Festa di san Firmino

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Il municipio di Pamplona attimi prima dell'inizio della festa
La piazza del municipio negli attimi immediatamente successivi al lancio del txupinazo
Lo stesso edificio come si presenta nei giorni successivi

La festa di San Firmino (fiestas de San Fermín o Sanfermines in spagnolo, Sanferminak in basco) viene celebrata ogni anno a Pamplona, capitale della regione spagnola di Navarra.

(ES)
« Uno de enero, dos de febrero
tres de marzo, cuatro de abril
cinco de mayo, seis de junio
siete de julio, ¡SAN FERMÍN!
A Pamplona hemos de ir
con una media, con una media y un calcetin
A Pamplona hemos de ir
con una media y un calcetín. »
(IT)
« Uno di gennaio, due di febbraio
tre di marzo, quattro di aprile
cinque di maggio, sei di giugno
sette di luglio, SAN FIRMINO!
A Pamplona dobbiamo andare
con una calza ed un calzino
A Pamplona dobbiamo andare
con una calza ed un calzino. »
L'inno ufficiale della festa in onore di San Firmino, quello che si canta durante la maggior parte delle feste, il più conosciuto e popolare


Il 6 luglio, a mezzogiorno, nella piazza del municipio cominciano i festeggiamenti con il lancio del chupinazo, o txupinazo, come scrivono i baschi: il razzo che annuncia le feste. Poco prima di quell'ora il sindaco o un consigliere esce dal balcone del municipio. Sotto, nella piazza, migliaia di persone aspettano il momento e l'ansia collettiva sale mano a mano che si avvicina l'ora. Si stappano centinaia di bottiglie di vino spumante e non solo, dividendole in parti uguali tra lo stomaco e i vestiti propri e dei vicini. La ressa è notevole e per chi arriva tardi è molto difficile avvicinarsi. Palloni gonfiabili di grandi dimensioni rimbalzano tra la folla. Quando la persona incaricata dello sparo si avvicina al razzo, si ode un ruggito generale della popolazione. Con il rumore presente si può appena udire il grido rituale:

"Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermin!".

Quindi c'è una specie di attacco di pazzia collettiva e tutta la città cambia in un istante: comincia la festa generale e una ubriacatura mattutina degna di tale nome.

Una delle attività più famose dei Sanfermines è l'Encierro, che consiste in una corsa di circa 800 metri davanti ai tori, che ha come punto di arrivo la plaza de toros. L'encierro avviene ogni giorno tra il 7 e il 14 luglio alle otto del mattino, con una durata media tra i tre e i quattro minuti.

Tutto ha termine il 14 luglio a mezzanotte quando un nutrito gruppo di pamplonesi e turisti si riunisce nella piazza del municipio per dare l'arrivederci ai sanfermines dopo 8 giorni di baldoria senza freni. Il sindaco esce dal balcone del municipio e ringrazia gli assistenti per la partecipazione ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono, e allo stesso tempo li invita ad essere presenti l'anno seguente. Il momento culminante è costituito da una salva finale lanciata dalla vicina plaza de los Burgos, mentre i presenti portano candele accese e intonano il breve canto finale che recita:

(ES)
« Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. »
(IT)
« Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. Povero me, povero me, che sono finite le feste di San Firmino. »


La festa ha un'origine che risale a vari secoli fa, sebbene la sua forma attuale sia un fenomeno recente, data la singolarità della festa, che senza dubbio è l'evento per il quale più si conosce Pamplona nel mondo. La sua fisionomia attuale, affollata e cosmopolita, è il risultato di una lenta evoluzione che risale al Medioevo.

Tre celebrazioni indipendenti stanno all'origine della festa: gli atti religiosi in onore di San Firmino, anteriori al XII secolo, le feste commerciali e la corrida, entrambe documentate a partire dal XIV secolo. In più, i pamplonesi celebrano il patrono della loro città San Saturnino, il 29 di novembre. Stanchi dell'inclemenza del clima autunnale i cittadini decisero nel 1591 di spostare la festa al giorno del co-patrono di Navarra, San Firmino, il 7 luglio. La coincidenza della festività religiosa, del clamore suscitato dalla festa, e della corsa dei tori danno alla festa l'aspetto che la contraddistingue ai giorni nostri. Il patrono della città, San Saturnino, continua ad essere commemorato con una festa molto più modesta il 29 di Novembre. Per molti visitatori questo fatto porta alla convinzione errata che San Firmino sia il patrono della città.

Lo scrittore statunitense Ernest Hemingway fu tra le persone che contribuirono a pubblicizzare l'evento mediante il suo libro Fiesta.

È considerata come una delle migliori feste del mondo, insieme al Carnevale di Rio de Janeiro e all'Oktoberfest di Monaco di Baviera[senza fonte]. La popolazione di Pamplona passa durante questa settimana da 190.000 abitanti a più di 1.500.000 di persone. In questi giorni i residenti che cercano un po' di tranquillità affittano le loro case ai turisti, che pagano prezzi profumati per poter osservare la corsa dei tori dai balconi affacciati sul percorso o semplicemente per trovare un'alternativa agli alberghi e alle pensioni che registrano il tutto esaurito. La maggior parte dei negozi chiudono, e sembra che in città esistano solo bar, discoteche, ristoranti, ed altre attività relazionate con la festa quali la vendita di souvenir, tra i quali spicca il recente successo di Kukuxumusu.

Origini[modifica | modifica sorgente]

La festa nacque nel medioevo come fiera commerciale e festa secolare, usando per questo evento le date di feste religiose cristiane, che a sua volta usavano date di origine più antica come quelle del paganesimo basco e latino. All'inizio del secolo XIII si celebravano delle fiere commerciali dopo la notte di San Giovanni, tra i giorni 23 e 24 di Giugno, che coincidevano con l'inizio dell'estate. A questa festività seguiva quella di San Pietro e successivamente quella di Santiago, il 25 di Luglio, circa un mese dopo; tra queste, San Firmino.

Dato che le feste erano luogo di incontro di mercanti allevatori dei municipi vicini, erano anche un pretesto per festeggiare e cominciarono ad organizzarsi corride come parte della tradizione.

Così nacquero verso la fine del secolo XVI qualcosa che si può considerare come i primi Sanfermines. C'è un'altra data imparentata alla fine dell'estate, il 10 di Ottobre, giorno nel quale si organizza una festa a Pamplona della durata di sette giorni, dall'anno 1324, in onore del re Carlos I di Navarra e IV di Francia. Nel 1381 per ordine del re Carlos II di Navarra, passò ad essere zona franca, coincidendo con le festività religiose del tempo. Queste due fiere e feste, all'inizio ed alla fine dell'estate, si unificarono per approfittare del miglior clima, iniziando il settimo giorno del settimo mese: il 7 di Luglio. Sebbene ancora oggi, verso la fine dell'estate, si celebrino i navarri "sanfermines txikis" (piccoli sanfermines).

Sta di fatto che il comune di allora celebrò una festa già nelle nuove date, il 7 luglio del 1591, con il seguente programma:

  • Discorso d'apertura delle feste, molto cerimoniale.
  • Torneo con lance nella attuale piazza del Castello.
  • Teatro : "Commedia e tragedia dell'autoironico San Firmino".
  • Danze, processione per le strade, etc.

Il giorno seguente si celebró una corrida di tori.

Passarono secoli senza grandi stravolgimenti fino a quando, verso il 1950, i cambiamenti subirono un'accelerazione. In primo luogo, per l'incremento del tenore di vita. Il paese (Pamplona aveva allora ventimila abitanti) si riuniva nella Plaza Consistorial, la piazza del municipio, per arrivare alla chiesa di San Lorenzo, dove nella cappella di San Firmino si celebravano i vespri, la sera del 6 luglio. Dopo la messa, la popolazione e le autorità tornavano alla chiesa del paese, passando da Calle Mayor.

A partire da quell'anno, i Sanfermines si evolsero tanto come la società. Hanno perso molto della componente religiosa, sebbene la processione continui ad esistere e presenti alcuni momenti particolarmente viscerali, come la jota che si canta al Santo nella piazzetta del consiglio o l'Agur jaunak interpretato in suo onore nel luogo, di fronte alla chiesa di San Cernin nella quale si dice che fu battezzato. Il riau-riau, canto con il quale la gente, sulle note del Valzer di Astrain, ritardava il più possibile il cammino dalla Casa Consistorial alla chiesa di San Lorenzo, per celebrare qui i vespri del santo, è dovuto esser sospeso perché negli ultimi anni era stato teatro di proteste e disturbi. Recentemente si sta tornando a festeggiare - originariamente, per iniziativa di gruppi di pensionati - sebbene senza la municipalità ufficiale.

L'encierro[modifica | modifica sorgente]

Terzo encierro del 2005 al passaggio per la piazza del municipio. I buoi che guidano i tori
Cordone della polizia municipale negli attimi prima della corsa; nel tratto iniziale di Calle Santo Domingo
La polizia svuota tratti della strada teatro della corsa per la pulizia del fondo stradale
Nella plaza de toros al termine dell'encierro si gioca con giovani vacche selvatiche (in spagnolo vaquillas), a scopo precauzionale le punte delle corna sono emboladas. cioè coperte con delle palline.

Ogni anno le strade di Pamplona si riempiono di migliaia di persone armate di coraggio, disposte a correre davanti ai tori. Abitanti della città, corridori esperti, insieme a migliaia di turisti di ogni parte del mondo si preparano a condurre i tori dal recinto dove hanno passato la notte fino alla plaza de toros: 825 metri di viette lastricate, che vengono percorse in un tempo medio inferiore ai tre minuti (negli ultimi anni la corsa si è velocizzata). Alcuni partecipanti sono raggiunti dai tori e può capitare che vengano feriti da cornate o calpestate o schiacciate dai tori. Il pericolo viene principalmente dal disattendere le indicazioni molto ben conosciute dagli esperti o dal correre senza essere nelle giuste condizioni, dato che molti, turisti e non, si apprestano a correre senza aver dormito, alcuni dopo aver passato la notte tra bevute interminabili. Comunque, con la quantità di gente presente sono aumentati i rischi anche per i corridori più esperti. In realtà sono pochi quelli che, a colpi di giornale, guidano i tori; la maggior parte dei corridori, specie gli esordienti, corrono a una certa distanza. Ogni giorno la corsa è ripresa e trasmessa in diretta da TVE.

Origini[modifica | modifica sorgente]

L'origine medioevale è dovuta ai pastori navarri che portavano i tori dalle praterie della Navarra fino alla plaza mayor, che faceva da antecedente alla plaza de toros. Trascorrevano la notte precedente la corrida accampati vicino alla città, e all'alba entravano circondati dai tori e accompagnati da gente che, a cavallo o a piedi, aiutava con pali e grida a chiuderli nei recinti all'aperto. Con il passare del tempo, verso la fine del secolo XIX, si passò da correre dietro di essi per aiutare a rinchiuderli, a correre davanti, e il tutto cominciò a convertirsi in costume popolare.

Percorso[modifica | modifica sorgente]

Il percorso si snoda lungo le strade della parte vecchia della città. Inizia dai recinti degli animali, alla base della salita di Santo Domingo, salendo verso la Plaza Consistorial (Piazza del municipio) e girando verso via Mercaderes, per accedere a calle Estafeta che conduce infine per il tratto di Telefonica fino alla strettoia (Callejon), che porta alla Plaza de Toros. L'itinerario originale terminava nella Plaza del Castillo, ed è cambiato nella storia, dato che fu nel 1856 la prima volta che si corse lungo la via chiamata Estafeta. L'angolo tra Mercaderes e Estafeta è un luogo molto conosciuto ed ambito dai fotografi, in quanto i tori tendono a scivolare lungo l'esterno della curva e da sotto lo steccato di protezione o dai balconi vengono scattate fotografie degne di nota. La via Estafeta è il tratto retto più lungo dell'encierro.

La mandria compie il percorso completo in media in quattro minuti, a circa 25 km/h, ed è composta da sei tori e otto buoi, seguiti da dei giovani che fanno da pastori in caso che i tori o i buoi restino indietro o addirittura invertano il senso di marcia. I tori tendono a seguire i buoi e gli altri tori, e se lasciati indietro dal gruppo aumenta notevolmente la loro pericolosità per chi corre. La mandria cambia ogni giorno, in quanto i tori verranno probabilmente uccisi nella corrida del pomeriggio e partecipano pertanto 8 mandrie e corrispondenti allevatori durante i Sanfermines.

Prima dell'encierro[modifica | modifica sorgente]

Qualunque persona che abbia compiuto i 18 anni può correre nell'encierro, semplicemente entrando sul percorso recintato prima dell'inizio. Il numero di corridori va dai più di 2.000 di un giorno normale a più di 3.500 durante i fine settimana, e cresce con gli anni. Le misure di sicurezza comprendono il divieto di entrare ubriaco, di portare macchine fotografiche o telecamere e altri oggetti che possano ostacolare o mettere in pericolo la sicurezza dei corridori. Prima di ogni encierro la polizia forma cordoni di sicurezza per pulire il fondo stradale teatro della lunga baldoria notturna, e per evitare che si formino agglomerazioni, e che così i giovani (corridori dell'encierro) si distribuiscano più o meno uniformemente lungo il percorso. Durante gli 8 giorni in cui si corre l'encierro, nei minuti precedenti la corsa, i partecipanti chiedono aiuto a San Firmino intonando per tre volte - alle 7:55, 7:57 e 7:59 - una breve canzone a una piccola immagine di San Firmino che si colloca ogni mattina in una cavità della salita di Santo Domingo:

(ES)
« A San Fermín pedimos, por ser nuestro patrón, nos guíe en el encierro dándonos su bendición. Entzun, arren, San Fermin, zu zaitugu patroi, zuzendu gure oinak entzierro hontan otoi. »
(IT)
« A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione. A San Firmino, il nostro patrono, chiediamo che ci guidi nell'encierro dandoci la sua benedizione. »

Dal 2009 si canta sia in castigliano sia in basco.

Alle 8 viene lanciato un razzo, che indica l'apertura dei recinti, seguito da un secondo che indica che i tori sono già usciti.

Durante l'encierro[modifica | modifica sorgente]

L'encierro si può osservare dagli steccati di legno che vengono installati lungo le strade, sebbene per potersi sedere in posizione utile sia necessario posizionarsi prima delle sei nei luoghi adeguati, in quanto la gente si accoda prima ancora che vengano montati. Le alternative sono i balconi privati a prezzi abbastanza alti, oppure la plaza de toros, dove ci sarà da pagare un modico prezzo i giorni festivi ed il fine settimana, e l'ingresso è gratuito per il resto della settimana. L'unico altro modo per vedere i tori durante la corsa è correre. In tal modo, se si riesce ad arrivare alla plaza de toros prima che vengano chiuse le porte, cioè prima che arrivino i tori, è anche possibile entrare insieme al fiume di gente che li precede. Le persone che entrano decisamente prima che arrivino i tori vengono fischiate dal pubblico, che li indica così come codardi. I tori che corrono sono sei e sono destinati ad arrivare nella plaza de toros dove si terrà la corrida. Ci sono certe norme di sicurezza per correre l'encierro che tutti dovrebbero conoscere. Queste includono non alzarsi immediatamente in caso di caduta e coprirsi la testa con le braccia in posizione fetale, pena il rischio di cornata grave da parte dei tori. È anche importante prendere per l'interno la curva di Mercaderes con Estafeta, dato che se i tori arrivano molto rapidamente o se il suolo è scivoloso, è probabile che colpiscano con tutto il loro peso lo steccato di protezione all'esterno

Dopo l'encierro[modifica | modifica sorgente]

I servizi sanitari prestano i loro servigi gratuitamente a tutte le persone ferite durante l'evento. Dopo l'encierro, quando la mandria è entrata nei recinti della plaza de toros, si lasciano libere giovani vacche (vaquillas), di modo che i mozos si divertano correndo con loro e toreandole. In questa occasione chi si prende gioco del bovino toccandolo o disturbandolo oltre misura viene sollenemente fischiato. Durante questo tempo di circa mezz'ora i bovini sono circondati da una moltitudine di persone, ma le seppur minime protezioni che vengono poste intorno alle loro corna fanno sì che quest'attività sia molto meno pericolosa della corsa che avviene in precedenza.

Encierros da ricordare[modifica | modifica sorgente]

L'encierro più lungo della storia documentata avvenne l'11 luglio 1959, durò la bellezza di 30 minuti, invece il più rapido il 13 luglio 2011 terminò in solo 2 minuti e 11 secondi, tuttavia l'11 luglio 1997 un toro chiamato Huraño, impiegò appena 1 minuto e 45 secondi per compiere l'intero percorso.
Tra il 1922 e il 2009 ci sono state 15 vittime, spesso causate dagli animali, ma in paio di occasioni due persone sono state uccise nello stesso giorno da parte del medesimo toro; accadde il 10 luglio 1947 ad opera di Semillero ed il 13 luglio 1980 per colpa di Antioquio. L'ultima tragedia è del 10 luglio 2009, protagonista Capuchino.
Altri tori sicuri responsabili di incidenti mortali furono: Reprochado nel 1969, Palmello nel 1974, Navarrico nel 1975, Silletero nel 1977, Castellano nel 1995 e Castillero nel 2003.
Il 12 luglio 2004 e lo stesso giorno del 2007, ben otto persone vennero incornate, infine il 9 luglio 1994 si contò il numero record di feriti anche se lievi (107).

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Sebbene l'encierro sia l'attività più conosciuta, sono molte le attrattive previste in questi giorni: la processione del 7 luglio, sollennità di San Firmino. è un atto che attrae molta gente della città, e lo stesso vale per i Vespri della sera del 6 luglio. Tutti i giorni fanno la loro comparsa i giganti e testoni, che atraggono numerose famiglie con bambini.

Nel pomeriggio, è molto appariscente la sfilata di "caballeros en plaza": gli alguacilillos e le mulillas vanno alla plaza de toros dalla plaza del Castillo. Le corride hanno una particolarità: prima si ebiscono i tori, con un concorso tra allevatori. L'ambiente è festivo, a volte irrispettoso e impressionabile solo di fronte a prestazioni particolarmente eccezionali. I puristi non apprezzano questa piazza; altri notano che l'ambiente è insuperabile. L'uscita delle peñas[1] fa parte del rituale. La notte, la folla si dirige verso il castello dove ha luogo un concorso di fuochi artificiali sponsorizzato dal comune di Pamplona, in cui ogni sera si esibiscono gruppi pirotecnici di Valenciani, Napoletani, Siciliani, ed altri gruppi di riconosciuto prestigio internazionale. I romantici scelgono l' "encierrillo": il trasporto dei tori che saranno di scena il giorno seguente dai recinti del Gas, dove sono stati dal loro arrivo a Pamplona, fino agli altri recinti della salita di Santo Domingo, da dove parte l'encierro. Il trasporto ha luogo nella penombra, ed i tori sono accompagnati solo dai buoi e dai pastori, passando a lato della muraglia.

La musica gioca un ruolo importante nei sanfermines: molte bande locali attraversano le vie della la città suonando con spirito di festa durante gli otto giorni della manifestazione. Partendo da esse, passando per i concerti serali e arrivando ai pasodoble nelle corride, l'atmosfera musicale è dominante. Oltre all'attività delle numerose bande locali che si alternano durante il giorno e ai concerti organizzati dal comune si apre un ampio ventaglio nel quale non manca un tradizionale concerto della camera corale di Pamplona nel teatro Gayarre. Per la musica di sanfermin bisogna ricordare il maestro Maestro Turrillas.

Sanfermines 2013[modifica | modifica sorgente]

L'inaugurazione dell'edizione del 2013 eccezionalmente ha subito un ritardo rispetto alle 12:00 del 6 luglio, perché un'enorme bandiera basca esposta di fronte al municipio, impediva il lancio del razzo che segna l'inizio della festa.

Proteste e critiche[modifica | modifica sorgente]

La Festa di San Firmino è oggetto di numerose e sempre più forti polemiche da parte di vari movimenti anti-violenza locali. Gli attacchi si stanziano su 2 diversi fronti: la violenza contro gli animali da un lato e la violenza sulle donne dall'altro.

Il primo tipo di violenza è palese: i tori vengono condotti durante l'encierro verso la Plaza de Toros, in cui verranno uccisi. Il secondo tipo di protesta invece è più discusso e si riferisce alla violenza di genere esercitata sulle donne durante il "chupinazo".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gruppo di persone che condividono interessi simili quali, ad esempio, tifosi di una squadra, gruppi di pensionati o di suonatori locali.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

  • Kukuxumusu
  • Firmino di Amiens
  • Sanfermines 78 è il titolo di un documentario di Juan Gautier e José Ángel Jiménez rappresentato nel 2005 riguardante la morte di German Rodriguez durante i disordini con la polizia armata nel 1978.

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