Festa del Grano di Foglianise

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La Festa del Grano di Foglianise, comune di circa 4000 abitanti in provincia di Benevento, è una delle tradizionali feste del grano in Italia. Si svolge ogni anno dall'8 al 18 agosto, ha probabili origini pagane ed è legata al culto di san Rocco, patrono del paese.

Elemento caratterizzante della manifestazione è la sfilata dei carri di grano (mattina del 16 agosto), riproduzioni in miniatura di monumenti famosi, di strumenti agricoli riguardanti la mietitura, oppure opere scaturite dalla fantasia dei "carristi", realizzate mediante tecniche differenti di intreccio di steli di grano. Gli "Artisti della Paglia" danno vita a "trecce", "laccetti", raffinate e pregiate lavorazioni che sembrano trame intessute.

Nel corso del tempo, accanto alle tecniche conosciute e diffuse, altre sono state sperimentate ed applicate agli impalcati di legno o ferro, denotando una continua evoluzione della manifestazione; i modelli vengono resi con particolare realismo, con la realizzazione di bifore, trilobi, archi rampanti, colonne tortili. La sfilata dei carri, trainati da trattori o da animali, lungo il "tracciato della tradizione", attrae numerosi turisti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

"Carro di grano" raffigurante la facciata principale della cattedrale di Santa Croce d'Orléans

Il primo documento certo sulla presenza della festa in onore di san Rocco risale al 1730 ed è il cosiddetto Libro del Cannaruto, un manoscritto contenente i conti dell'evento dal 1730 al 1761. Secondo la tradizione, il primo carro è stato il palio, una sorta di campanile, alto più di 25 metri, a più registri, realizzato dai vari casali che costituivano il paese.

Le origini pagane[modifica | modifica sorgente]

Riproduzione dell'Arco di Costantino di Roma (edizione 2007)

Gli storici, gli antropologi ed altri esperti delle scienze sociali, hanno investigato al fine di precisare l'origine della Festa del Grano. Le ipotesi formulate sulla fase incipiente di questo evento catalizzante, sono varie. La maggior parte, comunque, concorda nel fatto che, da rito pagano, di epoca romana, la festa si sarebbe trasformata, successivamente, nei secoli, in un culto cristiano. Tale ipotesi è supportata dal fatto che, già nel 1482, il popolo di Foglianise si recava, agli inizi di agosto, in una chiesa del paese, dove esistevano ancora i resti di un antico tempio, per ringraziare Dio dell'abbondanza del raccolto ed offrire dei donativi, per lo più grano.

Si suppone che tale usanza derivi dalle Feriae Augusti, dalle quali nasce l'attuale festa di Ferragosto, istituite nel 18 a.C. da Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, come festeggiamenti in suo onore. In quest'occasione si celebrava anche la fine del raccolto dei cereali nelle campagne. Si trattava di feste non limitate al solo giorno 15, come oggi, in cui si ricorda l'Assunzione della Vergine Maria, ma che si protraevano per l'intero mese e durante le quali venivano omaggiate varie divinità, con riti solenni. Del resto, i riti di Foglianise, come pure quelli di altri comuni dell'Italia centro-meridionale, che presentano feste in cui il grano è l'elemento centrale, richiamano, nella loro fenomenologia, le precristiane Consualia (21 agosto) e Opiconsivia (25 agosto).

Il culto di san Rocco[modifica | modifica sorgente]

Statua di san Rocco, realizzata con tecniche differenti di intreccio di steli di grano

Come detto in precedenza, oggi la Festa del Grano è legata alla figura di san Rocco.

Al Pellegrino di Montpellier, patrono della peste, i fedeli si sarebbero rivolti per debellare questo grave male, propagatosi nel Regno di Napoli nel 1656. Sconfitta la pestilenza, gli abitanti di Foglianise, inizialmente, donarono alla chiesa di San Rocco delle grosse somme di danaro, come risulta dagli inventari della cappella degli anni 1687, 1697, 1711 e 1727.

Una vera festa in onore di san Rocco sarebbe nata dopo l'arrivo a Foglianise della reliquia del Pellegrino di Dio, nel 1727. Tale evento fu la scintilla che infiammò la devozione verso il Santo; nacquero, infatti, racconti di miracoli, prodigi, guarigioni miracolose avvenute per intercessione di san Rocco. In occasione della sua commemorazione, cominciarono ad essere offerte delle grandi quantità di grano. Inizialmente erano le giovinette del paese che, disposte in fila, portavano il frumento, in covoni, al Santo, comportando la messa in atto di una processione del grano. In seguito, con l'aumento, testimoniato, delle offerte di grano, è possibile che venissero riempiti uno o più carri, che seguivano le ragazze durante il tragitto fino alla chiesa. Questo rito, che avveniva il 16 agosto, giorno in cui si celebra san Rocco, univa la festa dell'abbondanza attestata nel 1482 al consolidarsi di una devozione profonda verso il santo dei miracoli, presente nella zona già dal Cinquecento.

L'evoluzione della festa[modifica | modifica sorgente]

Con il trascorrere degli anni, i semplici carri trainati dai buoi, riempiti di grano, cominciarono ad essere arricchiti, con ghirlande di spighe e fili di paglia intrecciati. Nel corso dell'Ottocento, la manifestazione subì un'evoluzione e fecero la comparsa le prime riproduzioni di quadri e altari votivi, in cui l'arte dell'intreccio si fondeva con l'immagine di san Rocco. Agli inizi del Novecento, la processione si impreziosì di opere più raffinate, divenendo un museo itinerante. Gli artisti dell'intreccio si cimentarono nella riproduzione di note basiliche, di cattedrali, di elementi architettonici sempre più complessi, sfruttando tecniche di lavorazione sempre più ricercate.

La Sagra del Grano, che dal 1990 ha assunto la denominazione di Festa del Grano, si è evoluta per tutto il secolo, fino a raggiungere le caratteristiche attuali.

Nel 2007 si è introdotto l'uso di realizzare i carri di grano, legandoli ad un tema specifico, in particolar modo ad una Regione italiana.

Dal 2008, la Giunta Regionale della Campania ha inserito la Festa del Grano nei Grandi Eventi di rilevanza nazionale ed internazionale, per il suo fascino particolare, frutto della fusione tra fede, artigianato e folclore e per l'originalità delle opere realizzate in paglia intrecciata.

Svolgimento della processione[modifica | modifica sorgente]

Il "gruppo delle ceste"

Oltre ai carri di grano, durante l'annuale sfilata del 16 agosto, è possibile osservare i paggi gonfalonieri, i cavalieri e, soprattutto, i caratteristici gruppi folcloristici, che danno un tocco di colore alla manifestazione. Essi si aggiungono al complesso dei Fortuna Folianensis, che, solitamente, apre la sfilata con danze e musiche tradizionali del paese.

Ciascun gruppo presenta un particolare tema, che può essere legato a quello della sfilata oppure religioso o richiamante la tradizione di Foglianise. In questa categoria rientra il gruppo delle ceste, organizzato dal sig. Cosimo Iadanza. Tale gruppo è costituito da fanciulle e donne che, vestite con il costume tradizionale di pacchiane, portano sul capo delle ceste con all'interno delle spighe di grano lavorate ad intreccio, le cosiddette gregne (nel dialetto foglianesaro, il termine gregna indica il covone, ossia un fascio di spighe di grano tagliate e legate insieme), che si rifanno alle origini della festa. Altro gruppo storico è quello della famiglia De Filippo, che ogni anno presenta un tema differente, facendo sfilare un gruppo di bambini in costume, i quali portano in mano degli oggetti realizzati con le tecniche dell'intreccio della paglia.

Il lungo corteo percorre piazza S. Maria e, incedendo lentamente lungo le principali vie del paese, giunge, a circa metà del percorso totale, alla cappella di San Rocco. Qui il parroco, attorniato dai sacerdoti e dai religiosi originari di Foglianise e delle parrocchie della forania, dal Sindaco, dai membri della Giunta Municipale e dai Primi Cittadini della Valle Vitulanese, benedice i partecipanti alla sfilata.

Le opere artistiche riprendono il cammino, proseguendo per via Umberto I e per un disagevole tratto di stradine strette. I carri, giunti di nuovo davanti alla chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, proseguono per piazza Mercato, dove vengono lasciati in esposizione, mentre il gruppo delle ceste e le autorità, con uno stuolo di fedeli, accompagnano la statua di san Rocco all'interno dell'antico convento carmelitano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Domenico Zampelli, San Rocco a Foglianise folclore di una festa, Ceppaloni (BN), Arti Grafiche Meridionali, 1990
  • Mons. Vincenzo Capozzi – Domenico Zampelli, San Rocco e la comunità di Foglianise, Foglianise (BN), Piesse - Grafica & Stampa s.n.c, 2001
  • Sac. Mauro Maio – Romano Caporaso – Rocco Pastore, Foglianise storia e tradizioni, Foglianise (BN), Serigraf Sannita, 1988

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