Ferrovie modenesi

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Per Ferrovie modenesi si intende la rete di ferrovie in concessione, ora di proprietà regionale, della provincia di Modena.

Alla sua massima espansione, la rete comprendeva le seguenti linee ferroviarie:

Furono iniziate altre due linee ferroviarie, la Maranello-Serramazzoni-Pavullo e la Mirandola-Rolo-Novellara, ma non sono mai state completate.

Nel 2008, solo la Modena-Sassuolo è ancora attiva e funzionante.

Furono realizzate anche delle Tranvie extraurbane a vapore che collegavano il capoluogo ed alcuni centri della provincia fra di loro. La concessione per le ferrovie era rilasciata dallo Stato, e le vetture correvano su una sede propria, mentre le concessioni per le tranvie erano di competenza delle amministrazioni pubbliche gestori delle strade sulle quali correvano. Ad eccezione della Tranvia Castelfranco-Bazzano, per la quale fu utilizzato lo scartamento ordinario di 1445 mm, lo scartamento delle tranvie della provincia era di 950 mm. Anche alle ferrovie modenesi fu applicato inizialmente lo scartamento ridotto per poi trasformarle a scartamento normale nel 1932.

Indice

[modifica] Cenni storici

Nel corso degli anni Ottanta del XIX secolo, l'amministrazione provinciale di Modena decise di collegare il capoluogo ad altri centri della provincia tramite una rete di ferrovie e di tranvie a scartamento ridotto.

La costruzione e l'esercizio fu affidato a due diverse società anonime ferroviarie: la Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale (FSMMF) e la Ferrovia Modena Vignola (FMV). La prima in particolare gestì la Modena-Sassuolo e la Modena-Mirandola-Finale, mentre la seconda ebbe l'esercizio della Modena-Vignola e delle sue diramazioni.

Nel 1917 le due società si fusero dando vita alla Società Emiliana di Ferrovie Tranvie ed Automobili (SEFTA). Tra il 1929 e il 1932 si procedette al passaggio allo scartamento normale, provvedendo alla costruzione di una terza rotaia che si affiancava a quelle a scartamento da 950 mm in modo da non interrompere il servizio di trasporto.

Nel secondo dopoguerra, la SEFTA dovette far fronte alla crescente concorrenza del trasporto pubblico automobilistico e del trasporto privato. Nel 1963, il pacchetto azionario fu rilevato dall'amministrazione provinciale con l'intenzione di operare una riorganizzazione del sistema dei trasporti, eliminando le corse automobilistiche che interferivano con il servizio ferroviario. Tuttavia, l'anno successivo si decise di sopprimere la Modena-Mirandola-Finale sostituendolo con un servizio autobus.

Nel 1969 fu soppresso il servizio passeggeri sulla Modena-Vignola, mentre il traffico merci sulla stessa linea rimase attivo fino al 1972.

Nel 1976, le concessioni passarono al Consorzio ATCM.

Dal 1º gennaio 2008, con il passaggio del ramo d'azienda ferroviario di ATCM alla Ferrovie Emilia Romagna, la gestione di quanto rimane della rete ferroviaria è affidata alla società di proprietà della regione.

[modifica] Le linee

[modifica] Modena-Sassuolo

Linea ferroviaria in Italia
Modena-Sassuolo
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Soprannome Gigetto
Inizio Sassuolo
Fine Modena
Inaugurazione 1881
Chiusura parziale 2001
Riapertura 2004
Attuale gestore FER
Vecchi gestori FSMMF, SEFTA, ATCM
Lunghezza 19,5 km
Regioni Emilia-Romagna
Scartamento 950 mm (fino al 1932)
normale
Elettrificazione 3000 V CC
Diramazioni
Deposito Modena Stazione Piccola
'
Note
Ferrovie italiane

La ferrovia Modena-Sassuolo collega il capoluogo modenese alla cittadina di Sassuolo.

Fu costruita nel 1881 dalla Società Anonima Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale (FSMMF), che aveva ottenuto in concessione anche la Modena-Mirandola. Inizialmente era a scartamento ridotto (950 mm) con trazione a vapore.

Questa linea era anche conosciuta come “al trenèin dal còcc”:in dialetto modenese il “cuccio” era la spinta iniziale che veniva impressa ai treni in partenza da Sassuolo che, sfruttando la lieve e regolare pendenza fino a Modena, congiungevano i due centri senza altro tipo di propulsione, raggiungendo velocità comprese fra i 20 ed i 30 km/h. Erano anche detti “treni a gravità”, e permettevano un notevole risparmio energetico, in termini di carbone non consumato. Pare che in testa venisse sistemato un carico pesante, un vagone di sabbia o maiali, per aumentarne la trazione verso valle. Ne era previsto solo uno al giorno, senza (ovviamente) fermate intermedie, portati a due durante la prima guerra mondiale.

Nel 1917, l'esercizio passò alla SEFTA, nata dalla fusione della FSMMF con la FMV. La società procedette al passaggio dello scartamento a quello normale tra il 1929 e il 1932. Durante il periodo dei lavori i binari erano a doppio scartamento, in modo che il servizio non fosse interrotto. Nello stesso tempo, avvenne l'elettrificazione della linea.

Nel 1970, la linea rimase l'unica sopravvissuta di tutta la rete ferroviaria della provincia.

Nel corso dei primi anni del XXI secolo, il tratto Modena Stazione Piccola - Modena RFI è stato modificato e parzialmente riconvertito, eliminando i numerosi passaggi a livello incustoditi e tramutandolo in metropolitana leggera. In particolare, da piazza Manzoni la linea è stata interrata, sottopassando la via Vignolese e la via Emilia, quindi torna in superficie a circa un chilometro dalla Stazione Centrale, sovrappassa con un cavalcavia via Divisione Acqui e con una curva raggiunge la Stazione Centrale presso Piazza Dante.

Il treno che la percorre è soprannominato "Gigetto".

[modifica] Percorso

Linea per Milano / Linea per Mantova
0,00 Modena RFI
Linea per Mirandola
Linea per Bologna / Linea per Ferrara
Modena Policlinico
Modena Piazza Manzoni
Linea per Vignola
Fornaci
Baggiovara Ospedale
Baggiovara
Casinalbo
Formigine
Fiorano
Quattroponti
20 Sassuolo ACT / Sassuolo ACTM

[modifica] Modena-Vignola

Linea ferroviaria in Italia
Modena-Vignola
[[Immagine:|280px]]
Soprannome '
Inizio Modena
Fine Vignola
Inaugurazione 1888
Chiusura 1969
Riapertura
Attuale gestore
Vecchi gestori FMV, SEFTA
Lunghezza 26 km
Regioni Emilia-Romagna
Scartamento 950 mm (fino al 1932)
normale
Elettrificazione 3000 V CC
Diramazioni Spilamberto - Bazzano
'
'
Note il tracciato è oggi in parte utilizzato come pista ciclabile
Ferrovie italiane

La ferrovia Modena-Vignola collegava il capoluogo modenese con la cittadina di Vignola.

Fu costruita nel 1888 dalla Società Anonima Ferrovia Modena Vignola (FMV) che aveva ottenuto la concessione per l'esercizio dall'amministrazione provinciale di Modena. Era lunga 26 Km ed utilizzava uno scartamento da 950 mm

Nel 1914 fu completato il collegamento ferroviario che dalla stazione di Spilamberto collegava Bazzano.

Nel 1917 l'esercizio della linea passò alla SEFTA che tra il 1929 e il 1932 procedette alla sua elettrificazione e all'adozione dello scartamento normale.

La seconda guerra mondiale provocò numerosi danni alla linea ferroviaria, tanto che si decise di non ricostruire la diramazione Spilamberto-Bazzano.

Nel 1969, la SEFTA, ora di proprietà della provincia, decise di sopprimere il traffico passeggeri. La linea rimase attiva per il traffico merci fino al 1972.

Oggi l'infrastruttura ferroviaria è completamente dismessa. Il sedime è stata utilizzato per una pista ciclabile lungo la quale si possono ancora vedere le piccole stazioni abbandonate di Vaciglio, San Donnino, Spilamberto e Cabelle. Le scritte di località sono ancora visibili.

[modifica] Percorso

Linea per Mirandola e Finale Emilia
Modena Piazza Manzoni
Linea per Sassuolo
Salicetta Op.
Paganine
San Donnino
San Lorenzo
Castelnuovo
Settecani
Belvedere
Sant'Eusebio
Rio Secco
Spilamberto
Derivazione per Bazzano
Confine
Vignola
Linea per Bologna

[modifica] Modena-Mirandola-Finale

Linea ferroviaria in Italia
Modena-Mirandola-Finale
[[Immagine:|280px]]
Soprannome '
Inizio Modena
Fine Mirandola
Inaugurazione 1883
Chiusura 1964
Riapertura
Attuale gestore
Vecchi gestori FSMMF, SEFTA
Lunghezza km
Regioni Emilia-Romagna
Scartamento 950 mm (fino al 1932)
normale
Elettrificazione 3000 V CC
Diramazioni Cavezzo - Finale
'
'
Note
Ferrovie italiane

La ferrovia Modena-Mirandola-Finale univa la città di Modena alla cittadina di Mirandola e, tramite una derivazione dalla stazione di Cavezzo, a quella di Finale Emilia.

La Società Anonima Ferrovia Sassuolo Modena Mirandola Finale (FSMMF) aveva ottenuto la concessione per l'esercizio della linea ferroviaria nel 1881 dalla Provincia di Modena. Nel 1883 fu completato il tratto Modena-Mirandola, mentre l'anno successivo fu aperto all'esercizio il tratto che da Cavezzo collegava Finale Emilia. La linea era a scartamento ridotto da 950 mm

Nel 1917, la concessione della ferrovia passò alla SEFTA che tra il 1929 e il 1932 operò l'elettrificazione e la conversione dello scartamento a quello normale.

La ferrovia fu ristrutturata dopo i danni subiti a causa della Seconda guerra mondiale, tuttavia nel 1964, la SEFTA, dall'anno precedente di proprietà dell'amministrazione provinciale, decise di sopprimerla e sostituire il servizio passeggeri con autocorse.

[modifica] Le linee incompiute

[modifica] Maranello-Serramazzoni-Pavullo

Venne progettata nel 1914 la prosecuzione della precedente ferrovia tra Modena e Maranello. Tale prolungamento avrebbe collegato il capoluogo al Comune di Pavullo nel Frignano, passando per Serramazzoni. L’idea, ambiziosa, era quella di proseguire il collegamento fino a Lama Mocogno, ed eventualmente fino in Toscana, realizzando un collegamento ferroviario fra l’Emilia Romagna e la Toscana che fosse in qualche modo alternativo alla Ferrovia Transappenninica Porrettana. In questo tratto vennero anche costruite gallerie e fabbricati, mentre ad un occhio esperto lungo la Statale Giardini (ss 12) affiorano ancora alcuni tratti della massicciata. Ma per diverse vicissitudini, quali la prima guerra mondiale, le difficoltà economiche e l'idea di un nuovo collegamento moderno con la Toscana (la ferrovia Modena-Lucca, che veniva proposta più ad ovest, lungo la valle del fiume Secchia), portarono nel 1938 alla dismissione della linea ancora prima della conclusione dei lavori.

[modifica] Mirandola-Rolo-Novellara

Un’altra linea che venne proposta, e per la quale iniziarono pure i lavori di costruzione fu quella che avrebbe collegato la stazione di Mirandola a quella di Novellara, collegando la Finale-Cavezzo-Mirandola con la Modena-Mantova-Verona (che avrebbe incrociato a Rolo) e la Reggio-Guastalla. I lavori iniziarono nel 1922, e proseguirono attraverso alterne difficoltà, fino al 1942, quando le difficoltà belliche suggerirono di rimandarne l’esecuzione ad un secondo momento, che però non arrivò mai.

[modifica] Bibliografia

  • Storia dell'ATCM
  • Cerioli, Della Bona, Fantini, “Le ferrovie provinciali modenesi. Storia di uomini e di treni”, Bologna: CEST, 1994

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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