1.138).
    • "Degli altri sette, Evaio, Chetteo, Jebuseo, Amorreo, Gergeseo, Seineo, Samareo non abbiamo nulla nelle Sacre Scritture all'infuori dei nomi, poiché gli Ebrei distrussero le loro città" (1.139).
  • Elam: "Elamiti dai quali trassero origine i Persiani" (1.143).
  • Ashur (Assira): città di Nino ( è la città di Ninive) e ... i suoi sudditi, gli Assiri" (1.143).
  • Arphaxad (Arfacsad): "Arfacsadei, quelli che ora sono detti Caldei" (1.144).
    • Sala (Sale) (1.146).
      • Heber (Eber): "i Giudei, in origine detti Ebrei" (1.146).
        • Phaleg (Peleg, Faleg): nota che era chiamato così "perché nato nella divisione dei territori, dato che Faleg è il termine ebraico per “divisione” (1.146-147).
        • Joctan (Jucta) (1.147) e i figli:
          • "Elmodad, Salef, Azermoth, Ira, Edoram, Uzal, Dacle, Ebal, Abimael, Safa, Ofir, Evil, Iobel. Questi abitano dal fiume dell'India Cofeno alle località adiacenti alla Seria (Cina)" (1.147).
  • Aram: "Aramei, che i Greci chiamano Siri" (1.144).
    • Uz (Us): "Us fondò la Traconitide e Damasco, che si trova tra la Palestina e la Cele-Siria" (1.145).
    • Ul (Hul, Uru): Armenia (1.145).
    • Gather (Gether, Geter): Bactriani (1.145).
    • Mesa (Mesh, Mes): "i Mesenei nella regione detta Charax Spasinu" (1.145).
  • Laud (Lud): "Lidi, un tempo erano Ludi" (1.144).

In Ippolito[modifica | modifica sorgente]

Ippolito di Roma, teologo e scrittore romano, da un'illustrazione del XVII secolo

La cronaca di Ippolito di Roma (234 circa), che esiste in numerose copie in latino e greco,[29] rappresenta un altro tentativo di attribuire etnie ai nomi di Genesi 10, in certi casi simili a quelli di Flavio Giuseppe, ma con molte differenze, come segue:

Il Cronografo del 354, il Panarion (greco: Πανάριον, "Cassetta della medicina"),[30] di Epifanio di Salamina (375 circa), il Chronicon paschale (627 c.), la Storia di Albania dello storico georgiano Movses Kaghankatvatsi (VII secolo), e la Sinopsi delle Storie di Giovanni Scilitze (1057 c.) seguono le identificazioni di Ippolito.

In Girolamo[modifica | modifica sorgente]

Sofronio Eusebio Girolamo, che scriveva verso il 390, fornì una versione "aggiornata" delle identificazioni di Flavio Giuseppe, nel suo Questioni ebraiche sulla Genesi. Il suo elenco è sostanzialmente identico a quello di Flavio Giuseppe in quasi tutti i rispetti, ma con le seguenti notevoli differenze:

  • Thubal, figlio di Jafet: "Iberi, che sono anche gli Spagnoli da cui derivano i Celtiberi, sebbene certa gente supponga che siano Italiani."
  • Gether, figlio di Aram: "Acarnani o Cari"
  • Mash, figlio di Aram: Meoni

In Isidoro di Siviglia e successivi autori[modifica | modifica sorgente]

Lo studioso Isidoro di Siviglia, nella sua opera Etymologiae (600 circa), ripete le identificazioni di Girolamo, ma con i seguenti cambiamenti minori:[31]

  • Joktan, figlio di Eber: Indiani
  • Saleph, figlio di Yoqtan: Bactriani
  • Magog, figlio di Jafet: "Sciti e Goti"
  • Ashkenaz, figlio di Gomer: "Sarmati, che i Greci chiamano Rheginiani".

Le identificazioni di Isidoro per i figli di Jafet sono ripetute nella Historia Brittonum attribuita a Nennio. Le identificazioni di Isidoro divennero inoltre la base usata dai numerosi studiosi medievali successivi, e rimasero tali finché l'Età delle Scoperte indusse a nuove teorie, come quella di Benito Arias Montano (1571), che propose un nesso di Meshech con Mosca, e Ofir con il Peru.

Sem padre dell'Estremo Oriente[modifica | modifica sorgente]

L'Imperatore Yao, che i gesuiti figuristi[13] pensavano fosse l'immagine di Noè nella storia tradizionale cinese

Secondo l'opinione di alcuni studiosi europei del XVII secolo (per es. John Webb cit.), i popoli della Cina e dell'India discendevano da Sem.[13] Sia Webb che i gesuiti francesi che appartenevano alla scuola del Figurismo andarono oltre, identificando il leggendario Imperatore Yao della storia cinese con Noè stesso.[13]

Figli extrabiblici di Noè[modifica | modifica sorgente]

Esistono varie tradizioni nelle fonti postbibliche che asseriscono che Noè ebbe altri figli oltre a Sem, Cam e jafet – nati in tempi diversi prima, durante e dopo il Diluvio.

Secondo il Corano (Sura "Hud" vv. 42-43),[32] Noè ebbe un altro figlio non nominato che si rifiutò di imbarcarsi sull'Arca, preferendo invece salire su una montagna, dove comunque affogò. Alcuni successivi commentatori islamici danno il suo nome come Yam o Kan'an.[33]

Secondo la mitologia irlandese, come citato negli Annali dei Quattro Maestri e altrove, Noè ebbe un altro figlio chiamato Bith, al quale non fu permesso di imbarcarsi sull'Arca e che tentò di colonizzare l'Irlanda con 54 persone, ma che fu travolto insieme a tutti gli altri nel Diluvio.

Alcuni manoscritti del IX secolo delle Cronaca anglosassone riportano che Sceafa[34] fu il quarto figlio di Noè, nato a bordo dell'Arca, da cui la Casa di Wessex faceva risalire la sua discendenza; nella versione di Guglielmo di Malmesbury di questa genealogia (circa 1120), Sceaf viene considerato un discendente di Strefio, il quarto figlio nato a bordo dell'Arca (Gesta Regnum Anglorum).[35]

Un'opera araba antica nota come Kitab al-Magall o Libro dei Rotoli (parte della Letteratura Clementina) cita Bouniter, il quarto figlio di Noè, nato dopo il Diluvio, che si narra avesse inventato l'astronomia e istruito Nimrod.[36] Varianti di questa storia del quarto figlio, con nomi spesso simili, si trovano anche nell'opera pseudoepigrafa ge'ez del V secolo Conflitto di Adamo ed Eva con Satana (Barvin), il libro siriaco del VI secolo Il Tesoro (Yonton), Apocalisse di Pseudo-Metodio del VII secolo (Ionitus)[37]), il siriaco Libro dell'Ape 1221 (Yônatôn), l'ebraico Cronache di Jerahmeel del XII-XIV secolo (Jonithes), e in numerosa letteratura apocrifa armena, dove usualmente viene chiamato Maniton; anche negli scritti di Pietro Comestore 1160 circa (Jonithus), Goffredo da Viterbo 1185 (Ihonitus), Michele il Siriano 1196 c. (Maniton), Abu Salih l'Armeno 1208 c. (Abu Naiţur); Jacob van Maerlant 1270 c. (Jonitus), e Abraham Zacuto 1504 (Yoniko).

Martino Polono (1250 circa), versioni tarde della Mirabilia Urbis Romae, e il Chronicon Bohemorum di Giovanni di Marignola (1355) fanno di Janus (Giano) (cioè la divinità romana) il quarto figlio di Noè, che si trasferì in Italia, inventò l'astrologia e istruì Nimrod.

Secondo il monaco Annio da Viterbo (1498), lo scrittore babilonese ellenista Berosso ebbe a menzionare 30 figli nati a Noè dopo il Diluvio, tra cui i figli chiamati Tuisto, Prometeo, Giapeto, Macro, "16 titani", Crano, Granao, Oceano, e Tifeo. Sono anche citate le figlie di Noè chiamate Araxa "la Grande", Regina, Pandora, Crana, e Teti. Tuttavia il manoscritto di Annio viene oggi considerato da molti storici un falso.[38]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) August Dillmann e August Wilhelm Knobel, Genesis: Critically and Exegetically Expounded, vol. 1, Edimburgo, T. & T. Clark, 1897, p. 314.
  • (EN) Kautzsch, E.F.: citato da James Orr, The Early Narratives of Genesis in The Fundamentals, vol. 1, Los Angeles, Biola Press, 1917.
  • (EN) Henry M. Morris, The Genesis Record: A Scientific and Devotional Commentary on the Book of Beginnings, San Diego, Creation-Life Publishers, 1976.
  • (EN) Ray C. Stedman, The Beginnings, eLibro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fino alla metà del XIX secolo, questa interpretazione veniva considerata fatto storico, ed è ancor oggi considerato tale da molti ebrei ortodossi e cristiani.
  2. ^ Nel Libro dei Giubilei si elencano i nomi delle mogli come segue:
    • Moglie di Noè: Emzara, figlia di Rake'el, figlio di Matusalemme
    • Moglie di Sem: Sedeqetelebab
    • Moglie di Cam: Ne'elatama'uk o Na'eltama'uk
    • Moglie di Jafet: 'Adataneses
  3. ^ Riferimento coranico
  4. ^ Similmente in altre versioni e traduzioni coraniche, per es. Sufi.it 37
  5. ^ Nel testo biblico veniva indicato che i popoli nati dai discendenti di Iafet abitavano le terre poste a settentrione e a occidente di Israele, nel mar Egeo e nella penisola Anatolica, così arrivando a comprendere non solo Cretesi e Micenei, e più in generale il popolo Greco, ma anche i Babilonesi, Assiri e Persiani.
  6. ^ Lexicon di Cham (Strong's 02526) (EN)
  7. ^ Lexicon di Shem (Strong's 08035) (EN)
  8. ^ Lexicon di Yepheth (Strong's 03315) (EN)
  9. ^ I popoli Jafeti o Iafeti sono i supposti discendenti di Jafet/Iafet nella Bibbia. Le diverse variazioni del termine includono: Giapeti/Iapeti, Jafetiti, Giapetiti, Iafetiti, ecc.
  10. ^ Nikolai Yakovlevich Marr, Valerian Borisovich Aptekar, Language and Society, State Academy of the History of Material Culture, 1934.
  11. ^ Graham Smith, Nation-building in the Post-Soviet Borderlands: The Politics of National Identities, Cambridge University Press, 1998, p. 178.
  12. ^ L'esploratore britannico John Hanning Speke compì tre viaggi di esplorazione in Africa. Sostenne e diffuse l‘ipotesi hamitica, una teoria razzista sospettata causa principale tra l'altro del genocidio ruandese. Il suo primo viaggio risale al 1854, viaggio in cui si unì al già famoso Richard Francis Burton per una spedizione in Somalia. A dispetto delle difficoltà, i due riuscirono a raggiungere la 'città proibita' di Harar. Cfr. D. E. Mungello, op. cit., p. 179 & passim.
  13. ^ a b c d e David E. Mungello, Curious land: Jesuit accommodation and the origins of Sinology, University of Hawaii Press, 1989, pp. 179, 336–337 (Google Book) - ci sono numerosi riferimenti in questo libro sulle opinioni dei primi gesuiti figuristi e di altri circa il nesso tra Noè e la Cina. Il Figurismo fu un movimento intellettuale dei missionari gesuiti alla fine del XVII secolo e inizio del XVIII, i cui membri reputavano il libro I Ching quale opera profetica contenente i misteri del Cristianesimo, e si dedicarono quindi a collaborare con l'Imperatore Qing (Ching) – piuttosto che con gli intellettuali cinesi – come modo per promuovere il Cristianesimo in Cina.
  14. ^ Per es. nel Giubilei 9:4; 11:1-7 "Book of Jubilees at Wesley Center" (EN)
  15. ^ Alan R. Millard, Biblical Archaeology Review, magg./giu. 2001: "Where Was Abraham's Ur?" (EN)
  16. ^ Cfr. anche il Lexicon ebraico Brown-Driver-Briggs, 'ărâm, e "altopiano", nella Concordanza Strong, 'ărâm o arawm'. Parola nr. 758, cfr. "Hebrew word #758", Brown, Driver, Briggs, Gesenius Lexicon. Vedi anche "Hebrew word #758", Strong's Exhaustive Concordance di James Strong, 1890. Una parola associata, la nr. 759 ארמון armôn, viene definita "cittadella, palazzo, fortezza" da Brown-Driver-Briggs. La stessa parola su Strong's Concordance è ארמון "armôn o ar-mone", "da una radice rara (che significa essere elevati); una cittadella (dalla sua altitudine): - castello, palazzo."
  17. ^ "Year-Names for Naram-Sin" (EN)
  18. ^ Per es. Libro dei Giubilei, Pseudo-Filone, Predicazione di Pietro, Flavio Giuseppe (I.VI.4).
  19. ^ Rene Noorbergen, Secrets of the Lost Races: New Discoveries of Advanced Technology in Ancient Civilizations, 2001, TEACH Services, Inc. ISBN 1-57258-198-0
  20. ^ Roswell Dwight Hitchcock, Nathaniel West, Alexander Cruden, Hitchcock's New and Complete Analysis of the Holy Bible, 1870, A.J. Johnson. ISBN 0-8370-1742-4
  21. ^ International Standard Bible Encyclopedia, 1915.
  22. ^ Thomas Inman, Ancient Faiths Embodied in Ancient Names, Kessinger Publishing, 2002, Parte I, s.v. "Almodad",p. 231. ISBN 0-7661-2668-4
  23. ^ Alfred J. Kolatch, The Comprehensive Dictionary of English & Hebrew First Names, Jonathan David Company, 2005, s.v. "Almodad", p. 39. ISBN 0-8246-0455-5
  24. ^ David K. Stabnow, HCSB Super Giant Print Dictionary and Concordance, Broadman & Holman, 2006, "Almodad", p. 47. ISBN 0-8054-9489-8
  25. ^ Hitchcock's Bible Dictionary, cit.
  26. ^ Hitchcock's Bible Dictionary, cit.. Vedi "Joktan generò Almodad, Selef, Ascarmavet, Jerach, Adòcam, Uzal, Dikla, Obal, Abimaèl, Saba, Ofir, Avìla e Ibab. Tutti questi furono i figli di Joktan
  27. ^ Secondo le note del Rabbi Aryeh Kaplan: "Hadarom: alcuni lo interpretano come se indicasse il sud".
  28. ^ Antichità Giudaiche– Libro I (IT) - i nomi propri alternativi (in corsivo) e i riferimenti specifici del tomo sono citati tra parentesi.
  29. ^ Die Chronik des Hippolytus (DE)
  30. ^ Titolo datogli dalle traduzioni del XVI secolo: esteso Panarion adversus omnes haereses dove Epifanio prende in esame e combatte circa 80 eresie diverse. Cfr. "Epiphanius of Salamis (Excerpts on the Council of Nicaea" (EN)
  31. ^ Etymologies of Isidore, trad inglese (EN) ; testo latino: da LacusCurtius, from Biblioteca Latina, Edizione IntraText (LA)
  32. ^ " [E l'Arca] navigò portandoli tra onde [alte] come montagne. Noè chiamò suo figlio, che era rimasto in disparte: «Figlio mio, sali insieme con noi, non rimanere con i miscredenti». Rispose: «Mi rifugerò su un monte che mi proteggerà dall'acqua» Disse [Noè]: «Oggi non c'è nessun riparo contro il decreto di Allah, eccetto [per] colui che gode della [Sua] misericordia. Si frapposero le onde tra i due e fu tra gli annegati."
  33. ^ Questo venne osservato sin dal 1734, nel commentario del Corano scritto dall'orientalista George Sale.
  34. ^ Sceafa (anglo: scēafa), anche Scēaf o Scēf, fu un antico re lombardo delle leggende anglosassoni. Secondo la sua storia, Sceafa aparve misteriosamente come bambino, uscendo dal mare su una barca vuota. Il nome appare anche in forme corrette: Seskef, Stefius (Stefio), Strephius (Strefio) e Stresaeus (Streseo). Sebbene il nome sia stato modernizzato in Shava (e latinizzato in Scefius), J. R. R. Tolkien ha usato l'ortografia moderna Sheave.
  35. ^ (LA) Willelmi Malmesbiriensis Monachi, de Gestis Regum Anglorum libri quinque & Historiae Novellae, libri tres, 2 voll., publ. da William Stubbs (Rolls Series 90), Londra 1887-9. (Rerum britannicarum Medii aevi scriptores, o Chronicles and memorials of Great Britain and Ireland during the Middle ages), ristampa 1964.
  36. ^ Seth in Jewish, Christian, and Gnostic Literature, Albertus Frederik Johannes Klijn, Vol. 46 del Novum Testamentum. Supplementi, BRILL, 1977, p. 54.
  37. ^ S.P. Brock nota che gli antichi testi greci di Pseudo-Metodio lo riportano come Moneton, mentre la versione siriaca riporta Ionţon (Armenian Apocrypha, p. 117)
  38. ^ (EN) "Travels of Noah into Europe"

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