Fight the Power

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Fight the Power
Artista Public Enemy
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1989
Durata 4 min : 42 s
Genere[1] Golden age rap
Political rap
East Coast rap
Hardcore rap
Etichetta Tamla
Produttore The Bomb Squad

Fight the Power ("Combatti il potere") è un brano musicale del gruppo rap Public Enemy, incluso nella colonna sonora del film Fa' la cosa giusta del 1989 e pubblicato come singolo lo stesso anno. Nel 1990, una versione modificata venne inclusa nel terzo album del gruppo, Fear of a Black Planet.

Il brano[modifica | modifica sorgente]

La canzone è considerata il testamento politico della band, e il loro singolo di maggior successo. Recentemente, Fight the Power si è classificata al primo posto della classifica "VH1's 100 Greatest Songs of Hip Hop", a dimostrazione dell'impatto della canzone.[2] All'epoca della pubblicazione, il singolo raggiunse la posizione numero 1 nella classifica Hot Rap Singles e la numero 20 nella Hot R&B Singles.

Una versione alternativa del brano è presente nel disco compilation Chuck D Presents: Louder than a Bomb, con un assolo di sassofono da parte di Branford Marsalis.

A proposito della canzone Brian Hardgroove disse: «Le forze dell'ordine sono necessarie. Come specie umana non ci siamo evoluti abbastanza da poterne fare a meno. Fight the Power non parla di combattere l'autorità, non è affatto così. Parla piuttosto di combattere l'abuso di potere da parte dell'autorità».[3]

Nel 2004, il brano è stato classificato alla posizione numero 322 della "lista delle 500 migliori canzoni di sempre" redatta dalla rivista Rolling Stone.

Video musicale[modifica | modifica sorgente]

Spike Lee produsse e diresse due video musicali per la canzone. Il primo contiene varie scene tratte dal film Fa' la cosa giusta. Nel secondo video, Lee usa centinaia di comparse per simulare disordini razziali a Brooklyn. Le comparse portano cartelli con sopra le effigi di Paul Robeson, Marcus Garvey, Chuck Berry e Martin Luther King.

Campionamenti usati nel brano[modifica | modifica sorgente]

La strofa su "Elvis"[modifica | modifica sorgente]

Una delle strofe più celebri del testo, ed anche una di quelle che hanno creato più scalpore è quella che accusa Elvis Presley (e anche John Wayne, altro mito americano) di essere stato un razzista:

(EN)
« Elvis was a hero to most,

But he never meant shit to me you see.
Straight up racist that sucker was,
Simple and plain.
Motherfuck him and John Wayne,
Cause I'm Black and I'm proud! »

(IT)
« Elvis era un eroe per molti,

Ma non ha mai significato un cazzo per me.
Era uno stronzo razzista,
Puro e semplice.
Fanculo lui e John Wayne,
Perché sono nero e ne sono fiero! »

(Fight the Power - Public Enemy)

La persistenza di tale atteggiamento è stata alimentata dal risentimento per il fatto che Presley, il cui linguaggio musicale e visivo deriva da fonti africane in America, ha riscosso il successo e il riconoscimento culturale e commerciale in gran parte negato ai suoi contemporanei neri. A tutt'oggi, la nozione che Presley ha "rubato" la musica dei neri per edulcorarla e ricavarne profitto, trova ancora dei seguaci.[4]

Cover[modifica | modifica sorgente]

Fight the Power è stata fatta oggetto di cover dai Barenaked Ladies nel 1991, e dai Korn con il rapper Xzibit nel disco della colonna sonora del film xXx 2: The Next Level.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stephen Thomas Erlewine, Fear of a Black Planet > Overview, Allmusic.com. URL consultato il 28-09-2010.
  2. ^ 100 Greatest Hip Hop Songs
  3. ^ Public Enemy website
  4. ^ Myrie, 2009, pag. 123–24

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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