Fetus in fetu

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Immagine post-operatoria di un fetus in fetu di sesso indeterminato rimosso e posizionato sul proprio abbozzo di schiena. Si possono notare le dita rudimentali afferrate dalla pinza.

Il fetus in fetu è una rara anormalità dello sviluppo embrionale nella quale i tessuti che formano un feto crescono e si differenziano all'interno del corpo di un gemello normalmente sviluppato. Si tratta di una gravidanza gemellare atipica, in cui parte delle cellule staminali di una blastocisti si localizzano tra le cellule di un embrione in formazione e procedono a una differenziazione autonoma.

Il feto incluso è piccolo e malformato; è generalmente provvisto di una colonna vertebrale, presenta arti inferiori e superiori abbozzati e, nonostante la comune assenza di encefalo e cuore, possiede un'organizzazione somatotopica degli organi interni simile a quella degli individui sani.

La diagnosi può essere effettuata ecograficamente durante la gravidanza oppure successivamente alla nascita mediante RM o TC. Il trattamento è risolutivo e prevede l'asportazione chirurgica.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Questa malformazione è estremamente rara e la sua incidenza è stimata in un caso ogni 500.000 nati vivi[1]. In una serie di 170 casi descritti tra il 1806 e il 2007, si è visto che un quarto dei casi è riportato in Asia e di questi quasi il 40% in India; al contrario la condizione è rara in Africa, dove solo tre casi sono stati descritti[2]. È più comune in famiglie con storia di gravidanze gemellari[3]; alcuni autori riportano una prevalenza nel sesso maschile, sebbene questa non sia condivisa da altri, che non descrivono una sostanziale differenza tra sessi[4]. L'età dei pazienti a cui è stata diagnosticata questa condizione è estremamente variabile, tra la XVI settimana di gestazione e i 47 anni di vita. Il peso del gemello incluso era anch'esso estremamente variabile, tra i 13 e i 2000 grammi[2].

Nella maggior parte dei casi, circa l'80%, la localizzazione era all'interno dell'addome[2], preferenzialmente retroperitoneale[3]; è stato rilevato tuttavia anche nelle regioni sacrale e gonadica (8% dei casi), e all'interno del cranio (8% dei casi)[5][6]. Altre localizzazioni sono il collo, la bocca, il torace, il mediastino e il fegato[7].

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

I gemelli sono classificati come monocoriali, quindi derivati dallo stesso zigote, e biamniotici, in quanto ciascun feto ha il proprio sacco vitellino, sebbene una placenta vera sia normalmente assente per il feto incluso[4]. Si ritiene che l'origine di tale condizione clinica sia da imputare a una divisione ineguale delle cellule contenute nella blastocisti e che l'incorporazione del gemello avvenga mediante anastomosi nella circolazione fetale[6]. Esistono due ipotesi eziologiche: la prima si basa sulla possibile fusione di due embrioni inizialmente distinti sebbene derivati dallo stesso zigote, la seconda sul difetto di divisione dello zigote, che rimane quindi parzialmente unito[7].

La malformazione del gemello incluso è da attribuirsi alla pressione dei tessuti circostanti appartenenti al gemello sano, che esercitano una compressione sulle strutture contenute; il difetto di crescita è invece conseguente a carenze circolatorie[4].

TC in un caso di fetus in fetu
TC in un caso di fetus in fetu
 
Radiografia che mostra nell emiaddome destro strutture ossee tipiche
Radiografia che mostra nell emiaddome destro strutture ossee tipiche

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Tale condizione può presentarsi clinicamente con manifestazioni variabili quali vomito, ittero, dispnea e alterazioni della funzionalità renale e ritenzione urinaria, oppure essere del tutto asintomatica[8][9][4]. Il feto incluso è generalmente inerte, sebbene siano stati descritti casi di movimenti spontanei delle estremità[5], che sono presenti in oltre l'80% dei casi, le inferiori generalmente più sviluppate delle superiori[7], sebbene il feto incluso sia solitamente anencefalico e acardico[6][7].

In caso di localizzazione intracranica può essere presente idrocefalo come manifestazione clinica d'esordio, rilevabile già all'ecografia ostetrica; dopo la nascita il segno caratteristico è l'allargamento della circonferenza cranica[6].

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi può essere effettuata mediante RM o TC, che garantiscono immagini vivide della malformazione ma possono essere eseguite solo dopo la nascita[10], oppure tramite ecografia ostetrica[3].

Il fetus in fetu deve essere distinto dal teratoma, in particolar modo da quello fetiforme, dal quale tuttavia si differenzia per la presenza di una colonna vertebrale o di una notocorda[8][3], sebbene si ritiene possano appartenere entrambi allo stesso spettro di malformazioni e che la formazione dell'uno o dell'altro dipenda dal periodo di gestazione in cui avviene l'evento che provoca la malformazione[11][10]. Esistono tuttavia casi, circa il 9% del totale, in cui non è presente uno scheletro assile e in tal caso la diagnosi è meno semplice[8][6][4]. Deve essere inoltre distinto dal teratoma sacro-coccigeo, dalla pseudocisti da meconio[5] e dal neuroblastoma[11].

Caratteri distintivi suggeriti per l'identificazione di un caso di fetus in fetu sono[11]:

  • presenza di un sacco vitellino proprio del feto incluso;
  • presenza di cute parzialmente o completamente formata;
  • presenza di parti anatomiche riconoscibili, seppur grossolanamente;
  • presenza di poche e grandi connessioni vascolari con l'ospite;
  • localizzazione immediatamente adiacente a uno dei classici punti di unione dei gemelli siamesi.

Sono riportati casi di feti gemelli doppi[12][10], oppure della concomitante presenza di teratomi[5]. Raramente il feto contenuto, identificabile come un tumore, può andare incontro a rinnovata crescita nel periodo post-natale oppure a degenerazione maligna[10].

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

L'unico trattamento possibile è l'asportazione completa mediante intervento chirurgico[5]. È necessario un follow-up per escludere i seppur rari casi di recidiva dovuti a una non completa rimozione del tessuto gemellare[4].

In caso di localizzazione intracranica l'intervento viene effettuato poco dopo la nascita e generalmente la prognosi è buona, con scarso rischio di recidiva e con comuni ma leggeri disturbi neurologici[6].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hoeffel CC, Nguyen KQ, Phan HT, et al., Fetus in fetu: a case report and literature review in Pediatrics, vol. 105, nº 6, giugno 2000, pp. 1335–44, PMID 10835078.
  2. ^ a b c Rahman GA, Abdulkadir AY, Fetus in Fetu: A Rare presentation in an Adult female in Oman Med J, vol. 26, nº 1, gennaio 2011, p. 66, DOI:10.5001/omj.2011.19, PMC 3191617, PMID 22043387.
  3. ^ a b c d Isaacs , op. cit., pp. 20, 2002.
  4. ^ a b c d e f A. Sharma, A. Goyal; S. Sharma, Fetus in fetu: A rare case report. in J Res Med Sci, vol. 17, nº 5, maggio 2012, pp. 491-4, PMID 23626618.
  5. ^ a b c d e Nyberg , op. cit., pp. 802, 2003.
  6. ^ a b c d e f L. Maryńczak, D. Adamek; G. Drabik; S. Kwiatkowski; I. Herman-Sucharska; J. Lankosz-Lauterbach, Fetus in fetu: a medical curiosity-considerations based upon an intracranially located case. in Childs Nerv Syst, giugno 2013, DOI:10.1007/s00381-013-2191-8, PMID 23780404.
  7. ^ a b c d RK. Reddy, L. Kannaiyan; S. Srirampur; R. Malleboyina; GM. Irfan; H. Sharab; S. Kannepalli, Thoracic fetus in fetu. in J Indian Assoc Pediatr Surg, vol. 17, nº 4, Oct 2012, pp. 178-9, DOI:10.4103/0971-9261.102344, PMID 23243374.
  8. ^ a b c Gupta SK, Singhal P, Arya N, Fetus-in-fetu: A Rare Congenital Anomaly in J Surg Tech Case Rep, vol. 2, nº 2, luglio 2010, pp. 77–80, DOI:10.4103/2006-8808.73621, PMC 3214284, PMID 22091341.
  9. ^ Chua JH, Chui CH, Sai Prasad TR, Jabcobsen AS, Meenakshi A, Hwang WS, Fetus-in-fetu in the pelvis: report of a case and literature review in Ann. Acad. Med. Singap., vol. 34, nº 10, novembre 2005, pp. 646–9, PMID 16382253.
  10. ^ a b c d Swischuk , op. cit., pp. 549, 2004.
  11. ^ a b c A. Mohta, N. Khurana, Fetus-in-fetu or well-differentiated teratoma- a continued controversy. in Indian J Surg, vol. 73, nº 5, ottobre 2011, pp. 372-4, DOI:10.1007/s12262-011-0251-4, PMID 23024547.
  12. ^ C. Luzzatto, E. Talenti; A. Tregnaghi; S. Fabris; A. Scapinello; M. Guglielmi, Double fetus in fetu: diagnostic imaging. in Pediatr Radiol, vol. 24, nº 8, 1994, pp. 602-3, PMID 7724290.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • David A. Nyberg, Diagnostic Imaging of Fetal Anomalies, Lippincott Williams & Wilkins, 2003, ISBN 07-817-3211-5.
  • Hart Isaacs, Tumors of the Fetus and Infant: An Atlas, Springer, 2002, ISBN 03-879-5186-5.
  • Leonard E. Swischuk, Imaging of the Newborn, Infant, and Young Child, Lippincott Williams & Wilkins, 2004, ISBN 07-817-3458-4.
  • Zanoio, Ginecologia e ostetricia, Elsevier, 2007, ISBN 88-214-2730-7.

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