Ferrovia Civitanova-Fabriano
| Civitanova – Fabriano | |
|---|---|
| Stati attraversati | |
| Lunghezza | 95 km |
| Apertura | a tratte, dal 1884 al 1888 |
| Gestore | RFI |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | no |
| Ferrovie | |
La ferrovia Civitanova – Fabriano è una ferrovia secondaria a binario semplice non elettrificata di RFI che unisce l'entroterra marchigiano con la costa adriatica presso Civitanova Marche, confluendo nella Ferrovia Adriatica. La linea tocca il capoluogo di provincia di Macerata. La tratta Fabriano – Albacina è comune con la ferrovia Roma – Ancona.
Indice |
Storia[modifica]
| Tratta | Inaugurazione[1] |
|---|---|
| Fabriano–Albacina | 29 aprile 1866[2] |
| Albacina–Matelica | 25 ottobre 1884 |
| Civitanova Marche–Corridonia | 25 novembre 1884 |
| Matelica–Castelraimondo | 15 settembre 1885 |
| Corridonia–Macerata | 22 maggio 1886 |
| Castelraimondo–San Severino Marche | 24 giugno 1886 |
| Macerata–San Severino Marche | 24 dicembre 1888 |
Il primo progetto della Civitanova – Fabriano come parte del tracciato della progettata trasversale Roma – Ancona venne sviluppato nel 1846 nello Stato Pontificio (di cui facevano parte le Marche) quando venne eletto papa Pio IX (al secolo Giovanni Mastai Ferretti) che era di Senigallia.
Già nel 1845 Carlo Ilarione Petitti di Roreto aveva ipotizzato ben tre alternative per il percorso da seguire: quella della Valle del Chienti,quella per le valli dell'Esino, del Sentino e del Chiascio e infine quella per le valli del Potenza, del Giano e del Chiascio[3]. La Segreteria di Stato studiò infatti un piano generale di ferrovie da costruire contenuto nella Notificazione del 7 novembre 1846 che comprendeva una linea trasversale destinata a collegare Roma con Napoli e linee che corrono i luoghi più popolosi dell'Umbria come Foligno e le valli del fiume Potenza fino Ancona. Il percorso si snodava per Terni, Foligno, Nocera Umbra e attraverso la valle del fiume Potenza in cui si trovavano Castelraimondo, San Severino, Macerata e fino al mare Adriatico in prossimità di Porto Recanati risalendo ad Ancona. Questa ultima tratta era in pratica il tracciato dell’attuale Civitanova-Albacina.[4] A partire dal 1848 si manifestò la preferenza dei progettisti in favore del valico di Fossato di Vico tra Gualdo e Fabriano scendendo verso la valle dell'Esino fino a Falconara a nord di Ancona. Questo progetto, approvato dal Governo Pontificio con un Decreto del 1856, fu poi recepito dal Governo Italiano e nel 1866 la linea Roma-Ancona era ormai realizzata con l’attuale tracciato.
Ma, sia i notabili , che le varie municipalità di Matelica, San Severino, Tolentino, Macerata e altre perduta la battaglia presentarono il progetto per la realizzazione di una linea che subito dopo Fabriano (ad Albacina) piegasse a sud-est per congiungersi poi con la linea Adriatica, allo scopo di avere un collegamento ferroviario con Roma, e con l’Adriatica da cui la linea doveva staccarsi a Porto Civitanova, toccare Macerata, seguire il Chienti fino a Tolentino, proseguire per il Potenza congiungendo San Severino, Castelraimondo, Matelica e Albacina. Approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 12 novembre 1864 il progetto venne rimesso nelle mani del Consiglio Provinciale al quale competeva l'onere della spesa ma, per mancanza di risorse sufficienti si dovette attendere fino al 1879 quando la legge Baccarini accollando allo Stato l'onere della costruzione delle ferrovie complementari consentì di por mano ai lavori iniziati nel 1884 e ultimati nel 1888. La linea venne incorporata nella Rete Adriatica e gestita dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali fino al 1906 quando passò alle Ferrovie dello Stato.[senza fonte]
La linea ebbe una tranquilla vita da secondaria fino alla seconda guerra mondiale quando gli alleati in avanzata distrussero la tratta Castelraimondo – San Severino per utilizzare la sede ferroviaria al posto della strada impraticabile per la distruzione di due ponti. Nel dopoguerra fu riattivata ma come altre linee con l’inizio della motorizzazione di massa perse utenza e arrivò al punto di essere chiusa. La ferma opposizione di cittadini e istituzioni locali la salvò ma esclusa da rinnovamenti e manutenzioni ebbe continue riduzioni di velocità con un servizio sempre più scadente e materiale rotabile obsoleto. La linea ha nell’ultimo decennio subito interventi manutentivi e di aggiornamento tecnologico con la trasformazione dell’esercizio a Dirigenza unica in DCO.[senza fonte]
Caratteristiche[modifica]
La ferrovia è a binario unico e non elettrificata. Nella tratta circolano treni, tutti regionali, che possono essere limitati ai due capolinea, od a Macerata, o proseguire successivamente sulle tratte Civitanova Ancona e Civitanova Ascoli Piceno. Il traffico passeggeri è di livello medio[senza fonte]. I nodi di interscambio con altre linee sono nelle stazioni di Fabriano, Albacina e Civitanova Marche.
- Lunghezza: km 86,587
- Linea esercitata con dirigente unico fino al(?) e in seguito a DCO con sede a Macerata
- Pendenza massima: 34 per mille (tra Corridonia e Macerata)
- Armamento: tipo RA.36 (in opera dal 1908) sostituito con 50 UNI
- Velocità massima: (rango C) tra 65 e 115 km/h[senza fonte]
- Raggio di curvatura minimo: 230 m
- Viadotti: 20
- Gallerie: 7 (Galleria Bura, 1.027 m)
- Passaggi a livello: 59
Percorso[modifica]
| Stazioni e fermate | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| linea per Ancona | |||||
| 0+000 | Civitanova Marche-Montegranaro | 5 m s.l.m. | |||
| linea per Lecce | |||||
| Autostrada A14 - Strada europea E55 | |||||
| 7+452 | Montecosaro | 47 m s.l.m. | |||
| 12+811 | Morrovalle-Monte San Giusto | 63 m s.l.m. | |||
| 17+021 | San Claudio di Corridonia | 82 m s.l.m. | |||
| 21+723 | Corridonia-Mogliano | 118 m s.l.m. | |||
| 27+182 | Macerata | 258 m s.l.m. | |||
| 29+050 | Macerata Fontescodella * 2004 | ||||
| 34+145 | Urbisaglia-Sforzacosta | 141 m s.l.m. | |||
| 38+626 | Pollenza | 178 m s.l.m. | |||
| 45+605 | Tolentino | 226 m s.l.m. | |||
| 48+570 | gall. Della Bura (1.027 m) | ||||
| 49+597 | |||||
| 55+593 | San Severino Marche | 236 m s.l.m. | |||
| 65+061 | Gagliole | 289 m s.l.m. | |||
| 67+119 | Castelraimondo-Camerino | 306 m s.l.m. | |||
| linea per Camerino † 1956 | |||||
| 74+246 | Matelica | 359 m s.l.m. | |||
| 82+742 | Cerreto d'Esi | 266 m s.l.m. | |||
| linea per Falconara | |||||
|
Albacina | 240 m s.l.m. | |||
|
P.M. 228 | inizio doppio binario | |||
| 227+237 | gall. Fabriano (1.717 m) | ||||
| 225+520 | |||||
| 223+903 | Fabriano | 325 m s.l.m. | |||
| linea per Pergola | |||||
| linea per Orte | |||||
Note[modifica]
- ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
- ^ Parte della linea Orte–Falconara.
- ^ Carlo Ilarione Petitti di Roreto,Delle strade ferrate in Italia e del miglior ordinamento di esse:cinque discorsi, Capolago. Tipografia e Libreria Elvetica,1845
- ^ Angelo Galli,Sull’opportunità delle strade ferrate nello Stato Pontificio e sui modi per adottarle.Riflessioni del Cav.Angelo galli Computista generale della Camera Apostolica. Roma,Tipografia Mmendicanti,1846
Bibliografia[modifica]
- Rete Ferroviaria Italiana. Fascicolo linea 105
- Silverio Maravalle Alla scoperta delle nostre linee/7:La Civitanova-Albacina,in Voci della Rotaia. Roma,Ferrovie dello Stato,1978.