Ferrovia Canavesana
| Linea ferroviaria Canavesana |
|
| Inizio | Settimo Torinese |
| Fine | Pont Canavese |
| Nazioni attraversate | |
| Lunghezza | 74 km |
| Apertura | 1865-66 (Settimo–Rivarolo) 1906 (Rivarolo–Pont) |
| Gestore | GTT |
| Precedenti gestori | FCC (?-1933) FTN (1933-1959) SATTI (1959-2003) |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | 3000 V cc (Settimo–Rivarolo) |
| Diramazioni | Rivarolo–Castellamonte (1887-1986) |
| Ferrovie | |
La ferrovia Canavesana è una linea ferroviaria italiana, gestita da GTT, che dalla stazione di Settimo, collega i comuni del canavese di: Volpiano, San Benigno Canavese, Bosconero, Feletto, Rivarolo Canavese, Favria, Salassa, Valperga, Cuorgnè, Pont-Canavese.
Tra tutte le stazioni, ricopre ruolo di particolare importanza la stazione di Settimo che permette un interscambio con la linea ferroviaria Torino - Milano, gestita da Trenitalia.
Indice |
[modifica] Storia
| Tratta | Inaugurazione[1] |
|---|---|
| Settimo Torinese–Volpiano | 1º luglio 1865 |
| Volpiano–Rivarolo Canavese | 17 giugno 1866 |
| Rivarolo Canavese–Castellamonte | 25 luglio 1887 |
| Rivarolo Canavese–Pont Canavese | 1º luglio 1906 |
La costruzione fu avviata dalla Società Anonima della Strada Ferrata Centrale del Canavese e fu approvata con atto del notaio Giuseppe Turvano l'11 agosto 1856. I lavori iniziarono nei mesi seguenti.
I promotori di questa impresa ferroviaria furono gli imprenditori del Canavese ed esponenti della finanza torinese, intenti ad attuare una politica di miglioramento e di progresso dell'economia piemontese, puntando quindi a incentivare le aree del Canavese. La soluzione fu quella di pianificare la costruzione di una strada ferrata che collegasse le opulente aree al capoluogo. La ferrovia contribuì al rapido sviluppo economico e industriale delle zone del Canavese da essa attraversate.
[modifica] Presentazione
La ferrovia del Canavese o Canavesana permette un rapido collegamento tra i Comuni sopra citati con il capoluogo piemontese e in particolare essa permette il transito dei treni GTT in ben quattro stazioni di Torino: Stura, Dora, Porta Susa e Lingotto. Per questa ragione la vasta e ricca area del Canavese, molto popolata e caratterizzata da un gran numero di attività industriali ivi organizzate, rimane opportunamente servita da questa ferrovia. È possibile raggiungere Torino in tempi relativamente lunghi da Rivarolo un po' meno di 50 minuti e attraversarla longitudinalmente percorrendo l'intero tratto che va dalla stazione Stura alla stazione Lingotto.
Il tragitto Stura-Lingotto viene percorso dai treni in circa 15 minuti e assume certamente la funzione di metropolitana di superficie. Fra non molto 12 km di ferrovia che attraversa le zone urbane e parte dell'area metropolitana di Torino verranno interrati secondo il progetto chiamato passante ferroviario di Torino.
Rispetto alla Torino-Ceres, correlata alla Canavesana in quanto entrambe sono gestite da Gruppo Torinese Trasporti, la linea della Canavesana è più funzionale poiché permette ai clienti di accedere in maniera veloce e rapida, senza cambiare convogli, ai quartieri più importanti e produttivi di Torino (Barriera di Milano, Centro, corso Francia, Crocetta, Santa Rita, Mirafiori e Lingotto). La ferrovia serve quindi una vasta gamma di clienti, tra studenti, lavoratori e turisti, soddisfacendo ogni esigenza di orario. È possibile raggiungere anche l'area metropolitana di Torino sud poiché la ferrovia è direttamente collegata con la tratta Torino-Chieri, gestita da Trenitalia. Parecchi dei treni GTT, offrendo un vantaggio speciale, a seconda della fascia oraria, percorrono la tratta delle Ferrovie dello Stato e fermano a Moncalieri, Trofarello e Chieri (capolinea). Detto tratto percorso dai convogli GTT, oltre a quello urbano (il tratto Stura-Lingotto), viene denominato intuitivamente servizio ferroviario metropolitano, che si aggiunge quindi alla ferrovia Canavesana, consentendo la prosecuzione delle corse provenienti dal Canavese verso l’area metropolitana sud-est di Torino fino alla collina (Chieri).
Un particolare vantaggio offerto dalla ferrovia è il rapido collegamento con Porta Susa, secondo scalo ferroviario di Torino dopo Porta Nuova e punto nevralgico della città. La stazione di Porta Susa è destinata ad assumere un ruolo di maggiore importanza rispetto a Porta Nuova, proprio per la sua collocazione nel centro geografico di Torino e perché dispone del maggior numero di linee urbane e suburbane di interscambio con la ferrovia, nonché della linea 1 della metropolitana automatica di Torino, in costante esercizio.
[modifica] Percorso, stazioni fermate
La ferrovia canavesana è lunga 74 km e parte da Pont-Canavese, dirigendosi a sud est seguendo il percorso del Torrente Orco, pochi gradi più a est della ferrovia, e percorre un tratto di circa 8 km fino a Cuorgnè, cittadina di importanza notevole poiché rappresenta un punto nodale in cui convergono le principali direttrici delle autolinee locali dirette a Ivrea, Pont, Castellamonte e Forno Canavese gestite sempre da GTT. Proseguendo verso sud di circa 7 km, si arriva a Rivarolo, stazione di discreta importanza essendo anch'essa servita da alcune direttrici di autolinee locali. Le autolinee sono in servizio nelle zone del Canavese del Nord non servite dalla ferrovia oppure sono anche finalizzate a sostituire le corse ferroviarie dirette a Pont-Canavese perché molti treni provenienti da Torino terminano la corsa a Rivarolo e viceversa molti treni diretti a sud partono proprio da Rivarolo. A Rivarolo si cambia convoglio, anche se il numero del treno è lo stesso, perché la parte sopra fino a Pont non è elettrificata, e la stazione di Rivarolo è detta "di testa", cioè i binari terminano all'interno della stazione.
Per interesse turistico occorre ricordare che da Pont-Canavese è possibile raggiungere Ceresole Reale (1650 m s.l.m.) usufruendo di una speciale autolinea turistica della Comunità Montana Valli Orco e Soana.
Dopo Rivarolo proseguendo verso sud, tutti i treni GTT in servizio (giornalieri e feriali) garantiscono le corse fino a Torino Porta Susa.
Oltre Rivarolo, stazione di testa, la ferrovia segue un percorso diritto avanzando parallelamente alla SS460 di Ceresole Reale fino a Feletto. Dopo Feletto, la ferrovia devia leggermente a est distaccandosi dalla Statale e attraversa il Medio Canavese fermando a Bosconero e San Benigno Canavese. La ferrovia attraversa anche Volpiano, comune industriale e agricolo, ultima stazione appartenente all’area del Canavese, avendo ormai percorso l’intero tratto propriamente “del Canavese”, lungo 33 km.
Oltre Volpiano, la ferrovia raggiunge Settimo Torinese, zona industriale ad alta densità di popolazione. Settimo è classificata tra i più vasti e popolati comuni dell’area metropolitana di Torino, essendo la zona contenente il maggior numero di impianti industriali. La stazione di Settimo è anche di per se stessa importante non solo perché la ferrovia comincia ad addentrarsi nell’area suburbana, ma anche perché detta ferrovia si raccorda con le linee ferroviarie veloci dirette a Milano, Chivasso, Santhià ed Aosta gestite da Trenitalia. Infatti la ferrovia canavesana si è unita da nord alle linee di FS, dirette a est. Quindi da Settimo fino a Torino (eventualmente anche a Chieri) i convogli GTT percorrono un tracciato dell'azienda statale, che ha concesso l'accesso anche ai treni GTT (tutti regionali), destinati a servire in linea di massima i pendolari della zona.
Da Settimo in giù è opportuno ricordare che la linea ferroviaria diventa a doppio binario, mentre la tratta del Canavese è ancora a binario singolo. Dopo Settimo infatti aumenta il traffico ferroviario perché ci si avvicina sempre di più al capoluogo. Specificando, il percorso verso Torino a cominciare da Volpiano diventa più vario: mentre sul tratto del Canavese il treno scorre in mezzo a prati e campi, in un’ area pianeggiante e regolare, oltre Volpiano (219 m s.l.m.) la ferrovia incrocia l’A5 (Autostrada per Aosta) e l’A4 (Autostrada per Milano). Il collegamento ferroviario fra i Comuni di Volpiano e di Settimo è lungo 8 km.
Nell'abitato di Volpiano, in una zona prettamente agricola, si dirama dalla linea un tronchino con annesso Passaggio a livello diretto al Deposito Doganale Eni atto ai Servizi ausiliari dei mezzi di trasporto idrocarburi.
Il paesaggio risulta ben diverso oltre Settimo: la ferrovia diretta a Torino è destinata a svoltare nettamente verso Occidente e poi attraversa gli impianti industriali ivi collocati e la centrale elettrica, passando di nuovo sotto l’A4 e incrociando la SS11 Padana Superiore. La velocità media adottata su questa tratta è più alta rispetto a quella tenuta sul Canavese (circa 90 km/h).
Dopo cinque minuti da Settimo si giunge all'interconnessione della linea ad Alta Velocità Torino - Milano e a Torino Stura, stazione decentrata di secondaria importanza rispetto alle altre stazioni operative di Torino (destinate al transito dei treni passeggeri e merci), ma in fase di ampliamento.
La stazione è chiamata “Torino Stura” perché si trova non lontano dal fiume Stura ed è destinata a servire un’area indubbiamente industriale. È collocata tra i quartieri Abbadia di Stura, Falchera, Rebaudengo e l’ipermercato Auchan, proprio al termine di corso Giulio Cesare e precisamente posizionata sotto il cavalcavia che collega il corso all’autostrada di Milano. Da Settimo a Torino Stura, la ferrovia passa sotto la SS11 e devia a sud, allineandosi alla Torino-Milano. I confini della ferrovia sono delimitati da barriere frangisuono, per evitare troppo inquinamento acustico prodotto da treni e veicoli su gomma.
Partendo da Stura, il treno avanza sempre più a ovest e finisce con l’allinearsi con la superstrada Torino-Aeroporto, convergendo nei pressi di Piazza Rebaudengo, sottopassando (come in ogni incrocio fra la ferrovia e le superstrade) perpendicolarmente corso Grosseto. Il treno inizia la sua corsa all'interno del nuovo passante ferroviario di Torino, totalmente in galleria, passando le stazioni di Torino Fossata-Rebaudengo e Torino Dora, entrambe non ancora attive.
Si giunge così alla nuova stazione di Porta Susa, all'altezza di Corso Bolzano.
Dopo sette minuti il treno giunge a Torino Lingotto, stazione che permette il transito dei treni per Asti, Alessandria, Pinerolo e Cuneo e il centro sud Italia, usata da Trenitalia.
La linea ferroviaria che collega le estremità nord e sud di Torino rappresentate rispettivamente da Stura e Lingotto è lunga 16 km.
Oltre Lingotto il treno sta per varcare la periferia sud-est di Torino e si dirige verso l'area metropolitana: cinque minuti per Moncalieri e altri diciassette per Chieri, con Trofarello come fermata intermedia in un tracciato lungo 18 km.
[modifica] Il servizio ferroviario metropolitano
Il servizio ferroviario metropolitano è un servizio complementare a quello della ferrovia Canavesana che permette il prolungamento della stessa fino all'area metropolitana sud-est di Torino. Comprende anche la tratta ferroviaria urbana e suburbana da Torino Stura a quella di Torino Lingotto). Integra la ferrovia Canavese per incentivare i trasporti locali verso il capoluogo piemontese, le sue relative periferie e le zone limitrofe importanti pervase da attività industriali.
Originariamente il tratto Lingotto-Chieri non esisteva sicuramente o più precisamente non era possibile collegare i treni provenienti dal Canavese in maniera rapida e diretta come ora. La realizzazione e il perfezionamento di questa linea ferroviaria suburbana è stato reso possibile con la costruzione della stazione di Lingotto, avvenuta solo nel 1984. Dopo di che l'azienda torinese Satti, ha investito e provveduto perché la tratta fosse migliorata e perché venisse instaurato un diretto collegamento tra Porta Susa e con il Canavese.
Detta tratta viene sfruttata dal 90% dell'intero traffico ferroviario GTT che avviene nella tratta Porta Susa-Rivarolo, anche se è opportuno ricordare ai viaggiatori che i problemi tecnici relativi al Passante Ferroviario di Torino sono innumerevoli e influiscono ora sul normale transito dei veicoli in maniera incidente proprio sul tratto Porta Susa-Chieri, quindi sul servizio ferroviario metropolitano.
[modifica] Parco rotabili
All'inizio del 2008 sulla Canavesana circola un parco rotabili piuttosto eterogeneo.
- Elettrotreni Fiat ETR Y0530 (001/007) in livrea arancio.
- Automotrici ALn 668 (D1/D12) alcune nella nuova livrea GTT ed altre nella originaria livrea rossa.
- Rimorchiate Ln 664 (R1/R7).
- Rimorchiate Ln 882 (R1/R5).
- Automotrici ALn 668 M (001/007) In livrea GTT e arancio.
- Elettrotreni Alstom TTR (tipo ALe 501/502) nella nuova livrea GTT.
Gradualmente verrà adottata la nuova livrea GTT su tutti i mezzi circolanti.
È in corso un processo di accantonamento di alcune ALn 668.
[modifica] Dati
Rotabili prevalentemente usati: Elettrotreni TTR di Alstom ed elettrotreni FIAT ETR Y0530 con pianale ribassato per permettere l'accesso ai disabili.
Velocità commerciale: 38 km/h
Velocità media effettiva tenuta sull’intera linea: 70 km/h
Numero di fermate: 21 (19 su ferrovia)
Passeggeri trasportati ogni anno (milioni): 2,6
Frequenza treni: variabile (nelle ore di punta, ogni mezz’ora, altrimenti ogni ora o cinquanta minuti
Orari di massima frequenza (ore): sud-nord 12-14, 17-18 nord-sud 6-8
Puntualità dei treni: rispettata e mantenuta costante salvo casi eccezionali
Percentuale dei treni con ritardo < 5 min: 87%
Percentuale ritardo < 15 min: 98%
[modifica] Svantaggi e lamentele
Pochi sono gli svantaggi derivanti da questa ferrovia: tenendo conto della quasi assoluta mancanza di forti ritardi responsabili di disagi agli utenti, possono sopraggiungere due problemi: uno dovuto all’attesa delle coincidenze a Settimo, in cui i treni GTT sono obbligati a dare le precedenza ai convogli di Trenitalia, risentendo dei loro ritardi; l’altro è dovuto ai lavori del Passante, che è temporaneo e incide poco sul normale transito dei treni. È relativo esclusivamente alla tratta Porta Susa-Lingotto, ove si è operato il taglio di alcuni binari per lasciare spazio alla nuova stazione.
[modifica] Diramazione per Castellamonte
| Linea ferroviaria Rivarolo – Castellamonte |
|
| Nazioni attraversate | |
| Lunghezza | 7 km |
| Apertura | 1887 |
| Chiusura | 1986 |
| Gestore | GTT (corse effettuate con pullman) |
| Scartamento | 1435 mm |
| Elettrificazione | no |
| Note | Tratta dismessa nel 1986 |
| Ferrovie | |
La ferrovia Rivarolo – Castellamonte venne fortemente voluta dalla città di Castellamonte che intendeva, come gli altri centri importanti del Canavese (Rivarolo Canavese, Cuorgnè e Ivrea), collegarsi con Torino. Il tracciato era breve e attraversava solo tre comuni, ovvero Castellamonte, Ozegna e Rivarolo Canavese. Il percorso correva parallelo alla provinciale 222 attraversandola in due punti. Fu dismessa con altre linee piemontesi con la riforma dei "rami secchi" nel 1986. La linea Castellamonte-(Ozegna)-Rivarolo Canavese è attualmente gestita da pullman che effettuano molti collegamenti giornalieri. La ditta che ora gestisce l'autolinea Castellamonte-Rivarolo è la ex SATTI che dopo la fusione con ATM-Torino ha preso il nome di GTT.
[modifica] Caratteristiche
Sviluppo tratti in curva: 18,6 %
Pendenza media: 8,3 ‰
Pendenza massima: 15 ‰
[modifica] Storia
Fu attivata il 25 luglio 1887[2].
[modifica] Percorso
| Stazioni e fermate | |||
|---|---|---|---|
| Linea per Settimo | |||
| Linea per Pont | |||
| 0+000 | Rivarolo | ||
| "Rivarolo" | |||
| 2+000 | torrente Orco | ||
| 4+488 | Ozegna | ||
| 7+000 | Castellamonte | ||
[modifica] Note
- ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
- ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Editrice il Punto, 2002.
[modifica] Altri progetti
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