Fiat G.18

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiat G.18
Il G.18 marche I-ELIO della compagnia aerea Avio Linee Italiane.
Descrizione
Tipo aereo di linea
Equipaggio 3 (2 piloti, 1 operatore radio)
Progettista Giuseppe Gabrielli
Costruttore Italia Fiat Aviazione
Data primo volo 3 settembre 1935
11 marzo 1937 (G.18V)
Utilizzatore principale Italia Avio Linee Italiane
Altri utilizzatori Italia Regia Aeronautica
Repubblica Sociale Italiana ANR
Germania Luftwaffe
Esemplari 9
Dimensioni e pesi
Lunghezza 18,81 m
Apertura alare 25,00 m
Altezza 5,01 m
Superficie alare 88,3
Peso a vuoto 7 200 kg
Peso carico 10 800 kg
Passeggeri 18
Propulsione
Motore 2 radiali Fiat A.80 RC.41
Potenza 1 030 CV (758 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 400 km/h
Velocità di salita 4,8 m/s
Autonomia 1 675 km
Tangenza 8 700 m
Note dati riferiti alla versione G.18V

[senza fonte]

voci di aerei civili presenti su Wikipedia

Il Fiat G.18 era un bimotore di linea ad ala bassa prodotto dall'azienda italiana Fiat Aviazione nella metà degli anni trenta.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Il G.18 nasce dall'esigenza di dotare la compagnia aerea Avio Linee Italiane, di proprietà del gruppo FIAT, di un nuovo modello. Il progetto viene affidato all'ingegner Giuseppe Gabrielli, già in forze alla Fiat Aviazione e progettista di numerosi velivoli sia civili che militari.

I primi tre esemplari prodotti vennero destinati alla ALI, compagnia di proprietà della casa automobilistica torinese, risultando operativi dai primi mesi del 1936. Dopo i primi voli venne però evidenziato che per l'impiego a loro destinato risultavano sottopotenziati. Per ovviare al problema, l'azienda costruttrice ricorse ad una parziale riprogettazione di alcuni particolari. La coda venne modificata adottando un nuovo impennaggio caratterizzato da una deriva di diverso disegno ed uno stabilizzatore dotato di controventatura, quindi si optò per la sostituzione dell'impianto motore dagli originali A.59 R con una coppia dei più potenti Fiat A.80 RC.41 da 1 030 CV (758 kW), sempre ad architettura radiale ma a doppia stella e dotati di compressore.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il Fiat G.18 senza livrea
Ancora una vista di un Fiat G.18 senza livrea

Il G.18 era un velivolo dall'aspetto convenzionale; monoplano bimotore ad ala bassa a sbalzo di costruzione interamente metallica.

La fusoliera, di sezione rettangolare, integrava la cabina di pilotaggio posta in posizione superiore collegata allo scomparto passeggeri da 18 posti a sedere ed al vano bagagli. La stessa terminava posteriormente in una coda tradizionale dotato di impennaggio monoderiva di grandi dimensioni.

L'ala, montata bassa e a sbalzo, era divisa in due semiali dalla struttura trilongherone, realizzata in duralluminio e ricoperta da lamiera liscia dello stesso materiale.

Il carrello d'atterraggio presentava una configurazione a triciclo classico con i carrelli anteriori semiretrattili che rientravano nelle gondole motore integrato da un ruotino posteriore d'appoggio posizionato sotto la coda.

La propulsione era assicurata da due motori posizionati in due gondole alari, i Fiat A.59 R da 700 CV (515 kW), dei radiali 9 cilindri raffreddati ad aria, ma era previsto l'utilizzo di motori radiali alternativi di produzione nazionale.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

In questa configurazione vennero prodotti sei esemplari, tutti consegnati alla ALI, i quali vennero utilizzati per coprire alcune tratte europee fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Nel giugno 1940 la ALI venne posta sotto il controllo della Regia Aeronautica che requisì i G.18 per utilizzarli come aerei da trasporto, tra l'altro, nelle operazioni di trasporto truppe verso l'Albania del novembre successivo, una delle operazioni integrate nella Campagna italiana di Grecia. Alla data dell'armistizio di Cassibile rimaneva operativo un solo esemplare, mentre tre esemplari furono requisiti dalla Luftwaffe ed un ultimo esemplare venne utilizzato dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana. Quest'ultimo, il 30 aprile 1944, rimase coinvolto in un incidente sulla pista dell'Aeroporto di Bresso che, a causa del carico di munizioni, ne provocò l'esplosione coinvolgendo anche le infrastrutture alle quali causò notevoli danni.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

G.18
versione originale, prodotta in tre esemplari ed equipaggiata con due motori Fiat A.59 R da 700 CV (515 kW)
G.18V
sviluppo della versione G.18, prodotta in sei esemplari e dotata di due motori Fiat A.80 RC.41 da 1 030 CV (758 kW)

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia

Militari[modifica | modifica sorgente]

Germania Germania
Operò con tre esemplari requisiti dopo l'Armistizio di Cassibile.
bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael J. H. Taylor. Jane's Encyclopedia of Aviation. London, Studio Editions, 1989. p. 389
  • (EN) World Aircraft Information Files. London, Bright Star Publishing. File 894 Sheet 21

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]