Festung Trient
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Festung Trient o in italiano Fortezza di Trento è la fortezza che è stata costruita attorno alla città di Trento dal 1860 fino all'inizio della Prima guerra mondiale, 1915.
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[modifica] Introduzione storica
A partire dal 1848 il Trentino fu oggetto dell'interesse dei patrioti italiani. Nel corso dei moti del 1848 alcuni corpi franchi penetrarono in profondità nel territorio asburgico e si scontrarono con le truppe imperiali nelle Giudicarie e nelle valli di Non e di Sole. La perdita della Lombardia nella Seconda Guerra di Indipendenza (1859-1860) determinò la decisione di iniziare dei lavori di fortificazione a ovest della città (Forte Bus de Vela, Forte Doss di Sponde, anche per proteggere l'importantissima infrastruttura ferroviaria, la Sudbahn. Tale ferrovia aveva lo scopo principale di assicurare i rifornimenti alle formidabili piazzeforti che costituivano il famoso Quadrilatero, costituito dalle città di Legnago, Mantova, Peschiera e Verona.
Il 1866 fu senza dubbio più sfortunato per la duplice monarchia. Oltre all'assedio del Quadrilatero, i generali piemontesi decisero di inviare due corpi di spedizione sui fianchi del saliente Trentino. Tali corpi, formati da truppe garibaldine estremamente motivate e ben addestrate attaccarono da est e da ovest. A ovest assediarono Bezzeca, in Val di Ledro, non riuscendo però ad avanzare. Ad est invece il corpo guidato dal generale Giacomo Medici riuscì a raggiungere Pergine e Valsorda, scorgendo dall'alto la città di Trento. Un provvidenziale armistizio non consentì ai garibaldini di proseguire oltre, ma la monarchia asburgica dovette cedere tutto il Veneto all'Italia, pur non essendo stata sconfitta completamente da questa sul piano militare.
Lo Stato Maggiore austriaco imparò la lezione: per prima cosa fortificò le direttrici di attacco storiche (Valle dei Laghi, Val di Non e Valsugana), quindi eseguì una serie di lavori che resero Trento una vera piazzaforte. Un anello continuo di fortezze, ridotti, Blockhaus, trincee, postazioni d'artiglieria contornava ininterrottamente la città nel 1915 e la rendevano inespugnabile allorra, e oggi un patrimonio da salvaguardare.
[modifica] Forti costruiti
[modifica] Prima ondata fortificatoria (1860-1876)
- Forte Doss di Sponde
- Forte Martignano
- Tagliata stradale del Forte Bus de Vela
- Complesso fortificato di Civezzano
[modifica] Seconda ondata fortificatoria (1876-1895)
- Forte Romagnano
- Complesso fortificato di Mattarello
- Forte San Rocco
- Doss Fornas
- Forte Brusaferro
- Forte Roncogno
- Forte Cimirlo (non più esistente)
- Forte Casara (non più esistente)
[modifica] Terza ondata fortificatoria (1895-1915)
- Forte Mandolin
- Forte Camponzin
- Varie Blockhaus: complesso del Sorasass, Maranza, Celva, Camponzin, Cornetto, Viote, Palon. Doss Trento
A comando della Fortezza di Trento era posto il Castello del Buonconsiglio, sito nel cuore della città.
[modifica] Caratteristiche costruttive
Dopo il 1866: piano organico di fortificazione del generale Julius Vogl. L'opera doveva essere in posizione dominante, articolata in un blocco unico e quindi di dimensioni compatte, per ridurre le dimensioni della guarnigione, e parte integrante di un gruppo di forti. Queste opere dovevano comunicare tra loro (via telegrafo, con segnalazioni ottiche, poi con il telefono) e dovevano coprire con le loro artiglierie, oltre che gli obiettivi assegnati, anche gli angoli morti dei vicini. È il famoso schema “a tenaglia”, utilizzato per costruire pressoché tutti i forti di Trento.
[modifica] Due periodi: 1870-1885 e 1885-1905
- Primo periodo: struttura in pietra, corazzature metalliche interne, artiglierie in feritoia minima.
- Secondo periodo: struttura in calcestruzzo armato, paramento in pietra, torri corazzate girevoli.
[modifica] Terza ondata
Poche furono le realizzazioni nei primi anni del '900, a causa dei frenetici lavori di fortificazione del settore degli Altopiani di Lavarone-Folgaria promossi dal nuovo Capo di Stato Maggiore, feldmaresciallo Franz Conrad von Hötzendorf. Solamente due furono gli interventi tra il 1900 e il 1908: la caserma corazzata di Camponzin ed il forte Mandolin di Candirai.
La prima era una tagliata stradale che interveniva sulla strada che da Sopramonte saliva a Candriai, in modo da evitare aggiramenti del Forte Bus de Vela. Era dotata di mezza dozzina di cannoni da campagna collocati in posizione coperta e rivolti proprio verso la strada; inoltre, posizionandosi a cavallo della carreggiata in prossimità di una curva, era dotata di un solide portone in ferro protetto da feritoie, esattamente come l'opera media di Divezzano.
Il forte Mandolin purtroppo non esiste più, demolito negli anni cinquanta per costruire la colonia elioterapica Alcide de Gasperi.
Doveva comunque essere un'opera molto potente seppur di piccole dimensioni: struttura interamente in calcestruzzo armato e sei obici da 100 mm in cupola metallica girevole. L'esperienza del primo anno di guerra, con l'assedio alle poderose quanto impotenti fortezze belghe al tiro dei moderni obici e mortai austriaci, convinse la direzione del Genio Militare a completare il perimetro fortificato attorno a Trento.
Una miriade di postazioni in caverna, blockhaus, trincee in calcestruzzo armato, postazioni di artiglierie in barbetta completarono gli “spazi vuoti” tra forte e forte. Impossibile rendere conto con precisione del momento di costruzione e luogo di realizzazione. Ci si limiterà ad un semplice elenco dei luoghi dove più massicci furono i lavori: Monte Cornetto, Palon, dorsale settentrionale del Monte Bondone (con alcuni caposaldi più potenti alla testata della Val d'Eva), Castellar de la Groa (un vero fortino naturale basato su tre ordini concentrici di difese), Monte Soprassasso (una dorsale fortificata recentemente recuperata), Monte Celva (con una cupola in acciaio sulla sommità, Maranza).
La fortezza di Trento fu ammodernata nell' autunno 1914. Il nuovo direttore del genio militare di Trento, ing. maggiore generale Franz Seraphin Edler von Steinhart, uno dei piu brillanti ufficiali del genio militare austriaco, fa sparire l'intera fortezza sotto la roccia. Alle fine del 1915 la fortezza ha in posizione complessivamente 295 cannoni, piu di 100 mitagliatrici e 50 cannoni semiautomatici di piccoli calibro. Nelle trincee e spazio per 2 divisioni della fanteria. L'intero anello interno della difesa e composto di batterie in caverna a prova di bomba (copertura della roccia da 10m fino a 150m). Inoltre sono in posizione 3 batterie corazzate con cupole girevole del calibro 10cm e 15cm (Monte Calisio, Monte Celva e Busa Grande sopra Levico). Tutte le vecchie fortificazioni sono disarmate (lettera del genio militare al comando della 11. armata del 8.agosto 1915) e servono soltanto come magazzini. La fortezza di Trento nel 1915 era il piu potente e moderno campo trincerato della 1. guerra mondiale ed era inespugnabile.Fu dimenticato dalla storia per che sparava mai un colpo. Nei arsenali e maggazini della fortezza erano approntate 111.000 granate e 5.336.000 colpi per fucili e mitragliatrici come prima dotazione. L'armamento consisteva in cannoni con calibri da 60mm fino 150 mm, di cui 201 pezzi facevano parte dell'armamento di sicurezza fissa (in caverne o casematte di cemento armato) e 94 cannoni della riserva mobile. La fortezza serviva solo per la difesa del Tirolo (Rayon III) non aveva un obiettivo offensivo. Alle fine del 1915 i servizi segreti italiani erano al corrente della potenza spaventosa della fortezza e non presero mai in considerazione un'azione offensiva passando per la Val d'Adige in direzione del Brennero. Sarebbero stato un massacro e la forza, nonché l'armamento e le possibilità logistiche del'esercito italiano non permettevano un azione contro Trento. (per approfondimenti al riguardo vedere: Battaglia di Verdun in Francia 1916).
Visto che il fronte rimaneva stabile all'inizio del 1916 (nessuno poteva avanzare o guardagnare terreno) la fortezza di Trento fu sciolta alla fine del febbraio 1916. Steinhart diventava il comandante della divisione Val Pusteria (in seguito chiamata 49. divisione fanteria). Il materiale bellico della fortezza fu tutto mandato al fronte. Il direttore del genio militare di Trento introdusse per primo l'uso del cemento armato con reti di ferro legate a mano con maglia 10x10cm ed usando tondini del diametro fino a 32 mmm in un modo industriale. Con l'uso di additivi riusciva di produrre le prime miscele del calcestruzzo stagno (Ceresit dalla società tedesca Henkel, tuttora in vendita con nome commerciale Ceroc CC-92). Cosi costruiva le fortificazioni più moderne e resistenti dell'epoca anche contro calibri d'artiglieria pesante o d'assedio oltre alla tecnologia per realizzare fortificazioni sotto la roccia con estese gallerie e potenti batterie in caverna.
La fortezza di Trento fu costruita in grande parte dalla popolazione locale (ben pagata)e può essere considerata come l'unica fortezza nel mondo edificata da civili. [1] [2]
[modifica] Note aggiunte
I cenni storici citati sopra sono a grande parte imprecisi. Le informazioni sull'armamento delle vecchi fortificazioni costruite in tre fasi sono completamente sbagliate. Valido come argomento è soltanto la lista del´armamento del comando d´artiglieria della fortezza di Trento (Artilleriestabsabteilung) e le informazioni contenuti nel "Ausrüstungsgeneralentwurf 1914" = lista del´inventario dell´attrezzatura, armamento ecc. dell'aprile 1914. Già la denominazione "forte" per le opere militare è sbagliato. "Forte" nel vero senso della parola erano soltanto le opere militarei di Civezzano, Casara, Mattarello e Romagnano. Altre fortificazioni permanenti erano "Batterie" o "Sbarramenti stradali" ovvero "Blockhaus". Per esempio il "Blockhaus Mandolin" (citato sopra) era armato con 4 cannoni di montagna del tipo 7cm M75 nel 1914.
Cupole corazzate avevano forte Tenna (2 x 10cm M05, smontate e rimontate nel aprile 1915 nella batteria corazzata di Busa Grande sopra Levico), forte Colle delle Benne (2 x 10cm M05, smontate e rimontate nel maggio 1915 nella batteria corazzata sul Monte Celva). Facevano parte della cosiddetta "Tennasperre" = Sbarramento di Tenna. Le altre cupole (tutte smontate nel primavera 1915) provenivano dal forte Mattarello (batteria corazzata sostitutiva Zampetta, vicino al vecchio forte con 2 x 15cm/M99)e dal forte Romagnano (batteria corazzata sostitutiva sul Monte Calisio con 2 x 15cm/M97/99). Inoltre esistevano 2 piccole cupole corazzate del tipo 8cm M94p (Panzerkanonen) come armamento del forte Mattarello per la difesa raviccinata. La fine delle cupole e incerta, probabilmente una fu montata sul Monte Celva, l´altra finiva sul Monte Calisio.
Per ulteriori informazioni sulla fortezza di Trento si puo rivolgere al Museo storico italiano della guerra di Rovereto.
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Bibliografia
- Gian Maria Tabarelli "I forti austriaci nel Trentino e in Alto Adige" / Trento / TEMI Editrice 1990
- Volker Jeschkeit, "La Fortezza di Trento - Alla scoperta delle fortezze austo-ungariche del monte Bondone". Trento
[modifica] Note
- ^ Archivi di Stato di Trento e Vienna.
- ^ La fortezza di Trento non fu mai analizzata e valutata sotto l'aspetto storico, nei archivi sono disponibili piu di 50000 documenti e disegni che descrivono lo sviluppo della fortezza nei anni 1914 e 1915.

