Fiat R.2
| Fiat R.2 | |
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Un Fiat R.2 con le insegne turche.
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| Descrizione | |
| Tipo | ricognitore |
| Equipaggio | 2 (pilota ed osservatore) |
| Progettista | Celestino Rosatelli |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 1918 |
| Data entrata in servizio | 1918 |
| Utilizzatore principale | |
| Altri utilizzatori | |
| Esemplari | 138[1] |
| Sviluppato dal | SIA 7 B2 |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 8,80 m |
| Apertura alare | 12,30 m |
| Altezza | 3,30 m |
| Superficie alare | 46,50 m² |
| Peso a vuoto | 1 220 kg |
| Peso carico | 1 720 kg |
| Propulsione | |
| Motore | un Fiat A.12 bis |
| Potenza | 300 CV (221 kW)[1] |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 175 km/h |
| Autonomia | 550 km |
| Tangenza | 4 800 m |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | una Lewis calibro 7,7 mm |
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I dati sono estratti da "Fiat R2" in "Their Flying Machines"[2] |
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Il Fiat R.2 era un monomotore da ricognizione biplano biposto sviluppato dall'azienda italiana Fiat Aviazione nei tardi anni dieci del XX secolo.
Secondo alcune fonti[3][4][5] fu il primo velivolo a vedere la luce con il marchio Fiat, mentre altri[6] indicano che la produzione sarebbe avvenuta ancora con la precedente denominazione di Società Italiana Aviazione; in questo caso la bibliografia indica il velivolo come S.I.A. R-2.
Indice |
Storia del progetto [modifica]
Nato nel corso del 1918, il progetto del ricogniotre R.2 viene attribuito, ancora una volta secondo fonti diverse, all'ingegner Celestino Rosatelli[1][2][3][4][5] oppure all'ingegner Miro Gamba[6]. In questo secondo caso, comunque, l'opera di Rosatelli sarebbe stata destinata all'irrobustimento generale della struttura e, più nello specifico, alla revisione degli impennaggi[1].
Ulteriormente discordanti tra loro, le notizie reperite indicano che il progetto sarebbe derivato dalla revisione di un precedente modello realizzato dalla SIA: in alcuni casi questo viene identificato nel SIA 7B[1][3] o, più in dettaglio, SIA 7B-2[2][6], mentre altri indicano che discendesse dal SIA 9[4].
Tecnica [modifica]
Il Fiat R.2 era un biplano di tipo classico, per l'epoca, dotato di un singolo motore all'estrema prua, con doppio abitacolo aperto (con disposizione in tandem); le ali (secondo alcuni di apertura tra loro diversa[1]) erano tra loro collegate da una doppia coppia di montanti ed impennaggio monoplano controventato inferiormente.
Il carrello d'atterraggio era fisso, di tipo biciclo, con elementi monoruota tra loro collegati da un assale rigido; posteriormente era integrato con un pattino d'appoggio.
Il motore installato era il Fiat A.12bis: si trattava di un 6 cilindri in linea, raffreddato a liquido, capace di erogare la potenza di 300 CV; azionava un'elica bipala.
L'armamento era costituito da due mitragliatrici: una fissa, sul lato destro della fusoliera[6] (sparante mediante sincronizzatore attraverso il disco dell'elica), ed una brandeggiabile a disposizione dell'osservatore.
Impiego operativo [modifica]
In Italia il velivolo venne utilizzato dal Servizio Aeronautico del Regio Esercito nelle fasi finali della prima guerra mondiale mentre l'aviazione turca lo impiegò nel corso di azioni belliche durante la guerra d'indipendenza.[7]
Il Servizio Aeronautico avanzò un primo sostanzioso ordine per 500 esemplari del velivolo che venne però ridotto a 129 aerei in seguito alla cessazione delle ostilità[1][6]; nel corso del 1923 il produttore fu chiamato a realizzare altri nove velivoli per sostituire quelli usurati durante l'impiego nei rispettivi reparti[1].
Apprezzati sia dagli equipaggi che dagli addetti alla manutenzione[1], gli R.2 rimasero in servizio nei reparti da ricognizione della Regia Aeronautica fino al 1927[1] (ancora una volta le fonti sono discordanti tra loro e si trova chi indica la rimozione dal servizio nel corso del 1925[6]). Di sicuro, al 1º luglio 1927, la relazione sul "Programma di sviluppo e bilancio relativo a 92 squadriglie e 3 dirigibili per il 1 luglio 1928" affermava che fossero due le squadriglie che mantenevano ancora in linea gli R.2 ed a quella data le esistenze, escluse le colonie, riportavano 23 esemplari.[8]
Utilizzatori [modifica]
- operò con quattro esemplari acquistati dall'Italia.[7]
Note [modifica]
- ^ a b c d e f g h i j Boroli, Boroli, op. cit.
- ^ a b c Fiat R2 in Their Flying Machines. http://flyingmachines.ru/, 22 settembre 2011. URL consultato in data 18 settembre 2012(EN, RU).
- ^ a b c "Fiat R 2" in "www.avia-it.com"
- ^ a b c "R.2, Fiat" in "www.enricopezzi.it"
- ^ a b "Fiat R.2" in "www.theaerodrome.com"
- ^ a b c d e f Camurati, op. cit.
- ^ a b M. Haluk Sevel. (EN) FIAT R2 in TAYYARECİ-TÜRKİYENİN GERÇEK HAVACILIK SİTESİ. http://www.tayyareci.com/default.asp. URL consultato in data 18 settembre 2012.
- ^ Andrea Curami, Appunti sull'aviazione italiana negli anni '20: Gli aerei da ricognizione, 2ª parte., Aerofan1981, pp. 2-5.
Bibliografia [modifica]
- Achille Boroli; Adolfo Boroli, Fiat R 2 in L'Aviazione, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, Vol. 7, pp. 240. (ISBN non disponibile)
- Gastone Camurati, S.I.A. - R.2 in Aerei italiani 1914 - 1918, Roma, Aeronautica Militare, 1974, pp. 133-134. (ISBN non disponibile)
- Fred T. Jane, All the World's Aircraft 1919 (in inglese), Londra, Sampson Low, Marston e Co., pp. 391. (ISBN non disponibile)
- Michael J. H. Taylor, Jane's Encyclopedia of Aviation (in inglese), Londra, Studio Editions, 1989, pp. 391. ISBN 978-0-517-69186-1
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Fiat R.2 in The Aerodrome - Aces and Aircraft of World War I. http://www.theaerodrome.com/index.php. URL consultato in data 21 novembre 2012.
- (EN, RU) Fiat R2 in Their Flying Machines. http://flyingmachines.ru/, 22 settembre 2011. URL consultato in data 18 settembre 2012.
- Fiat R2 in Aerei Italiani - Brevi pagine di storia dell'Aviazione Italiana. http://www.aerei-italiani.net/index.htm. URL consultato in data 21 novembre 2012.
- FIAT R 2 in AVIA - Associazione di Volontariato in Italia per l'Aviazione. http://www.avia-it.com/act/avianew_index.asp. URL consultato in data 21 novembre 2012.
- (EN) Fiat R-2 in World History by History Link 101. http://historylink101.com/index.htm. URL consultato in data 24 novembre 2012.
- R.2, Fiat (1918) in Generale B.A. Enrico Pezzi - Omaggio alla memoria. http://www.enricopezzi.it/index.htm. URL consultato in data 21 novembre 2012.
- M. Haluk Sevel. (EN) FIAT R2 in TAYYARECİ-TÜRKİYENİN GERÇEK HAVACILIK SİTESİ. http://www.tayyareci.com/default.asp. URL consultato in data 18 settembre 2012.
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