Festival di Cannes 2005

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La 58ª edizione del Festival di Cannes si è svolta a Cannes dall'11 al 22 maggio 2005.

Il festival si è aperto con la proiezione di Due volte lei - Lemming di Dominik Moll e si è chiuso con quella di Chromophobia di Martha Fiennes. La madrina della manifestazione è stata l'attrice belga Cécile de France.

La giuria presieduta dal regista serbo Emir Kusturica ha assegnato la Palma d'oro per il miglior film a L'Enfant - Una storia d'amore di Jean-Pierre e Luc Dardenne, i quali hanno così nuovamente conquistato il massimo riconoscimento del Festival a sei anni di distanza da quello ottenuto per Rosetta.

Selezione ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Concorso[modifica | modifica sorgente]

Fuori concorso[modifica | modifica sorgente]

Un Certain Regard[modifica | modifica sorgente]

Settimana Internazionale della Critica[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi[modifica | modifica sorgente]

Proiezioni speciali[modifica | modifica sorgente]

Quinzaine des Réalisateurs[modifica | modifica sorgente]

Proiezioni speciali[modifica | modifica sorgente]

Giurie[modifica | modifica sorgente]

Concorso[modifica | modifica sorgente]

Cinéfondation e cortometraggi[modifica | modifica sorgente]

Un Certain Regard[modifica | modifica sorgente]

Camera d'or[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giudizi della stampa italiana[modifica | modifica sorgente]

«Una giuria piena di personalità forti (...) guidata da un presidente imprevedibile»,[1] ha assegnato una Palma d'oro che «non si aspettava nessuno»[2] a L'Enfant - Una storia d'amore dei fratelli Dardenne, che sono così entrati nel ristretto club dei plurivincitori (sono i sesti ad ottenere la seconda Palma d'oro), mentre ne è uscito sconfitto il favorito Michael Haneke con Niente da nascondere, apparso «molto seccato per il premio di consolazione alla regia»,[2] tanto da dichiarare esplicitamente «Ai festival si viene per vincere».[3] Tutt'altro stile quello di Jim Jarmusch, vincitore del Grand Prix con Broken Flowers, film considerato da più di un critico la Palma ideale,[4][5] che ha sostenuto di voler dividere il proprio premio con gli altri registi in gara e di non credere al concetto stesso di gara: «è come chiedere quale è il più bel quadro al Louvre. C'è sempre una contraddizione, il nostro gusto è molto soggettivo e il cinema ha forme magnifiche e sempre diverse».[3]

Per quanto i giurati abbiano affermato di essere «fieri delle decisioni finali, che sottolineano nei prescelti lo stile, i contenuti, la capacità di interessare in futuro il pubblico»,[6] si è trattato di un verdetto di compromesso, non all'unanimità,[6][7] raggiunto attraverso una progressiva selezione ed esclusione di titoli, con la netta divergenza tra il presidente Emir Kusturica, sostenuto da Salma Hayek e Toni Morrison, a favore di Le tre sepolture, e la decana della nouvelle vague Agnès Varda, che ha definito il regista serbo «un dittatore gentile», paladina invece di Niente da nascondere.[6] Ambedue i film sono stati premiati, ma la Palma è andata ad un terzo, che potesse soddisfare entrambe le parti.

Tullio Kezich (Il Corriere della Sera) ha apprezzato nel suo complesso la selezione ufficiale, in cui «si è vista più roba buona di quante ne può contenere un palmarès», e si è detto soddisfatto della premiazione, «la migliore degli ultimi anni», grazie ad una giuria che ha scelto gli «autori quasi unanimemente indicati come i migliori: i Dardenne, Haneke e Jarmusch. Invertendo l'ordine, il significato del verdetto non cambia: preferire l'uno o l'altro di questi tre nomi diventa davvero una scelta soggettiva. L'importante è averli evidenziati rispetto ad altri».[8]

Secondo Fabio Ferzetti (Il Messaggero) «è stato un anno di conferme più che di scoperte eccitanti, con un concorso privo di grandi delusioni ma anche di scommesse davvero azzardate. Insomma è stata una Cannes di transizione, un piede nel passato (i grandi nomi, spesso uguali a se stessi) e mezzo piede nel futuro», «i premi sono abbastanza ben dati» (pur trovando «abbastanza ridicolo» il premio per la migliore interpretazione a Tommy Lee Jones e «dimenticato con i suoi ottimi attori» A History of Violence) e «il palmarès (...) disegna un'idea abbastanza coerente anche se non del tutto condivisibile di ciò che Cannes vuol essere».[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Fabio Ferzetti, Cannes: la palma al bambino belga in Il Messaggero, 22 maggio 2005.
  2. ^ a b Roberta Ronconi, Palma d'oro a sorpresa in Liberazione, 22 maggio 2005.
  3. ^ a b Cristina Piccino, Cuori e fiori infranti in Il Manifesto, 22 maggio 2005.
  4. ^ Mariuccia Ciotta, Il cinema fuori confine in Film TV, 24 maggio 2005.
  5. ^ Emanuela Martini, Broken Cannes in Il Manifesto, 22 maggio 2005.
  6. ^ a b c Giovanna Grassi, Cannes, compromesso dietro il verdetto Palma ai Dardenne perché Kusturica voleva Tommy Lee Jones e Varda preferiva Haneke in Il Corriere della Sera, 23 maggio 2005.
  7. ^ Gloria Satta, «Von Trier? No, grazie» Kusturica spiega premi ed esclusioni. Con una frecciata in Il Messaggero, 23 maggio 2005.
  8. ^ Tullio Kezich, Francesi prevenuti: castigato Giordana in Il Corriere della Sera, 23 maggio 2005.

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