Ferrovia Brunico-Campo Tures

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Linea ferroviaria
Brunico–Campo Tures
[[File:|280px|Percorso della Brunico–Campo Tures]]
Nome originale Tauferer Bahn
Inizio
Fine
Nazioni attraversate bandiera Italia
Lunghezza 15,332 km
Apertura 1908
Chiusura 1957
Riapertura
Gestore SB (1908–1920)
FS (1920–1957)
Precedenti gestori
Scartamento 1435 mm
Elettrificazione 750 V cc
Diramazioni
Note
Ferrovie

La ferrovia Brunico–Campo Tures (in tedesco Tauferer Bahn o Lokalbahn Bruneck-Sand) fu una linea ferroviaria che collegava il paese di Campo Tures, seguendo il corso del torrente Aurino, con la stazione ferroviaria di Brunico, posta sulla ferrovia della Val Pusteria.

Indice

[modifica] Storia

La stazione di Campo Tures su una cartolina storica

La ferrovia, nota con l'acronimo BrS (Brunek-Sand in Taufers), venne costruita nei primi anni del XX secolo, quando il Tirolo faceva ancora parte dell'Austria-Ungheria, per collegare il paese di Campo Tures (Sand in Taufers), che a già quel tempo era una meta di villeggiatura molto amata, alla già esistente ferrovia della Val Pusteria.[1]

L'iniziativa nacque dal dottor Hans Leiter e dall'industriale locale Josef Beikircher (1850-1925)[2], che fondarono un comitato promotore che nel luglio 1907 riuscì ad ottenere l'autorizzazione alla costruzione e il finanziamento statale.[1]

La costruzione della linea, il cui progetto fu affidato all'ingegner Josef Riehl, impiegò circa 300 operai.[L'informazione, probabilmente esatta, necessita di un riferimento puntuale.]

La ferrovia fu inaugurata il 20 luglio 1908.[1]

Fino alla fine della prima guerra mondiale il servizio fu espletato dalla Südbahn, che gestiva tra l'altro la ferrovia del Brennero e la ferrovia della Val Pusteria. Dopo il passaggio in territorio italiano, avvenuta nel novembre 1918, la gestione della ferrovia fu affidata alle Ferrovie dello Stato.[1]

Con l'avvento della motorizzazione su gomma e a causa dello stato sempre più precario del materiale di trazione e della linea stessa, dal 1º febbraio 1957 l'attività ferroviaria fu sostituita da corse con gli autobus; il materiale rotabile fu trasferito a Merano e venduto per la demolizione nel settembre del 1958. Dopo la chiusura la linea venne smantellata assieme a parte dei fabbricati.[3]

[modifica] Caratteristiche

La linea, a binario unico, scartamento normale ed elettrificata in corrente continua a 750 V, superava un dislivello di 38 m con un percorso di 15,332 km caratterizzato da una pendenza massima del 18 per mille e da curve con raggio minimo di 150 m.[1]

L'armamento, con caratteristiche di tipo tranviario, permetteva un carico assiale di sole 10 tonnellate.[4]

L'energia elettrica per l'alimentazione della linea, che era elettrificata sin dall'apertura, era fornita dalla centrale idroelettrica di Rio Morino con una linea a 3 kV in corrente alternata che alimentava la sottostazione elettrica di Villa Ottone, equipaggiata con un convertitore rotante 3 kV~/750 V=.[4]

[modifica] Materiale rotabile

Il servizio viaggiatori veniva assicurato con materiale con caratteristiche prevalentemente tranviarie, che comprendeva due elettromotrici a due assi con cassa in legno marcate BrS 101-102 (poi FS MACD 701-702) e due carrozze marcate BrS 151-152 (poi FS RC 73000-73001).[4]

Il servizio merci veniva assicurato con carri trainati dalle elettromotrici.[5]

Le elettromotrici BrS 101-102 appartenevano ad un tipo unificato austriaco e facevano parte di un lotto di cinque macchine costruite dalla Grazer Waggon und Maschinenfabrik vorm. J. Weiter e dalla AEG, nel 1908, per la BrS e la Lokalbahn Neumarkt–Weizenkirchen–Peuerbach, dove furono immatricolate come NWP 21.001-003.[4]

Le motrici disponevano della frenatura elettrica reostatica e della frenatura a mano. Non essendo disponibile la frenatura pneumatica, i ceppi dei freni delle carrozze BrS 151-152 venivano azionati per mezzo di un solenoide.[4]

L'organo di presa di corrente era del tipo "a racchetta".[6] Ogni motrice disponeva di due motori da 48 kilowatt.

Le motrici comprendevano un compartimento di 1ª classe a 12 posti e uno di 3ª classe a 20 posti, separati da un vano per il trasporto bagagli. Le carrozze avevano 50 posti di 3ª classe disposti in un unico ambiente.[7]

Le locomotive a vapore della ferrovia della Val Pusteria non erano adatte all'armamento leggero della Brunico–Campo Tures. Come spintore per il carro spartineve o per il traino di eventuali treni cantiere veniva usata la locomotiva ex BMB nº 1 "Meran" della ferrovia privata BMB (Bozen-Meraner-Bahn), passata nel 1906 alle IR Ferrovie dello Stato Austriache come kkStB 294.09 e alle FS come 899.006.[3]

[modifica] Percorso

Stazioni e fermate
BSicon STR.svg linea per Fortezza
BSicon BHF.svg 0,00 Brunico (Bruneck) 825 m s.l.m.
BSicon WBRÜCKE.svg fiume Rienza
BSicon xABZrf.svg linea per San Candido
BSicon exHST.svg San Giorgio (St. Georgen) 826 m s.l.m.
BSicon exHST.svg 4,20 Gais 829 m s.l.m.
BSicon exHST.svg 7,90 Villa Ottone (Uttenheim) 838 m s.l.m.
BSicon exWBRÜCKE.svg torrente Aurino
BSicon exHST.svg Molini di Tures (Mühlen in Taufers) 846 m s.l.m.
BSicon exHST.svg Caminata di Tures (Kematen in Taufers) 848 m s.l.m.
BSicon exKBHFe.svg 15,40 Campo Tures (Sand in Taufers) 860 m s.l.m.

I primi due binari e due binari tronchi della stazione di Brunico erano dotati della linea aerea di tipo tranviario. La ferrovia, subito dopo avere lasciato questa stazione, superava assieme alla ferrovia della Val Pusteria il ponte del fiume Rienza, quindi, dopo aver superato le stazioni di San Giorgio, Gais, Villa Ottone, Molini di Tures e Caminata di Tures, giungeva alla stazione capolinea di Campo Tures.[4]

Erano previste sei corse giornaliere con un tempo di viaggio da 45 a 50 minuti.[1]

L'unica opera d'arte degna di nota era il ponte sul torrente Aurino.

Al 2011, la pista ciclabile Brunico - Campo Tures corrisponde in minima parte al tracciato originario.

[modifica] Note

  1. ^ a b c d e f Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., p. 58.
  2. ^ Ivo Ingram Beikircher, Josef Beikircher (1850-1925). Ein Mann der Gründerjahre in Tirol, op. cit..
  3. ^ a b Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., p. 61.
  4. ^ a b c d e f Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., p. 60.
  5. ^ Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., pp. 58-59.
  6. ^ Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., fotografie pp. 58-61.
  7. ^ Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, op. cit., pp. 60-61.

[modifica] Bibliografia

  • (DE) Ivo Ingram Beikircher, Josef Beikircher (1850-1925). Ein Mann der Gründerjahre in Tirol, Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag 2008. ISBN 978-3-7065-4602-7
  • Helmut Petrovitsch, Da Brunico a Campo Tures, in Tutto treno, n. 250, marzo 2011, pp. 58-61

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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