Fight Club (film)
Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. Il film è sceneggiato da Jim Uhls, prodotto da Art Linson e Arnon Milchan e distribuito dalla 20th Century Fox.
Il film offre una visione altamente critica del consumismo e dell'alienazione dell'uomo moderno.
Nel 2008 è inserito al decimo posto nella classifica "500 Greatest Movies of All Time" stilata dalla rivista britannica Empire.[1]
Indice |
Trama [modifica]
Il protagonista, consulente del ramo assicurativo di un'importante casa automobilistica, è il prototipo dello yuppie frustrato dalla vita moderna: insonne, ansioso, stordito dal jet lag. Trova un'apparente calma solo cominciando a frequentare gruppi d'ascolto per persone affette da mali incurabili. In questo modo incontra anche Marla Singer, una ragazza, che come lui, finge di avere gravi malattie pur di poter incontrare persone che riescano ad essere pienamente sincere con lei.
Durante i suoi viaggi di lavoro, il protagonista fa la conoscenza di Tyler Durden, un originale ed eccentrico produttore e venditore di sapone. Un giorno, tornato dal lavoro, il protagonista scopre che la propria abitazione è andata distrutta in un'esplosione causata da una perdita di gas propagatasi all'interno di essa; disperato, affidandosi al caso, telefona a Tyler e decide di incontrarlo nuovamente. Nasce tra i due un affiatato quanto bizzarro rapporto, al punto che Tyler deciderà di ospitarlo nella propria fatiscente abitazione. A questo punto il protagonista verrà coinvolto da Tyler nella creazione del Fight Club, un circolo segreto i cui appartenenti prendono parte a violenti combattimenti tra loro. I due pian piano entrano in simbiosi, e radunano nuovi e numerosi adepti. In breve tempo, quello che era un circolo di combattimenti clandestini si trasforma in un ritrovo di uomini alienati e insoddisfatti, pronti a combattere fino alla morte pur di rovesciare ciò che considerano il loro nemico giurato: l'attuale disumana società, che trova la sua massima espressione nell'"American way of life". Tale indirizzo culmina nella creazione di un gruppo sovversivo e nel concepimento di un fantomatico Progetto Mayhem di stampo eco-terrorista.
Il protagonista nel frattempo parte alla ricerca di Tyler, temporaneamente scomparso, e di una risposta quantomeno plausibile a tutto ciò che sta accadendo. Ritrova bizzarramente Tyler, infiltratosi nella camera d'albergo in cui avrebbe alloggiato per una notte in attesa di ripartire; lì Tyler gli rivela di essere il suo alter-ego e che i suoi tentativi di cambiare vita sono tutti adunati in un'unica persona, che è appunto Tyler.
Spaventato dalle conseguenze estreme derivanti dall'attuazione del Progetto Mayhem, il protagonista denuncia alla polizia di essere il capo dei numerosi circoli legati alla boxe clandestina e di avere intenzione di fare esplodere i più importanti istituti di credito della città, al fine di ristabilire la "parità" tra le persone e di creare caos. Nel finale, dopo una colluttazione tra i due, il protagonista si spara per stroncare la vita di entrambi, ma la ferita per lui non è funesta, così assiste al crollo dei 12 istituti di credito in cui erano state piazzate le bombe insieme a Marla.
Colonna sonora [modifica]
A partire dal 28 settembre 1999 è stato pubblicato l'album Fight Club: Original Motion Picture Score dei Dust Brothers.[2]
La canzone che fa da sottofondo all'ultima scena del film e ai titoli di coda è Where Is My Mind?, hit dei Pixies.[3]
Tracce [modifica]
- Who Is Tyler Durden?
- Homework
- What Is Fight Club?
- Single Serving Jack
- Corporate World
- Psycho Boy Jack
- Hessel, Raymond K.
- Medulla Oblongata
- Jack's Smirking Revenge
- Stealing Fat
- Chemical Burn
- Marla
- Commissioner Castration
- Space Monkeys
- Finding the Bomb
Accoglienza [modifica]
La pellicola ebbe un incasso di poco superiore ai 100 milioni di dollari, nettamente al di sotto delle aspettative dei produttori (il budget era stato di 63 milioni), riscuotendo invece un crescente e sotterraneo successo in home video, fino a diventare un cult movie tra gli appassionati.[4]
Riconoscimenti [modifica]
- 2000 - Premio Oscar
- Nomination Miglior montaggio sonoro a Ren Klyce e Richard Hymns
- 1999 - Las Vegas Film Critics Society Award
- Nomination Miglior montaggio a James Haygood
- 2000 - MTV Movie Award
- Nomination Miglior combattimento a Edward Norton (contro se stesso)
- 2000 - BRIT Award
- Nomination Miglior colonna sonora
- 2000 - Online Film Critics Society Award
- Nomination Miglior film
- Nomination Miglior regista a David Fincher
- Nomination Miglior attore a Edward Norton
- Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Jim Uhls
- Nomination Miglior montaggio a James Haygood
- 2000 - Costume Designers Guild Award
- Migliori costumi in un film contemporaneo a Michael Kaplan
Citazioni in altre opere [modifica]
- Nel film Mr. & Mrs. Smith, dove recita Brad Pitt, Benjamin (interpretato da Adam Brody) indossa una maglietta di Fight Club.[5]
- In una scena di Bastardi senza gloria, il personaggio interpretato da Brad Pitt dice: «Combattere in uno scantinato presenta numerosi inconvenienti, primo fra i quali il combattere in uno scantinato!», in riferimento al film.[5]
- In una scena di Drillbit Taylor - Bodyguard in saldo, durante una scena si vede alla TV un filmato preso dal film.[5]
- Nel quarto episodio della terza stagione del telefilm Chuck Jeff e Lester organizzano un Fight Club nel magazzino del Buy More.[5]
- Nel singolo Kevin Spacey dell'album Il sogno eretico di Caparezza vengono citati il film, Edward Norton e Tyler Durden.
- Il rapper italiano Raige ha pubblicato nel suo disco Tora-Ki la canzone Fight Club come bonus track. Successivamente, lo stesso rapper ha pubblicato Fight Club 2.0 in collaborazione con i OneMic, suo gruppo d'appartenenza, nell'album Quella sporca dozzina. Le due canzoni sono un omaggio al film.
- Nell'ottavo episodio della terza stagione della serie televisiva Glee, uno dei protagonisti, Blaine Anderson afferma, mentre si allena con un punchball, di aver creato un proprio fight club nella sua vecchia scuola privata, del quale non può però assolutamente parlare, secondo la prima regola del club.[6]
- Il gruppo svedese di musica elettronica Slagsmålsklubben prende il nome direttamente dal film (e romanzo), in quanto è la traduzione in svedese del titolo. Nel loro singolo del 2004 Hit Me Hard inoltre sono presenti le voci campionate di Edward Norton e Brad Pitt dalla scena del parcheggio.
- Ne La rissa, decimo episodio della quarta stagione della serie televisiva How I Met Your Mother - Alla fine arriva mamma, uno dei personaggi principali, Marshall Eriksen, è protagonista di un flashback in cui, in maniera parodistica, si batte con i suoi fratelli replicando alcuni momenti di una famosa scena del film.[7]
- Nel film Mia moglie per finta Nick Swardson, mentre interpreta Dolf, dice di fare il pecoraio e che la gente gli compra le pecore per fare Fight club di pecore.
- Nel film Il gatto con gli stivali, Humpty Dumpty fonda con Gatto il Bean club e ne stabilisce le regole, che sono uguali alle prime due del Fight club.
Differenze dal romanzo [modifica]
- Nel film Tyler Durden vuole portare la società odierna nel caos colpendo le sedi delle banche e le società di carte di credito. Ci riesce con delle autobombe piene di nitroglicerina fatta in casa. Nel libro, invece, Tyler Durden, tramite il "comitato scherzi" del Progetto Mayhem, sberleffa gli uffici contabili lanciando dai grattacieli sulla folla ammassata scrivanie, schedari e documenti.
- Nel libro, il grasso che Tyler Durden utilizza per creare il sapone è quello rubato alla madre di Marla Singer dopo la liposuzione; nel film proviene da una clinica.
- La scena in cui il protagonista si picchia da solo per incastrare il suo capo ufficio avviene nel libro con il capo dell'albergo che ha scoperto le oscenità compiute da Tyler Durden.
- Nel finale cinematografico, dopo aver "ucciso" Tyler Durden con un colpo di pistola, il protagonista assiste al crollo dei grattacieli insieme a Marla. Nel libro il protagonista si libera nello stesso modo di Tyler Durden, ma non avviene nessuna esplosione a causa di un malfunzionamento di una bomba determinato dall'aggiunta di paraffina. Il vero finale vede il protagonista in un letto d'ospedale dopo che si è sparato alla bocca con l'intenzione di uccidere il suo alter-ego. Immagina però di essere in paradiso: tutti si prendono cura di lui, gli danno quel che gli serve per stare bene (le medicine) e, di tanto in tanto, un addetto alle pulizie con uno spazzolone passa vicino a lui e gli dice "distruggeremo la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo".
- Nel libro il Progetto Mayhem viene chiamato "Progetto Caos".
Note [modifica]
- ^ (EN) 500 Greatest Movies of All Time. Empire
- ^ (EN) Fight Club: Original Motion Picture Score [Soundtrack]. Amazon.com. URL consultato in data 31-10-2009.
- ^ (EN) Soundtracks for Fight Club (1999). IMDb. URL consultato in data 31-10-2009.
- ^ "Fight Club" di David Fincher. CineFile.biz. URL consultato in data 19-11-2010.
- ^ a b c d (EN) Movie connections for Fight Club (1999). Internet Movie Database. URL consultato in data 20 gennaio 2012.
- ^ (EN) Movie connections for "Glee" Hold on to Sixteen (2011). Internet Movie Database. URL consultato in data 20 gennaio 2012.
- ^ . Internet Movie Database. URL consultato in data 8 marzo 2012.
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Fight Club
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale
- (EN) Scheda su Fight Club dell'Internet Movie Database
|
|